Disquisizioni cinematografiche
Thursday, May 13, 2010 12:11:33 PM
Mentre andavo al lavoro, non avendo nulla di meglio da fare, mi sono messo a pensare quali film mi sono piaciuti, quali non mi sono piaciuti e cosa avessero in comune i due gruppi.
Il tutto è paritito dal giudizio entusiasta dell'educato su Apocalipse Now, film a mio avviso tra i più brutti (non il più brutto ma siamo lì).
Dopo una breve riflessione ho capito che non mi piacciono i film senza un antagonista.
Con i film ci si immedesima e se devo vivere una storia banale non vado a spendere i soldi del cinema, già la mia vita è sufficientemente banale, quello che voglio è qualcosa in più. Cosa differenzia la mia vita da quella di un protagonista di un film? La presenza di antagonista!
Altra questione che vorrei affrontare è il tema del personaggio immaginario nei film e come il regista bari per non farcelo capire.
Di film in oggetto possiamo citare Fight Club, Shutter Island, il Sesto senso e qualche episodio di Star Trek (per esempio quello di Enterprise in cui solo il dottore resta sveglio mentre tutta la nave è messa in coma per non subire danni cerebrali (Ordini del medico - 3x14)).
Se un personaggio non esiste sul serio non può interagire con l'ambiente e solo colui che lo vede può comunicare con lui.
Esempio lampante è la puntata di star trek, in cui tutte le regole vengono mantenure aggiungendo un'altra importante caratteristica l'illusione non ha conoscenze superiori all'allucinato (portando un ufficiale scientifico a non sapere più fare cose basilari per il suo ruolo, facendo sospettare troppo velocemente il trucco).
Il sesto senso è perfetto perché non viola le regole di base facendo però sembrare che lo faccia (es. quando il bimbo torna da scuola e trova bruce che parla con la madre o la scena del ristorante, in entrambe è bruce che interagisce col mondo ma non viceversa se uno non ci fa caso il particolare sfugge).
Gli altri due film barano, perché violano le regole su esposte:
In fight club Durden prende in mano una birra che gli viene passata dal Edward ma cosa ancora più grave il mondo interagisce contemporaneamente con entrambi (es. quando si scopa la tipa Durder pistona e contemporaneamente si vede Edward che fa qualcosa, cosa impossibile) e uno sa cosa vede l'altro anche se sono in stanze differenti (quando rapiscono il tipo Edward è in sala mentre Durden è al cesso, quello vero è al cesso visto che sarà lui a colpire il tizio, ciò nonostante si vede Edward in sala interagire e vedere quando il tizio viene portato via).
Parimenti in Shutter Island le illusioni di Leo possono prendere oggetti e spostarli, oltre al fatto che la gente che incontra si comporta in maniera non conforme né al fatto che faccia parte del gioco né che ne sia all'oscuro.
In pratica anche se sono degli ottimi film alcuni giocano più pulito e quindi hanno un valore maggiore perché riescono a mantenere l'inganno senza barare schifosamente
Il tutto è paritito dal giudizio entusiasta dell'educato su Apocalipse Now, film a mio avviso tra i più brutti (non il più brutto ma siamo lì).
Dopo una breve riflessione ho capito che non mi piacciono i film senza un antagonista.
Con i film ci si immedesima e se devo vivere una storia banale non vado a spendere i soldi del cinema, già la mia vita è sufficientemente banale, quello che voglio è qualcosa in più. Cosa differenzia la mia vita da quella di un protagonista di un film? La presenza di antagonista!
Altra questione che vorrei affrontare è il tema del personaggio immaginario nei film e come il regista bari per non farcelo capire.
Di film in oggetto possiamo citare Fight Club, Shutter Island, il Sesto senso e qualche episodio di Star Trek (per esempio quello di Enterprise in cui solo il dottore resta sveglio mentre tutta la nave è messa in coma per non subire danni cerebrali (Ordini del medico - 3x14)).
Se un personaggio non esiste sul serio non può interagire con l'ambiente e solo colui che lo vede può comunicare con lui.
Esempio lampante è la puntata di star trek, in cui tutte le regole vengono mantenure aggiungendo un'altra importante caratteristica l'illusione non ha conoscenze superiori all'allucinato (portando un ufficiale scientifico a non sapere più fare cose basilari per il suo ruolo, facendo sospettare troppo velocemente il trucco).
Il sesto senso è perfetto perché non viola le regole di base facendo però sembrare che lo faccia (es. quando il bimbo torna da scuola e trova bruce che parla con la madre o la scena del ristorante, in entrambe è bruce che interagisce col mondo ma non viceversa se uno non ci fa caso il particolare sfugge).
Gli altri due film barano, perché violano le regole su esposte:
In fight club Durden prende in mano una birra che gli viene passata dal Edward ma cosa ancora più grave il mondo interagisce contemporaneamente con entrambi (es. quando si scopa la tipa Durder pistona e contemporaneamente si vede Edward che fa qualcosa, cosa impossibile) e uno sa cosa vede l'altro anche se sono in stanze differenti (quando rapiscono il tipo Edward è in sala mentre Durden è al cesso, quello vero è al cesso visto che sarà lui a colpire il tizio, ciò nonostante si vede Edward in sala interagire e vedere quando il tizio viene portato via).
Parimenti in Shutter Island le illusioni di Leo possono prendere oggetti e spostarli, oltre al fatto che la gente che incontra si comporta in maniera non conforme né al fatto che faccia parte del gioco né che ne sia all'oscuro.
In pratica anche se sono degli ottimi film alcuni giocano più pulito e quindi hanno un valore maggiore perché riescono a mantenere l'inganno senza barare schifosamente













MelAllMighty # Thursday, May 13, 2010 1:06:38 PM
1) in shutter island non ci sono allucinazioni, solo sogni e ricordi. O meglio forse c'è un'allucinazione ma in essa il protagonista è da solo e quanto avviene non influisce sull'ambiente circostante (la dottoressa nella caverna, e forse anch'essa è un'attrice del gioco).
2) il "trucco" in fight club è che il protagonista vede se stesso dall'esterno, cosa classica dei sogni e delle allucinazioni, solo che il se stesso che vede è un'altra persona. E' la sua personalità solitamente "dominante" (edward norton) che vede il suo corpo agire con un'altro volto.
In realtà tutti gli altri vedono solo uno, e lo vedono con la faccia di edward norton, anche se egli stesso vede l'azione come compiuta da brad pitt.
DavideSaThot # Friday, May 14, 2010 4:51:38 PM
In ogni caso la tizia che gli scrive scappa, dove vuoi mai che scappi?
è su un'isola a MILLE MILLE chilometri da tutto, semplicemente una cosa che lì per lì non si capisce, dopo di che sembra avere un senso quando si scopre il tutto ma a ben pensarci non significa proprio un tubo, quindi messa lì alla cazzo.
2) :| E quindi si immaginerebbe di essere in tutt'altro posto di dov'è realmente e caso strano anche se non può saperlo dove si immagina di essere succedono veramente le cose che immagina?
Non diciamo stronzate, come l'hai spiegata tu può funzionare fino a che uno dei due non agisce, o meglio fino a che uno dei due non interagisce col mondo, nel film è pieno di punti dove entrambi fanno qualcosa di concreto (es. nel ristorante, uno serve ai tavoli mentre l'altro farcisce il cibo) e caso ancora più grave è quello del rapimento per i motivi espressi nel post.