SCHEDE ATTORI
Sunday, March 23, 2008 11:46:40 AM
Scheda di Will Smith

Prince Fresh o Will Smith? Attore popolare o attore impegnato? Non lasciatevi ingannare dalla facile dicotomia. Il popolarissimo attore di colore, Will Smith, decretato il più potente attore di Hollywood, è anche molto stimato da quel cinema intellettuale che non gli ha permesso di scivolare (come molti suoi colleghi prima di lui) in quella spirale di ruoli comuni che rischiano davvero di mettere fine ad una carriera. Prince Fresh e Will Smith, di risposta, per cui sono la stessa persona. Secondo figlio di una dipendente di un convitto e del proprietario di un'impresa di impianti d'aria condizionata, è cresciuto nella medioborghesia del West Philadelphia, studiando all'Overbrook High School a Winfield, in Pennsylvania, guadagnandosi il soprannome di "Prince" dai suoi insegnanti, per una certa trivialità che lo rendeva molto attraente. A questo nomignolo, lui affianca "Fresh", molto in voga nello slang della black America della metà anni Ottanta. La sua strada sente che è tutta verso la musica, ed in particolare verso il rap. Dopo l'incontro con Jeff Thomas, durante un party, i due formano un duo DJ Jazz Jeff e The Fresh Prince, aveva solo 12 anni. I due nell'arco degli anni, riusciranno a vincere perfino due Grammy Award per la migliore performance rap con la canzone "Parents Just Don't Understand" (1989), seguito poi da "Summertime". The Fresh Prince acquista popolarità: si compra case, auto e gioielli, ma finisce in bancarotta nel 1989. Fortunatamente, l'incontro con il produttore Benny Medina gli salva la carriera e la storia di The Fresh Prince a Beverly Hills diventa una sitcom per la NBC: nasce Willy, il Principe di Bel Air (1990), il telefilm che gli porterà la notorietà mondiale.
Nel frattempo appare in altre sitcom come Blossom e in produzioni cinematografiche poco conosciute come il film (inedito in Italia) Where the Day Takes You (1992) di Marc Rocco con altre stelle del tubo catodico (Dermot Mulroney, Sean Astin, Lara Flynn Boyle, Kyle MacLachlan e Alyssa Milano). Nello stesso periodo, sposa Sheree Smith, dalla quale avrà il suo primogenito, Willard Smith III. La sua grande prova d'attore però, la dimostra fuori dal circuito del piccolo schermo con Sei gradi di separazione (1993) di Fred Schepisi, dove spingerà la borghese Stokkard Channing a cambiare vita.
Vivacissimo accanto a Whoopi Goldberg in Made in America (1993) di Richard Benjamin, ha il suo primo ruolo cinematograficamente importante con l'action Bad Boys (1995) di Michael Bay, ma ancora di più per il blockbuster di Roland Emmerich con Independence Day (1996), dove interpreta un marine che combatte contro gli alieni invasori. Da quel momento in poi è dichiaratamente confermato come il re del box office. Qualsiasi film faccia, è un successo al botteghino. Men in Black (1997) di Barry Sonnenfeld (con il suo sequel), dove è in coppia con Tommy Lee Jones e Nemico Pubblico (1998) di Tony Scott con Gene Hackman, sono solo alcuni dei suoi trionfi. E dopo la fine del matrimonio con la prima moglie, nel 1997, sposa l'attrice Jada Pinkett Smith (che aveva già incontrato durante i provini che avrebbero decretato a chi sarebbe andato il ruolo della sua girlfriend in Willy, il Principe di Bel Air e la spuntò Nia Long), dalla quale avrà altri due figli: Jade Christopher Syre Smith e Willow Camille Reign Smith.
Rifiuta il ruolo di Neo in Matrix (1999), per girare il flop Wild Wild West (1999), per la regia di Barry Sonnenfeld con Kevin Kline. Pessima scelta. Matrix ha un successo spropositato ed entra nella storia del cinema, mentre Wild Wild West entra nella storia della carriera di Will Smith, come uno dei suoi primi fallimenti, cui seguirà La leggenda di Bagger Vance (2000) di Robert Redford.
Un punto di svolta professionale lo ritroverà solo con la nomination all'Oscar come Miglior Attore Protagonista per il film Alì di Michael Mann, nel ruolo del pugile-leggenda Muhammad Ali. Nel 2004, si impegna nella fondazione Nelson Mandela per la prevenzione dell'Aids, in concomitanza, rilancia la sua carriera doppiando il pesce Oscar nel film d'animazione digitale Shark Tale (2004). Considerato e poi scartato per il ruolo di Mr. Smith nel film Mr. & Mrs. Smith (2005), recita nel film Hitch – Lui sì che capisce le donne di Andy Tennant e poi si fa strada l'esperienza italiana, diretto da Gabriele Muccino in La ricerca della felicità (2006), dove interpreta un quarantenne che si ritrova improvvisamente disoccupato e con un figlio (il suo vero figlio, Jaden, che recita con lui) a cui badare. Ruolo che gli farà ottenere la sua seconda nomination all'Oscar come miglior attore protagonista.Nel suo ultimo film c'è la sua più grande prova di recitazione: Io sono leggenda che ha sbancato i botteghini di tutto il mondo.Dopo un nuovo successo con Hancock,dove interpreta un supereroe alcolizzato a fianco di Charlize Theron,è uscito il molto criticato Seven Pounds che l'attore definisce l'unico film che non lo ha appassionato dato la tenebrosità del personaggio.
Artistico e produttivo, dotato di un sottile stile recitativo e senza dubbio aiutato da una furbizia promozionale, Will Smith si offre (con polemiche o meno) come uno di quegli attori che maggiormente sono cresciuti artisticamente ad Hollywood. Nel suo caso (dato che di sequel ne ha fatti tanti) TO BE CONTINUED… è la frase ideale.
ALTRE SCHEDE ATTORI ____
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Scheda di Shia LaBeouf

Il mix di grinta e spontaneità che vivacemente sprizza da quegli occhioni da cucciolo ha conquistato la Mecca del Cinema, contrassegnandolo come il nuovo Tom Hanks. Shia LaBeouf (si pronuncia "Shy-uh La-Buff"), il losangelino che, con fare smargiasso, dichiara di essere divenuto un attore per sfuggire alla noia cresce in una hippie-family: papà Jeffrey - veterano del Vietnam - è un clown che spaccia marijuana, mamma Shayna Saide è, invece, una ballerina di origini ebree con la passione per il commercio delle spillette "Peace&Love". In seguito al divorzio dal marito, la donna si stabilisce nella Città degli Angeli con il suo unico figlioletto. Un bel giorno, dopo aver visto un coetaneo recitare nella serie tv La Signora del West, il ragazzo decide di voler diventare un interprete. Detto fatto: con l'aiuto di mamma, si mette in cerca di un agente, scovato, poi, in un'inserzione sulle pagine gialle. Nel frattempo, le sue originali esibizioni intrattengono gli assopiti clienti dei coffee clubs. Esordisce in veste di doppiatore nel cult d'animazione nipponico Nausicaä della valle del vento. Studente presso la 32nd Street Visual and Performing Arts Magnet School, l'adolescente si iscrive al liceo Alexander Hamilton. All'età di sedici anni, eccolo ingaggiato nel Disney's serial Even Stevens: da questo momento, l'adorabile faccino di LaBeouf entra nelle case degli americani per non abbandonarle più. Quel dispettoso marmocchio di Louis Stevens gli fa incassare i primi importanti riconoscimenti come il Daytime Emmy Awards. Ottenuto il diploma nel 2003, il fanciullo in ascesa frequenta la prestigiosa Hamilton Academy of Music di L.A. Intanto, è costretto da una perfida Sigourney Weaver a scavare Holes - Buchi Nel Deserto, si ficca negli assurdi pasticci di Scemo più scemo - Iniziò così... mettendosi, infine, al servizio delle Charlie's Angels: più che mai. Proiettato nel futuro androidiano di Io, Robot, il divo, nel 2005, si tramuta nel braccio destro di Constantine . Dodici mesi dopo, incarna un giovane Dito Montiel nell'autobiopic Guida per riconoscere i tuoi santi ed entra nel corposo casting di Bobby. Il 2007 lo sorprende a giocare con i mastodontici Transformers di Michael Bay, nonché a spiare i vicini di casa, nel thriller hitchcockiano Disturbia. Shia, che in ebraico significa "dono di Dio", è anche un filmaker in erba: nel 2004 ha scritto e diretto, con l'amico Lorenzo Eduardo, il corto Let's Love Hate, premiato al Chicago International Children's Film Festival, nonché al Newport International Film Festival. Il divo che predilige pellicole spassose come Scemo & + scemo e Assatanata, festeggia sia il Natale che Hanukkah. Le stars che ama maggiormente sono: Dustin Hoffman, Jodie Foster, Jon Voight e John Turturro. Musicista dotato, LaBeouf suona, tra gli altri, la batteria: le sue rappeggianti performance al fianco dell'MC G-Money sono state decisamente apprezzate dagli ospiti del Viper Room. Tra i suoi idoli spiccano i System of a Down, 50 Cent, Eminem, e i Led Zeppelin. L'artista ha fondato l'etichetta hip-hop "Element" ed una compagnia di produzione chiamata "www.grassyslope.com". Il pupillo di Steven Spielberg ama essere circondato dai suoi due cani: Brando e Rex. Nel 2008, lo abbiamo visto cimentarsi nello spericolato figlio di Harrison Ford alias Indiana Jones, nel quarto episodio delle avventure dell'archeologo più temerario che ci sia: Il tempio del teschio di cristallo.Nel 2009 uscirà il suo primo film da protagonista assoluto: Eagle Eye.
