I Messaggi dei Quattro di Dedo Toy (Davide Lavezzoli)
Saturday, June 4, 2011 5:30:44 AM
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I Messaggi dei Quattro
di Dedo Toy (Davide Lavezzoli)
-Primo capitolo-
Pezzettino di legno
Rovistando nella spazzatura trovai un oggetto che mi pareva curioso.
non lo avevo mai visto primo o coi mi sembrava.
Mentre tuoni e nuvole minacciose si muovevano sopra di me.
smisi di mettere le mani nel bidone.
-Eccoti.
Mi disse l'oggetto.
-Ma come?,parli?.
-Certo,e penso anche.
Rimasi un po spaventato,anzi,ero propio spaventato.
L'oggetto era un pezzettino di legno.
-Cosa c'è non hai mai visto un pezzo di albero?.
-Si,ma non pensavo che potessero parlare e nemmeno pensare.
Dimmi cosa ci fai lì dentro?.
-E una storia breve,ma non come la vita che ho vissuto.
-In che senso non ti capisco.
-Voglio dire che la storia per cui sono qua
è breve e se vuoi te la posso raccontare.
Mentre la mia vita da ramo di un albero è molto lunga
e non basterebbe un libro per raccontarla tutta.
-Ora capisco.E com'è che ti trovi qua?.
-Ero stato trovato vicino a un fiume e mi raccolse una donna,
che mi porto a casa sua.Li c'erano altri pezzi di legno come me.
Tutti avevano delle forme particolari,c'era chi sembrava un serpente,
chi uno gnomo.Per altri invece la forma non era definibile,
cioe avevano delle forme che non riportavano a niente che voi uomini
possiate conoscere,perciò senza una rappresentazione nella realta,
simili a come sono io.
-E allora?.Cos'è?,poi si stufato di te e ti ha buttato via?.
-No,non è cosi.Questa donna aveva una famiglia.
Quando mi portò a casa,tutti incominciarono a chiederle
se potevano prendermi per giocare.
Non so per quale motivo ma pare piacessi tanto a tutti,
eppure c'erano gia altri pezzi simile a me.
La donna però non mi prestò a nessuno,
e e mi mise insieme a agli altri pezzi di legno,che aveva appeso al muro di casa sua.
Parlando con gli altri,mi dissero che dovevo stare attento,
perche a volte i figli della donna,
arrivavano di nascosoto e prendevano due o piu di noi per giocare.
-E allora qual'è il problema?.Dissi.
-Se per caso fanno qualche gioco,potresti non tornare più tra di noi.
Mi risposero,gli altri pezzi di legno.
-Come no?.
-Potrebbe succedere che ti spezzi,e allora anche se ti riportassero qua,
non ti appenderebbe e forse passerai a far parte della legna per la stufa.
-Allora successe propio così,ti spezzarono e poi finisti bruciato?.
Dissi io.
-No.La storia è un altra e poi scusa,tu mi hai raccolto,
non vedi che non sono bruciacchiato neanche un po?.
-Sì,scusa hai ragione,mi sono fatto prendere dall'ascolto del tuo racconto.
Allora come mai eri lì,nel bidone?.
-Un po di pazienza.Un giorno propio come mi avevano detto,
i figli della donna,mi presero dal muro,
e mi portarono fuori di casa per giocare alla guerra.
-Allora ti ruppero a pezzettini?.
-No.Non mi ruppero,ma si dimenticarono di me e al ritorno a casa,
se ne resero conto.Tornarono indietro a prendermi ma nel frattempo passò un uomo,
dove avevano giocato i bambini,e mi buttò al interno del bidone,
dove tu mi hai trovato.
-Ora capisco.Sai,io però non ti offendere,cercavo qualche cosa da mangiare,
a volte capita che la gente butti via del cibo che gli avanza.
-Ti posso dare una idea se vuoi.
-Si,dimmi pure.
-Potresti portarmi a casa della donna che mi ha preso.
Magari ti puo dare qualche cosa per riempirti lo stomaco.
E poi potresti scrivere dei racconti e forse avere più cibo,
quadagnando con essi.
