Appunti digitali

Il blog di Pasquale Fraccalvieri

Flattr: i pagamenti diventano sociali!

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L'ex amministratore di The Pirate Bay, Peter Sunde, lancia un'iniziativa quantomeno originale: Flattr! Lo scopo di questo progetto è la creazione di un nuovo modello di business basato sul "money sharing", ovvero sulla condivisione di denaro: ogni utente, per poter utilizzare Flattr, si deve iscrivere come membro, pagando una quota al mese (al momento è di minimo 2 euro al mese, ma per chi è disposto a pagare di più si può decidere liberamente l'importo da versare). Una volta iscritti, Flattr si integra in una qualsiasi piattaforma di "content sharing", come blog, siti di notizie, sistemi di file sharing, ecc. e permette di esprimere la propria preferenza verso quegli autori il cui contenuto è risultato di proprio gradimento (come un post, una canzone, o un video, ecc.). La particolarità sta nel fatto che alla fine del mese, quando avviene il pagamento della quota mensile, questa viene suddivisa fra tutti gli autori verso cui si è espressa la propria preferenza: in sostanza ogni autore guadagnerà una frazione dell'importo versato dall'utente se questo ha gradito il suo contenuto. In questa maniera viene premiata la qualità del contenuto, e se un autore ha successo per la qualità dei contenuti che mette a disposizione, sarà ampiamente ricompensato. E' da sottolineare come ogni membro di questa piattaforma è al tempo stesso anche autore, quindi potenzialmente tutti possono guadagnare se condividono contenuti di qualità. Flattr, al momento, trattiene il 10% della somma mensile versata dai suoi membri, ma questa percentuale è destinata a diminuire se il progetto avrà successo.
"Vogliamo incoraggiare le persone a condividere soldi, oltre che i contenuti. <...> Il denaro che un utente versa ogni mese verrà diviso uniformemente sui pulsanti su cui clicca in un mese" ha spiegato Sunde, che ha definito Flattr "un test per vedere se sia un metodo efficiente per i micropagamenti. <...> Non lo facciamo per diventare ricchi" ha chiarito ancora Sunde "ma per cambiare le cose e dare alle persone il denaro che non hanno mai avuto prima".
Tuttavia non sono ancora riuscito a capire che vantaggio possa avere chi decide di pagare più di 2 euro al mese. Inoltre mi chiedo se ci saranno delle proporzioni con cui verrà distribuito il denaro verso le varie tipologie di contenuti: scrivere una notizia o una canzone infatti costa decisamente di meno rispetto alla produzione di un videogioco o di un film. Ciononostante, bisogna anche considerare come il progetto sia ancora in fase di testing e relativamente giovane, con conseguente carenza di dettagli a riguardo nel web. Probabilmente questi problemi saranno stati già affrontati dal team di sviluppo o in corso di risoluzione. Tuttavia anche se alcuni di questi non verranno risolti, sarà doveroso considerare il segmento di mercato in cui si andrà a posizionare Flattr: se ad esempio si occupasse solo di alcuni contenuti, come notizie o canzoni, l'ultimo problema citato non avrebbe motivo di esistere; se invece l'obiettivo del progetto è affiancarsi al sistema di donazioni utilizzato in svariati siti, allora viene meno anche il primo problema.
Che sia questa la volta buona per iniziare la rivoluzione tanto desiderata per la distribuzione dei contenuti su Internet?

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