Diario di un furfante - Diario de un sinverquenza

(tra serpenti e cinghiali) - (entre serpientes y javalis)

Verso il mondo - Note del 30 e 31 -03/10-


30/03/10 (ore 14:30)

Soffia il vento.

Perche i ricordi sono cosi importanti nella nostra vita?,perche li attribuiamo questo valore infinito?,se sono finiti,sono cose passate.

Ogni giorno che arriva è sempre diverso,nuovo,ogni attimo è nuovo.
Nonostante tutto cio,viviamo se non sempre,quasi,nei ricordi.

E non è il ricordo in se,un problema,semmai è il peso che ha nella nostra vita,in che posizione lo mettiamo,e se lo vediamo solo per quello che è,anzi era,perche non c'è gia piu.

Tutto finisce e inizia,inizia e finisce.Niente è eterno.

Ho scritto su Facebook:

Staccato dalla materia,staccato dallo spirituale.
Intendevo dire,che non mi aggrappo a niente,solo cammino,nemmeno corro,solo,vado.
Essere soli,non è penso credere in un qualche cosa,ma è sapere perche si è soli.

Decidere di se,verso anche gli altri.Non è una dimostrazione di saggezza o di paura,oppure di debolezza,e solo stare con se stesso,quardarsi dentro e fuori,accettarsi per quello che si è.

Vogliamo cambiare?,allora non cìè un altra soluzione che provare a farlo,ognuno poi puo trovare il suo metodo,che pero cambia constantemente,perche i problemi,sono sempre diversi.

Qualche persona mi ha chiesto,come si puo essere felici.Credo che uno stato tale esista per il semplice fatto,che tu credi di essere triste,ma non ci addentriamo nel perche vogliamo essere felici,quando gia il fatto che ci svegliamo alla mattina,dovremmo essere riconoscenti alla natura,di essere qui,nel mondo.
Perche prima o poi c'è ne andremo,e forse non è il miglior metodo,quello di pensare,come si puo essere felici.

Se solo parlissimo di piu tra noi,del cambiare,del rinnovarsi,di perche ci arrocchiamo su posizioni,da cui poi non vogliamo piu scostarci,forse capiremo i problemi.

Sarebbe interessante registrare una discussione su cio e poi,riascoltarla,forse molta gente (io compreso) si renderebbero conto che quello che dicono,non è sempre quello che fanno.

Qualche amico mi ha detto che devo scavare dentro di me,ma posso scavare quanto voglio,magari poi passo anche dall'altra parte (se mai esistesse),ma l'esterno?.

Perche parliamo sempre di quardarci dentro?.

Non esiste anche un esterno?,e soppratutto,non sono la stessa cosa?.

Siamo noi quelle due cose,ed è una unica,non separate.

Viviamo insieme al interno e al esterno,da quando nasciamo,fino alla morte,ma pare che il pensiero,di
cio,nemmeno sfiori le persone.

Preferiamo dire,se cambi dentro,vedrai che si ripercuotera anche fuori,ma siamo sicuri?.

E cambiare dentro e fuori,allora non è possibile?.

Io credo di si.

31/03/10 (ore 20:45)

Scuotersi da addosso i pensieri.Fare in modo che scivolino via,e che non rimangano attacati a noi.

Per riuscirci,ho dovuto,liberarmi dalla schiavitu che esercitano,le azioni dei pensieri sui ricordi.
Semplicemente.

Non è dare tutto per scontato,oppure l'opposto.

E propio cosi,come ho scritto prima.Non dobbiamo essere schiavi di noi stessi.

Siamo noi,la nostra prigione,se non vogliamo cambiare.

Questa parola la leggo sempre,compassione,e mi ha sequito per tutta la vita.

Ma noi lo siamo?.Riusciamo a capire,se no,perche?.

Compassione,non vuol dire,provare pena per questo o quello.

La compassione che intendo io,e quella di sapere che ogni nostro prossimo,è un altro,che pero noi vediamo attraverso i nostri occhi,il quaio se ci dovrebbe esssere,incomincia propio in quel momento.

Provo un senso di tenerezza,a ricordare i giorni trascorsi con questa mia amica,che non vedevo da tanto tempo.

Nonostante tutto,nonostante le cose siano andate,come sono andate,vorrei che lei stesse meglio con se stessa.

Io non posso trovare una soluzione ai suoi problemi,se non aiutandola a tenere i figli,ogni tanto,ma per il resto,se non si riesce a comunicare tra di noi,non c'è un altro metodo,per entrare in relazione.

Per me la relazione,non è altro che parlare di se stessi.

Liberamente,senza imposizioni e dicendo la verita.

Se non ci sono queste cose,è davvero difficile,potersi addentrare nei problemi di ognuno di noi,se non di
cendo delle cose,che di solito pero,sono le consequenze di tali problemi.

Dovrei scrivere che li voglio tanto bene (e lo fatto),credo pero che non diro mai piu una frase simile,sono stato incoerente con me stesso.

Mi sono avvicinato come amico,e sono stato travolto (o ho anche,travolto io),da varie cose.

Subito pero mi sono accorto che c'era qualche cosa che non era al suo posto,forse ero propio io.
Il mio modo di disintegrare tutto,per ricominciare da capo,puo dare molto fastidio,a chi non vuole assolutamente cambiare,anche se tenta di provarci.

Non serve,provare,bisogna agire su se stessi.

Non ho una magia,nelle mani e neanche da qualche atra parte.

Vivo nel momento,senza aggrapparmi ad esso.

Alla fine,sembrerebbe che quello che doveva cambiare,ero io,ma a me mi pare di essere sempre in cambiamento,e propio per questo sono dovuto andare via,propio perche non posso,e non voglio,fermarmi.

Posso ascoltare,posso parlare,posso fare qualsiasi cosa,ma non quella di atrofizzarmi,non aiuterei quella persona (o altre) a cambiare,anzi.

Io tento sempre di aiutare,forse sbaglio,ma provo.

Foto (rustico in Val Boreca) + Disegno/Dibujo nuovo/nuevo 06/03/10 Voi e Noi - 02/04/10 (ore 4:00)

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