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Dopo una stagione di piogge

Volge al termine la stagione delle piogge (in giapponese "Tsuyu"), e a causa dell'umidità e della fortissima ed onnipresente aria condizionata non riesco a farmi passare il mal di gola.
La fine di Giugno e' stata particolarmente pesante per via dell'esame di fine trimestre. Sono andato avanti per inerzia nelle ultime settimane di scuola, ma durante il week end di "riposo" a cavallo dei due trimestri non ho avuto la forza, e nemmeno la volontà, di fare nulla di impegnativo.
Comunque l'esame è andato bene, e ora sto iniziando il livello avanzato. Mi fa già male la testa.

Ho preso in affitto un appartamento, uscendo dal quel buco chiamato "guest house", e ora mi trovo con molti metri quadrati in piu' e decisamente meno soldi nel portafogli. Avrei potuto essere "pelato" da qualche agente poco onesto, ma penso di essermela cavata bene, e sono contento della mia umile "casetta".
Certo, l'arredamento è spartano ma tant'è.

Aiuto alcune persone nello studio della lingua italiana (checchè se ne dica del mio, di italiano) e con i soldi che guadagno riesco quasi a pagarmi tutto l'affitto. Non ho quindi ragione di fare risparmi, ma non posso nemmeno permettermi di fare alcune cose che avevo programmato. Ad esempio, vorrei fare qualche viaggio; tornare in Kansai, andare a vedere Hiroshima, Nagasaki, Fukuoka, Il Kyushu e l'Hokkaido. Purtroppo per ora posticipo...

Dopo tre mesi di vita a Tokyo, vuoi per la nostalgia di casa, vuoi per la chiusura cronica dei giapponesi, ci si sente un po' in un limbo; non si vuole tornare, ma al contempo si inizia a pensare che vivere in Giappone per sempre non sia poi questa gran cosa.
A me piacerebbe vivere qui. Come quasi tutti gli stranieri, vorrei vivere in Giappone facendo la vita di un Italiano. Ma è praticamente impossibile. Si deve scendere a patti con troppe cose, a partire dai rapporti nel mondo del lavoro, fino all'incurabile paranoia di certe situazioni. (organizzate una festa in Giappone, con invitati Giapponesi e Italiani... e poi capirete).
Invece solo per il fatto di essere italiano, la gente si aspetta qualcosa da me, qualcosa che non posso o non voglio sempre dimostrare.
A volte, è un po' irritante. Ma sopportabile.
Per queste ragione, gli immigrati di lunga data sono spesso davvero "schifosamente Giapponesi"; nel senso che finiscono con l'acquistare tutti gli aspetti negativi del popolo nipponico e di sommarli ai propri.

La cosa che mi da più piacere, invece, è il parlare Giapponese. Il modo di comunicare è diverso, le reazioni delle persone con cui parlo sono diverse, e finisco per sentirmi un po' come una persona diversa io stesso.
E mi piace.



Stasera vado a mangiare "Motsu Nabe", una cucina tipica di Fukuoka (se non erro), dove si intrugliano vari ingredienti in una padella e si fanno bollire "live". (le mie conoscenze in ambito culinario non vanno oltre...)
Invece domani sera, ormai sta diventando un abitudine, serata in Izakaya a Shibuya. Mi chiedo perche' a Shibuya e non in un altro posto, meno affollato e piu' caratteristico... ma conosco già la risposta: perchè ai Giapponesi piace quello che piace ai Giapponesi.

Il terremoto... KINKYUUJISHINSOKUHO

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Stanotte verso le 2 meno 10, c'è stato un terremoto piuttosto forte. Da quando sono arrivato ci sono stati almeno quattro o cinque eventi sismici "minori", una botta e via insomma... ma questo e' stato davvero potente ed e' durato parecchio!
L'epicentro e' stato nel mare a pochi kilometri dalla prefettura di Ibaraki (nord-est di tokyo a circa 2 ore e mezza di treno). Ad Ibaraki la magnitudo e' stata poco meno di 5 gradi, mentre nelle 23 "circoscrizioni" (non so ancora bene come chiamarle... sono grandi come citta'...) di Tokyo e' scesa a 3 gradi.
Sembra che non ci siano stati danni, ma comunque e' stato un bello spavento.
Il mio primo "vero" terremoto ha avuto come spiacevole effetto quello di non riuscire a riprendere sonno dopo l'evento; avevo sempre l'impressione di "dondolare" nel letto e mi ci e' voluto un po' per calmarmi.
E' tutto a posto; gli edifici di Tokyo sono tutti costruiti secondo criteri anti-sismici, ma penso che ci voglia un po' ad abituarsi a convivere con questa "tradizione" giapponese.

In Giapponese "terremoto" si dice "jishin", ed una parola molto utile (che forse negli stolti manualetti per turisti non c'e') e' il composto KINKYU-JISHIN-SOKUHO, che tradotto in italiano sarebbe " AVVISO URGENTE DI TERREMOTO". Se tenete la TV accessa, dovrebbe apparire questa scritta... in anticipo?
Per chi ha installato i caratteri giapponesi, la scritta e' così:
緊急地震速報

Ritorno ad Asakusa

Nel viaggio dell'anno scorso, non ho scattato molte belle foto del tempio Sensouji, di Asakusa. Quindi sono stato contento di ritornare in mezzo alle mille bancarelle della via che collega i due portali dalla famosa lanternona...
E' un tempio molto particolare ed una meta turistica da non perdere! Inoltre in questa zona ci sono molti ristoranti caratteristici in cui si mangia bene spendendo cifre non esose.




Altre foto nell'album!

Ghibli Museum

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Ieri finalmente sono andato al Museo d'Arte Ghibli (ci credete se vi dico che sul logo e' scritto in italiano?).

Purtroppo non e' possibile scattare foto dall'interno quindi ho catturato il catturabile. E' una esperienza molto particolare, il palazzo e' pieno di macchinari strani che non e' possibile descrivere a parole, bisogna vederli di persona. Inoltre ci sono varie stanze, ricostruzione un po' "romanzata" degli studi in cui sono stati creati i primi capolavori di Miyazaki.
Si puo' toccare tutto con mano, si possono sfogliare gli storyboard, guardare centinaia di schizzi di pre-produzione, vedere tutte le ricerche che hanno portato alla creazione di quei pilastri dell'animazione che sono Totoro o Sen to Chiiro.
La cosa che mi ha colpito di piu' e' l'odore di queste stanze; non c'è niente di artificiale... e' proprio l'odore di cose vecchie, vissute. l'odore di centinaia di libri, e carta, carta carta...

Al termine della visita si assiste alla proiezione di un cortometraggio realizzato appositamente per il pubblico del museo. E' una storia semplice, in pieno stile Ghibli, che ti riscalda il cuore.

L'edificio e' all'interno del parco di Inokashira, che si puo' raggiungere a piedi dalla stazione di Mikata sulla linea Chuo.

Altre foto nell'album.

sakurairo



una festa a tema: il colore dei ciliegi (sakurairo)
(il riso della foto non e' color sakura, ma si chiama sakura-ebi perche' ci sono dei piccoli gamberetti che sembrano proprio dei fiori di ciliegio)
Anche gli astanti erano piu' o meno color sakura flirt
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