Cyclic Existence

Upon This Earth

Se in principio la specie umana e quella animale erano un insieme, col tempo si sono differenziati.
L'uomo sente il bisogno di esternare ciò che prova o ciò di cui ha bisogno, arrivando fino ai risultati che tutti possiamo notare, il mutamento del pianeta conseguente ai suoi sempre più crescenti bisogni di supremazia su una natura con cui dapprima conviveva, mentre ora rappresenta un ostacolo, e con un senso di potere che estende su tutto ciò che crea.

Gli animali, godono di ciò che viene loro offerto, non hanno bisogno di adattare il pianeta a seconda dei loro bisogni; a questo punto verrebbe da pensare, che l'uomo ha agito in tal modo, perché non gli è stato offerto niente, come se fosse un estraneo del pianeta in cui 'vive'.

E non è da escludere la possibilità, che l'evoluzione 'umana' sia un errore della natura stessa, la cui però sta venendo sottomessa al volere dell'uomo, come se si fosse accorto di essere effettivamente un 'errore' e quindi bisognoso di eliminare il pericolo potenziale.

Dopotutto, se analizziamo la struttura della natura e quella umana, possiamo notare come vadano in contrasto:

Il regno animale che vive in quello naturale, come detto gode di ciò che gli viene offerto, si riproduce e continua a vivere in un'esistenza ciclica adattandosi all'ambiente che li ospita, svolgendo inconsciamente le sue 'funzioni', senza una coscienza propria.
L'uomo, invece, agisce alla pari di un virus, si è installato in questo pianeta, si è riprodotto in esso, sta assorbendo tutto il possibile, e non si stanno già escludendo le possibilità di vita in un altro pianeta, in cui riprodursi ancora, e assorbire ancora le risorse del nuovo pianeta. Esattamente come agisce un virus all'interno di un organismo.

Quindi, se è la coscienza che differenzia l'uomo e la natura, è anche vero che questa può dar modo sia di distruggerla che di preservarla, negando il concetto dell'uguaglianza umana in fini teorici.
Gli individui stessi si differenziano tra di essi, pur condividendo lo stesso sistema di vita.

Quindi, se il nostro destino è effettivamente questo, come possiamo sperare di non appartenere a qualcosa che non riconosciamo?
Non c'è da escludere, che in futuro subentrino ulteriori fattori che differenzino ancora il corso della vita, indipendentemente dalle esigenze del singolo, ma intaccando la specie intera.

Tutte le altre questioni legate alla 'vita, si annullano di fronte all'eternità a cui vanno incontro, con cui non possono confrontarsi, e si vedono costrette a mutare in base alle esigenza, mutando quindi anche i comportamenti umani stessi, verso un futuro di cui non possiamo prevedere l'esito.

SyntheticalI wonder what's for dinner.

Comments

GabrieleGabrielSha Tuesday, January 12, 2010 7:29:37 PM

Sì, sempre le solite cose, noi siamo cattivi, egoisti e bla bla bla.
Prima o poi arriveremo alla resa dei conti.

In fondo, la specie dominante è anche la specie che abusa di tutto, quindi è ovvio che sia così.

Comunque, bella riflessione, anche se non ho capito bene l'ultima parte.

Lawrence-Layer Tuesday, January 12, 2010 7:39:12 PM

In realtà l'ho copincollata da una mia risposta nel blog di Neph, dove lì aveva un po' più di senso. Comunque sì, our race is the evil è il pensiero più overrated.

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