My Opera is closing 3rd of March

Diario di un furfante - Diario de un sinverquenza

(tra serpenti e cinghiali) - (entre serpientes y javalis)

Combinazione di Santa Maria della Campagna

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20:06

12 05 2011

Ed eccomi,sono qua.
Davanti alla chiesa di Santa Maria della Campagna.
E arrivano le combinazioni.

Perche mai si puo rimanere senza.

Anzi,io non riesco a rimanere senza.

Avevo pensato propio ieri che non volevo stare a casa a dormire,
e per combinazione,mi trovo completamente in un altro luogo.
In un altro luogo dal solito dove mi trovo a questa ora.

Nella foto vedete esattamente cosa ho davanti.

Sono di fianco al Centro Educativo Tandem,
e dal altro fianco ho il Circolo Ricreativo MCL,
davanti ho invece la chiesa.

Qua lavora come cameriere lo scrittore e amico,
Lorenzo Bonadè,oggi è il suo primo giorno di lavoro.

Io sto qua su una panchina di marmo che quardo un po tutto intorno a me.

Penso ancora a lei,non posso negarlo.
Lei che voi non potete sapere chi è,ma che io so invece perfettamente chi è.

A dir la verita un po mi manca,anche questo non lo posso negare.
Ma bisogna pur staccare la spina,ogni tanto.

Forse cosi mi rendero conto se davvero ci tengo cosi tanto a lei.
E poi ci sono alcune cose che vorrei davvero chiarire,
prima che venga fuori un patatrac tremendo.

O magari no,magari non succede propio niente.
Mi rendo conto che davvero sto dipendendo da lei,
e questo non va bene,neanche un po.

E lei?,dipendera da me?.

E pieno di zanzare e speriamo che non mi devastino,
perche per disgrazia le attiro molto.
Si puo fare un paragone?,meglio di no.

Una coppia di anziani si alza.

-Andiamo gioia?.

-Andiamo,andiamo....

Ecco una delle frasi che ho captato tra di loro.

Sono cosi dolci alcuni anziani.

E noi saremo cosi?.
Chi lo sa....

-E pronta signora?.

-Si signore.

Altra frase captata.

Io invece la bella,cioe la amica di cui parlo spesso,
la chiamavo,
"Signorina",
e lei mi rispondeva con,
"Ragazzo".

In fondo siamo stati anche noi dolci,
in quei pochi attimi,ma pur dolci sono stati.

Vabbe.....

Oggi in Biblioteca,con la mia solita faccia da schiaffi,
ho detto alla amica di un altra che mi piaceva tempo fa,
(e che ancora adesso appena la vedo,vado fuori di melone),
che non riusciro a dimenticare quei occhi grigi enormi,
che ho visto li.

Chissa non gli riporti la frase,e ovvio che io spero di si.....
E chissa mai che possa pure leggere questo che scrivo...
Troppi chissa....o forse no.....

A dir la verita anche la sua amica è molto carina,
ma a me piaceva e piace,
sempre la ragazza dagli occhi grigi,
la chiamero cosi da ora in poi.

Potrei scrivere un racconto,
pensando solo ai suoi occhi.

E forse mi sa che lo incominciero,
vedremo.

A volte penso che mi faccio trasportare troppo da tutto questo,
da tutto quello che mi circonda,o forse no,
magari sono o sto,
diventando come il vento.

Il vento va dappertutto,e fermarlo è impossibile.

Las golondrinas chillan.
Le rondini strillano.

Un signore parte con la bicicletta e sul cestino,
dolcemente porta un piccolo cane.

Mi dice che di solito si sedeva,
ma oggi non ne vuole sapere.

Siamo rimasti in pochi,
anzi in due.

Io e un vecchio che gioca da solo a carte.
Probabile faccia il solitario,
con le carte ma anche realmente.

Un po come me.
Sono sempre un po da solo.
Solitario.
Non so se cosi si capisca se stessi,
ma da quello che ho detto oggi in Biblioteca,
mi pare propio di si.

Cosa ho detto?.
Ma niente di cosi particolare,
solo che sono contento di sapere chi sono,
pur se non completamente,
perche non ci si conosce del tutto.

E di consequenza,
neanche gli altri si conoscono.

Vorrei mangiare un panino.
Ma come sempre,
non ho un soldo.
Niente da fare,
sarà per la prossima volta.

Un altra persona se ne va.

Anzi se ne vanno tutti.

Ora sono rimasto davvero da solo.
Ancora,solitario.

E intanto le rondini continuano a strillare.

A volte non vorrei mai finire di scrivere,
ma è ovvio che non ha molto senso dire cio.
O no?,chi lo sa.

Si sta molto bene qua.
Io sto bene.

Ora si.
Lontano da casa.
Dai soliti rumori.

Macchina che arriva.
Cancello che si apre.
Cancello che si chiude.
Macchina che parte.

Questi sono i rumori che sento,
quando sono a casa.

Gli ho pure messi,
nel prossimo racconto che forse,
ma forse,
perche ci sto pensando molto bene,
come dicevo forse mettero nel blog.

Parlo di questi rumori.
Perche mi stavano ossesionando.
E le cose che mi fanno questo effetto,
subito vengono catalogate,
in questi racconti deliranti che faccio.

Si tratta di "Il Sistema".
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Il racconto è finito ieri.
Cioe ieri ho aggiunto ancora un pezzettino.
Forse dovro rivederlo un attimo,
perche è ancora piu incasinato di N.V.M.

O magari no,non lo è,
e solo io lo vedo cosi.

Arriva il buio.
Di fianco a queste strutture che dicevo prima,
c'è l'Ospedale di Piacenza.

Hanno acceso quelle strane luci azzurre che ci sono al interno delle
stanze.

Arriva un amica.

Chiudo,a dopo.

Dove va l'energia?Un giorno in giro (e ritorno a casa il giorno dopo)

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