-Nessun stile- di Dedo Mayer (Davide Lavezzoli)
Thursday, June 9, 2011 8:05:48 AM
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-Nessun stile- di Dedo Mayer (Davide Lavezzoli)
-Primo capitolo-
La luce entro nella fitta nebbia.
Era stato portata da qualcuno,non si sapeva bene pero da chi,
solo si sapeva che pareva fosse uno stellare,
cioe che veniva da una stella.
Nuvole colorate,scie bianche e punti luminosi,
scendendo dalla montagne e andando verso le pianure.
si diffusero per la citta.
Supportati dal estremo difensore della fantasia,
incominciarono ad invadere,
silenziosamente,
tutte le vie,
e poi via via tutte le altre vicine e cosi tutta la citta,
e poi in tutte le citta del mondo,
in breve,
tutto fu un luccicchio costante.
Gli abitanti del pianeta,non capivano cosa stesse succedendo
e incominciarono a farsi delle domande,su cosa stesse accadendo.
Un bambino raccolse una farfalla e pur morta,
era bella,
e la regalo a una bambina,
come segno e legame di amicizia.
Il bambino era colui che portava la luce,
la stella stellare.
Come mai aveva scelto la forma di un bambino?.
E perche regalo una farfalla morta a una bambina?.
Non era gia stato abbastanza arrivare sul pianeta
e riempirlo di luci e cose,inspiegabili agli abitanti?.
Ma insieme alla farfalla,
stella stellare,
aggiunse qualche cosa di suo,
dei racconti.
Dei semplici racconti,
o forse non tanto semplici,
sta a voi leggerli e dire cosa sia,
semplice o complicato.
-Secondo capitolo-
Luna Lunare - Allora a che gioco giochiamo?.
Stella Stellare - Perche te giochi?,sai cosa vuol dire giocare?.
LL - Credo di si.
SS - Secondo te cosa si intende con la parola,giocare?.
LL- Giochiamo al gioco del desiderio.
SS- Ma ti ho fatto una domanda.
LL- Che fa parte del gioco.
SS- Come che fa parte del gioco?,cosa vuol dire?.
LL- Che stiamo gia giocando al desiderio.
Tu difatti desideri sapere cosa voglia dire la parola giocare dal mio punto di vista,no?.
SS- Beh...si....ma non è un vero desiderio....e piu una richiesta....
volevo solo sapere se lo sapevi....
LL- Ma se io non ti rispondo,diventa un desiderio,non credi?.
SS- Perche mai?.
LL- Perche non hai una risposta è la sostiuisci con una incognita,che puo diventare desiderio,facilmente.
SS- Facilmente dici?....siamo sicuri?....
LL- Allora io non te lo dico e scometto che domani te ritorni a farmi la stessa domanda....
SS- Potrebbe anche essere....potresti avere ragione adesso che ci penso bene.
Allora cosa intendi per la parola giocare?.
LL- Esattamente questo che stiamo facendo.
-Terzo capitolo-
SS- Adesso vorrei sapere cosa pensi sia l'arte.
LL- E una domanda molto bella,ma anche molto ampia la risposta,da dare,e soppratutto variegata.
SS- Si vabbene,ma allora?.
LL- Si puo definire come una espressione umana,come una delle tante che ha,ad esempio.
SS- Tutto qua?.
LL- Ho detto....si puo definire.......ma ogni definizione puo avere molte sfacettature.
SS- Allora l'arte sarebbe una espressione umana con molte sfacettature?.
LL- Si,ma giustamente in fondo non vuol dire poi tanto,una definizione simile,
se ci quardiamo bene.
SS- Potrebbe anche essere un espressione contro la societa?.
LL- Di solito è propio cosi,ma non sempre,anzi,ultimamente le cose pare stiano cambiando.
SS- In che senso?.
LL- Tutto pare,possa essere arte,anche se pero quardando bene,da quello che abbiamo detto noi prima,
tutto davvero potrebbe esserlo.
SS- Si...ma tutto cosa?.....cosa si intende per questo,tutto?.
LL- Se in fondo tutto è arte,anche il vedere della gente chiusa in una casa puo esserlo.
