Dimenticanze degli storici
Wednesday, December 29, 2010 10:52:51 AM
Lettera pubblicata sul "Corriere Romagna" di oggi 29 dicembre 2011.Avevo appena concluso la scansione dell'immagine riprodotta qui a fianco, che ho trovato, collegandomi ad Internet, questa mail:
Buona sera signor Montanari,
scusi se La disturbo.
Ho finito di esaminare e tradurre un'epigrafe ebraica trovata a Rimini e che era posta nella sinagoga in contrada San Silvestro e inoltre sto seguendo come correlatore una tesi di una ragazza sulla storia della comunità ebraica di Rimini. Ora il direttore del Seminario di Rimini mi ha chiesto di scrivere un breve saggio per il terzo tomo della Storia della Chiesa riminese sugli ebrei a Rimini. Oltre a scrivere sull'epigrafe e sulla storia della cultura ebraica e dell'ebraico a Rimini fra seicento e settecento, in particolare Iano Planco, vorrei vedere se ci sono responsa in ebraico su Rimini, oltre a quello di divorzio (il ghet ebraico) studiato da Emanuele Artom negli anni trenta del novecento. Mi piacerebbe anche, se possibile, parlare con Lei sull'esistenza o meno di documenti ancora inediti sulla storia degli ebrei a Rimini. So che avrà molti impegni, quindi non si preoccupi se non riesce ad incontrarmi. Le ho scritto perché so che è un esperto in materia e mi sarebbe piaciuto confrontarmi con Lei. Cordiali saluti e auguri.[28 dicembre 2010 22:45]
Gli ho risposto in questi termini alle 11:13:
Le auguro buon lavoro, le invio immagine di una lettera mia apparsa stamani sul "Corriere Romagna", non me ne voglia se non dico nulla per quella Storia.
Sul tema della lettera allegata, una documentazione completa la trova qui:
http://digilander.libero.it/antoniomontanari/ilrimino.2011/benno_2010.html
Replica immediata (11:19) del predetto signore:
Buon giorno Signor Montanari,
mi ero rivolto a Lei appunto per non cadere in errori ed inesatezze, che per il lavoro dello storico equivalgono ad un suicidio intellettuale. Mi sarebbe piaciuto confrontarmi con Lei, proprio perché avrei voluto alzare un pò il tenore dei Volumi della Storia della Chiesa riminese, i cui saggi non sempre sono scritti dopo accurate indagini e ricerche. Io invece credo molto alla ricerca preliminare e soprattutto, lavorando all'Università, ad un lavoro iniziale di confronto con altri esperti in materia. Spero quindi che si possa ricredere.
Mia risposta delle 11:29:
Forse lei non ha compreso il senso della mia risposta.
Perché dovrei dare ad "altri" i materiali per i quali i Reverendi Padri e le Reverende Madri della Storia della Chiesa riminese non mi hanno per nulla consultato dopo che collaboro da 30 (trenta) anni con il settimale della Diocesi «il Ponte» dove sono apparse anche molte pagine dedicate alla storia degli Ebrei a Rimini con documenti inediti?
Da persone che appartengono a quegli ambienti nel 2005 sono derivate mosse che miravano a mandarmi in galera: ci sono atti giudiziari a testimoniare ciò... Non sono invenzioni: carta canta, come suol dirsi.
Sul "Ponte" quegli stessi ambienti hanno imposto un fresco diktat: non farmi più scrivere recensioni di libri, dopo che ho mostrato le cose errate presentate da qualcuno.
Come vede, sono moralmente impossibilitato a fornire materiale per i Reverendi Padri e le Reverende Madri della Storia della Chiesa riminese, se non sono interpellato dagli stessi.

Al post "Benno trascurato" presente in questo blog.





