Dopo una stagione di piogge
Friday, 4. July 2008, 09:43:27
Volge al termine la stagione delle piogge (in giapponese "Tsuyu"), e a causa dell'umidità e della fortissima ed onnipresente aria condizionata non riesco a farmi passare il mal di gola.
La fine di Giugno e' stata particolarmente pesante per via dell'esame di fine trimestre. Sono andato avanti per inerzia nelle ultime settimane di scuola, ma durante il week end di "riposo" a cavallo dei due trimestri non ho avuto la forza, e nemmeno la volontà, di fare nulla di impegnativo.
Comunque l'esame è andato bene, e ora sto iniziando il livello avanzato. Mi fa già male la testa.
Ho preso in affitto un appartamento, uscendo dal quel buco chiamato "guest house", e ora mi trovo con molti metri quadrati in piu' e decisamente meno soldi nel portafogli. Avrei potuto essere "pelato" da qualche agente poco onesto, ma penso di essermela cavata bene, e sono contento della mia umile "casetta".
Certo, l'arredamento è spartano ma tant'è.
Aiuto alcune persone nello studio della lingua italiana (checchè se ne dica del mio, di italiano) e con i soldi che guadagno riesco quasi a pagarmi tutto l'affitto. Non ho quindi ragione di fare risparmi, ma non posso nemmeno permettermi di fare alcune cose che avevo programmato. Ad esempio, vorrei fare qualche viaggio; tornare in Kansai, andare a vedere Hiroshima, Nagasaki, Fukuoka, Il Kyushu e l'Hokkaido. Purtroppo per ora posticipo...
Dopo tre mesi di vita a Tokyo, vuoi per la nostalgia di casa, vuoi per la chiusura cronica dei giapponesi, ci si sente un po' in un limbo; non si vuole tornare, ma al contempo si inizia a pensare che vivere in Giappone per sempre non sia poi questa gran cosa.
A me piacerebbe vivere qui. Come quasi tutti gli stranieri, vorrei vivere in Giappone facendo la vita di un Italiano. Ma è praticamente impossibile. Si deve scendere a patti con troppe cose, a partire dai rapporti nel mondo del lavoro, fino all'incurabile paranoia di certe situazioni. (organizzate una festa in Giappone, con invitati Giapponesi e Italiani... e poi capirete).
Invece solo per il fatto di essere italiano, la gente si aspetta qualcosa da me, qualcosa che non posso o non voglio sempre dimostrare.
A volte, è un po' irritante. Ma sopportabile.
Per queste ragione, gli immigrati di lunga data sono spesso davvero "schifosamente Giapponesi"; nel senso che finiscono con l'acquistare tutti gli aspetti negativi del popolo nipponico e di sommarli ai propri.
La cosa che mi da più piacere, invece, è il parlare Giapponese. Il modo di comunicare è diverso, le reazioni delle persone con cui parlo sono diverse, e finisco per sentirmi un po' come una persona diversa io stesso.
E mi piace.
Stasera vado a mangiare "Motsu Nabe", una cucina tipica di Fukuoka (se non erro), dove si intrugliano vari ingredienti in una padella e si fanno bollire "live". (le mie conoscenze in ambito culinario non vanno oltre...)
Invece domani sera, ormai sta diventando un abitudine, serata in Izakaya a Shibuya. Mi chiedo perche' a Shibuya e non in un altro posto, meno affollato e piu' caratteristico... ma conosco già la risposta: perchè ai Giapponesi piace quello che piace ai Giapponesi.
La fine di Giugno e' stata particolarmente pesante per via dell'esame di fine trimestre. Sono andato avanti per inerzia nelle ultime settimane di scuola, ma durante il week end di "riposo" a cavallo dei due trimestri non ho avuto la forza, e nemmeno la volontà, di fare nulla di impegnativo.
Comunque l'esame è andato bene, e ora sto iniziando il livello avanzato. Mi fa già male la testa.
Ho preso in affitto un appartamento, uscendo dal quel buco chiamato "guest house", e ora mi trovo con molti metri quadrati in piu' e decisamente meno soldi nel portafogli. Avrei potuto essere "pelato" da qualche agente poco onesto, ma penso di essermela cavata bene, e sono contento della mia umile "casetta".
Certo, l'arredamento è spartano ma tant'è.
Aiuto alcune persone nello studio della lingua italiana (checchè se ne dica del mio, di italiano) e con i soldi che guadagno riesco quasi a pagarmi tutto l'affitto. Non ho quindi ragione di fare risparmi, ma non posso nemmeno permettermi di fare alcune cose che avevo programmato. Ad esempio, vorrei fare qualche viaggio; tornare in Kansai, andare a vedere Hiroshima, Nagasaki, Fukuoka, Il Kyushu e l'Hokkaido. Purtroppo per ora posticipo...
Dopo tre mesi di vita a Tokyo, vuoi per la nostalgia di casa, vuoi per la chiusura cronica dei giapponesi, ci si sente un po' in un limbo; non si vuole tornare, ma al contempo si inizia a pensare che vivere in Giappone per sempre non sia poi questa gran cosa.
A me piacerebbe vivere qui. Come quasi tutti gli stranieri, vorrei vivere in Giappone facendo la vita di un Italiano. Ma è praticamente impossibile. Si deve scendere a patti con troppe cose, a partire dai rapporti nel mondo del lavoro, fino all'incurabile paranoia di certe situazioni. (organizzate una festa in Giappone, con invitati Giapponesi e Italiani... e poi capirete).
Invece solo per il fatto di essere italiano, la gente si aspetta qualcosa da me, qualcosa che non posso o non voglio sempre dimostrare.
A volte, è un po' irritante. Ma sopportabile.
Per queste ragione, gli immigrati di lunga data sono spesso davvero "schifosamente Giapponesi"; nel senso che finiscono con l'acquistare tutti gli aspetti negativi del popolo nipponico e di sommarli ai propri.
La cosa che mi da più piacere, invece, è il parlare Giapponese. Il modo di comunicare è diverso, le reazioni delle persone con cui parlo sono diverse, e finisco per sentirmi un po' come una persona diversa io stesso.
E mi piace.
Stasera vado a mangiare "Motsu Nabe", una cucina tipica di Fukuoka (se non erro), dove si intrugliano vari ingredienti in una padella e si fanno bollire "live". (le mie conoscenze in ambito culinario non vanno oltre...)
Invece domani sera, ormai sta diventando un abitudine, serata in Izakaya a Shibuya. Mi chiedo perche' a Shibuya e non in un altro posto, meno affollato e piu' caratteristico... ma conosco già la risposta: perchè ai Giapponesi piace quello che piace ai Giapponesi.