"bancari"...vil razza dannata..

Disperazioni impiegatizie

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quando perdi una persona cara..
la tristezza pare attanagliarti il cuore...
ma l'affetto che ti univa a lei ti porta a considerare una grande fortuna avere
mille ricordi che possano riportarla,per un attimo. in vita!!
gre;at victory despite the usual theft ! Quando perde la juventus tutta Firenze festeggia Che i gobbi vadano a quel paese !

vita frenetica


Berti Andrea


6andrea56@myopera.com
andr.berti@tiscali.it

tragica verità

Chi sbaglia per incapacità o per malafede, ma ha gli agganci giusti nel mondo della politica,
non paga mai...
pagano gli altri che non hanno santi in paradiso e che magari hanno fatto il loro dovere per "una vita"
questa società è schifosa..
diamogli una spallata e mandiamola al..diavolo....
un altro mondo è possibile..
deve esserlo !!!

Blog di Beppe Grillo

Il 9 ottobre a Siena si tiene un'importante assemblea al Monte Paschi di
Siena in cui il presidente Profumo dovrebbe chiedere i pieni poteri sulla
banca. Il MoVimento 5 Stelle sarà presente. Io mi troverò in viaggio per
la Sicilia e non potrò quindi partecipare, ma non mancherò alla prossima
assemblea. Il MPS è un mistero (?) gioioso. La crisi di una banca tra le
più solide del mondo con mezzo millennio di vita nessuno. Dopo 5 anni,
nessuno ha ancora spiegato le ragioni dell'acquisto della banca
Antonveneta per dieci miliardi quando ne valeva tre. Qualcuno ha fatto la
cresta? Ci sono delle indagini in corso? Dei responsabili? Pubblico un
articolo (*), sempre attuale, di Mauro Aurigi, organizer del Meetup di
Siena, che spiega la "scellerata operazione".