SS- Non è una prigione quello che hai detto?.
LL- No..no...è un programma della televisione.
SS- Allora è arte vedere della gente che sta dentro una casa?.
LL- In teoria anche quella sarebbe arte.
SS- Allora cosa pensi sia l'arte?.
LL- In questo momento,l'arte di stare zitti o l'arte di saper parlare,
come stiamo facendo noi adesso.
In fondo,l'arte di vivere.
-Quarto capitolo-
SS- Ora mi piacerebbe mi parlassi della parola,lavoro.
LL- Volendo potremmo riallacciarci alle due domande di prima.
Il gioco,il desiderio e l'arte.
Il lavoro,in teoria li potrebbe raggruppare tutte e tre.
Ma non è cosi.
SS- Cosa vuol dire?.
LL- Non è detto che chi lavori,
si diverta,desideri e pure pensi,diciamo artisticamente,a questa cosa.
Anzi la maggior parte delle volte non è mai cosi.
SS- Allora la gente a lavorare si annoia?.
LL- Forse neanche quello.
Magari diventando il lavoro una routine,
anche la loro vita diventa cosi,
senza rendersene conto.
SS- Allora il lavoro è una routine?,cioe è sempre lo stesso?.
LL- In fondo è propio cosi.Non ci possono fare niente.
SS- Non possono o non vogliono?.
LL- Diciamo che è praticamente impossibile dire chi si e chi no.
E poi che senso avrebbe saperlo?.
SS- Allora la gente va a lavorare,sapendo che è una routine,
e anche dopo,fanno sempre le stesse cose,perche lavorano?.
LL- Non è propio cosi esattamente.
Il loro modo di pensare si è rallentato,non atrofizzato completamente,
ma andando avanti a questo passo,poco ci manchera,perche succeda.
SS- Allora cosa vuol dire parola,lavoro.
LL- Dovrebbe essere un modo per vivere e far vivere altre persone.
Ma vissuta in certi modi è come una condanna inconsapevole,a non vivere.
Dopo quel incontro,ognuno intraprese la sua strada.
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-Nessun stile- di Dedo Mayer (Davide Lavezzoli)
-Primo capitolo-
La luce entro nella fitta nebbia.
Era stato portata da qualcuno,non si sapeva bene pero da chi,
solo si sapeva che pareva fosse uno stellare,
cioe che veniva da una stella.
Nuvole colorate,scie bianche e punti luminosi,
scendendo dalla montagne e andando verso le pianure.
si diffusero per la citta.
Supportati dal estremo difensore della fantasia,
incominciarono ad invadere,
silenziosamente,
tutte le vie,
e poi via via tutte le altre vicine e cosi tutta la citta,
e poi in tutte le citta del mondo,
in breve,
tutto fu un luccicchio costante.
Gli abitanti del pianeta,non capivano cosa stesse succedendo
e incominciarono a farsi delle domande,su cosa stesse accadendo.
Un bambino raccolse una farfalla e pur morta,
era bella,
e la regalo a una bambina,
come segno e legame di amicizia.
Il bambino era colui che portava la luce,
la stella stellare.
Come mai aveva scelto la forma di un bambino?.
E perche regalo una farfalla morta a una bambina?.
Non era gia stato abbastanza arrivare sul pianeta
e riempirlo di luci e cose,inspiegabili agli abitanti?.
Ma insieme alla farfalla,
stella stellare,
aggiunse qualche cosa di suo,
dei racconti.
Dei semplici racconti,
o forse non tanto semplici,
sta a voi leggerli e dire cosa sia,
semplice o complicato.
-Secondo capitolo-
Luna Lunare - Allora a che gioco giochiamo?.
Stella Stellare - Perche te giochi?,sai cosa vuol dire giocare?.
LL - Credo di si.
SS - Secondo te cosa si intende con la parola,giocare?.
LL- Giochiamo al gioco del desiderio.
SS- Ma ti ho fatto una domanda.
LL- Che fa parte del gioco.
SS- Come che fa parte del gioco?,cosa vuol dire?.
