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MARIA BRUNEREAU

ARTIST PAINTER

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Echi dalla civiltà azteca

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Nella splendida cappella Marinoni di Cerete Alto, delizioso paese della Valle Seriana, ha esposto nel corso del mese di agosto la pittrice Maria Brunereau. Bella e interessante sorpresa per i numerosi turisti presenti, attirati dagli splendidi paesaggi bergamaschi e dai non meno stuzzicanti menu tradizionali da gustare all’aria aperta che hanno animato le numerose feste e sagre paesane.

Le opere di Maria Brunereau rappresentano un’incredibile esperienza visiva ed emotiva che ha il potere di farci compiere un suggestivo viaggio nell’arte e, contemporaneamente, a ritroso nel tempo nella civiltà atzeca. Non è cosa di tutti i giorni vedersi riprodotti e reinterpretati i valori mitologici e simbolici, ma anche umani e spirituali, di uno dei popoli precolombiani più evoluti.

I misteri di questo popolo vengono trasfigurati con sapienti richiami dal fascino criptico dall’artista fino a diventare una chiave di lettura e interpretativa del nostro tempo, attraverso le immagini dei corpi nudi, maschili e femminili, in plastiche espressioni, simboli formali dell’essenza stessa dell’umanità che si perpetua.

Di quell’antica civiltà, fascinosa e oscura, che nella tradizione viene descritta spesso come soggiogata da severe e austere regole etiche e oppressa da divinità incombenti e minacciose, si riprendono i concetti espressivamente vitali e questa fase è ancora più evidente nei ritratti dei volti, nell’armonia degli incarnati ben disegnati, nel bagliore penetrante degli sguardi fieri, in quell’atteggiarsi delle labbra che paiono colte nel momento stesso in cui stanno per rivelare verità misteriose e trascendenti.

Qui risiede il fascino della pittura di Maria Brunereau: nello scavare tra le radici profonde di un passato e ripescarne con devota e ammirata passione gli stimoli più preziosi, lasciando che il fruitore della sua arte raffinata venga colto da una sorta di interiore e bruciante rimorso che affonda le sue radici nello scoprirsi complice – per quanto lontano nel tempo – della meschina e gretta voracità dell’Occidente conquistatore.

Dr. Ugo Perugini
Altro sito dove scrive:
www.vialesusanna.com/index.html