-Certo,è una buona idea.Dove abita?.
E fu cosi che il pezzettino di legno fu riportato da dove era stato portato via
e io riusci a non aver crampi nello stomaco,per al meno un pò di giorni.
-Secondo capitolo-
Acqua plastificata
Da quando avevo avuto l'incontro con il pezzettino di legno,
la mia vita cambiò.
Veramente cambia ogni momento,mai nulla è come prima,
anche se ci ostiniamo a credere che non sia così.
Camminando per il bosco,mi capito di vedere molti oggetti di plastica.
Alcuni erano lasciati da persone che mangiavano lì,
nel bosco,e poi se ne tornavano a casa,lasciando dei ricordi non propio piacevoli.
Altri invece erano cose che venivano trascinate dal fiume e rimanevano ai lati,
sulla riva o tra i sassi.
Ogni tanto ne tiravo su qualcuno per vedere di cosa si trattasse,non si sa mai che
potesse essere qualche cosa di utile.
Mentre mi stavo chinando per vedere un oggetto,udii una voce.
-Eccoti.
-Ancora?.
Esclamai io pensando fosse il pezzettino di legno.
-Come ancora?,veramente non ci siamo mai presentati.
-Non capendo da dove arrivasse la voce,mi girai ma non vidi nessuno.
-Sono io,la plastica,quella che stavi per tirare su.
Allora diressi lo squardo propio dove stava quell'oggetto.
-Ciao come vedi,parlo.
-Anche io parlo ma la cosa piu divertente e che parliamo lo stesso idioma.
-Veramente io so tutte le lingue del mondo,e tu?.
-Beh,io so solo l'Italiano e lo Spagnolo,l'Inglese lo parlo male,e lo capisco ancora meno.
-Vabbe,devi imparare più lingue possibili,ti sarà tutto molto piu facile.
-Non so,io sto qua in mezzo a un bosco,in un rustico abbandonato,
ma se lo dici tu,ci posso credere.
-Sai perchè ti ho chiamato?.
-Non so,forse per dirmi che devo imparare più idiomi?.
-Non essere semplicisticio.Non è che tutti i giorni un pezzo di plastica ti parli,o mi sbaglio?.
-A dir la verità,no,pero poco tempo fa ho parlato con un pezzettino di legno,lo conosci?.
-No.Noi non possiamo comunicare con altri oggetti che non siano come noi,
se non in casi rari.
-Allora sono un caso raro?.
-Più che altro direi che se ci prendi e poi ci porti tutti nel bidone della spazzatura,
ci fai un favore e anche la natura credo che ti ringraziera.
-A me spiace vedere tutta questa plastica sparsa qua e là,senza offesa per te,
che sei di plastica.
-Non ti preoccupare,non mi offendo.Ti ho chiamato propio per questo.
Ho un messaggio che tu porterai a tutti con i tuoi racconti.
-Ma come fai a sapere che scrivo?.
-Intuito.Come ti dicevo,ora ti diro una cosa,poi tu farai quello che ti sembrera piu giusto.
-Noi siamo abbastanza arrabbiati con l'uomo,non tutti,si intende,ma con una gran parte si.
Siccome può anche essere che non siano informati di quello che può succedere,
se si continua a questo ritmo,buttandoci di qua e di la,ti dirò alcune cose.
Se si continua sporcando la natura e i fiumi si riempiono di pezzi di plastica,
potrebbe modificarsi lo stato del acqua.
Senza contare i danni che potrebbero arrecare allo scorrere dei fiumi,
molte inondazioni potrebbe essere causate
propio dall'intasamento dei ponti con oggetti di quel materiale.
C'è anche da aggiungere che l'uomo lavorando meno la terra,
e abbandonando per esempio i terrazamenti in pietra,
non aiutano l'acqua a scorrere sul suo corso.
-Davvero molto interessante quello che mi dici.
-Basterebbe comunque usare più prudenza e non disperderci,
esistono infatti alcuni involucri fatti apposta per la plastica.
-Hai ragione,portero il tuo messaggio agli uomini.