LL- Che stiamo gia giocando al desiderio.
Tu difatti desideri sapere cosa voglia dire la parola giocare dal mio punto di vista,no?.
SS- Beh...si....ma non è un vero desiderio....e piu una richiesta....
volevo solo sapere se lo sapevi....
LL- Ma se io non ti rispondo,diventa un desiderio,non credi?.
SS- Perche mai?.
LL- Perche non hai una risposta è la sostiuisci con una incognita,che puo diventare desiderio,facilmente.
SS- Facilmente dici?....siamo sicuri?....
LL- Allora io non te lo dico e scometto che domani te ritorni a farmi la stessa domanda....
SS- Potrebbe anche essere....potresti avere ragione adesso che ci penso bene.
Allora cosa intendi per la parola giocare?.
LL- Esattamente questo che stiamo facendo.
-Terzo capitolo-
SS- Adesso vorrei sapere cosa pensi sia l'arte.
LL- E una domanda molto bella,ma anche molto ampia la risposta,da dare,e soppratutto variegata.
SS- Si vabbene,ma allora?.
LL- Si puo definire come una espressione umana,come una delle tante che ha,ad esempio.
SS- Tutto qua?.
LL- Ho detto....si puo definire.......ma ogni definizione puo avere molte sfacettature.
SS- Allora l'arte sarebbe una espressione umana con molte sfacettature?.
LL- Si,ma giustamente in fondo non vuol dire poi tanto,una definizione simile,
se ci quardiamo bene.
SS- Potrebbe anche essere un espressione contro la societa?.
LL- Di solito è propio cosi,ma non sempre,anzi,ultimamente le cose pare stiano cambiando.
SS- In che senso?.
LL- Tutto pare,possa essere arte,anche se pero quardando bene,da quello che abbiamo detto noi prima,
tutto davvero potrebbe esserlo.
SS- Si...ma tutto cosa?.....cosa si intende per questo,tutto?.
LL- Se in fondo tutto è arte,anche il vedere della gente chiusa in una casa puo esserlo.
SS- Non è una prigione quello che hai detto?.
LL- No..no...è un programma della televisione.
SS- Allora è arte vedere della gente che sta dentro una casa?.
LL- In teoria anche quella sarebbe arte.
SS- Allora cosa pensi sia l'arte?.
LL- In questo momento,l'arte di stare zitti o l'arte di saper parlare,
come stiamo facendo noi adesso.
In fondo,l'arte di vivere.
-Quarto capitolo-
SS- Ora mi piacerebbe mi parlassi della parola,lavoro.
LL- Volendo potremmo riallacciarci alle due domande di prima.
Il gioco,il desiderio e l'arte.
Il lavoro,in teoria li potrebbe raggruppare tutte e tre.
Ma non è cosi.
SS- Cosa vuol dire?.
LL- Non è detto che chi lavori,
si diverta,desideri e pure pensi,diciamo artisticamente,a questa cosa.
Anzi la maggior parte delle volte non è mai cosi.
SS- Allora la gente a lavorare si annoia?.
LL- Forse neanche quello.
Magari diventando il lavoro una routine,
anche la loro vita diventa cosi,
senza rendersene conto.
SS- Allora il lavoro è una routine?,cioe è sempre lo stesso?.
LL- In fondo è propio cosi.Non ci possono fare niente.
SS- Non possono o non vogliono?.
LL- Diciamo che è praticamente impossibile dire chi si e chi no.
E poi che senso avrebbe saperlo?.
SS- Allora la gente va a lavorare,sapendo che è una routine,
e anche dopo,fanno sempre le stesse cose,perche lavorano?.
LL- Non è propio cosi esattamente.
Il loro modo di pensare si è rallentato,non atrofizzato completamente,
ma andando avanti a questo passo,poco ci manchera,perche succeda.
SS- Allora cosa vuol dire parola,lavoro.
LL- Dovrebbe essere un modo per vivere e far vivere altre persone.
Ma vissuta in certi modi è come una condanna inconsapevole,a non vivere.
Dopo quel incontro,ognuno intraprese la sua strada.







