My Opera is closing 3rd of March

Diario di un furfante - Diario de un sinverquenza

(tra serpenti e cinghiali) - (entre serpientes y javalis)

-La Via- di Dedo Toy (Davide Lavezzoli)

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La Via

di Dedo Toy (Davide Lavezzoli)



-Primo capitolo-

Il ritorno al fuoco



-Dai,bisogna andare avanti.

-Ma io,la strada non la conosco....

-Non ti devi preoccupare,tu sequi il tuo cuore.

-Ma io mi sento come un bambino,e il mio cuore è piccolo...

-Qui non servono le dimensioni,qui ti serve solo che tu sequa il tuo cuore.

-Ma te lo detto,il mio cuore è piccolo,forse non mi indichera la giusta via.

-Perche pensi questo?.Non vedi come gli animali sequono il loro istinto?.
Purche siano cuccioli,sequono la via.

-Ma io non sono un animale.

-Come no?,tu lo sei,ma hai anche l'uso della parola,
e ora stiamo dialogando,e a te non ti basta solo l'intuito,
che comunque potrebbe anche farti capire una cosa per un altra,
perche sempre intuizioni sono,e non è la realta.

-Dunque,forse sto sognando.

-E questo caldo che ti batte in testa?,e il rumore del fiume?,
e gli uccellini che cantano?,anche loro fanno parte del sogno?.

-Beh,si,hai ragione,non sto sognando.

-Ecco incominci a ragionare.

-Dove mi portera questa strada,di cui te mi parli?.

-Non lo so,solo che una strada bisogna pur intrapenderla,
in tutti i casi se ne prende sempre una,a volte è giusta,a volte non lo è.
La vita è come questo vento.
Ora c'è e soffia dolcemente,
poi puo sparire e magari tornera violentemente,tra qualche attimo.

-E se aspettassi?.

-Cosa vorresti aspettare?.

-Che soffi il vento.

-E se non soffiasse?,quanto rimarresti ad aspettare?.
Un giorno,una notte,tutta la vita?.
Non dovresti farlo,ma io non posso impedirtelo.
Se tu senti,che devi aspettare,fallo.

-Perche non me lo impedisci?.

-Perche tu sei libero di fare quello che vuoi.
Io non posso dare dei comandi.
Solo posso parlare,dialogare,ascoltarti.
Non sono fatto per comandare.
L'uomo tenta sempre di comandare la natura,
ma la natura,non deve farlo,perche è lei stessa il comando.

-Anche io tento di comandare?.

-Questo lo devi scoprire da te.
Se una pianta cresce,nessuno gli dice,
che deve farlo,lo fa e basta.

-Devo diventare come una pianta?.

-Ti stai complicando la vita.
Tu non sei una pianta,ne un animale,perche parli,ragioni.
Tu pensi.Gli animali e le piante,non lo possono fare.

-Poverine.

-Non devi dire cosi,non sono,poverine,
sono quello che sono e stanno bene cosi,
certo se l'uomo avesse piu rispetto della natura,starebbero sicuramente meglio.
Tu potresti contibruire a questo.

-Come?.

-Sequendo la via,aprendo la strada anche ad altri,
ad altre persone che verrano da me,come tu stai facendo.

-E cosa devo fare?.Io piango sempre a volte mi sento cosi solo,
che non so davvero se quello che sto facendo serva a questo mondo.

-Se tu devi piangere fallo.
Se senti che la tua strada e questa sequila.

-E piangero o ridero per tutta la vita?.

-Perche dici questo?,sai benissimo che non è cosi.
Ora stiamo dialogando,e non piangi ne ridi,solo parliamo.

-Ed è questa la strada?.

-Devi scoprirlo da te,è la tua strada,che magari si congiungera a altre,
a altre strade.

-Percio con altre persone?.

-Certo.

-Ora va.

-Allora ciao,un ultima cosa,
ma tu sei il fuoco?.

-Si sono io,ora che lo sai,puoi andare.
Ciao e abbi cura di te e di tutti,come te fai con te stesso.

-Ciao di nuovo e grazie.

-Di niente.



-Secondo capitolo-

Il volo del falco



Ritornai al luogo dove avevo avuto la conversazione con il fuoco.
Mi sedetti.
Non apparve nessuno.
Tirai fuori una mela dalla zaino e incomiciai a mangiarla.

-Allora hai fame?.

Mi voltai ma non vidi nessuno.

-Chi c'è,dove sei?.

-No.Non mi puoi vedere,aspetta un attimo....

Se vuoi puoi raffigurmi,in un falco.

-Ma sei un falco?.

-Ho detto che puoi raffigurarmi,non che lo sono.

E in quel istante passo soppra la mia testa un falco,
che si poso lentamente su un ramo di un albero.

-Sei molto bello.Anche a me piacerebbe volare.

-Perche vuoi farlo?.

-Cosi potrei vedere tutto dal alto,
e mi sposterei velocemente da un posto a un altro.

-Certo,hai ragione,ma è veramente quello che vuoi,quello che ti serve?.

-Non so,forse mi servirebbe un lavoro,che magari mi facesse sentire a mio agio,
con me stesso e con gli altri.

-Allora il fatto di volare,non mi pare possa esserti di aiuto in questo momento.

-Forse non lo è,ma le domande che mi fai,
mi possono aiutare in un altra forma,anche se non potro forse mai,volare.