-Bene,ora raccoglimi e portami nel bidone.
-Ma non sei triste?.
-Perchè?,cosi trovero altri pezzi come me e soppratutto non sporchero la natura.
-Va bene,ti portero dove mi dici.Lascia che ti ringrazi.
-Di niente.Ti aspettano altre storie che dovrai ascoltare e raccontare.
-Qual'è storie?.
-Non essere impaziente.
Fu cosi che mi arrivò questo messaggio che ora voi avete letto.
-Terzo capitolo-
Lucciole nella notte
La Luna proiettava la mia ombra sulla terra,nel silenzio della sera.
Il fiume scorreva rilasciando il suo rumore così autentico,
mentre ritornavo pedalando sulla bicicletta,verso il mio ciaciglio.
Nel buio del bosco,incominciai a vedere luccicare qualche cosa
è più entravo al interno,più vedevo questi scintilli.
Quando ormai non vedevo altro che queste piccole luci lampeggianti,
una di loro si appoggiò sul mio braccio.
-Eccoti
-Per piacere,non ricominciamo.
-Perchè,cosa dovremmo ricominciare?,non ricordo di aver iniziato niente con te,
per adesso.
Allora mi resi conto che mi stava parlando questa luce lampeggiante,e non,
come credevo,il legnetto o la plastica.
-Sono una lucciola.
-Io sono un uomo,o così credo,perchè ultimamente incomincio a pensare di essere qualchosa di altro.
-Ah..si?...cosa pensi di essere?.
-Un messaggero,cioè,non è che non sia umano,forse solo ora incomincioa capire chi sono.
-Questa è una cosa che molto utile per la natura perciò anche per tutto il mondo.
-Che bello,mi incomincia a piacere questa cosa di essere così.
-Cosa pensi di noi?.
-Delle lucciole?,mah...non saprei...non ho mai pensato niente su di voi.
Vi vedo spesso e sono felice quando voi ci siete.
-Ecco a noi basta questo.Tu vuoi che la Flora e la Fauna non spariscano dalla terra,vero?.
-Certo,sarei molto dispiaciuto,non potrei più avere compagni al ritorno dei miei viaggi verso casa,
come con voi in questo caso.
-E allora questo sarà quello che dovrai dire a tutti.
-Non ti preoccupare,sarà fatto.
-Si stacco dal braccio e volò insieme alle altre che lampeggiavano intorno a me.
Poco dopo non riconobbi più quale era quella che mi aveva parlato e un attimo dopo ero entrato a casa.
Ormai non mi meravigliavo più di parlare con cose che tutti danno per mute.
E a quel punto dalla mia finestra arrivò una lucciola che mi disse.
-Ora comincia capire cosa devi fare.
E sparì in un istante.
-Quarto capitolo-
Fiamma del cambio
Una notte uscii a fare una passeggiata,dopo aver mangiato.
Dal sentiero dove camminavo,vidi dei bagliori e mi avvicinai,
per vedere di precisio se c'era qualche persona,
perche in mezzo al bosco non si trova tanta gente che fa passeggiate,
e soppratutto di notte.
Trovai un cerchio di pietre e all'interno un fuoco acceso,
tentai allora di vedere se c'era qualcuno vicino,
ma non trovai segno,o segni,di nessuno.
Nè sacchi a pelo,nè tende,niente di niente.
-C'è qualcuno?.
-L'unicia cosa che udii fu il silenzio che c'era all'interno del bosco.
-Chi è che ha acceso il fuoco?,dove siete?.
-Eccoti.
E una fiamma si alzò piu delle altre dall'interno del cerchio di pietre.
-Ciao,io sono il messaggero,anche se sono anche un uomo.
-Si,lo sappiamo,ormai le tue storie stanno raggiungendo tutti noi.
-Voi chi?,scusa.
-Noi,i Quattro elementi,tu non ci hai fatto caso,ma hai parlato con tre elementi,
fino ad adesso.
Il legno che rappresentava la terra,la plastica che era pero animata dall'acqua e la lucciola
la quale aveva assunto quella forma per farsi vedere da te,ma era l'aria.
