My Opera is closing 3rd of March

Diario di un furfante - Diario de un sinverquenza

(tra serpenti e cinghiali) - (entre serpientes y javalis)

-La Via (di ritorno)- di Dedo Toy (Davide Lavezzoli)

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La Via (di ritorno)

di Dedo Toy (Davide Lavezzoli)


-Primo capitolo-

Il bosco che non esiste



-Dove vorresti andare?.

-Mi piacerebbe andare in un bosco.

-Quale di preciso?.

-Qualsiasi andrebbe bene.
Dove si possa sentire il rumore del fiume,
che scorre,e il vento che passa tra gli alberi.

-Qualsiasi hai detto?.
Ma è gia uno in particolare se dici cosi.

-Questo non lo so.
A me piacerebbe un bosco con il fiume e il vento.

-E se ti ci mandassi?.

-Perche tu puoi?.

-Io posso tutto.

-E tu,chi saresti?.

-Non fare tante domande e dimmi,
vuoi andarci si o no?.

-Certo,vorrei gia essere li adesso.

-Ora,in questo momento?,non vuoi aspettare?.

-E cosa dovrei aspettare?.
Qua tutto mi diventa stretto,
mentre invece,mi sento bene quando sono al contatto con il bosco.

-Vuoi dire che non sei a tuo agio in mezzo alla gente?,
oppure nel luogo dove abiti?.

-No.Non ho detto questo,pero mi piacerebbe andare li,
ora come ora,poi certo,ritornero in mezzo alle persone.

-E non sarai un po perso,in mezzo al bosco?.

-Non credo propio,ci sono stato anche poco tempo fa,
e poi sono tornato tra le persone,
perche devo cercarmi un lavoro,
devo quadagnare dei soldi,per poter mangiare.

-Allora vuoi veramente andare nel bosco.

-E si....non sto mica scherzando,con alcune cose non si scherza,
e meglio non scherzarci mai.

-E se ti dicessi che tu non sei adatto?.

-Lo accetterei.

-Allora vuol dire che sei adatto.

-E il gioco del contrario?.

-No.Come hai detto te,con il bosco non si gioca.

-Pero io ha volte ci gioco.

-Si,ma tu sei ancora di animo buono,e non vuoi niente in cambio,da lui.

-Forse qualche cosa pero lo voglio.

-E cosa sarebbe?.

-I racconti che scrivo.

-Ma quelli non sono degli scambi,ma dei doni che ti fa il bosco.
Se lui non volesse,tu non scriveresti propio niente.

-Ma allora tu chi sei?,visto che è un po che parliamo io e te.

-Io?,prova a indovinare?.

-Non ti vedo,e sento solo la tua voce.
In piu non riesco a capire se sei maschio o femmina.

-E evidente,perche non ho un sesso.

-Allora vuol dire che non puoi avere figli?.

-Come no.Tutto quello che è al interno del bosco,
sono figli miei,anche gli stessi racconti che tu fai,
in parte lo sono.

-Allora dovresti essere la natura.

-Diciamo di si,diciamo che sono quello che tu hai pronunciato,
e ora che lo sai,cosa farai?.

-Niente,ma vorrei che mi porti nel bosco.

-E se non lo facessi?.

-Ci andro con i miei piedi.

-Bene,bravo.......

-Allora mi porterai?.

-Vedremo,per adesso vai a dormire,
e poi dopo vedremo cosa succedera domani.

-Va bene,andro a dormire.

-Buona notte.

-Buona notte natura.




-Secondo capitolo-

La fine dei pensieri



-Buon giorno,natura.

-Buon giorno a te.

-Oggi mi sono svegliato con dei strani dolori al collo.Piu che dolori,
e come se avesse una palla tra il collo e la schiena.

-Forse non è propio una palla.

-E allora cosa sarebbe?.

-Magari la consapevolezza.

-Di cosa?.

-Che tutto cambia dentro e fuori di noi.

-E allora fa questo effetto?.

-A te,fa questo effetto,stamattina.

-Poi ho anche sognato che ero in una scuola,e che sedevo su un banco,
al di fuori della classe,e che il mio banco era soppraelevato.
Cioe molto piu in alto del pavimento.
Passò una persona che ricordavo fosse uno con cui lavoravo anni fa,
mi vide,e io mi nascosi in un giardino.