Scheda di Johnny Depp

Gli anni Ottanta lo hanno visto emergere. Negli anni Novanta ha consolidato il suo stile, ma ha anche desertificato la sua vita privata. Nel Duemila è diventato più che un divo un oggetto di culto. Per molti, ma non per tutti. Magnifico e inquietante sono i primi due aggettivi che vengono alla mente quando si parla di Johnny Depp. Nessun attore è mai stato come lui (forse qualche antecedente in Marlon Brando, ma alla lontana). Intellettuale, ribelle, indipendente. Sceglie i suoi ruoli e i registi che lo dirigeranno in base alla complicità e, spesso, anche per via di una commovente amicizia "lunare" (come quella con Tim Burton). Sconvolgente, assiduo utilizzatore del Metodo, guru di una filosofia beat che si credeva perduta, Depp è in grado di dare un senso a un'inquadratura anche solo disegnando un mezzoghigno fra le sue labbra sottili. Nessuno è più cult di lui! Nessuno!
Nato in Kentucky, quarto figlio di una cameriera e di un ingegnere comunale che hanno divorziato quando lui aveva 15 anni, lascia la scuola e la casa (vivrà in una Impala del '67 con Sal Janco, il suo migliore amico) proprio a quell'età con la speranza di diventare un musicista rock, fondando la band The Kids. Piuttosto conosciuti in Florida, verranno ingaggiati come band d'apertura ai concerti di star come i Talking Heads, i B52s, Iggy Pop e Billy Idol. Poi dentro di lui scoppia la voglia di diventare attore e si trasferisce a Los Angeles, assieme alla prima moglie Lori Anne Allison (che ha sposato a soli 20 anni nel 1983). Studia recitazione e si guadagna da vivere vendendo spazi pubblicitari per telefono. Lì, dopo il divorzio con Lori, avviene l'incontro con Nicolas Cage (il nuovo fidanzato dell'ex moglie) che lo incoraggia a continuare per quella strada e lo spinge a fare un provino per un filmetto horror che stanno girando.
Quel filmetto è il cult horror diretto da Wes Craven Nightmare – Dal profondo della notte (1984), accanto a Heather Lagenkamp e Robert Englund. La scena più incredibile ha proprio lui come protagonista che, addormentatosi nella sua stanza, viene letteralmente ingoiato dal letto e poi risputato fuori completamente cosparso di sangue. Poi, dopo qualche ruolo televisivo in telefilm e film tv, Oliver Stone lo sceglie nella parte di un soldato per Platoon (1986). Tornato nel piccolo schermo, rimpiazzerà Jeff Yagher nel ruolo del poliziotto Tommy Hanson nella popolare serie televisiva americana 21 Jump Street, diventando un idolo per le teen-agers (riceveva 10.000 lettere al giorno dalle sua fans).
Già a partire dagli anni Novanta si fa largo nella sua carriera quell'anticonformismo che lo differenzierà dagli altri attori Made in Hollywood. Se gli interpreti della sua età (Tom Cruise, Brad Pitt, Keanu Reeves, Robert Downey Jr.) preferiscono apparire in pellicole commerciali (Intervista col vampiro, Charlot, Vento di passioni), lui sceglie quelle grottesche, come è dimostrato in Cry Baby (1990), una sorta di Grease, diretto dal terribile diavolo trash John Waters. Anche se il suo vero pigmalione artistico altri non è che il tenebroso Tim Burton che lo sceglie come protagonista di una pellicola tratta da un suo racconto per l'infanzia ("Morte malinconica del bambino ostrica e altre storie"): Edward Mani di Forbice (1990). La storia di questo Pinocchio dark, cresciuto in completa solitudine dopo la morte del suo creatore e portato fra i "normali" da una venditrice Avon, conquisterà il mondo intero, facendo di Johnny Depp (che per studiare la parte si è ispirato a Charlot) una star di prim'ordine (tanto da essere candidato come miglior attore protagonista in una commedia ai Golden Globe).
Ma non appena si tocca il Paradiso con un dito, ci sono tentazioni che vorrebbero rispedirti all'Inferno. Per Johnny Depp, queste tentazioni altro non sono che le droghe. Molto abile nella selezione dei ruoli da interpretare, sempre atipici, dark e anomali, non lo è altrettanto nella selezione delle amicizie. Infatti durante i primi '90, Johnny è, assieme a Janco,il proprietario del leggendario club The Viper Room, all'8852 del Sunset Boulevard, facendo del cameratismo con John Belushi e River Phoenix ed entrando nel giro della cocaina. È stata proprio la morte di quest'ultimo, per un'overdose proprio all'uscita dal locale, a spingere Depp a rigare dritto e cambiare diametralmente stile di vita, ma non sarà facile.
Entrato nella rosa dei candidati al Golden Globe come miglior attore protagonista per la commedia Benny & Joon (1993) di Jeremiah S. Chechik, reciterà accanto a Faye Dunaway e Jerry Lewis in Arizona Dream (1993), pellicola fantastica di Emir Kusturica, dove però litiga spesso con Vincent Gallo. Poi continuerà a collaborare con Tim Burton interpretando Ed Wood (1995), la biografia di colui che è ritenuto dalla critica il peggior regista della storia del cinema. Duttile e straordinario, viene per la terza volta nominato ai Golden Globe, senza però vincere la statuetta.
Dopo alcuni problemi con la legge (ha distrutto una suite da 2.200 dollari a notte di New York, dopo una furibonda lite con la sua ex fidanzata Kate Moss), decide di mettere la testa apposto: recita la parte di William Blake per Jim Jarmusch in Dead Man (1995), compra casa (un castello pseduo-gotico che era appartenuto a Bela Lugosi) e incide la canzone "Fade In-Out" con gli Oasis, d'altronde il rock gli scorre nelle vene! Mentre, cinematograficamente parlando, la sua filmografia si arricchisce di titoli come Donnie Brasco (1997) di Mike Newell, dove recita accanto ad Al Pacino, ma soprattutto a Christopher Walken che lui adora, e Il coraggioso (1997), il suo primo film da regista, dove dirige nientemeno che il grande Marlon Brando, il suo attore preferito, nonché suo migliore amico per la vita (si erano conosciuti sul set di Don Juan De Marco maestro d'amore). Terry Gilliam (Paura e delirio a Las Vegas, 1998) e Roman Polanski (La nona porta, 1999) gli offrono l'opportunità di riconfermarsi come attore bizzarro e oscuro, ma nessuno ha il primato di Burton nella sua vita e nella sua carriera professionale. Il regista dichiara pubblicamente che Johnny Depp è il suo alter ego, una sua estensione, per questo lo sceglie sovente come protagonista nelle sue pellicole. Il mistero di Sleepy Hollow (2000), La fabbrica di cioccolato (2005) e La sposa cadavere (2005), dove si dedica al doppiaggio per la prima volta) fanno di lui un attore culto, osannato dalla critica e ammirato dal pubblico. Depp è la controtendenza. Rifiuta persino il ruolo di Neo in Matrix e sceglie invece La vera storia di Jack lo squartatore (2001) e C'era una volta in Messico (2003).
Nonostante un'esistenza non proprio tranquilla (viene arrestato per la seconda volta dopo aver fatto a pugni con dei paparazzi all'uscita di un ristorante londinese), il suo nome professionale è impeccabile, tanto che la Francia decide di omaggiarlo nel 1999 con un César onorario.
Poi arrivano i pirati. Il punto più alto della sua carriera e forse il ruolo più bello che potesse mai interpretate. Ispirato da Keith Richards, rocker dei Rolling Stone, interpreta il più opportunista e stralunato pirata di tutti i tempi, Jack Sparrow, nella trilogia dei Pirati dei Caraibi diretta da Gore Verbinski dal 2003 al 2007, accanto a Keira Knightley e Orlando Bloom. Piovono le nominations sulla sua testa: all'Oscar, ai Bafta e agli immancabili Golden Globe. Unica pausa, è quella che si prende recitando il ruolo dell'autore de "Le avventure di Peter Pan" in Neverland – Un sogno per la vita (2004). Il suo ultimo film è stato Sweeney Tood in cui impersonava un barbiere assassino.
Sentimentalmente legato a Sherilyn Fenn, Winona Ryder (si è fatto fare anche un tatuaggio "Winona forever" che poi con la rottura del fidanzamento ha trasformato in "Wino Forever"), l'attrice Jennifer Grey e la modella Kate Moss, oggi è padre di due figli, Lily-Rose Melody e Jack, nati dalla relazione con la compagna Vanessa Paradis, attrice e cantante francese che lo ha spinto a prendere residenza in Francia, dove è proprietario (con Sean Penn e John Malkovich) del ristorante Man Ray.