Io sono il fuoco e mi vedi nella mia forma originale,una fiamma.
-Percio i messaggi sono quatro e voi rappresentate gli elementi che crearono il mondo,
come noi umani lo intendiamo?
-Certamente.Non sei curioso di sapere,perchè?.
-No,ora la mia domanda non è piu rivolta alla curiosita,
perche credo che mi darai un ultimo messaggio,che dovro portare agli abitanti della terra.
-Bene,la tua domanda è anche la risposta che noi ti diamo come messaggio.
-Vuoi dire che la curiosita non serve?.
-Guarda i bambini quando sono piccoli,se non sanno cos'è la curiosita,cosa fanno secondo te?.
-Giocano?.
-Giusto,fanno delle domande,ma queste non hanno una base,fino a che non gli si inculcano nella testa,
le solite cose che fate da quando l'uomo ripete quello che ha fatto suo padre,suo nonno,suo bisnonno e così via.
Non sono curiosi,non possono esserlo,fino a che non gli si spiega il mondo,come lo vedete voi.
.Questo vuol dire che per cambiare il nostro modo di vivere,bisognerebbe capire questa cosa,è così?,vero?.
-Sì.Ma stai attento,molti se non tutti,appena incomincierai a portare i messaggi,
ti attaccheranno dicendoti che non sei normale.
-Ma io non lo sono e veramente nessuno sa cosa sia questa cosa chiamata normalita.
-Certo,è propio qua il problema degli uomini,il cambio.
Il cambiamente fa molta paura,anche se tutto si modifica constantemente.
L'uomo di adesso tenta propio di fermare questo.
La fiamma incomincio ad abbassarsi poco a poco.
-Vai ora i messaggi sono completi.Io devo tornare tra gli altri elementi.
Non era vero che non ci capivamo tra di noi elementi,ma per essere sicuri che tu fossi adatto,
ti abbiamo messo alla prova.
-Grazie.Non vi deluderò.
Il fuoco si spense,e io tornai da dove ero arrivato,con gli elementi per cambiare il mondo.
E incominciai a esercitarli.
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I Messaggi dei Quattro
di Dedo Toy (Davide Lavezzoli)
-Primo capitolo-
Pezzettino di legno
Rovistando nella spazzatura trovai un oggetto che mi pareva curioso.
non lo avevo mai visto primo o coi mi sembrava.
Mentre tuoni e nuvole minacciose si muovevano sopra di me.
smisi di mettere le mani nel bidone.
-Eccoti.
Mi disse l'oggetto.
-Ma come?,parli?.
-Certo,e penso anche.
Rimasi un po spaventato,anzi,ero propio spaventato.
L'oggetto era un pezzettino di legno.
-Cosa c'è non hai mai visto un pezzo di albero?.
-Si,ma non pensavo che potessero parlare e nemmeno pensare.
Dimmi cosa ci fai lì dentro?.
-E una storia breve,ma non come la vita che ho vissuto.
-In che senso non ti capisco.
-Voglio dire che la storia per cui sono qua
è breve e se vuoi te la posso raccontare.
Mentre la mia vita da ramo di un albero è molto lunga
e non basterebbe un libro per raccontarla tutta.
-Ora capisco.E com'è che ti trovi qua?.
-Ero stato trovato vicino a un fiume e mi raccolse una donna,
che mi porto a casa sua.Li c'erano altri pezzi di legno come me.
Tutti avevano delle forme particolari,c'era chi sembrava un serpente,
chi uno gnomo.Per altri invece la forma non era definibile,
cioe avevano delle forme che non riportavano a niente che voi uomini
possiate conoscere,perciò senza una rappresentazione nella realta,
simili a come sono io.
-E allora?.Cos'è?,poi si stufato di te e ti ha buttato via?.
-No,non è cosi.Questa donna aveva una famiglia.
Quando mi portò a casa,tutti incominciarono a chiederle
se potevano prendermi per giocare.
Non so per quale motivo ma pare piacessi tanto a tutti,
eppure c'erano gia altri pezzi simile a me.
