Sono Spina
Thursday, July 22, 2010 12:33:30 PM
in un roseto di vertiginosa rugiada
sentendo passi dissolti in nebbie
infiammabili d’incerato;
proseguendo nel parlarti
spalo la tua sabbiosa omertà,
m’armo di insistenza tenace:
non smarrire la tua brillante scia.
Giuda di te stesso, Negazione fatale,
precipiti ancora in universi
languenti di diatribe effimere?
Avvertire l’apice, sfiorare la parola,
cadere nel silenzio, fuor d’abitudine d’oro
scavando la mia fossa riemergo nei versi,
non t’imploro, non ammortisco il tuo male;
dirigo i nostri venti,
lucente di presunta convinzione,
ti porto a ragionare sul meglio che trapela
e attendo ancora il dono dell’Eloquenza
per sovrastare questi riflettuti incubi d’oppio,
non cercare il precipitare della tua
corona che ben salda
ancorata al tuo cranio
emerge.
Ora di veglia, scolerò un responso,
Duca del Tutto,
dandomi motivi per salvarti da
te stesso e dalla piena
del tuo melanconico sentire.