"Alla vigilia dell’Assemblea del Monte sul bilancio 2010 e di quella per
l’aumento di capitale, è opportuno ricordare cosa è stato l’ “affare”
Antonveneta. Cinque miliardi (o forse sette) buttati al vento. Nel
settembre del 2007, alla fine di una caldissima vertenza, la grande
multinazionale spagnola Banco Santander entra in possesso della banca
padovana al costo di 6,6 miliardi di euro. Ma gli spagnoli si accorgono di
non avere fatto un buon affare: stando alla stampa l’Antonveneta ha perso
clientela (-35%), perde depositi (-3,2%), perde il capitale netto
consolidato (-4,1%) e perde nel conto economico (6 milioni). Così
scorporano dal suo patrimonio l’ottima partecipazione Interbanca (1,6
miliardi) e cercano se possibile un pollo. Tre o quattro mesi dopo lo
trovano nel Monte dei Paschi, il quale poteva bene opporre al Santander il
seguente ragionamento: "Ti libero da quel peso per 3 miliardi, che è il
suo valore reale, e ti faccio un piacere … no? … allora per 5 miliardi,
che è quanto l’hai pagata al netto dell’Interbanca, non un euro di più …
neanche così? … va bene, mi voglio rovinare, ci rimetto, ma mi rafforzo
nel Nord est e per questo faccio un sacrificio: ecco qua 6 miliardi che è
molto più di quanto l’hai pagata … non puoi pretendere di più … tu non
puoi pretendere che ti trasformi una perdita in un guadagno e io non posso
fare la figura del rincoglionito davanti al mondo …non ti va bene? …
allora cercati un altro pollo".
E invece no. Nel giro di un solo giorno, dice la stampa, il Monte decide
di fare una figura ben peggiore: travolto da un raptus di folle
“generosità” che non ha precedenti nella storia economica mondiale, si
impegna non per 6 e neanche 7 e neanche 8 e neanche per 9, ma per ben 10
miliardi di euro (ossia 20.000 miliardi di lire!) per rilevare un'impresa
che a 5 miliardi era giù un pessimo affare. Al Santander esultano: in soli
tre mesi da quel pessimo affare hanno guadagnato 5 miliardi (rendimento:
100% in un trimestre, il 400% su base annua!). Antonveneta tornata
italiana? No, sono 10 miliardi italiani che vanno all’estero!
Incredibilmente si esulta anche al Monte, in Città e nel Paese: come se
fossimo ancora in pieno ventennio fascista, i corifei – istituzioni,
politici, sindacati, associazioni economiche, la stampa locale e
nazionale, la solita clientela e anche Forza Italia senese, che così passa
dalla mancata opposizione al sostegno convinto e entusiasta della
maggioranza – innalzano peana di ammirazione per la brillante operazione
del Mussari. Grandi giornali accreditati che si congratulano per il
ritorno in Italia di una banca che dall’Italia non si era mai mossa, e che
tacciono sul fatto che invece dall’Italia se ne vanno davvero 10
italianissimi miliardi! Tutti sembrano convinti che il Monte e l’Italia si
siano improvvisamente arricchiti di 10 miliardi. Incredibile. Eppure
l’operazione è scellerata sotto ogni punto di vista. All’epoca il Monte
valeva 9 miliardi. Ciononostante compra una banca grande la metà (1.000
sportelli contro i propri 2.000) per giunta dalla salute assai precaria, e
la paga una cifra superiore al proprio valore. Anzi non la paga perché in
cassa non c’è una lira. Mia madre, casalinga classe 1910, terza
elementare, avrebbe capito al volo che queste cose non si fanno, anche ad
avere i soldi necessari. Ma non l’ha capito il Mussari che invece è un
laureato dei nostri tempi e che da un bel po’ appare sulle pagine
economiche di mezzo mondo. Inutile aspettarsi reazioni dagli altri
amministratori o da quelli della Fondazione, tutti tenuti strettamente al
guinzaglio.
Ma là dove il gioco del danaro si fa duro, là dove nessuno è disposto a
sprecare fiato e denaro per i begli occhi del Mussari o del Monte dei
Paschi, là dove si sa che i 10 miliardi bisogna pur pagarli e che non è
un'impresa da poco per un Monte che ne vale solo altrettanti, là dove si
sa che bisognerà vendere un’enorme quantità di cespiti attivi procurando
così un forte indebolimento della struttura patrimoniale e che bisognerà
lanciare uno spropositato aumento di capitale (operazioni concomitanti,
per giunta, con una crisi spaventosa del mercato immobiliare e mobiliare),
là tira tutta un’altra aria. Il giorno dopo l'improvvisa e del tutto
inattesa notizia dell'operazione i mercati internazionali approvano
l'azione di alleggerimento del Santander premiandolo con un balzo in borsa
di oltre il 14%, e puniscono il Monte con un rovescio di oltre il 10%. Le
società di valutazione fanno il resto. Alla faccia dei corifei in
adorazione, compreso l’onorevole Ceccuzzi che ha capito così bene come
stanno le cose che ancora oggi inneggia a quell’eccezionale successo (e
pensare che rischia di fare il sindaco a Siena per i prossimi 5 anni). Il
Monte indebitato (per la prima volta nella sua storia), la Fondazione
dissanguata. Mussari si impegnò a comprare per 10 miliardi una banca che
per sua stessa ammissione ufficiale (Documento informativo alla Bankit del
15.6.2008) ne valeva 3, senza avere una lira in cassa: l’antica cultura
della cautela che aveva permesso al Monte, unica banca al mondo, di
sopravvivere per oltre mezzo millennio, massacrata. Neanche 20 anni fa era
la banca più solida d’Europa e la più liquida d’Italia – qualcosa come 4 o
5 miliardi di euro ai valori di oggi – la massima finanziatrice
dell’interbancario (tutte le banche, anche le massime, ricorrevano ai suoi
finanziamenti). Ora a poco più di 15 anni dalla privatizzazione e dopo la
cura della sedicente sinistra che ne ha assunto il controllo, non c’è più
una lira e, dice la stampa, “MPS è tra le banche peggio capitalizzate in
Europa”. Ha dovuto indebitarsi pesantemente (il Monte che per la prima
volta nella sua storia si indebita!). Hanno sbandierato i risultati degli
ultimi anni, ma si trattava per lo più utili inesistenti o virtuali
(prelevamenti dalla riserve, cartolarizzazioni, plusvalenze da alienazioni
di cespiti accumulati quando la banca era pubblica, ecc.), comunque subito
distribuiti per foraggiare gli azionisti privati e le operazioni ben
“selezionate” della Fondazione. Quella casalinga con la terza elementare
di mia madre, quando aveva in programma un investimento tesaurizzava ogni
centesimo per anni se necessario, accumulava non scialacquava. Il mistero
di quei 5 miliardi, forse 7, pagati inspiegabilmente in più ora pesa sul
futuro del Monte (e di Siena) come un macigno. Sembra di rivedere una
pellicola già vista: quella della Banca 121. Solo che quella fu
un’operazione (neanche 1,3 miliardi di euro spesi per “niente”) da
dilettanti rispetto a questa. Senza contare che la Fondazione si sta
dissanguando per partecipare agli aumenti di capitale, rischiando anche di
scendere sotto la quota di controllo (ma che bel risultato: la Banca
senese dopo 539 anni finalmente fuori dal controllo della sua città!).
Dopo l' "affare" Banca 121, questo potrebbe alla lunga manifestarsi come
il colpo di grazia. Perché non c’è speranza: ai generali che hanno perso
la guerra non gli si riaffida l’esercito, ma qui coloro che si sono resi
responsabili di simili scelleratezze sono ancora in sella, anzi fanno
carriera con retribuzioni da capogiro, mentre, cosa più drammatica di ogni
altra, non una sola voce si è alzata per mandarli a casa.
No, non c’è speranza." Mauro Aurigi