La donna però non mi prestò a nessuno,
e e mi mise insieme a agli altri pezzi di legno,che aveva appeso al muro di casa sua.
Parlando con gli altri,mi dissero che dovevo stare attento,
perche a volte i figli della donna,
arrivavano di nascosoto e prendevano due o piu di noi per giocare.
-E allora qual'è il problema?.Dissi.
-Se per caso fanno qualche gioco,potresti non tornare più tra di noi.
Mi risposero,gli altri pezzi di legno.
-Come no?.
-Potrebbe succedere che ti spezzi,e allora anche se ti riportassero qua,
non ti appenderebbe e forse passerai a far parte della legna per la stufa.
-Allora successe propio così,ti spezzarono e poi finisti bruciato?.
Dissi io.
-No.La storia è un altra e poi scusa,tu mi hai raccolto,
non vedi che non sono bruciacchiato neanche un po?.
-Sì,scusa hai ragione,mi sono fatto prendere dall'ascolto del tuo racconto.
Allora come mai eri lì,nel bidone?.
-Un po di pazienza.Un giorno propio come mi avevano detto,
i figli della donna,mi presero dal muro,
e mi portarono fuori di casa per giocare alla guerra.
-Allora ti ruppero a pezzettini?.
-No.Non mi ruppero,ma si dimenticarono di me e al ritorno a casa,
se ne resero conto.Tornarono indietro a prendermi ma nel frattempo passò un uomo,
dove avevano giocato i bambini,e mi buttò al interno del bidone,
dove tu mi hai trovato.
-Ora capisco.Sai,io però non ti offendere,cercavo qualche cosa da mangiare,
a volte capita che la gente butti via del cibo che gli avanza.
-Ti posso dare una idea se vuoi.
-Si,dimmi pure.
-Potresti portarmi a casa della donna che mi ha preso.
Magari ti puo dare qualche cosa per riempirti lo stomaco.
E poi potresti scrivere dei racconti e forse avere più cibo,
quadagnando con essi.
-Certo,è una buona idea.Dove abita?.
E fu cosi che il pezzettino di legno fu riportato da dove era stato portato via
e io riusci a non aver crampi nello stomaco,per al meno un pò di giorni.
-Secondo capitolo-
Acqua plastificata
Da quando avevo avuto l'incontro con il pezzettino di legno,
la mia vita cambiò.
Veramente cambia ogni momento,mai nulla è come prima,
anche se ci ostiniamo a credere che non sia così.
Camminando per il bosco,mi capito di vedere molti oggetti di plastica.
Alcuni erano lasciati da persone che mangiavano lì,
nel bosco,e poi se ne tornavano a casa,lasciando dei ricordi non propio piacevoli.
Altri invece erano cose che venivano trascinate dal fiume e rimanevano ai lati,
sulla riva o tra i sassi.
Ogni tanto ne tiravo su qualcuno per vedere di cosa si trattasse,non si sa mai che
potesse essere qualche cosa di utile.
Mentre mi stavo chinando per vedere un oggetto,udii una voce.
-Eccoti.
-Ancora?.
Esclamai io pensando fosse il pezzettino di legno.
-Come ancora?,veramente non ci siamo mai presentati.
-Non capendo da dove arrivasse la voce,mi girai ma non vidi nessuno.
-Sono io,la plastica,quella che stavi per tirare su.
Allora diressi lo squardo propio dove stava quell'oggetto.
-Ciao come vedi,parlo.
-Anche io parlo ma la cosa piu divertente e che parliamo lo stesso idioma.
-Veramente io so tutte le lingue del mondo,e tu?.
-Beh,io so solo l'Italiano e lo Spagnolo,l'Inglese lo parlo male,e lo capisco ancora meno.
-Vabbe,devi imparare più lingue possibili,ti sarà tutto molto piu facile.
-Non so,io sto qua in mezzo a un bosco,in un rustico abbandonato,
ma se lo dici tu,ci posso credere.
-Sai perchè ti ho chiamato?.
-Non so,forse per dirmi che devo imparare più idiomi?.
