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Boris Vian

la schiuma dei blog

Lucca Comi(ng)

Sabato andrò a Lucca Comics. Dei contattati Luciano, Lorenzo, Michele, Filippo, Nicola, l'unico che sono sicuro di trovare è quest'ultimo. Ho guardato gli orari dei treni, ora manca il più: LA MANCOLISTA! Almeno la potessi fare nottetempo, ma pare sia

impossibBile

un po' come l'amore dei TiriMancini.

Mi consolo riascoltando i CD dei miei diciotto. Alcuni sono - tuttora - tanta, tanta roba.

OT-1: Bargnani, Belinelli, Gallinari bene tutti e tre nell'opener stagionale. Si avvicina la fine del mondo?

OT-2: spiace constatare come anche AnnoZero sia caduto nella trappola. Ma in fondo in fondo, in Italia, ci saranno problemi più gravi - e soprattutto più urgenti - da sviscerare, piuttosto che i politici che vanno con le escort e i trans?
O no?

da oggi questo blog ha un "fratellino"


http://twitter.com/beautytaperider

dategli il benvenuto!! anzi, se vi va, seguitemi sia qua che là! :wink:

Rob intervista i Giardini di Mirò

oscuri messaggi subliminali dall'estremo oriente

dunque, il fatto è questo: sono andato al bar vicino allo stand in fiera ad Hong Kong e ho preso un tramezzino. L'involucro è fatto in cartone, con una grafica semplice ma bellina. Così mi sono soffermato a guardarla un po'. Sul pomodoro raffigurato nella confezione c'è scritto "Life is uncertain. Eat first." Non so voi, ma io l'ho trovato un messaggio un po' inquietante.















[EDIT: i gestori del bar, successivamente, si sono parzialmente riscattati. Quando sono tornato sul luogo del delitto a prendere un caffè, infatti, risuonavano nell'aere le note di "the blower's daughter" di Damien Rice.

a pensarci bene

questo è il primo di TRE weekend lavorativi consecutivi. Eppure non riesco a non pensare che in fondo sono fortunato, per il lavoro che faccio.

Ora mi ascolto qualcosa di Jeff Buckley, tiè.

mentre tutti, oggi, parlano di Mike Bongiorno...


...io, soltanto oggi, sono venuto a sapere - in colpevole ritardo - della scomparsa di Teresa Sarti Strada. Se non sapete chi fosse, leggete qui.

Oppure andate su www.emergency.it.

Un abbraccio forte forte a Gino e a tutti i ragazzi di Emergency.

La Bucaccia, Vinicio Capossela, le 21,26 e molto altro ancora.


(ovvero, il genere di cose che si scrivono durante i primi giorni di ferie)

Il 22 luglio, giorno del secondo anniversario di matrimonio, ci voleva un ristorante bello, che non cucinasse sempre le solite cose, che fosse buono e possibilmente non ci svenasse, o almeno ci colpisse di striscio. La scelta è caduta su La Bucaccia a Cortona, un posto splendido in un paese talmente bello da non credere quasi che sia così vicino a casa nostra. Dieci tavoli, non di più. Pareti in pietra. Gran carta dei vini (la scelta è caduta su un Syrah Smeriglio Baracchi, consigliato agli amanti dei rossi toscani "sostanziosi"), menù toscano ma con delle varianti sul tema, il tutto servito e accompagnato da cordialità e competenza nelle cose servite. Quel "qualcosa in più" che solo chi ha un'autentica passione per la cucina sa darti. Consigliato a chi ha voglia di passare una bella serata spendendo meno di cento euro in due. :wink:

Il 24 luglio ho assistito al monologo di una Sabina Guzzanti combattiva come non mai, ancor più di come la ricordavo ai tempi di RaiOt. La sintesi estrema del suo spettacolo, intitolato "vilipendio", dove non risparmia bordate a nessuna parte politica, è questa: "mi dicono: ma tu sei troppo arrabbiata. Si! Ma come fare a non esserlo?". Applausi ripetuti a scena aperta, con torta di compleanno inclusa. Auguri e continua così, Sabina!

Il 25 luglio, poi, era finalmente il giorno del concerto di Vinicio Capossela ad Arezzo. Quel Capossela che ascolto ormai da dieci anni o forse più ma che per un motivo o per un altro non ero mai riuscito a vedere dal vivo. Beh, che dire? è valsa la pena di aspettare, perché un concerto così "spettacolare" e coinvolgente non lo vedevo veramente da tempo. Addirittura TRE sono stati i pezzi fatti appositamente per Arezzo, non so se mi spiego! Chi c'era sa di cosa sto parlando, per chi non c'era c'è sempre YouTube.

