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Riflessioni

Il Pellegrinaggio Cristiano: La vita sulla terra è un viaggio verso il cielo

«Quale gioia quando mi hanno detto: andremo alla casa del Signore;
e ora i nostri piedi si fermano alle tue porte, Gerusalemme» (Sl 121)

Il Salmo 121 che gli ebrei cantavano recandosi annualmente a Gerusalemme, divenne anche il Salmo preferito dai cristiani in pellegrinaggio al Santo Sepolcro.

Il turismo religioso dei nostri giorni è la conseguenza e lo sviluppo degli antichi pellegrinaggi nella terra di Gesù in modo particolare. I luoghi di pellegrinaggio dell’antichità, oltre alla Terra santa, erano: Roma con le sue “mirabilia”, Monte sant’Angelo in Puglia, Mont saint Michel in Francia e Santiago de Compostela in Spagna. L’uomo contemporaneo, immerso nel vortice frenetico degli spostamenti facili, di viaggi comodamente programmabili dal salotto di casa, riflette su come fino a non molti anni fa coprire grandi distanze rappresentava un grosso disagio. Il miglioramento delle reti viarie, il progresso in continua espansione nel settore automobilistico, aeronautico e navale hanno dato la possibilità di viaggiare in modo più facile e sicuro. Per recarsi in qualsiasi altro continente basta solo qualche ora di aereo. Oggi per chi viaggia, ci sono tutti i comforts possibili e immaginabili. Se pensiamo agli antichi i parametri si capovolgono. I Greci e i Romani ad esempio per raggiungere le loro colonie impiegavano mesi di viaggio. Gli antichi si recavano da una città all’altra con una facilità e frequenza maggiore di quanto noi siamo portati a pensare. Fino all’inizio del IV secolo Roma aveva creato una rete viaria estesa per oltre 78.000 km, i viandanti potevano usufruire di una assistenza e di una organizzazione capillare. La maggior parte della gente viaggiava quasi sempre a piedi. I ricchi potevano viaggiare su carri trainati da cavalli, asini, muli e cammelli.
Dopo la Pentecoste, gli Apostoli misero in pratica il comando di Gesù: “Andate, insegnate a tutte le genti!” (Mt 28,19) spingendosi “fino all’estremità della terra” (At 1,8). Essi si sono fatti viandanti, viaggiando per le strade su cui avevano marciato le legioni romane, con l’unico scopo di far conoscere Gesù Cristo. I viaggi per mare erano molto rischiosi, e solo d’estate si poteva attraversare il Mediterraneo con una certa sicurezza. Nelle sue Lettere Paolo ci informa dei tre viaggi missionari in vari paesi attorno al Mediterraneo per annunciare la “Buona Novella”. Egli salpò alla volta di Roma su navi romane, ma durante il periodo invernale fece naufragio.
Trattando di un particolare aspetto del viaggio: il pellegrinare, è lecito chiedersi quale sia il suo significato. Il pellegrinaggio religioso è un fenomeno devozionale presente in tutte le religioni. I luoghi che richiamano la presenza della divinità o la testimonianza di qualche eroe o santo sono meta collettiva o individuale di persone che vi si recano per scopi votivi, penitenziali o di pietà.
I cristiani molto presto cominciarono la pratica del pellegrinaggio con un significato tutto interiore. Il pellegrino cristiano compie un viaggio verso la santità. Il mettersi in cammino assume il significato di conversione. I pellegrini che si recavano in visita ai luoghi santi, talvolta compilavano un diario di viaggio per rivivere, una volta tornati a casa, nuove sensazioni spirituali legate a quei posti.
Il punto cruciale del pellegrinaggio era Gerusalemme. La testimonianza più antica (II secolo) di un pellegrinaggio ce la tramanda Eusebio di Cesarea a proposito di Melitone di Sardi il quale si reca a: “Vedere i luoghi dove fu annunciato e si compì ciò che contiene la Scrittura” (HE 4,26,14).
Il numero dei pellegrini aumentò col mutare delle situazioni politiche. Ad esempio all’indomani dell’editto di Galerio del 311 che dava libertà di culto ai cristiani, si segnalano schiere di pellegrini provenienti da tutto l’Oriente. Questo slancio per il pellegrinaggio si rafforza ancora di più quando Costantino ordina la distruzione delle immagini e degli edifici di culto pagani per fare spazio alle splendide basiliche fatte costruire sui luoghi legati alle vicende più importanti della vita di Gesù. Un'altra testimonianza di pellegrinaggio è quella dell’anonimo di Bordeaux (333). Si tratta di un itinerario che parte dalla città della Francia, Bordeaux, e arriva a Gerusalemme. Ma il più famoso diario di pellegrinaggio è quello di Egeria databile verso la fine del IV secolo. E’ un resoconto molto prezioso per i dettagli che ci offre circa la Terra santa e gli usi liturgici in voga in quel tempo.
Il IV e il V secolo si caratterizzano per il viaggio di personaggi illustri che si recano in Palestina. Il desiderio di compiere il pellegrinaggio al santo Sepolcro era, per alcuni, l’aspirazione di una vita, la scelta definitiva, come nel caso di san Girolamo che restò a Betlemme dal 386 al 419, anno della sua morte. Anche santa Melania (383-440) mostra una chiara vocazione a farsi pellegrina nella terra di Gesù e restarci per sempre. Dalla sua “Vita” sappiamo che partì verso il 409 da Roma, città in cui era nata. Apparteneva alla famiglia romana dei Valeri. A quattordici anni fu data in sposa a Piniano, an¬che lui della “gens” Valeria. Dopo la morte dei due figli convinse il ma¬rito a condurre una vita di continenza e di penitenza. Decise di vendere tutto e fare dono del ricavato ai poveri. Si stabilì in Africa, dove strinse amicizia con Agostino. Decise di recarsi a Gerusalemme prima, poi visitò i monaci dell’Egitto per ritornare inseguito nella Città Santa. Dopo anni di vita eremitica in una cella sul Monte degli Ulivi a Gerusalemme, costruì un monastero femminile ed uno maschile. Si recò anche a Costantinopoli per un breve periodo. Questo fu il suo ultimo viaggio terreno. Ella aveva coperto distanze enormi per quel tempo. Sono stati calcolati non meno di 5.000 km.
Il pellegrinaggio cristiano è il simbolo dell’esistenza dell’uomo proiettata in un aldilà di luce. I luoghi santi richiamano il Paradiso. L’effetto gioioso e irenico che trasmettono sono un preludio alla pace e alla gioia del cielo. Hai provato a trovare il tuo angolo di Paradiso in terra?