-E poi?.

-Poi niente,perche non ricordo il sequito.
Cosa vuol dire?.

-Vuol dire che sedevi su un banco al di fuori della classe,e tutto quello che
hai detto te,io non saprei dirti cosa voglia dire questo tuo sogno.
Sempre sogno rimane,se vuoi,puoi vederlo come il sequito della tua giornata.

-Cioe,se vado a letto a dormire,poi sono sempre sveglio anche se dormo?.

-Certo,a quasi tutti capita.E un continuo della vita.Se non si fanno finire,
tutti i pensieri,loro continuano a esserci nella nostra testa.

-Allora anche le domande che ti faccio possono diventare un continuo,
in un sogno?.

-Si,se tu non dai una fine a tutto,e continui a pensare a questo o quello,
loro si inabbisano dentro di te,ma poi escono di nuovo,si potrebbe dire,
che vengono a galla,come una bolla d'aria che esce dal acqua.

-Ma esiste un metodo per poter fermare tutto cio?.

-No,non esiste un metodo.

-E allora per tutta la vita,mi succedera cosi?.

-No,non è detto.

-E come devo fare.

-Non devi fare qualche cosa,devi solo quardare,osservare attentamente senza dare peso a questo o a quello,
e tutto cessara da solo.
E un po come una frutta che cada dal albero,cade perche ha finito il suo ciclo.
Per il pensiero,i pensieri e simile,sempre se tu lo vorrai davvero fare,
se tu vorrai dare una fine alle cose.

-Cosa vuol dire una fine alle cose....?.

-Conosci le albicocche?,le hai viste d'estate?.
Non cadono dal albero,quando sono mature?.

-Certo.

-Ecco anche con i pensieri si dovrebbe fare cosi.
Sempre se vuoi che finiscano il loro processo,
senza rimanerci attaccatto.

-Ma ci riusciro?.

-Perche dici cosi?,gia metti in dubbio che c'è la farai?,cosi non fermerai,
propio niente e continuerai a far salire e scendere i pensieri al infinito.
Potresti anche ammalarti di questo.

-Come ammalarmi?.

-Essere ossessivi,puo diventare una malattia.

-Ma io non voglio ammalarmi.

-Io non ho detto che ti ammalerai.
Dico solo che potresti,non che succedera.

-E per quarire esiste una soluzione?.

-Te lo appena detto,non sei attento.

-E andare nel bosco,potrebbe essere una cura?.

-Dipende.
Anche stare dove sei puo esserlo,
non è il posto che crea la condizione,ma la mente,il corpo e lo spirito,
sono quelle che lo possono creare.
Percio se tu pensi,che il luogo dove sei non ti aiutera,
anche questo sarà un pensiero che ti ronzera nella mente.
Poi entrara dentro il corpo e verra espulso,nello spirito.
Ma non andra mai via da te,rimarra sempre con te,o al meno,
rimarra con te,fino a che non ti stancherai di pensarlo.
Peche poi ritornera,dentro il tuo corpo e arrivera alla mente,
e cosi potresti andare avanti al infinito,
senza capire,come fermare il tutto.

-Allora anche se andassi via,per esempio,al mare,
tutti questi pensieri che ho,non sparirebbero?.

-E probabile,ma non è detto.
I pensieri non spariscono,possono solo cessare,finire,se tu gli dai una fine.
Se no,loro sono sempre li,come in agguato,e quando meno te lo aspetti,
loro entrano in azione.
Ma sei sempre te che li metti in moto.
I pensieri non si mettono in marcia da soli.

-Se vado nel bosco,allora potrebbe essere uguale?,cioe,continuero ad
avere pensieri che non mi lascieranno in pace?.

-Ma i pensieri non è che non ti lascino in pace,sei te,
che non ti vuoi staccare da essi,che non li vuoi far concludere,
se no,non mi fareste queste domande,ma altre.

-E farmi tornare indietro nel tempo,non lo puoi fare?.

-E a cosa servirebbe?.Anche se potessi,pensa bene,
poi ci ritroveremo ancora qua,e tu mi faresti le stesse domande.

-Allora mi fai arrivare nel bosco?.

-Sei sicuro che è quello che vuoi?.