Scheda di Denzel Washington

Il nero più sexy (e pagato) d'America. Dicono così di lui, negli States. Denzel Washington è il secondo di tre figli di una coppia della media borghesia afroamericana. Dopo il divorzio dei genitori, avvenuto quando Denzel aveva quattordici anni, riceve una rigida educazione in collegio e poi si iscrive alla Fordham University di New York, dove si laurea in giornalismo. Nasconde subito la laurea in un cassetto per dedicarsi anima e corpo alla recitazione: dopo un anno al San Francisco Conservatory Theatre ottiene le prime parti in teatro. Il suo primo film Tv è Wilma (1979), la storia romanzata dell'atleta afroamericana Wilma Rudolph; proprio sul set conosce Paulette, la bellissima ragazza che diventerà sua moglie. Il debutto sul grande schermo arriva solo due anni dopo con Carbon Copy a cui fa seguito A soldier's story (1984). Gira ancora diversi tv movie per poi ottenere la consacrazione con Glory, il film che nel 1989 gli frutta l'Oscar come migliore attore non protagonista. Da allora la carriera di Denzel Washington è in crescendo ed è caratterizzata da un'intelligente scelta di ruoli sempre molto diversi e spesso anche complessi. Nel 1991 gira Mississippi Masala e Verdetto Finale, e nel 1992 conquista i favori di pubblico e critica con Malcolm X interpretando magistralmente il ruolo del protagonista, il rivoluzionario nero leader dei Black Muslims ucciso in un attentato. Il 1993 è un anno particolarmente intenso. Escono infatti tre film molto importanti per la sua carriera: il delizioso Molto rumore per nulla dello shakespeariano Kenneth Branagh, Il rapporto Pelican tratto dal best seller di John Grisham e girato accanto alla diva Julia Roberts e il pluripremiato Philadelphia. Tom Hanks, nel ruolo del malato di Aids vince l'Oscar, ma anche per Denzel si tratta di un vero trionfo che lo consacra attore di grande spessore e di straordinaria versatilità. La sua carriera continua senza soste. Nel 1995 escono Allarme Rosso e Virtuality, nel 1996 è la volta di Uno sguardo dal cielo, nel 1998 gira He got game, un film sulle vicende di un allenatore di basket (il suo sport preferito) e Attacco al potere. L'anno dopo arriva nelle sale un altro grande film The Hurricane, il grido dell'innocenza che gli frutta una nomination all'Oscar e un grande successo di cassetta e di critica internazionale. Il resto è storia recente: dopo Il sapore della vittoria, del 2000, arriva finalmente il premio Oscar come miglior attore protagonista per Training Day. Alla vittoria seguono prestazioni sempre valide, anche se in film non del tutto riusciti (John Q) ed il primo film da regista, The Antwone Fisher Story tratto dall'autobiografia di un giovane scrittore afroamericano. Negli ultimi anni, l'attore ha confermato un forte feeling verso i thriller, girando Out of Time, l'ottimo Man on Fire di Tony Scott, The Manchurian Candidate, il riuscito Inside Man di Spike Lee e Dejà Vu, sempre di Tony Scott. Ultimo film American Gangster dove ha dimostrato ancora di essere un grandissimo attore moderno.
Scheda di Morgan Freeman

Quando c'è di mezzo Morgan Freeman si sa per certo che è un film di qualità e forse che interpreterà uno di quei ruoli per il quale riceverà l'ennesima nomination. Certo che ne è passato di tempo da quando indossava canini finti nella parte del Conte Dracula per il piccolo schermo e lavorava accanto ai Muppets! Oggi, sulla soglia degli ottant'anni, lo abbiamo visto stringere il suo primo Oscar, con la stessa gioia che ha un bambino il giorno del suo compleanno, nel momento in cui scarta il primo regalo. È sulfureo Freeman, mai sottotono, controllato e convincente. Uno sguardo che dice più di quanto non dica la sua profonda voce, un sorriso che è in grado di scaldare il cuore dello spettatore e di provocargli, anche in una parte negativa, un'immediata simpatia. È uno dei migliori attori di Hollywood, che ha mangiato terra pur di emergere come interprete di spicco, in barba al colore della sua pelle che, per gli Anni Sessanta-Settanta, rappresentava un vero handicap professionale, dato che lo relegava a ruoli di secondo piano.
Le origini
Memphis non è stata solo la patria di Elvis Presley, ma anche la sua. Figlio di un barbiere e di una donna delle pulizie, Morgan Freeman cresce assieme ai suoi tre fratelli maggiori, trascorrendo un'infanzia all'insegna dei traslochi (dato che i suoi genitori facevano fatica a sbancare il lunario ed erano alla continua ricerca di un lavoro): prima a Greenwood nel Mississippi (dove si diploma), poi a Gary nell'Indiana e infine a Chicago nell'Illinois. Ma il suo soggiorno nella città dello sport americano dura poco, Morgan si è stufato di seguirli e di cambiare scuola continuamente, così preferisce trasferirsi una volta e per sempre a Charleston, dove abitano i nonni. La passione per la recitazione scaturisce in lui già a 8 anni, quando interpreta il protagonista in uno spettacolo scolastico, mentre a 12 vince una competizione statale di recitazione che gli diede l'occasione di recitare in un programma radiofonico di Nashville. Iscrittosi alla Jackson State University, abbandona gli studi e, nel 1955, viene assunto come meccanico dalla U.S. Air Force, con la speranza, un giorno, di diventare pilota aeronautico. Disgraziatamente, il massimo livello al quale potrà aspirare nelle forze armate è semplicemente una promozione a noiosi lavori di ufficio. Negli Anni Sessanta, insoddisfatto, cambia ancora una volta lavoro e città: si trasferisce a Los Angeles e diventa un impiegato della trascrizione al Los Angeles Community College, non abbandonando minimamente il suo sogno di diventare un attore per professione, infatti comincia a prendere lezioni private di recitazione.
Gli esordi nel mondo dello spettacolo
Nel 1964, è ancora un nomade: va a vivere a New York City, dove si guadagna da vivere come ballerino all'Esposizione Universale, ma si iscrive anche alla New York University per completare la sua istruzione, poi a San Francisco dove è un membro del gruppo musicale Opera Ring. È proprio in quell'anno che debutta come attore (una piccola comparsata) sul grande schermo. Lo si può infatti notare nel film di Sidney Lumet L'uomo del banco dei pegni (1964) con Rod Steiger.
Deciso più che mai a realizzare il suo sogno, recita in "The Royal Hunt of the Sun", successivamente seguito dallo spettacolo off-Broadway "The Niggerlovers" (1967) con Viveca Lindfors, e dal musical "Hello, Dolly!" (1968) in una versione broadwayana che vedeva tutti attori di colore nel cast, fra cui Pearl Bailey e Cab Calloway. Ma non gli basta, e tenta parallelamente la strada del cinema arrivando disgraziatamente a fare solo dei piccoli e insignificanti ruoli, come quello in Che cosa hai fatto quando siamo rimasti al buio? (1968) con Doris Day.
Nel frattempo, si sposa. Jeanette Adair Bradshaw sarà la sua prima moglie e madre dei suoi due figli: Alphonse (oggi attore) e Saifoulaye Freeman. Con l'arrivo degli Anni Settanta, si apre per Freeman un piccolo bagliore di luce: entra a far parte del popolare show educativo per bambini "The Electic Company", prodotto dalla The Children's Television Workshop, dove crea il personaggio di Easy Reader. Si sdoppia, si triplica per la televisione, il cinema, il teatro e alla fine, dopo molti sacrifici, riesce finalmente ad avere la prima ricompensa: una nomination ai Tony Award come miglior attore per "The Mighty Gents" (1978). È il suo trampolino di lancio verso la celebrità.
Ruoli importanti
Cominciano a fioccargli addosso delle proposte lavorative allettanti. Hollywood ha aperto gli occhi e vuole imporre questo attore nelle sue pellicole, pur sempre in ruoli secondari, ma significativi: affianca Denzel Washington in Coriolanus (1979), Robert Redford in Brubaker (1980) e William Hurt e Sigourney Weaver in Uno scomodo testimone (1981). A 50 anni, si sposa una seconda volta, dopo aver divorziato dalla precedente compagna. Questa volta la prescelta è Myrna Colley-Lee, madre di Deena (adottata) e Morgana Freeman.
L'attore continua ad apparire sul grande schermo. Passa da Harry & Son (1984) di e con Paul Newman, a Teachers (1984) con Nick Nolte. E dopo una piccola apparizione nel telefilm Ai confini della realtà (1985), è accanto a Jerry Lewis in Lotta per la vita (1987), arrivando a sfiorare l'Oscar come miglior attore non protagonista per Street Smart – Per le strade di New York (1987) di Jerry Schatzberg, dove recita accanto al defunto Christopher Reeve e a Mimi Rogers. Non passa neanche un anno che replica la candidatura, ma questa volta nella categoria miglior attore protagonista, grazie alla commedia di Bruce Beresford A spasso con Daisy (1989), nel ruolo dell'autista privato di Jessica Tandy, assunto dal figlio Dan Aykroyd e da sua moglie, interpretata da Patti LuPone. Non vincerà l'ambita statuetta, ma si consolerà con un Orso d'argento al Festival di Berlino e con un Golden Globe.