<http://www.beppegrillo.it/>

--
Berti Andrea


6andrea56@myopera.com
andr.berti@tiscali.it
Felicemente....uniti!!

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l'anima dell'uomo è sensitiva e ragionevole insieme:( ninja

Poesia Spleen di Charles Baudelaire

Spleen
Quando il cielo basso e greve pesa come un coperchio
Sullo spirito che geme in preda a lunghi affanni,
E versa abbracciando l'intero giro dell'orizzonte
Una luce diurna più triste della notte;

Quando la terra è trasformata in umida prigione,
Dove come un pipistrello la Speranza
Batte contro i muri con la sua timida ala
Picchiando la testa sui soffitti marcescenti;

Quando la pioggia distendendo le sue immense strisce
Imita le sbarre di un grande carcere
Ed un popolo muto di infami ragni
Tende le sue reti in fondo ai nostri cervelli,

Improvvisamente delle campane sbattono con furia
E lanciano verso il cielo un urlo orrendo
Simili a spiriti vaganti senza patria
Che si mettono a gemere ostinati

E lunghi trasporti funebri senza tamburi, senza bande
Sfilano lentamente nella mia anima vinta; la Speranza
Piange e l'atroce angoscia dispotica
Pianta sul mio cranio chinato il suo nero vessillo

<http://www.poesieracconti.it/poesie/a/charles-baudelaire/spleen>

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Andrea Berti
andr.berti@tiscali.it
sad sad sad sad sad sad

inutilità consumistica

In Italia hanno promulgato una legge per cui i negozi possono restare aperti a loro piacimento.
adesso ho molto più tempo per andare a vedere gli altri fare acquisti.
essendo un lavoratore dipendente pago le tasse e quindi non mi rimane che le briciole per gli acquisti..
però potrei spendere a qualunque ora del giorno e della notte.
ma vadano tutti a quel paese.......
in Italia sta finendo un anno tremendo..
ne inizia un altro che si preannuncia peggiore..
speriamo bene...
comunque..AUGURI A TUTTI !!
in qualunque parte del mondo voi siate..e che l'anno nuovo porti
tutto quello che desiderate
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