-Non volerai per davvero,ma potresti volare con la mente,con lo spirito.
Propio come stai facendo ora.

-Perche ora sto volando?,a me non pare.

-No,o forse si.

-A me pare che stiamo dialogando.

-Certo,voliamo di argomento in argomento,anche questo e un modo per volare.

-Allora potro volare da un pensiero a un altro,in questo modo?.

-Certamente,lo stai gia facendo,ma lo devi scoprire da solo.
Ora devo andare.

-E quando ci rivedremo?.

-Non lo so,magari presto,oppure forse mai piu,chi puo dirlo.

In un attimo se ne ando,e io tornai sulla via,da dove ero arrivato,
mentre quardavo scomparire il falco nel cielo.



-Terzo capitolo-

Il pesce divertente



Mentre scrivevo,mi arrivo qualche goccia addosso.

-Sarà il vento che fa uscire l'acqua dal fiume.

Pensai.

Ma a quardar bene,mi resi conto che era un pesce,
che con la coda faceva in modo di bagnarmi.

-Cosa fai?.

-Niente,mi diverto.

-Cosa vuol dire che ti diverti?-

-Quello che ho detto.Mi diverto a buttarti un po di acqua addosso.

-E per quale motivo lo fai?.

-Perche ti voglio parlare.

-E fai sempre cosi con tutti quelli che devi dire qualche cosa?.

-Ma io non devo dire a tutti,qualche cosa.
Solo a te,devo parlare,ora.

-E perche propio io?,cosa mi devi dire di cosi tanto importante.

-So che tu stai scrivendo un racconto,vero?.

-Si,certo.

-E di cosa tratta?.

-Di preciso,non lo so,so solo che sono al terzo capitolo.
Per adesso ho parlato con il fuoco e con un falco.

-Ora parli con un pesce.

-Devo metterti nel racconto?.

-Non lo so,fai un po te....

-Ma cosa potrei scrivere su di te?.

-Forse che mi diverto?.

-Ti diverti bagnandomi?.

-Si e no,invece te,ti diverti scrivendo.
Per questo mi sono fatto avanti,
sapevo che mi avreste messo al interno del racconto.

-Perche sei cosi sicuro?.

-Perche racconti tutto quello che ti succede,
quando vieni qui nel bosco.

-Non ci avevo mai pensato,pero è possibile,
anzi,ora che ci penso,hai propio ragione.

-Allora scriverai anche di un pesce che ti parla,certamente.

Il pesce mi butto un po di acqua addosso.
Sempre nello stesso modo di prima,cioe muovendo la coda nel fiume.

-Ciao ora vado.

-Ci rivedremo?.

-E chi li puo dire?,ciao.

-Ciao.

E il pesce spari nel fiume,come era arrivato.



-Quarto capitolo-

Il piccolo albero



Domani andro via.
Fu l'ultima frase che scrissi di tutto quello che stavo trascrivendo,
dalla carta al computer portatile che mi ero portato dietro.
Avro nostaglia di questo luogo?,cioe del bosco?,aggiunsi.

-Perche ne devi avere?.

Ancora una volta,senti una voce,ma non vidi nessuno.

-Sono qua,quarda bene.

Davanti a me,avevo tanti alberi,il fiume,ma di persone,
non ne vedevo propio.

-Sono io,la natura,se vuoi,posso essere un albero,
scegli quale vuoi che sia.

-Uno piccolo.

-Saro quello.

Sul bordo del fiume c'è una piccola pianta,
la vedi?.ecco io sono li dentro.

-Tutta la natura puo stare dentro quella piccola pianta?.

-Certo,la natura fa quello che vuole.

-E perche mi hai detto di non avere nostalgia di questo luogo?

-Ti ripeto,perche ne dovresti avere?.
Tu sai che puoi tornare quando vuoi.
Potresti portare qualche persona insieme a te,
cosi condividereste le sensazioni che provate.

-E scrivendole non lo faccio gia?.

-Certamente lo fai,pero sei umano,e hai bisogno di amici,
di una compagna,e magari di una famiglia.
Noi comunque saremo qui sempre.

Potresti portargli qui per far in modo che aprano,
i loro cuori,le loro menti,verso di noi.

-E poi cosa succedera?.

-Questo non lo so,perche ogni persona è diversa.
Io ti parlo perche tu non abbia nostalgia,
sai benissimo che quando tornerai,
io saro qua.

-Questa è la via,allora che devo sequire?.

-Queste sono solo parole,la via è fatta di azioni.
Puoi intrapanderle,come puoi non farlo,sta a te,
fare quello che senti giusto.
Ora vai.
E non avere nostalgia,e se ne avrai,scrivi,
potresti scrivere racconti per bambini,perche loro,
sono puri,incontaminati,e noi dobbiamo mantenere,
questo stato di purezza,sia nelle persone,
che tra la flora e la fauna.

-Allora vado?.

-Vai e non pensare a noi.

-Ci riusciro?.

-Certamente,ora vai.

Chiusi gli occhi e una lacrima cadde.

L'alleanza che era stata intrapresa,
gia tempo prima,
mi avevano dato delle nuove risposte che cercavo,
dalla natura.

Licenza Creative Commons per il racconto "Piccole Storie" di Dedo Mayer (Davide Lavezzoli)Licenza Creative Commons per il racconto "La Via " di Dedo Toy (Davide Lavezzoli)

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