Il giusto riconoscimento?
Ora Freeman è finalmente un attore riconosciuto e dalla fama ineguagliabile. Sembra quasi che tutti lo vogliano nei loro film: affianca ancora una volta Washington in Glory – Uomini di gloria (1989), viene diretto da Brian De Palma ne Il falò delle vanità (1990) con Bruce Willis e Tom Hanks, è il crociato arabo accanto a un Robin Hood che ha il volto di Kevin Costner in Robin Hood – Principe dei ladri(1991), ma soprattutto stringe una formidabile amicizia con Clint Eastwood, il quale, passato dietro la macchina da presa lo dirige in uno dei capolavori della storia del cinema: Gli spietati (1992) con Gene Hackman.
L'anno seguente, Freeman decide di seguire le orme del suo migliore amico e firma la sua opera prima, Bopha! (1993), una storia di razzismo e apartheid con Danny Glover e Malcolm McDowell. Sarà la sua unica prova da regista, poi preferirà impegnarsi come attore.
Dopo essere stato membro della giuria del Festival di Berlino nel 1994, recita accanto a Tim Robbins nell'immacolato Le ali della libertà (1994), nel ruolo di un carcerato che stringe amicizia con un uomo imprigionato erroneamente per l'assassinio di sua moglie e del suo amante. Immancabile la nomination all'Oscar come miglior attore. Partecipa poi al cult Seven (1995) con Brad Pitt, Gwyneth Paltrow e Kevin Spacey e al meno uscito Virus letale (1995) sempre con Spacey e con Dustin Hoffman. Viene diretto da Steven Spielberg nel toccante Amistad (1997) con Anthony Hopkins ed è con Robert Duvall e Vanessa Redgrave nel catastrofico Deep Impact (1998).
Darà del filo da torcere a Gene Hackman nel thriller Under Suspicion (2000) e sarà un ironico Dio nello spassoso Una settimana da Dio (2003) con Jim Carrey.
La consacrazione con l'Oscar
Infine la consacrazione. Gli ci sono voluti i 70 anni, per riuscire a prendere uno dei premi più ambiti del mondo e che aveva tante volte appena sfiorato con la punta delle sue dita. Il merito è di Eastwood che lo dirige nel toccante Million Dollar Baby (2004), nel ruolo dell'ex-pugile Scrap, parte acclamata dall'Academy che finalmente gli consegna l'Oscar come miglior attore non protagonista.
Le quotazioni di Freeman, strano a dirsi per un attore di quell'età, ma aumentano ancora di più. Dopo anni e anni, ritorna accanto a Redford ne Il vento del perdono (2005) e affianca Michael Caine nel dark Batman Begins (2005) e in The Dark Knight (2008), tornando con Spacey per Edison City e con Willis in Slevin – Patto criminale (2006). Proprietario della casa di produzione cinematografica Revelation Entertainment, recita accanto a Danny DeVito in 10 Items or Less (2006), al grande Jack Nicholson in Non è mai troppo tardi (2008) e all'atipico Terence Stamp in Wanted (2008).
Scheda di Bruce Willis

Bruce Willis è l'imperatore del testosterone Made in Usa. Padrone di un genere che ha oscillato fra gli action-movie e la commedia, è in grado di passare da scene con picchi di erotismo leggero a tocchi di comicità esilarante. E dire che la sua carriera iniziò a teatro con drammi serissimi. È un omaggio umano al cinema commerciale di Hollywood, senza ombra di dubbio, ma nonostante questo è considerato uno dei numi tutelari che tutti gli attori con muscoli e mascolinità dovrebbero pregare, Vin Diesel su tutti! Famoso. Anzi, incredibilmente famoso!
Figlio di un meccanico e di una casalinga, fratello del produttore Dave Willis Bruce Willis è nato in una base militare della Germania dell'Ovest, ma cresciuto a Penns Grove, nel New Jersey, dove suo padre aveva trovato lavoro in un cantiere navale. Lì studia, prima di partire per New York per diventare attore, diventando persino presidente del concilio studentesco. Comincia a recitare per sconfiggere la balbuzie, stanco ormai del soprannome affibbiatogli da amici e parenti "Buck Buck", poi si iscrive alla Montclair State University (che lascerà), mettendosi in luce in produzioni teatrali come "La gatta sul tetto che scotta" di Tennessee Williams, facendo sempre più spesso la spola con New York per partecipare ad alcune audizioni off-Broadway. Dopo esseri accasato nel quartiere di Hell's Kitchen, a Manhattan, cerca di seguire il suo sogno di gloria, sbancando il lunario come: autotrasportatore per l'industria Du Pont, barista al Cafè Central di Manhattan, addetto alle pubbliche relazioni per le distillerie Seagram (dalle quali viene licenziato per guida in stato di ebbrezza) e infine come barman al Kamikaze Club di New York City, assieme alla sua ragazza e convivente di allora, l'attrice Linda Fiorentino.
Studia con Stella Adler e per tre anni intensi lavora nei teatri della Grande Mela, poi finalmente riesce a ottenere qualche piccola particina. Appare come comparsa ne Delitti inutili (1980) di Brian G. Hutton che è da considerarsi il suo debutto nel mondo del cinema. Sul set vede Faye Dunaway, ma soprattutto Frank Sinatra e ne rimane estasiato. Due anni più tardi, compare ne Il verdetto (1982) di Sidney Lumet e, dopo essere apparso in alcuni telefilm come "Miami Vice" e "Ai confini della realtà", rimpiazza Ed Harris nello spettacolo off-Broadway di Sam Shepard "Fool For Love" (1984) che lo lancerà dritto dritto a Los Angeles, notato da Robert Butler che lo dirigerà nel telefilm "Moonlighting" accanto a Cybill Shepherd. Inaspettatamente, il serial gli porterà Golden Globe ed Emmy per l'interpretazione di un detective leggermente sopra le righe. Diventato una celebrità, sposa l'attrice Demi Moore in un hotel di Las Vegas. Da lei, avrà 3 figli, tutti attori: Rumer, Scout LaRue e Tallulah Belle Willis. Grande appassionato di rhythm & blues, suona l'armonica nei Loose Goose, e pubblicherà, nel 1987, un album dal titolo "The return of Bruno", dove rivisita illustri canzoni della black music come "Respect Yourself" (che gli frutterà il quinto posto nella classifica americana dei singoli), "Under the Boardwalk" e "Flirtino with disastre", ma anche famosi brani famosi del rock'n'roll come "Young Blood". L'esperienza fu così esaltante che nel 1989, pubblica anche un secondo disco "If It Don't Kill You, It Just Makes You Stronger".
Stranamente, la figura mascolina di Bruce Willis, all'inizio della sua carriera non si mette in luce per i muscoli e i bicipiti, ma per quella venatura ironica che piace tanto a Blake Edwards che in effetti lo dirigerà per ben due volte: la prima ne Appuntamento al buio (1987) e la seconda in Intrigo a Hollywood (1988). Solo dopo queste due pellicole venne scelto per il ruolo di John McClane nella serie di pellicole Die Hard (1988 – 2007) che lo vedranno protagonista assieme ad attori come Alan Rickman, Bonnie Bedelia, William Atherton, Samuel L. Jackson, Jeremy Irons e Timothy Olyphant.
Dopo aver doppiato il piccolo Mikey di Senti di parla, passa a pellicole drammatiche, meritandosi una nomination ai Golden Globe come miglior attore non protagonista per Vietnam – Verità da ricercare (1989) di Norman Jewison. Rifiuterà invece il ruolo di Sam Wheat ne Ghost (1990), accanto alla moglie, perché non voleva un ruolo difantasma nella sua carriera (stranamente però accettò quello de Il Sesto Senso nel 1999). Diretto poi da Brian De Palma ne Il falò delle vanità (1990), si darà perfino alla scrittura, sceneggiando il pessimo Hudson Hawk – Il mago del furto (1990) che verrà portato sul grande schermo da Michael Lehmann: la storia di una sorta di Lupin americano che con ironie e fughe spettacolari, ne combina di cotte e di crude. Tornato al genere action con Tony Scott ne L'ultimo boy scout – Missione: sopravvivere (1991) attraverserà la commedia di Robert Benton (Billy Bathgate – A scuola di gangster, 1991), il giallo di Alan Rudolph (L'ombra del testimone, 1991, accanto alla Moore) e infine la satira hollywoodiana di Robert Zemeckis (La morte ti fa bella, 1992).