-Veramente ora sono un po confuso e non lo so.
Forse è meglio che ci pensi un pò.

-Bene.Tu fai le tue considerazioni e poi,se ti va,
chiamami,io devo andare a fare altre cose.

-Va bene.Grazie per avermi ascoltato.

-Di niente e a dopo.

-Ciao.

-Ciao e abbi cura degli altri come ti prendi cura di te.
Tieni conto di questa cosa che ti dico,e prendine atto.

-Lo faro.




-Terzo capitolo-

Inizio e fine



-Buona sera natura.

-Buona sera a te.

-Ho rifletutto su quello che mi hai detto.
Forse in maniera diciamo,diversa.

-Cioe?.

-Diciamo che non sono stato tanto a pensare,
quello che mi hai detto.
Ma piuttosto ho lasciato che le cose accadessero da sole.

-Ovvero?.

-Ho fatto in modo che la frutta,cadesse dal albero.

-Ma non è ancora la stagione giusta.

-Questo dipende dalla frutta.Se per frutta intendo,
alcuni pensieri in particolare,posso dire di si.

-Sei sicuro?.

-Non posso giurare che sia cosi,perche ogni situazione,
è una nuova azione,e domani non so cosa mi potrebbe succedere,
anzi gia adesso è un momento nuovo e diverso.

-Certamente.Ogni istante è un movimento nuovo.

-Un movimento?.

-Si.Hai mai visto un onda che si infrange sulla sabbia?.
L'avrai certamente vista,varie volte,se sei stato al mare.
Secondo te,è sempre la stessa onda?.

-No,è sempre un onda diversa.
E a dir la verita non ci avevo mai pensato.

-Eppure sembra sempre la stessa,non ci hai fatto caso?.

-Era quello che stavo per dire.

-Le onde arrivano,spinte dal mare,e poi finiscono sulla spiaggia,
o sulle roccie,certo dipende dove arrivano.

-Sono cosi i pensieri?.

-Non si puo fare un vero paragone,ma da un idea approsimativa,
di come funziona un pensiero o i pensieri.

-Ogni onda sarebbe un pensiero?.

-Non ho detto quello.Ho detto che è una approsimazione.
I pensieri sono pensieri,e anche l'onda del mare è un onda,
non puo essere di certo un pensiero,lo è il fatto di vederla,
quello si.

-Forse incomincio a capire.

-Anche le nuvole,possono essere viste in quel modo.

-E invece i nostri pensieri,cioe quelli degli uomini no?.

-Pensaci un attimo.

-Se continuo a pensare una cosa,non finisce,e allora,
non è uguale ne a un onda ne a una nuvola,
perche tutte e due,spariscono,mentre i pensieri,
rimangono,perche li trasformiamo in ricordi.

-Certo.L'uomo ha questa abitudine,come ne ha altre,
ma questa è certamente una delle piu usate,
e da li che scaturiscono tutte le altre.

-Come ad esempio?.

-Non sono io che te le devo indicare.
Quardati dentro.Scava dentro di te,e le vedrai.

-Vedo molte cose inutili.

-Inutili dici....credi davvero che siano inutili?.

-Si,ne sono certo.

-Dimmene una.

-Fumare.

-Un altra.

-Fissarsi su un obbiettivo.

-Ancora un'altra.

-Cercare perche i pensieri non finiscono.

-Bene.
Sei sulla strada giusta.Tutto ha una sua fine,ma anche un suo inizio.

-E il mio inizio è ora?.

-Questo dipendera da te.Da come riuscirai a vedere le cose.

-E se non le vedessi bene?.

-Non è questione di vedere bene o male.
E solo una questione di osservare e osservarsi mentre si osserva.

-Allora potro uscire dal mio corpo?.

-Non ho detto questo.Pensa bene.
Osservarsi mentre si osserva.
Cosa rimane se si osserva se stessi,mentre si osserva qualche cosa?.

-Niente?.

-Non propio niente,approfondisci.

-Rimango,io,senza i ricordi?.

-Potrebbe essere cosi,quardati bene,e poi mi dirai.

-E ora?.

-E ora,cosa?.

-Ora che lo capito cosa succede?.

-No,non lo hai ancora capito,se no,non mi avreste fatto questa domanda.

-Scusa.