Il 31 luglio, infine, era l'ultimo giorno di lavoro. Peccato che sia durato fino alle 21,26. Ma non importa. Fino al 24 agosto non se ne riparli.

Dopodomani, 4 agosto, partiamo per il tour della Giordania. Vi farò sapere com'è andata col Tempio Maledetto, anche se non sono Indiana Jones. Per chi rimane in città, ci sono sempre i fuochi di San Donato, la pizza di Scugnizzo e il gelato del Crème Caramel. Lascia fare.

Smashing Pumpkins - Cherry

(dedicata essenzialmente a quei pochi che la conoscono...)

Stay with me, I'll set you free
'Cause I can tell you once were pretty
Rose so sad you've lost your petals
Lost the luster off your tattle tales

I need a love to help me find my way
I need a strength that I can not betray
I need a word to say what I can't say
I need a lover, lover
I need a lover, lover
What are we waiting for?
What are we waiting for?
Time has lost its hold on me

Hatred sleeps inside my bones
In the stillness of cool air
All the boys have been left for dead
'Cause we go where they fear to tread
The beautiful ones the ones we'll remember
The precious ones our greatest pretenders

I need a love to help me find my way
I need a strength that I cannot betray
I need a word to say what I can't say
I need a lover, lover
I need a lover, lover

And if you lose yourself
Could you take me, too?
Could you rest inside my sleep?

Stay with me, I'll set you free from you...

domani sera

la cena dell'anniversario @ La Bucaccia, Cortona.
Visto dal web, promette bene.
Se ci riesco, prima di partire vi faccio anche una recensione del posto. :smile:

su Casentino Più di questo mese

mi trovate nell'insolita veste di "scrivente al direttore".
Per chi fosse troppo pigro o troppo tirchio per comprarsene una copia (santo cielo! costa UN EURO!), qua sotto metto il mio articolo. Che, per l'appunto, è diventata una lettera al direttore.