Gigioneggerà per Rob Reiner ne Genitori cercasi (1994), ma sarà grandioso nelle mani di un autore dal genio stratosferico come Quentin Tarantino ne Pulp Fiction e Four Rooms. Protagonista del futuristico L'esercito delle 12 scimmie (1995), tornerà a Benton con La vita a modo mio (1995), dove si scontrerà con la grandezza di Paul Newman, Jessica Tandy e con l'esuberanza di Melanie Griffith e Leonardo DiCaprio. Luc Besson lo sceglie come eroe del fantascientifico Il quinto elemento (1997), ma poi tornerà agli action-movie, alcuni mediocri come The Jackal (1997) di Michael Caton-Jones, altri più eccellenti come Attacco al potere (1998) di Edward Zwick.
Finito il matrimonio con Demi Moore, Bruce Willis si consolerà fra le braccia di magre modelle come Maria Bravo Rosado, Rachel Hunter, Eva Jasanovska ed Emily Sandberg o attrici come Nadia Bjorlin e Brooke Burns, senza farsi mancare qualche pornostar come Alisha Klass. Anche se maturo, si concede qualche scena di nudo, accanto a Michelle Pfeiffer ne Storia di noi due (1999), giusto per non farsi mancare nulla, ma Bruce Willis, oltre che ottimo attore, è anche un sostenitore di nuovi talenti: è lui a raccomandare Michael Clarke Duncan per il ruolo del detenuto John Coffey ne Il miglio verde (1999), oltre che Billy Bob Thorton, Johnny Messner, Nick Chinlund, Cole Hauser e Matthew Perry in altre pellicole.
Rifiutato il ruolo del protagonista ne Ogni maledetta domenica (1999) di Oliver Stone, si rifà accettando quello del suddetto fantasma ne Il Sesto Senso (1999) di M. Night Shyamalan. Sicuramente uno dei ruoli più belli della sua lunga carriera. Veramente ispirato e positivamente criticato dal pubblico e dagli addetti ai lavori, Bruce Willis è ottimo nella parte di un famoso psichiatra infantile che sta attraversando un momento di vita difficile e stringe amicizia con un bambino che vede spettri. Shyamalan cercherà poi di fare il bis ne Unbreakable – Il predestinato (2000), per il quale Willis rifiuterà il ruolo di Terry Benedict ne Ocean's Eleven.
Barry Levinson, Jon Turtletaub, Antoine Fuqua e Nick Cassavetes sono i nuovi registi di Hollywood che se lo contendono nei loro film. Perdutamente innamorato di Jessica Alba ne Sin City (2005) di Rodriguez e Frank Miller, per l'alto numero di performances di qualità (Solo 2 ore, Slevin – Patto criminale e Perfect Stranger) sostenute ottiene dalla Francia l'investitura a Ufficiale nell'Ordine delle Arti e delle Lettere.
Ricopre anche il ruolo di doppiatore, accanto a Nick Nolte, nel cartone animato digitale La gang del bosco (2006), poi passa all'horror recitando con Quentin Tarantino in Planet Terror (2007). Socio del Planet Hollywood assieme a Stallone e Schwarzenegger, macho operaio, coriaceo e adrenalinico, ci sentiamo di affermare, con sicurezza, che la storia del cinema aveva bisogno di divi come lui, portatori di personaggi eccentrici, ma anche capaci di grandi e tenere dolcezze, soprattutto quando si tratta di recitare con bambini. Disinvolto e imperturbabile, è difficile trovare qualcosa di negativo in lui… anche perché ci spaccherebbe la testa, con molta probabilità!
Scheda di Jim Carrey

Travolgente, vulcanico, superlativo; non basterebbe un uragano di aggettivi per definire colui che è, senza ombra di dubbio, il più grande talento comico dell'era moderna!
Grazie alla sua esuberanza e alla sorprendente mimica facciale, Jim "Rubber Face" Carrey si è affermato nella metà degli anni '90, arrivando a ottenere un compenso di 35 milioni di dollari a film! Ma la vita di colui che viene definito l'erede di Jerry Lewis, è stata tutt'altro che facile!
Ultimo di quattro fratelli - Patricia, Rita e John - nasce a Newmarket, sobborgo di Toronto, da Percy e Katleen: il padre, contabile, è un discreto sassofonista e clarinettista. Studente sfaticato e irrequieto, Carrey, frequenta in modo irregolare l'Aldershot High School di Burlington; questo lo porta ad essere preso di mira dagli insegnanti che lo obbligano ad inscriversi a corsi di teatro che si svolgono al di là dell'orario scolastico.
Durante le normali lezioni, tuttavia, si diverte a intrattenere i compagni con le imitazioni di Jimmy Stewart e Henry Fonda. Giunto al suo dodicesimo compleanno, dopo che il padre perde l'impiego, la famiglia viene sfrattata e dunque costretta a vivere nella roulotte, il bimbo si riduce a lavorare come operaio in una catena di montaggio nell'acciaieria Titan. A soli 15 anni, l'adolescente lascia il liceo, dividendosi tra l'attività in fabbrica e quella notturna di cabarettista allo Yuk Yuk's Comedy Club di Toronto.
Inizialmente quegli spettacoli non conquistano i consensi del pubblico ma non ci vorrà molto tempo per notare il suo incredibile estro. Il paese d'origine comincia a stargli stretto: così, nel 1979, Jim decide di trasferirsi in California per tentare fortuna.
Giunto nella "City Of Angels", il giovane si stabilisce in un quartiere malfamato, cominciando ad ottenere piccoli ingaggi nei locali più sgangherati della metropoli. Col passare del tempo, riuscirà ed esibirsi con i suoi irresistibili sketch al gettonato Comedy Store di L.A. Dopo tanta gavetta e molti sacrifici, il ragazzo partecipa con un cameo in un episodio di Happy Days e, nel 1983, debutta sul grande schermo nell'innevato movie sciistico Una Vacanza Fuori Di Testa. Nei dodici mesi che seguono, la stella in ascesa è protagonista della coloratissima serie The Duck Factory. Si farà poi vampirizzare da una seducente Lauren Hutton nel teen-horror Se ti Mordo...sei Mio, sarà l'amico di Nicolas Cage in Peggy Sue si è Sposata, nonché una rock star maledetta in Scommessa con la morte, quinto capitolo delle vicende dell'ispettore Callaghan.
Alternandosi tra cinema e televisione, l'esilarante comico viene scritturato nella fortunata sitcom di casa Fox, In Living Color (è l'unico bianco in un cast di afroamericani !). Purtroppo i genitori di Jim non vivono abbastanza per godere della fama del figlio: mamma Kathleen muore nel '91 e il marito la seguirà tre anni dopo.
Nel 1994 arriva la gloria e la consacrazione nel firmamento di Hollywood, grazie al detective dagli istinti animaleschi più amato del globo terrestre: Ace Ventura. Ma quelli sono anche gli anni d'oro delle folli trasformazioni di The Mask - Da zero a mito, delle rocambolesche idiozie di Scemo e Più Scemo e delle ridicole menzogne di Bugiardo Bugiardo; tutte pellicole azzeccatissime che fanno di Carrey un divo intoccabile. Il 1998 lo vede cimentarsi nella sua prima prova drammatica: l'ignaro trentenne di The Truman Show : il capolavoro mediatico firmato Peter Weir fa conseguire all'attore il primo Golden Globe. La doppietta avviene, poco dopo, con Man on the Moondi Milos Forman: nel lungometraggio biografico, Jim incarna in modo spiazzante il discusso mattatore Andy Kaufman. Con l'avvento del nuovo millennio, l'artista assume le terrificanti sembianze di un mostro natalizio ne Il Grinch, sarà pervaso da manie di onnipotenza in Una settimana da Dio e si farà resettare la mente in Se mi lasci ti cancello. Gira, inoltre, la favola nefasta Lemony Snicket - Una serie di sfortunati eventi, dove si cela nei panni di uno spregevole teatrante. Nel 2007 è colto da un oscuro delirio, nel thriller crittografico di Joel Schumacher The Number 23.
Nei prossimi progetti della star ci sono il casalingo Me Time, nonché l'avventurosoRipley's Believe It or Not! di Tim Burton. Il divo dai brillanti occhi espressivi e dal sorriso adorabile è puntualmente presente nelle classifiche dei personaggi maggiormente attraenti del pianeta, redatte dai magazine 'People' ed 'Empire'.
Appassionato di musica rock (predilige Aerosmith e AC/DC), Carrey è uno sfrenato cantante. Come se non bastasse, adora leggere, dipingere e il cibo messicano! Porta sempre con sè l'iguana Houston e i suoi cani. Per quanto riguarda gli affari di cuore, Jim è stato sposato due volte; la prima unione avviene nel 1987 con la collega Melissa Womer, conosciuta al Comedy Store, dalla quale ha avuto Jane.
Il secondo matrimonio è stato con l'affascinante Lauren Holly e risale al '96: la coppia divorzierà nei dodici mesi successivi. Tra le sue relazioni vale la pena menzionare l'Academy-actress Renée Zellweger, la modella danese Betina Holte e la graziosa Carla Alapont.
Attualmente, Carrey sembra aver trovato la sua dolce metà nella prorompente bionda, tutta smorfie e linguacce, Jenny McCarthy: come si dice, Dio li fa e poi li accoppia!