-Non ti devi scusare,e molto semplice,molto di piu,
di quello che tu credi.

-Cos'è semplice?.

-L'osservazione di se stessi.

-A me non pare tanto semplice.

-Perche non ti stacchi dai ricordi.La mente,il corpo,e lo spirito,
fanno di tutto per non farlo.
Perche sanno che tutto poi sarà nuovo,e questa cosa,
fa paura,è terrificante perche non è un ricordo,
non si sa cos'è di preciso.

-E la morte?.

-In un certo senso,lo è.

-Ma allora cessero di vivere dopo?.

-Direi che sarà propio il contrario.

-Cioe.

-Vivrai ogni istante,perche vedrai la vita,per quello che è,
e non,per quello che credi che sia.

-Spariranno tutti i ricordi?.

-Devi provare.

-Lo posso fare anche dormendo?.

-Certo.

-Allora questa notte provero.

-Bene,ora devo andare,sai che devo fare sempre delle cose,
come tutti ne facciamo.

-A domani,ciao e buona notte.

-Buona notte a te,amico.




Quarto capitolo

Sogni e sogni



-Buon giorno natura.

-Buon giorno a te.

-Anche questa notte ho sognato.

-Bene.

-Ho fatto vari sogni,ma non riesco propio a ricordarli tutti.

-Fa lo stesso,hanno tanto valore secondo te?.

-No,non credo.

-E allora non ci pensare piu,ora stiamo parlando io e te.

-Ho questa voglia di fumare che non mi lascia in pace.

-Sei sicuro che non ti lasci in pace?.

-Non so,forse ho solo voglia di fumare e basta.

-E evidente,sono anni che lo fai,ed è diventata una abitudine,
e in piu al interno delle sigarette,ci sono delle sostanze,
che fanno in modo di farti venire sempre voglia di fumarle,
si chiama,dipendenza,un tale stato.

-Io vorrei non dipendere piu.

-E allora non fumare.

-Ma mi sembra cosi difficile.

-Perche è difficile?,devi solo smettere,certo magari dovrai diminuire,
poco a poco,perche il tuo corpo richiede una tale sostanza,
ed è abitutata a quel tipo di cosa,e non riesce a farne a meno.
Certo pero che è strano.

-Cos'è strano?.

-Tu sai benissimo che non fa bene,fumare,eppure fumi.

-Si hai ragione.

Seque una pausa di alcuni minuti.

-Ma tu vuoi o no smettere di fumare?.

-Certo,io voglio.

-Ma vuoi smettere perche non hai i soldi per comprarle,
o perche vuoi smettere?.

-A questo non ci avevo pensato.

-E invece dovresti quardare anche a questo particolare.
Per molte delle cose della vita,date questo peso,
le vedete in questo modo,e poi vi lamentate,dopo.

Cioe,se avete la possibilita di fare qualche cosa,
magari perche avete i soldi ad esempio per comprare le sigarette,
anche se sapete,che non vi aiutera a cambiare voi stessi,
a rendervi liberi,lo fate,cioe,le comprate.

Ma quando mancano i soldi,subito pensate che volete smettere,
come ad esempio ora per le sigarette.
Cosa vuol dire questo secondo te?.

-Che tutti siamo schiavi dei soldi?.

-Aparte questo particolare,c'è ne anche un altro.

-Che non vogliamo essere liberi?.

-Si.Perche siete e siete stati,condizionati.
Vi hanno inculcato nel cervello,per anni e anni,le stesse cose,le stesse parole,gli stessi modi di fare,
gli stessi modi di litigare,di fare la pace,di fare l'amore.
Ma mai,qualcuno si è tentato di fare la domanda,
se si potesse essere liberi da tutto cio.
E se qualcuno lo faceva,era addito come un pazzo o un visionario,
e che viveva al di fuori della realta.
Di fatti era propio cosi,chi vedeva cio,
perche cosi si è al di fuori della realta che hanno costruito gli altri per noi,
senza tener minimamente conto,
dei danni che essi provocavano.
Perche di danni bisogna parlare.
Si muore di cancro per il tabacco.
E non è come mangiare un piatto di insalata.
E come mettersi in bocca delle braci accese,
eppure lo fanno tutti.
Perche si sono abituati,
si sono abituati al dolore,
a stare male con se stessi.
Forse te invece,non vuoi stare in una posizione simile,
e questo puo essere l'inizio di un cambiamente.
Ma il cambiamento perche lo sia deve essere continuo,
non lo si puo bloccare,perche nel momento che lo si blocca,
si incomincia a vivere di ricordi,ma anche il fatto di non bloccarlo,
crea un ricordo.