Scheda I
La Custodia di Terrasanta
Una delle Province co¬stituite nel Capitolo francescano del 1217 fu la Provincia di Terra Santa. L’estensione territoriale di tale Provincia attualmente comprende: Israele, Giordania, Egitto, Siria, Libano, Cipro, Rodi, Turchia. Questa Provincia fu considerata la perla di tutte le Province e fu visitata da san Francesco. Nel Capitolo Ge¬nerale di Pisa, tenutosi nel 1260 sotto il generalato di san Bonaventura, la Provincia di Terra Santa venne ristretta a Cipro, Siria, Libano e Pale¬stina: cioè ai territori corri¬spondenti al dominio crociato. Era suddivisa in più sottocir¬coscrizioni chiamate “Custodie”. La caduta di san Giovanni d’Acri in mano musulmana il 18 maggio 1291 segnò la fine della primitiva pre¬senza Francescana in Terra Santa che si rifugiarono a Cipro sede del Provinciale della Provincia d’Oriente. Attorno al 1333 Fra Rug¬gero Garini riuscì ad ottene¬re dal Sultano d’Egitto il Santo Cenacolo, presso il quale fondò un convento per i suoi confra¬telli. Il definitivo ritorno dei Francescani in Terra Santa si deve alla munifìcenza di Roberto Angiò, re dì Napoli, dopo laboriose trattative con il Sultano d’Egitto condotte tramite il citato Fra Ruggero Garini. Acquistarono con denaro sonante il Cenacolo e il diritto di svolgere le funzioni sacre al Santo Sepolcro. Stabilirono che i francescani godessero di tali diritti in nome e per conto della Cristianità. Papa Clemente VI con le Bolle “Gratias agimus” e “Nuper carissimae” del 21 novembre 1342 sancì l’atto costitutivo della nuova Custodia di Terra Santa. I luoghi santi furono messi sotto la giurisdizione del Guardiano (superiore) del convento del Monte Sion in Gerusalemme dipendente a sua volta dal Ministro Provinciale di Terra Santa con sede a Cipro. Nel 1347 i Francescani si insediarono definitivamente anche a Betlemme presso la Basilica della Natività di nostro Signore. I Santuari della Custodia di Terrasanta sono 24 e sono: il Santo Sepolcro, la Via Dolorosa, La Flagellazione, il Cenacolo, il “Dominus Flevit”, il Getsemani, Betfage, Betania, Ain Karem, Betlemme, Monte Nebo, Emmaus, Giaffa, Ramle, Nazaret, Cana, Naim, il Monte Tabor, Tiberiade, Magdala, Tabga, Cafarnao, Beatitudini, Damasco (Cfr., B. Rossi, La Terra Santa, Edizioni Antoniano, 1979, Bologna).




Scheda II
Biografie-Diari di Pellegrinaggio
• Egeria, Pellegrinaggio in Terra Santa, Città Nuova Editrice, 2000, Roma.
• Spidlík T., Melania la Giovane. La Benefattrice, Jaca Book, 1996, Milano.
• da Persico E., Santa Melania giuniore, senatrice romana, una pagina di azione femminile nel sec. V., 1909, Torino.
.
Scheda III
Editto di Galerio
Fu firmato da Galerio, Licinio e Costantino a Nicomedia nell’aprile del 311.
Si tratta del primo editto generale di tolleranza che segnò la fine delle persecuzioni
contro i cristiani.

Nella squadra di Dio giocano solo punte di diamante

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