Scheda di George Clooney

<<Io sono un ibrido. Riesco a vivere in entrambe le dimensioni>>. Nessuno si aspetterebbe questa definizione da un uomo tutto d'un pezzo come George Clooney. Ma se si parla della dimensione dell'attore e del regista che lui riesce, con successo e fortuna, a equilibrare magnificamente, allora è ammissibile! Clooney, da qualche anno a questa parte, è volto e voce di quelle lezioni di politica che non andrebbero mai dimenticate.
Non gli interessa sollazzare il pubblico e portarlo dentro le sale per offrirgli del puro e semplice intrattenimento, è un artista più votato verso l'impronta informativa del cinema, in particolar modo nei riguardi dei giovani, che devono sapere cosa c'è stato dietro di loro per costruire un futuro migliore. Come autore di pellicole, conserva la stessa grazia e la stessa eleganze che lo fanno un attore glamour. Nei suoi film, non si urla la verità con quanto fiato si ha in gola accanendosi contro i feroci nemici, ma ci si limita a parlare cordialmente con loro, magari con una sigaretta accesa in mano e guardandoli dritti negli occhi. Anti-bush, non sempre politicamente corretto, è balzato sorprendentemente al primo posto delle classifiche dell'uomo più sexy del mondo, dopo aver recitato il ruolo del pediatra, cavaliere moderno e strapazzato dalle donne, del serial E.R.. Le quali quando si menziona il suo nome, urlano in maniera entusiastica, mentre gli uomini apprezzano il suo comportamento e le sue idee che, seppur discutibili, hanno fatto dimenticare i suoi poco brillanti film d'esordio… per non parlare della pubblicità del Martini di cui è stato testimonial! No Martini, no Clooney!
Nato nel Kentucky, figlio del presentatore televisivo Nick Clooney, cugino e nipote rispettivamente di Miguel e José Ferrer, nonché nipote delle attrici e cantanti Rosemary e Betty Clooney, George frequenta la Augusta High School e la Northern Kentucky University, con la ferma intenzione di seguire le orme paterne e di lavorare come giornalista e attore in televisione (il suo esordio davanti a un obiettivo avviene nella serie tv Centennial, del 1978, accanto a Richard Chamberlain), ma poi cambia idea. Prova la strada dello sport, essendo particolarmente dotato come giocatore di baseball ma, durante un provino per i Cincinnati Reds, si infortuna.
A ventuno anni, quando il cugino Mel si ferma nella sua città e Clooney lo aiuta a imparare una piccola parte per un film, si convince del fatto che la sua vocazione è solo quella di recitare. Così, nel 1983, si trasferisce a Los Angeles per studiare alla Beverly Hills Playhouse. In quegli anni, divide l'appartamento con l'attore Thom Mathews e il letto con le attrici Dedee Pfeiffer (sorella di Michelle Pfeiffer), Kelly Preston, (che gli regalerà forse il compagno più longevo della sua vita, il maiale Max, morto nel 2006), e Talia Balsam (che sposerà nel 1989 e dalla quale divorzierà nel 1990). Comincia dalla televisione la sua vera e lunga marcia verso la popolarità.
Appare in telefilm come Ripide (1984) e Il falco della strada (1985), muovendo i primi passi nel grande schermo in pessimi b-movie horror come: Predator – The Concert (1987) con Laura Dern e Charlie Sheen, La scuola degli orrori (1987) e Il ritorno dei pomodori assassini (1987). E mentre continua la sua lunga gavetta sul piccolo schermo, partecipando a un'immensità di serial (L'albero delle mele, Hunter, La signora in giallo, Cuori senza età, Pappa e ciccia, Sisters), fa provini per il cinema, per esempio per il ruolo di J.D. in Thelma & Louise (1991) di Ridley Scott e per il Mr. Blonde de Le iene (1992) di Tarantino, ruoli per i quali viene scartato.
Migliore amico degli attori Richard Kind e Tommy Hinkley, viene poi scelto per il ruolo del Dottor Ross nella serie tv E.R. – Medici in prima linea (1994), prodotta da Steven Spielberg e scritta da Michael Chricton. Il ruolo del pediatra dongiovanni gli calza così a pennello che attira da subito l'attenzione del pubblico femminile e la critica che urla al nuovo Cary Grant.
Plurinominato ai Golden Globe e agli Emmy, con il timore di rimanere confinato a vita dentro il piccolo schermo, sfrutta questo momento di popolarità mondiale (viene addirittura additato dalle riviste come l'uomo più sexy del mondo) per ottenere più ruoli possibili da Hollywood che risponde immediatamente alla sua richiesta, così eccolo accanto a Michelle Pfeiffer nella commedia romantica Un giorno, per caso (1996) o nell'horror (questa volta di serie A) di Robert Rodriguez Dal tramonto all'alba (1996) con Harvey Keitel. Scartato per il ruolo da protagonista in Jack Frost (1998), viene scelto per vestirsi dal fumettistico uomo pipistrello nel pessimo Batman & Robin (1997) di Joel Schumacher, dove dovrà vedersela con una verde Uma Thurman (Poison Ivy) e un gelido Arnold Schwarzenegger (Mr. Freeze). Da buon fan del cartone animato South Park chiede personalmente a Trey Parker, il creatore della serie, di poter doppiare almeno uno dei personaggi e Parker lo accontenta, dandogli il ruolo di Sparky, il cane gay di uno dei protagonisti.
Passa da un fidanzamento all'altro (dalle attrici Denise Crosby, Kimberly Russell, Karen Duffy e Brooke Langton alla modella Celin Balitran), con la stessa facilità con cui passa da un set all'altro: il thriller The Peacemaker (1997) con Nicole Kidman, il poliziesco Out of Sight (1998) di Steven Soderbergh (con il quale stringerà una profondissima amicizia, nonché una collaborazione in affari), il bellico La sottile linea rossa (1998) di Terrence Malick e Three Kings (1999) con il suo migliore amico Mark Wahlberg. Continuano, incessanti, le conquiste di questo farfallone dai capelli brizzolati: Lisa Snowden, Traylor Howard, Julia Roberts, Renée Zellweger, Mariella Frostruo, Jennifer Siebel e Krista Allen. Ma le donne, si sa, fanno rima con gli affari, ed eccolo dunque a capo della compagnia di produzione televisiva e cinematografica Maysville Pictures, nonché della Section Eight (della quale è stato socio fino al 2006 assieme a Soderbergh) e della Smoke House assieme all'attore Grant Heslov.
Dopo il film tv A prova di errore (2000) di Stephen Frears, lasciati per sempre i panni del Dottor Ross, recita nel drammatico La tempesta perfetta (2000) di Wolfgang Petersen, passando a film più impegnati quando i fratelli Coen lo vorranno come protagonista dai baffetti alla Clark Gable di Fratello, dove sei? (2000) per il cui ruolo di un Odisseo moderno vincerà il Golden Globe come miglior attore. Soderbergh, che in lui vede un po' di quel fascino alla Frank Sinatra, gli offre il ruolo di Ocean, criminale con lo smoking che organizza il colpo della sua vita (rubare soldi e amante al proprietario di un casinò di Las Vegas) nel remake di Colpo grosso, Ocean's Eleven – Fate il vostro gioco (2001). Il film andrà così bene che si presterà anche per i due sequel del film. E dato che Clooney è un tipo d'uomo che dà molto peso alle amicizie, eccolo in un piccolo ruolo nella trilogia Spy Kids (2001) di Robert Rodriguez, nonché nel remake dall'omonimo titolo Solaris (2002), ancora per Soderbergh, dove si presta per la sua prima scena di nudo.
Desideroso di esplorare nuove dimensioni, eccolo anche regista di Confessioni di una mente pericolosa (2003), pellicola con Sam Rockwell nei panni di un conduttore televisivo-spia e killer del governo. Tornerà attore per i Coen nel 2003, quando reciterà Prima ti sposo poi ti rovino (2003), e si vedrà rifiutato per il ruolo di Jack in Sideways (2004) perché… troppo famoso!!!
Torna dietro la macchina da presa per firmare il politico Good night, and good luck (2005), all'interno del quale rivede le vicende della caccia alle streghe comuniste guidate dal senatore McCarthy con gli occhi del giornalista Ed Murrow viene nominato all'Oscar e ai Golden Globe per la miglior regia e la migliore sceneggiatura, anche se quell'anno, vincerà entrambe le ambite competizione solo come miglior attore non protagonista, fra l'altro per un altro film: Syriana (2006) di Stephen Gaghan, che lo vedrà, ingrassato, nei panni di un agente della CIA. Nonostante sia uno degli attori viventi più famosi sulla terra, non soffre di megalomanie e vizi compulsivi da star (si è allontanato da Hollywood, scegliendo la calma della sua villa sul lago di Como, a Laglio), e preferisce ritagliarsi, nella cinematografia moderna, uno spazio personalissimo e inconfondibile, sia come autore che come interprete, sottintendendo, nel primo caso, un evidente messaggio politico: senza il rispetto per la libertà altrui, qualunque dittatura, anche la più ricca e potente, è condannata alla scomparsa. E ovviamente questo tipo di discorso è chiaramente contro Bush che scatena guerre senza chiare motivazioni e usa la paura per soggiogare il popolo. Opinione che gli è valsa un posto fra i primi nomi della lista nera del presidente americano.
