ßa®ßøne

Subscribe to RSS feed

Sticky post

""

...un posto tranquillo nel mezzo del nulla...

MTB

Elogio della mountain bike

Elogio della mountain bike
di Marco Pastonesi

La mountain bike sta al ciclismo, come lo snowboard sta allo sci, forse come il beach volley sta alla pallavolo, certo come il motomondiale stava alla F.1. O magari no. Però un legame famigliare, una somiglianza vaga, una vita parallela esistono.

La mountain bike è la cugina che abita nelle valli e fra i monti, che ama il silenzio e la solitudine, che vuole boschi e ponti, che disdegna le strade e privilegia i sentieri. E’ imparentata con capre e caprioli. Si arrampica: la prima, italiana, fu battezzata Rampichino. Poi si lancia in discesa, a precipizio, e spesso non è solo un modo di dire.

Hanno anime diverse, bici da strada e mountain bike. La prima cosa che si pretende da una bici da strada è la leggerezza (e poi si vedono dei panzoni in sella a telai anoressici). La prima cosa che si chiede a una mountain bike è la resistenza, che anche se scritta (e detta) con la erre minuscola, mantiene sempre quel senso di dura lotta partigiana. Però è anche vero che la bici da strada richiede poche cure, invece la mountain bike ne ha sempre una, almeno dopo una corsa. Perché la corsa di una mountain bike è come un rodeo di un’ora, è come un ciclo di lavatrice con tanto di centrifuga, è come una scossa di terremoto che non finisce più.

Così, a occhio: la bici da strada è femmina, la mountain bike è maschio, e bisognerebbe chiamarla il mountain bike.

La mountain bike è alpina e prealpina, appenninica, è campagnola, rurale, georgica, ma è anche turistica o viaggiatrice, a volte nomade e a volte stanziale. Nel parcheggio sotterraneo del "Corriere della Sera" e della "Gazzetta dello Sport" sono imprigionate – da anni – non solo bici da passeggio, cui viene negato l’originario destino, ma anche alcune mountain bike, che avrebbero ben altra vocazione e comunque dovrebbero respirare almeno come uomini e donne.

Il carattere silvestre della mountain bike si riflette anche su quello dei biker: gente semplice, spontanea, sincera, anche di poche parole (non a caso mountain bike viene ridotta a mtb, invece al ciclismo su strada è ignota l’abbreviazione css), che non si sente il parente povero, semmai quello ricco, se la ricchezza cui generalmente si fa riferimento non abitasse nelle banche o nei portafogli, ma negli occhi e nei polmoni. Quanto al cuore, ce l’hanno tutti quelli che vanno in bici, anche solo per andare a comprare il giornale o per arrivare in tempo a scuola.

La mtb è l’altra metà del cielo, e anche del ciclo. I Mondiali si disputano in una valle laterale della Svizzera, che d’inverno è teatro di sci e d’estate si popola di alpinisti e cicloalpinisti, di pedule e ruote, di caschi, di funivie che in salita caricano biciclette. E’ il regno del divertimento e dell’allegria. Qui si vince e si perde, ma senza drammi. Qui si fa vita comunitaria e anche comunella. Qui si alzano tende e tendoni, si allestiscono barbecue e picnic, si sorride al sole e non s’insulta la pioggia, qui si guadagna poco o niente, ma forse il segreto sta anche lì. Non diteglielo, ai bikers: tanto lo sanno già.

Biker for ever

Ninna nanna


Ninna nanna pija sonno,
che se dormi nun vedrai
tante infamie e tanti guai
che sucedeno ner monno.
Fra le spade e li fucili
de li popoli civili.

Ninna nanna, tu non senti
li sospiri e li lamenti
de la gente che se scanna
per un matto che comanna,
che comanna e che s'ammazza
a vantaggio de la razza.

O a vantaggio de una fede,
per un Dio che nun se vede,
ma che serve da riparo
ar sovrano macellaro;
che quer covo d'asassini
che c'insanguina la tera
sa benone che la guera
è un gran giro de quatrini
che prepara le risorse
per li ladri de le borse.

Fa la ninna, cocco bello,
finché dura sto macello,
fa la ninna che domani
rivedremo li sovrani
che se scambieno la stima,
boni amici come prima;
sò cuggini e fra parenti
nun se fanno complimenti!

Torneranno più cordiali
li rapporti personali
e, riuniti infra de loro,
senza l'ombra de un rimorso,
ce farano un ber discorso
su la pace e sur lavoro
pè quer popolo cojone
risparmiato dal cannone.

Trilussa

^^^

BLUES

Blues deriva dall'espressione "to have the blue devils", avere i diavoli blu.


Nero

Il nero può essere definito come l'impressione visiva che viene sperimentata quando nessuna luce visibile raggiunge l'occhio.

Bianco

Il bianco è un colore con alta luminosità ma senza tinta. Più precisamente contiene tutti i colori dello spettro elettromagnetico ed è chiamato anche colore acromatico




colore

Il colore è la percezione visiva generata dai segnali nervosi che i fotorecettori della retina mandano al cervello quando assorbono radiazioni elettromagnetiche di determinate lunghezze d'onda e intensità



accesso rapido come homepage

SE VUOI ACCESSO RAPIDO COME HOMEPAGE

Read more...