-Allora la sigaretta è un ricordo?.

-Perche no,ma è anche un piacere.
Perche dov'è c'è il piacere,c'è pure il ricordo.

-Un ricordo brutto pero.

-Certo.Di solito sono quelli che rimangono piu stampati nella mente,
se ci fai caso.

-E perche faccio cosi?.

-Perche vuoi morire.

-Cosa?.

-Quello che ho detto.

-Ma io non voglio morire.

-Tu non vuoi,ma il tuo corpo ogni momento,va verso la fine.
Magari non comprendendo questo,tenta di accelerare il tutto,
distruggendosti.

-Cioe?.

-Facendoti del male,come ad esempio fumando.

-Ma cosi non mi uccido.

-Come no?,ti uccidi lentamente.
Ed è quello che comunque il corpo fa da solo.
Muore lentamente,perche ogni attimo,è un passo verso la fine,
verso la morte,non di sicuro verso la nascita.

-Mi fa un po paura questa cosa che mi stai dicendo.

-Non deve farti paura,devi solo accettarla e vederla per quello che è.
Oppure,potrai fare come hai fatto fino ad adesso,e vivrai facendoti,
sempre e constantemente delle domande,ma a cui non vorrai mai dare una risposta,perche ti fara comodo.
Perche è questa una della cose che rovina l'uomo,la comodita.

-Si questo lo capito.Ora pero vado,mi sento che ho fame.

-Ed hai anche voglia di fumare non è vero?.

-Certo ho molta voglia.

-E fumerai?.

-Non lo so.Ma è evidente che non posso smettere di colpo,
il mio corpo potrebbe avere delle ripercussioni,potrei non stare propio bene.

-E fumando stai meglio?.

-Questo è vero.
Bene,ora vado e mi portero con me quello che mi hai detto stamattina.

-Allora ha dopo,e buon appetito.

-A dopo natura.



Quinto capitolo


Nessuna proteziona ne misura




-Buon pomerigggio natura.

-Buon pomeriggio a te.

-La prima cosa che devo dirti è che per avere le sigarette,
ci sono state delle complicazioni.

-Cosa vuol dire questo?.

-Questo.....vuol dire quello che ho detto.

-Quarda bene.

-Si,forse non è propio come ho detto.
Sono io,che vedo delle complicazioni,
ma di fatto non lo è poi stato l'averle.

-Tu lo dici per quello che hai sentito quando le hai chieste,vero?.

-Probabilmente.

-E cosa ti ha fatto pensare,alla complicazione?.

-La discussione dopo.

-E di cosa parlavate?.

-Si è discusso della protezione e della misura.
Ma le cose che ho sentito dire non mi sembrano adequate.

-Perche dici cio?.

-Perche penso che queste parole,perdono di significato,
nel modo che mi è stato detto.
Perche mi si diceva che devo proteggermi e avere anche delle misure,
per stare nella societa.

-E questo te,non lo accetti,vero?.

-No.Non lo accetto nel senso in cui mi è stato detto,
accetto le parole,ma non il significato che prendono,
come queste due,in questo caso.

-Perche dici cosi?.

-Perche non ho bisogno di protezione,ne di misure.

-Sei sicuro?.

-No,non lo sono,ma le parole,sono la prigione del uomo,
percio,non posso,essere sicuro.
La sicurezza significherebbe essere certi,
ma io,non sono certo,
non esiste,la sicurezza,
anche questa è una parola.
Esistiamo si invece,noi,e tutto quello che ci circonda,
poi noi,codifichiamo,in bello,brutto,
e via dicendo.

-Vedo che sei attento ora.

-Sto attento,si.

-Allora,ora posso portati nel bosco.

-Andiamo.

Licenza Creative Commons per il racconto "La Via " di Dedo Toy (Davide Lavezzoli)Licenza Creative Commons per il racconto "La Via (di ritorno)" di Dedo Toy (Davide Lavezzoli)

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