Potentemente antimilitarista, rifiuta il ruolo di John McLoughlin in World Trade Center (2006), scegliendo ancora Soderbergh per il thriller Intrigo a Berlino (2006) e state pur certi che se continua di questo passo le sue performance si arricchiranno di un altro Oscar.
Scheda di Eddie Murphy

Universalmente, uno degli attori americani di colore più amati dal pubblico e dalla critica. Questo newyorkese che alterna la sua vita privata e la sua professione fra alti e bassi - ma sempre accumulando ruoli dalla personalità magnetica e dalla battuta pronta - è stato, per lunghi anni, al centro del cosmo hollywoodiano. Il segno di attori come Bill Cosby o Richard Pryor, nella sua recitazione, è incancellabile.
Perduto il padre poliziotto in età giovanissima, Eddie Murphy, viene allevato dalla madre, centralinista, e dal secondo marito di lei, impiegato in un'industria di gelati. Fin da piccolo, si diverte a proporre imitazioni di fronte alla famiglia, che diventa il suo primo pubblico. Studente alla Roosevelt High School, e poi passato al Nassau Community, inizia ad esibirsi come cabarettista a soli 15 anni, nei bar di New York. I suoi spettacoli sono caratterizzati dal turpiloquio e da un linguaggio osceno e scurrile che lui affina sempre di più.
A soli 19 anni, fa il suo ingresso nello spettacolo televisivo Saturday Night Live conquistando il pubblico americano. Ma il suo esordio nel mondo del cinema è legato al film 48 ore (1982) di Walter Hill, dove interpreta un detenuto sveglio e dalla parolaccia facile che si scontra con l'ostilità dello sbirro Nick Nolte. Questo buddy movie è un successo e porta al trionfo Eddie Murphy, che viene candidato per il Golden Globe come miglior attore esordiente dell'anno.
Altra candidatura ai Golden Globe, ma come miglior attore protagonista gli viene data per il film di John Landis Una poltrona per due (1983), dove è talmente estroso ed irresistibilmente vitale da sembrare il partner perfetto di Dan Aykroyd (che aveva recentemente perso il compagno di lavoro e amico, John Belushi). E, dopo essersi lanciato perfino nella musica, vincendo un Grammy nel 1983 per l'album "Comedian", prende al volo il ruolo di Axel Foley, il poliziotto di Beverly Hills Cop – Un piedipiatti a Beverly Hills (1984) di Martin Brest. È il suo personaggio più riuscito: un poliziotto di Detroit invischiato in un poliziesco condito dalla sua simpatia, dalla sua risata contagiosa e dalla sua parlantina sciolta.
È la celebrazione cinematografica di questo Arlecchino nero (che viene premiato con un'altra nomination ai Golden Globe come miglior attore), ma il successo comincia a dargli alla testa… e anche a dare ai nervi alla comunità di colore (il regista Spike Lee lo criticherà aspramente perché, nonostante il suo status di star, non ha mai aiutato altri attori di colore ad emergere nel cinema). Eddie Murphy rifiuta il ruolo di Winston Zeddemore in Ghostbusters (1984) di Ivan Reitman, scegliendo invece la commedia fantasy Il bambino d'oro (1986).
L'anno seguente realizza Nudo e crudo, uno spettacolo dal vivo dove Murphy con le solite sconcezze si scaglia contro gli spettatori, toccando svarianti temi e, nel 1988, rende problematico il set de Il principe cerca moglie, mal sopportando l'emergente spalla comica Arsenio Hall e litigando furiosamente con il regista del film, John Landis. C'è da dire che la storia di questo principe africano che cerca una fidanzata a New York ha un incredibile successo, soprattutto perché Eddie Murphy comincia a lanciarsi nel trasformismo, impersonando molteplici ruoli (4 in tutto).
Ma secondo quanto dice una certa legge: tutto ciò che sale deve anche scendere. Prima di tutto comincia ad avere guai legali quando l'autore del soggetto de Il principe cerca moglie, Art Buchwald, gli farà causa per avergli sottratto l'idea e Murphy, ritenuto colpevole, è costretto a versare un congruo risarcimento. Successivamente, deve affrontare il flop del suo primo film come regista, Harlem Nights (1989) con il suo mito, il defunto Richard Pryor. La sua carriera a quel punto è affidata ai sequel dei suoi successi: Ancora 48 ore e Beverly Hills Cop II e Beverly Hill Cop III.
Dopo vari flirt con Halle Berry, Robin Givens e la cantante Whitney Houston, si sposa, nel 1993, con la modella Nicole Mitchell dalla quale ha 5 figli: Bria, Miles, Shayne Audra, Zola Ivy e Bella Zahra. Ma il guaio è che poi Tamara Hood gli farà causa per il riconoscimento della paternità di Christian, suo figlio, vincendo.
Gli anni Novanta proseguono fra incredibili flop come Un vampiro a Brooklyn (1995) di Wes Craven, dove Eddie Murphy è produttore, protagonista e sceneggiatore insieme ai suoi fratelli (Charles Murphy e Vernon Lynch jr.) e perfino accuse per molestie sessuali e atti osceni in luogo pubblico (viene arrestato dopo essere stato trovato in automobile con un travestito). Tenta il rilancio nel 1996, con il film Il professore matto di Tom Shadyac, dove ritorna al trasformismo (7 ruoli) in una storia liberamente ispirata a Le folli notti del Dottor Jerryll (1963) di Jerry Lewis e quasi ci riesce conquistandosi una nomination ai Golden Globe come Miglior Attore in una commedia.
Per depurare la sua immagine si dà al doppiaggio targato Disney, prestando la sua voce prima al draghetto Mushu di Mulan (1998) e poi al mulo parlante Ciucchino dello spassoso Shrek (2001) della Dreamworks. Ci riprova al cinema con Il dottor Dolittle (1998) che in America ha un incasso di 135 milioni di dollari e con Bowfinger (1998) di Frank Oz, dove ironizza sulla propria condizione di star. Anche se è con il musical Dreamgirls (2007) di Bill Condon che rivaluta completamente la sua immagine apparendo nel ruolo del cantante soul James "Thunder" Early (un mix di James Brown, Chuck Berry e Little Richard), drogato, fedifrago e con la carriera sul viale del tramonto. Personaggio che gli farà ottenere la nomination agli Oscar come miglior attore non protagonista e il suo primo Golden Globe nella stessa categoria.
Fortunatamente la carriera di Eddie Murphy si è salvata dallo schianto al suolo. È vero, non è più quella star che parlava della cruda verità, ma facendoci dormire sonni tranquilli grazie alla sua ironia. È rinata l’immagine di un comico maturo che ha superato brillantemente la sbandata del successo e che si appresta a risalire ancora una volta la cresta dell’onda. Ultimo film prodotto "Piacere Dave",che uscirà 22 agosto.Dirà addio al cinema nel 2011.
Scheda di Robin Williams

E'uno degli attori più turbolenti della storia del cinema, ma non certo per la sua vita spericolata! Robin Williams è un portento multiforme, è un flubber che muta la sua voce, il suo volto e il suo corpo per diventare qualcosa che offra al pubblico un sorriso in più, una sana risata.
Trasferitosi a San Francisco all'età di 16 anni, figlio di una modella e di un impiegato della Ford Motor Company, Robin Williams frequenta prima la Redwood High School in California, a Larkspur, poi successivamente entra nel Claremont Men's College (dove ha un posto fisso nella squadra di calcio) dove studia Scienze Politiche, corso che poi lascia per seguire i corsi di recitazione al Marin College. In seguito, entra nella prestigiosa Julliard School, sotto gli insegnamenti dell'attore John Houseman e accanto a colui che diverrà il suo migliore amico, l'attore Christopher Reeve.
Alla fine del corso di studi, comincia a mettersi a lavorare nei night club come cabarettista, intrattenitore e imitatore ed è proprio in una di quelle notti che viene scoperto da un direttore di casting che vuole assolutamente inserirlo nei contenitori televisivi. Williams esordirà così nel telefilm "Laugh-In" (1977), sarà la spalla di Andy Kayffman e Billy Crystal, scriverà i testi di Richard Pryor, ma sarà presente anche ne "La famiglia Bradford" e soprattutto il fortunato episodio che lo vede debuttare nel ruolo dell'alieno Mork ne "Happy Days" (per la quale audizione si è presentato coi piedi in alto e in bilico sulla testa). Quell'alieno così strambo piacque così tanto che Joe Gluaberg, Dale McRaven e Garry Marshall crearono per lui la seria "Mork & Mindy" (1978-1982) che gli fecero vincere il primo di tanti Golden Globe (come miglior attore in una serie comica). Anche cantante, realizzerà l'album "Reality… What a Concept", mentre nel privato, dopo una relazione con la pornostar Christy Canyon, prenderà in moglie la ballerina (oggi produttrice televisiva) Valerie Velardi dalla quale avrà il suo primo figlio, Zachary.