Elezioni 2009: A Subbiano vince l’Onorevole Gustavo…

Quando ero piccino, la mia maestra elementare diceva ai ragazzi che si comportavano in mille modi diversi “sei come l’Onorevole Gustavo, chi lo capisce è bravo!” Questa espressione, come andremo a vedere nel resto di questo articolo, potrebbe calzare anche se riferita a Ilario Maggini, primo cittadino subbianese riconfermato a furor di popolo dalle elezioni amministrative del 6 e 7 giugno. Perché di solito, quando un sindaco uscente si ricandida, o viene riconfermato o cambia il colore politico dell’amministrazione. Ecco, a Subbiano sono successe entrambe le cose.
Andiamo con ordine. Per ricostruire al meglio la vicenda che ha portato alla rielezione di Maggini – e soprattutto al perché abbiamo detto “chi lo capisce è bravo” – bisogna purtroppo partire un po’ da lontano, da quando, nel 2004, il centrosinistra subbianese trovò proprio all’ultimo tuffo la convergenza sulla scelta di candidare Maggini a Sindaco del comune casentinese. Allora, la sfida fu contro Giovanni Lorenzo Mattesini, che guidava la lista del Polo delle Libertà. Il verdetto della cittadinanza fu schiacciante: Maggini, 2489 voti, raccolse il 69,9 % dei consensi, contro i 1072 voti di Mattesini, pari al restante 30,1%. Nel corso di questi cinque anni di amministrazione, poi, i due contendenti non se le sono certo mandate a dire, come emerge anche dai verbali dei consigli comunali. Stupisce quindi scoprire che Maggini decida di includere proprio Mattesini nella propria giunta, per di più con una delega non esattamente secondaria nella vita di un Comune, quella all’urbanistica. Ma le sorprese non cominciano da qui.
Giova ricordare che Maggini era un esponente del partito della Margherita, poi confluito nel Partito Democratico. Quel Partito Democratico che a Subbiano aveva deciso di avvalersi della facoltà, prevista nel proprio statuto, di ricorrere alle primarie per stabilire se dovesse essere ancora Ilario Maggini il suo candidato alla carica di Sindaco, o se si dovesse optare per un’altra scelta. Si erano quindi messi in pista due assessori, entrambi ex-DS, Flavio Biondini e Valter Bondi, in polemica con alcune scelte del loro primo cittadino, in primis la ventilata ipotesi di interrompere bruscamente l’esperienza di unione dei servizi al cittadino intrapresa cinque anni prima con i Comuni di Capolona e Castiglion Fibocchi. A questo punto Maggini si ritira, decide di non correre per le primarie, e lascia i suoi due compagni di partito a sfidarsi tra loro. Al tempo stesso, però, comincia ad accarezzare l’idea, poi esposta ufficialmente in Comunità Montana, di portare avanti un progetto civico alternativo per Subbiano.
Dopo aver rifiutato di mettersi in lizza alle primarie, quindi, Maggini porta avanti un progetto extra-partitico. Talmente extra-partitico che nella neonata giunta troveranno posto esponenti del centrodestra (come il già citato Mattesini) e del centrosinistra (almeno due, infatti, sono gli assessori che a chi scrive risultano essere stati militanti di partiti di questa area politica, oltre ovviamente a Maggini stesso). E il PD aretino che fa? Niente, se non un blando comunicato stampa nel quale si afferma che quella di Flavio Biondini è l’unica “vera” candidatura del PD a Subbiano. Nonostante fossero arrivati solleciti da più parti, infatti, il segretario provinciale Meacci decide di non prendersi la responsabilità di espellere dal Partito Ilario Maggini. Il centrodestra, che fiuta la grande chance, decide quindi di non presentare nessun candidato proprio alla contesa elettorale subbianese, accodandosi al Sindaco uscente. E qui, lo ammetto, si comincia già a non capirci niente. Quello che è indiscutibile è che la contesa a Subbiano ha avuto un vincitore netto, Ilario Maggini, confermato con 2218 voti e il 63,2%. Ma Maggini si sente ancora del PD o no? La domanda è legittima nella misura in cui, lo stesso giorno delle elezioni comunali, a Subbiano i partiti del centrosinistra hanno ottenuto quasi il 60% dei voti nelle elezioni provinciali. Ma al di là di come si senta o non si senta Maggini, che evidentemente piace ai cittadini del comune di Subbiano, la domanda ancor più importante è questa: cosa si devono aspettare i cittadini dal rieletto Sindaco? Continuità con le scelte fatte dalla sua amministrazione nei primi cinque anni? Oppure, come pareva di capire in campagna elettorale, un taglio netto con il passato, un deciso cambio di rotta, quasi ad ammettere che i primi cinque anni erano andati male? Ma se erano andati male, perché ricandidarsi a tutti i costi? Come detto in apertura, “L’Onorevole Gustavo, che chi lo capisce è bravo!”
Finite le considerazioni tra il serio e il faceto, restano alcune altre cose da annotare, non ce ne voglia l’amministrazione di Subbiano.
La prima di tutte riguarda l’unione dei servizi con i comuni limitrofi, passata nel breve volgere di una campagna elettorale da scelta politica di qualità a causa di tutti i mali. La verità, com’è ragionevole pensare, sta nel mezzo. Quindi una decisione in merito, quale che sia, deve essere presa in tempi brevi.
La seconda riguarda uno dei temi che ultimamente stanno più a cuore ai cittadini, un tema talmente caro a tutti in questi momenti di crisi economica da essere, quello sì, veramente ed autenticamente trasversale agli schieramenti, o come si dice oggi, bipartisan: la riduzione dei costi della politica. In quest’ottica, non si può veramente vedere di buon occhio la scelta di Maggini di confermare l’assetto con ben sei assessori, dei quali almeno un paio con deleghe che un piccolo comune può giustamente ritenere come superflue.
Una terza considerazione: vista dal di fuori, una sfida tra due candidati che avevano in tasca la tessera dello stesso partito è parsa proprio una bruttura. In assenza di decisioni da parte del partito provinciale, che più che a Sant’Agostino è sembrato ispirarsi a Ponzio Pilato, forse sarebbe stata opportuna una presa di posizione da parte degli organismi dirigenti locali. Se non altro per fare maggior chiarezza con l’elettorato.
Infine, per quanto riguarda il centrosinistra locale: ci sono cinque anni per riflettere su cosa ha funzionato e cosa no. Considerare “l’anomalia Maggini” come l’unico problema sarebbe evidentemente un’analisi troppo limitata e indulgente nei confronti di sé stessi. Ci sono circa 600 voti che nello stesso giorno sono andati a partiti di sinistra o di centrosinistra alle provinciali e alla lista civica di Maggini alle comunali. Questi cinque anni non devono servire a scoprire che fine abbiano fatto, quanto piuttosto a come riconquistarli.