-Non essere semplicisticio.Non è che tutti i giorni un pezzo di plastica ti parli,o mi sbaglio?.
-A dir la verità,no,pero poco tempo fa ho parlato con un pezzettino di legno,lo conosci?.
-No.Noi non possiamo comunicare con altri oggetti che non siano come noi,
se non in casi rari.
-Allora sono un caso raro?.
-Più che altro direi che se ci prendi e poi ci porti tutti nel bidone della spazzatura,
ci fai un favore e anche la natura credo che ti ringraziera.
-A me spiace vedere tutta questa plastica sparsa qua e là,senza offesa per te,
che sei di plastica.
-Non ti preoccupare,non mi offendo.Ti ho chiamato propio per questo.
Ho un messaggio che tu porterai a tutti con i tuoi racconti.
-Ma come fai a sapere che scrivo?.
-Intuito.Come ti dicevo,ora ti diro una cosa,poi tu farai quello che ti sembrera piu giusto.
-Noi siamo abbastanza arrabbiati con l'uomo,non tutti,si intende,ma con una gran parte si.
Siccome può anche essere che non siano informati di quello che può succedere,
se si continua a questo ritmo,buttandoci di qua e di la,ti dirò alcune cose.
Se si continua sporcando la natura e i fiumi si riempiono di pezzi di plastica,
potrebbe modificarsi lo stato del acqua.
Senza contare i danni che potrebbero arrecare allo scorrere dei fiumi,
molte inondazioni potrebbe essere causate
propio dall'intasamento dei ponti con oggetti di quel materiale.
C'è anche da aggiungere che l'uomo lavorando meno la terra,
e abbandonando per esempio i terrazamenti in pietra,
non aiutano l'acqua a scorrere sul suo corso.
-Davvero molto interessante quello che mi dici.
-Basterebbe comunque usare più prudenza e non disperderci,
esistono infatti alcuni involucri fatti apposta per la plastica.
-Hai ragione,portero il tuo messaggio agli uomini.
-Bene,ora raccoglimi e portami nel bidone.
-Ma non sei triste?.
-Perchè?,cosi trovero altri pezzi come me e soppratutto non sporchero la natura.
-Va bene,ti portero dove mi dici.Lascia che ti ringrazi.
-Di niente.Ti aspettano altre storie che dovrai ascoltare e raccontare.
-Qual'è storie?.
-Non essere impaziente.
Fu cosi che mi arrivò questo messaggio che ora voi avete letto.
-Terzo capitolo-
Lucciole nella notte
La Luna proiettava la mia ombra sulla terra,nel silenzio della sera.
Il fiume scorreva rilasciando il suo rumore così autentico,
mentre ritornavo pedalando sulla bicicletta,verso il mio ciaciglio.
Nel buio del bosco,incominciai a vedere luccicare qualche cosa
è più entravo al interno,più vedevo questi scintilli.
Quando ormai non vedevo altro che queste piccole luci lampeggianti,
una di loro si appoggiò sul mio braccio.
-Eccoti
-Per piacere,non ricominciamo.
-Perchè,cosa dovremmo ricominciare?,non ricordo di aver iniziato niente con te,
per adesso.
Allora mi resi conto che mi stava parlando questa luce lampeggiante,e non,
come credevo,il legnetto o la plastica.
-Sono una lucciola.
-Io sono un uomo,o così credo,perchè ultimamente incomincio a pensare di essere qualchosa di altro.
-Ah..si?...cosa pensi di essere?.
-Un messaggero,cioè,non è che non sia umano,forse solo ora incomincioa capire chi sono.
-Questa è una cosa che molto utile per la natura perciò anche per tutto il mondo.
-Che bello,mi incomincia a piacere questa cosa di essere così.
-Cosa pensi di noi?.
-Delle lucciole?,mah...non saprei...non ho mai pensato niente su di voi.
Vi vedo spesso e sono felice quando voi ci siete.
-Ecco a noi basta questo.Tu vuoi che la Flora e la Fauna non spariscano dalla terra,vero?.
-Certo,sarei molto dispiaciuto,non potrei più avere compagni al ritorno dei miei viaggi verso casa,
come con voi in questo caso.
