Voglia di leggere Tolstoj
Wednesday, June 2, 2010 8:19:54 PM
Ora che gli esami sono finiti e che ho una gamba dolorante per via di camminate infinite, mi trovo reclusa in camera, in quella sorta di trance ospedaliera dovuta al troppo bianco intorno e alla mancanza di stimoli esterni. Ne ho approfittato, come nei giorni di influenza, per un incontro intimo con la lettura. Ho lasciato indietro tanti cari libri, trascurati per un esame rivelatosi di una banalità fuori dal comune, e oggi è stato il giorno giusto per una riconciliazione. E allora ho tolto il segnalibro da un libro rimasto chiuso per mesi, l'ho tolto come si toglie una scheggia, con cura e con sollievo, e mi sono rigettata nella lettura. Pinnsvinets eleganse, l'eleganza del riccio, di Muriel Barbery. Un libro che ha la sfortuna di essere stato banalizzato e reso best-seller da mare dal cinema francese, che meriterebbe di essere scoperto, quasi per caso, letto con l'avida trepidazione del segreto e dell'esplorazione solitaria. Un libro fine, elegante come una porcellana d'Oriente. Citazioni perfette dagli autori russi, e atmosfere giapponesi. E soprattutto, racchiusa nella frase "il linguaggio è la ricchezza dell'uomo" un'ode intima alla letteratura, al raccolto che i libri seminano nell'anima. La mia anima è ancora un campicello modesto, e la cosa mi fa un po' vergognare. Voglio leggere Tolstoj, tuffarmi nella letteratura francese, scalare le vette dell'essenza umana insieme a Thomas Mann, partire con Ulisse-oh, e anche a questo proposito, quante sorprese sto scoprendo sull'Odissea!
Vorrei un giorno infinito in cui tornare a leggere con l'intensità di una bambina. Non ci sono programmi o impegni che rendano il tempo troppo breve, nè pensieri che rendano la mente troppo stanca. Vorrei buttarmi in un libro come ieri a mezzanotte mi sono tuffata nel fiordo, impaurita e intrepida, e tutto di un fiato, per non farmi vincere dalle esitazioni. E poi vorrei godere della musica delle parole, come ieri, quando mi lasciavo cullare dalle chitarre, dalla tromba, dal flauto e dalle percussioni a pochi metri da quell'acqua meticcia. Jam session sulla spiaggia. Ora voglio una reading session. Voglio leggere fino a notte fonda, con una lampada che è la candela dell'anima alla ricerca di se stessa nel castello del linguaggio.
Per questo volevo anche scrivere, cucire io stessa un po' di parole, prima di rituffarmi.
Vorrei un giorno infinito in cui tornare a leggere con l'intensità di una bambina. Non ci sono programmi o impegni che rendano il tempo troppo breve, nè pensieri che rendano la mente troppo stanca. Vorrei buttarmi in un libro come ieri a mezzanotte mi sono tuffata nel fiordo, impaurita e intrepida, e tutto di un fiato, per non farmi vincere dalle esitazioni. E poi vorrei godere della musica delle parole, come ieri, quando mi lasciavo cullare dalle chitarre, dalla tromba, dal flauto e dalle percussioni a pochi metri da quell'acqua meticcia. Jam session sulla spiaggia. Ora voglio una reading session. Voglio leggere fino a notte fonda, con una lampada che è la candela dell'anima alla ricerca di se stessa nel castello del linguaggio.
Per questo volevo anche scrivere, cucire io stessa un po' di parole, prima di rituffarmi.










Josie Blissjosiebliss # Thursday, June 17, 2010 11:18:24 PM
Vuole leggere Tolstoij.
Prego, accomadati.
Io ti avviso: è mortale.