Il talento comico di Robin Williams viene subito notato da Hollywood che, nella persona di Robert Altman, lo sceglie come protagonista di Popeye – Braccio di Ferro (1980), accanto a Shelley Duvall. Notevole nei ruoli drammatici, è affascinante vederlo ne Il mondo secondo Garp (1982) di George Roy Hill, Mosca a New York (1984) di Paul Mazursky e Good Morning, Vietnam (1987) di Barry Levinson, nella performance di un disc jockey sconcio e disinvolto che intrattiene le truppe americane a Saigon. Il ruolo fu così ben recitato che Williams vincerà il suo secondo Golden Globe come miglior attore protagonista in una commedia e si guadagnerà una candidatura agli Oscar nella stessa categoria.
In costante sintonia con l'ex Monty Python, Terry Gilliam, appare ne Le avventure del Barone di Munchausen (1988) nel ruolo del re della luna. Conclusosi il matrimonio con la prima moglie, sposa (dopo una breve relazione con la cameriera di un bar), la sua assistente personale Marsha Garces, che diventa ufficialmente la signora Williams e dà alla luce due figli: Zelda e Cody. L'attimo fuggente (1989) di Peter Weir è la sua nuova occasione per mettersi in mostra nel ruolo, questa volta, di un insegnante anticonformista arricchendo il suo curriculum di un'ulteriore nomination all'Oscar. E dopo Risvegli (1990) di Penny Marshall, arriva un altro Golden Globe per il suo ruolo ne La leggenda del Re Pescatore (1991) di Terry Gilliam, ovviamente accompagnata dalla nomination all'Oscar. Arricchiranno il suo curriculum Steven Spielberg, Barry Levinson, Kenneth Branagh, ma soprattutto le sue attività di doppiatore, in particolar modo dopo aver prestato la voce del Genio di Aladdin (1992), ricevendo un Golden Globe speciale.
Considerato per il ruolo di Joe Miller nella pellicola di Jonathan Demme Philadeplhia (1993, che poi andò a Denzel Washington), è stato incoronato re dei box office grazie alla commedia Mrs. Doubtfire – Mammo per sempre (1993) di Chris Columbus che, oltre a fargli guadagnare il suo quinto Golden Globe, lo affiancherà spesse volte a Colombus in pellicole come Nine Months – Imprevisti d'amore (1995) e L'uomo bicentenario (2001). Dopo aver rifiutato il ruolo dell'Enigmista ne Batman Forever (1995, che andò a Jim Carrey), si ritrova nel cast di A Wong Foo, grazie di tutto! Julie Newmar in una parte no accreditata, poi viene scelto come protagonista per Jack (1996) di Francis Ford Coppola. Divertente il suo remake del nostro Ugo Tognazzi ne Il vizietto (Piume di struzzo, 1996), ma ancora più intensa e spettacolare la sua parte in Will Hunting – Genio ribelle (1997) di Gus Van Sant. Il ruolo del professore, che evidentemente gli porta fortuna, gli fa stringere (finalmente) nelle mani la tanto sfiorata statuetta dello zio Oscar.
Woody Allen, Christopher Nolan, Danny DeVito, Chazz Palminteri gli danno altre occasioni di guadagnarsi nel 2005 il premio Cecil B. DeMille, che lui dedica all'amico scomparso Christopher Reeve. Ancora doppiatore per Robots (2005) e per Happy Feet, oggi Robin Williams è the Man of the Year, tornando alla regia di Levinson, interpreta un intrattenitore televisivo che arriva alla Casa Bianca. La storia di Robin Williams è tutta qui, in un continuo alternarsi fra poesia e gag, dalla quale ultimamente emerge anche una certa anima nera. Istrionico e ilare, ma a volte anche un po' pateticamente strabordante e sentimentale, Williams è considerato il pagliaccio ribelle di Hollywood. Una sorta di Gianburrasca del cinema americano.






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Alex the Bestalex56 # Wednesday, May 7, 2008 7:25:13 PM
Unregistered user # Monday, July 7, 2008 7:47:57 PM
Eddy il GranataEddyilGranata # Monday, July 7, 2008 7:50:36 PM
Unregistered user # Tuesday, July 8, 2008 8:57:39 AM
Eddy il GranataEddyilGranata # Tuesday, July 8, 2008 8:57:41 AM
Unregistered user # Monday, July 14, 2008 5:48:03 PM
Eddy il GranataEddyilGranata # Monday, July 14, 2008 7:01:51 PM
Comunque grazie per tutti i messaggi che mi mandi e continua a visitarmi: ogni giorno c'è una novità sul "Sito della Leggenda"
Unregistered user # Monday, July 14, 2008 7:32:18 PM
Eddy il GranataEddyilGranata # Monday, July 14, 2008 7:34:37 PM
Unregistered user # Wednesday, July 16, 2008 6:04:19 PM
Eddy il GranataEddyilGranata # Wednesday, July 16, 2008 6:13:21 PM
Oggi ho visto Hellboy2: vallo a vedere che ti piacerà.Non è il soliti film da bambini
Mattia ValettiVally92 # Thursday, July 17, 2008 6:51:56 PM
Eddy il GranataEddyilGranata # Thursday, July 17, 2008 7:45:12 PM
Unregistered user # Friday, July 18, 2008 11:26:04 AM
Eddy il GranataEddyilGranata # Friday, July 18, 2008 12:05:13 PM
Eddy il GranataEddyilGranata # Friday, July 18, 2008 12:07:38 PM
Unregistered user # Saturday, July 19, 2008 10:39:54 AM
Eddy il GranataEddyilGranata # Saturday, July 19, 2008 5:38:58 PM
Unregistered user # Monday, July 21, 2008 7:24:45 AM
Eddy il GranataEddyilGranata # Monday, July 21, 2008 11:14:36 AM
Unregistered user # Monday, July 21, 2008 6:58:13 PM
Unregistered user # Wednesday, July 23, 2008 6:45:00 AM
Eddy il GranataEddyilGranata # Wednesday, July 23, 2008 6:42:17 PM
Unregistered user # Thursday, July 24, 2008 8:55:11 AM
Eddy il GranataEddyilGranata # Thursday, July 24, 2008 9:34:12 AM
Mattia ValettiVally92 # Thursday, July 24, 2008 10:38:31 AM
Eddy il GranataEddyilGranata # Thursday, July 24, 2008 12:36:24 PM
Eddy il GranataEddyilGranata # Thursday, July 24, 2008 12:37:17 PM
Mattia ValettiVally92 # Thursday, July 24, 2008 5:51:51 PM
Unregistered user # Friday, July 25, 2008 10:11:18 AM
Eddy il GranataEddyilGranata # Saturday, July 26, 2008 10:19:38 AM
Mattia ValettiVally92 # Saturday, July 26, 2008 5:27:26 PM
Unregistered user # Thursday, July 31, 2008 10:11:36 PM
Unregistered user # Thursday, July 31, 2008 10:14:52 PM
Unregistered user # Friday, August 1, 2008 10:35:18 AM
Unregistered user # Sunday, August 31, 2008 7:56:08 AM
Eddy il GranataEddyilGranata # Sunday, August 31, 2008 10:14:39 AM
Su "Io sono leggenda" lo sapevo
Su Doomsday devo dirti che nn è il seguito,ma dice che è un altro film come lui,cioè sulla fine del mondo.l andrò a vedere per curiosità.
Unregistered user # Sunday, August 31, 2008 7:15:05 PM
Eddy il GranataEddyilGranata # Tuesday, September 2, 2008 7:45:44 PM
Scherzo,qualcun'altro ci sarà...
Unregistered user # Tuesday, September 2, 2008 9:52:17 PM
Unregistered user # Friday, September 5, 2008 1:21:55 PM
Eddy il GranataEddyilGranata # Friday, September 5, 2008 2:34:18 PM
Invece X-files lo guarderò,anche se non ho visto la serie tv:un horror-fantascenza così non posso perderlo!
Su Hancock ti dico già adesso che è un grande film:c'è Will Smith e il trailer è molto promettente! E probabilmente ne scriverò la recensione.
Unregistered user # Sunday, September 7, 2008 8:46:24 PM
Unregistered user # Thursday, September 18, 2008 8:00:50 AM
Eddy il GranataEddyilGranata # Thursday, September 18, 2008 10:47:23 AM
X-files non l'ho visto ancora,ma dovrei andarci tra poco.
Comunque,tutti quelli che lo hanno visto mi hanno detto che Hancock è un bellissimo film:divertente e con molta azione stile eroi Marvel
Unregistered user # Thursday, September 18, 2008 1:45:53 PM
Eddy il GranataEddyilGranata # Thursday, September 18, 2008 3:18:25 PM
Unregistered user # Thursday, September 18, 2008 9:21:25 PM
Unregistered user # Monday, September 22, 2008 11:00:16 AM
Eddy il GranataEddyilGranata # Monday, September 22, 2008 3:06:32 PM
Sembra facile interpretare un personaggio così,ma se stai a guardare il suo sguardo,ti accorgi che è quello che trovi in molti barboni ...e non è un modo di dire.Guardalo assolutamente.