-E allora questo sarà quello che dovrai dire a tutti.
-Non ti preoccupare,sarà fatto.
-Si stacco dal braccio e volò insieme alle altre che lampeggiavano intorno a me.
Poco dopo non riconobbi più quale era quella che mi aveva parlato e un attimo dopo ero entrato a casa.
Ormai non mi meravigliavo più di parlare con cose che tutti danno per mute.
E a quel punto dalla mia finestra arrivò una lucciola che mi disse.
-Ora comincia capire cosa devi fare.
E sparì in un istante.
-Quarto capitolo-
Fiamma del cambio
Una notte uscii a fare una passeggiata,dopo aver mangiato.
Dal sentiero dove camminavo,vidi dei bagliori e mi avvicinai,
per vedere di precisio se c'era qualche persona,
perche in mezzo al bosco non si trova tanta gente che fa passeggiate,
e soppratutto di notte.
Trovai un cerchio di pietre e all'interno un fuoco acceso,
tentai allora di vedere se c'era qualcuno vicino,
ma non trovai segno,o segni,di nessuno.
Nè sacchi a pelo,nè tende,niente di niente.
-C'è qualcuno?.
-L'unicia cosa che udii fu il silenzio che c'era all'interno del bosco.
-Chi è che ha acceso il fuoco?,dove siete?.
-Eccoti.
E una fiamma si alzò piu delle altre dall'interno del cerchio di pietre.
-Ciao,io sono il messaggero,anche se sono anche un uomo.
-Si,lo sappiamo,ormai le tue storie stanno raggiungendo tutti noi.
-Voi chi?,scusa.
-Noi,i Quattro elementi,tu non ci hai fatto caso,ma hai parlato con tre elementi,
fino ad adesso.
Il legno che rappresentava la terra,la plastica che era pero animata dall'acqua e la lucciola
la quale aveva assunto quella forma per farsi vedere da te,ma era l'aria.
Io sono il fuoco e mi vedi nella mia forma originale,una fiamma.
-Percio i messaggi sono quatro e voi rappresentate gli elementi che crearono il mondo,
come noi umani lo intendiamo?
-Certamente.Non sei curioso di sapere,perchè?.
-No,ora la mia domanda non è piu rivolta alla curiosita,
perche credo che mi darai un ultimo messaggio,che dovro portare agli abitanti della terra.
-Bene,la tua domanda è anche la risposta che noi ti diamo come messaggio.
-Vuoi dire che la curiosita non serve?.
-Guarda i bambini quando sono piccoli,se non sanno cos'è la curiosita,cosa fanno secondo te?.
-Giocano?.
-Giusto,fanno delle domande,ma queste non hanno una base,fino a che non gli si inculcano nella testa,
le solite cose che fate da quando l'uomo ripete quello che ha fatto suo padre,suo nonno,suo bisnonno e così via.
Non sono curiosi,non possono esserlo,fino a che non gli si spiega il mondo,come lo vedete voi.
.Questo vuol dire che per cambiare il nostro modo di vivere,bisognerebbe capire questa cosa,è così?,vero?.
-Sì.Ma stai attento,molti se non tutti,appena incomincierai a portare i messaggi,
ti attaccheranno dicendoti che non sei normale.
-Ma io non lo sono e veramente nessuno sa cosa sia questa cosa chiamata normalita.
-Certo,è propio qua il problema degli uomini,il cambio.
Il cambiamente fa molta paura,anche se tutto si modifica constantemente.
L'uomo di adesso tenta propio di fermare questo.
La fiamma incomincio ad abbassarsi poco a poco.
-Vai ora i messaggi sono completi.Io devo tornare tra gli altri elementi.
Non era vero che non ci capivamo tra di noi elementi,ma per essere sicuri che tu fossi adatto,
ti abbiamo messo alla prova.
-Grazie.Non vi deluderò.
Il fuoco si spense,e io tornai da dove ero arrivato,con gli elementi per cambiare il mondo.
E incominciai a esercitarli.







