Skip navigation.

Into the wild

sulle orme di Comici

, , , ...

Due giorni fa io ed un mio amico abbiamo deciso di salire sul torrione Comici nel gruppo del Pramaggiore.

Questo torrione (una volta chiamato torrione di cima guerra) prende il nome da uno dei più grandi alpinisti italiani degl' anni 30, Emilio Comici.


Emilio Comici nasce a Trieste nel 1901. Inizia l' attività alpinistica come speleologo nelle alpi giulie. Nel 1932 decide di dedicare tutta la sua vita all' alpinismo, diventando guida alpina.
Tra le vie da lui aperte spiccano;
-la cima grande di Lavaredo per la parete nord
-il Civetta per la parete nord-ovest
-le tre sorelle nel gruppo del Sorapiss, parete Nord-Ovest della sorella di mezzo
Muore per un banale incidente (rottura di un cordino) nel 1940.


Nella sua vita Comici ha aperto più di 100 vie alpinistiche in tutta Italia e non solo..
di lui si ricorda inoltre lo stile di arampicata. Infatti non considerava l'alpinismo come uno sport ma come un'espressione artistica.




in giro per falesie

finalmente oggi dopo due mesi son tornato in falesia... più precisamente su quella di Travesio.
se non fosse stato per la roccia bagnata avrei fatto qualcosa di più, ma per ora mi accontento!!!

(logica metius 5c falesia di Travesio)

(orzoro 6c falesia di Erto)

(assenzio 6b falesia di Colvera)

le croci sulle vette

, ,

Da un pò di tempo molti alpinisti si sono uniti contro il proliferare di "simboli religiosi" nelle vette italiane. Questo perchè, secondo loro, porta ad un "occupazione" da parte della diocesi, delle vette.
Ho letto molti commenti in proposito, e volevo allegarvene uno;

"andiamo a fare escursionismo armati di seghetto. facciamo la bonifica del territorio."

Io sono contrario a questo.

Mi sono immaginato il monte Civetta senza la croce, ho immaginato me stesso tra qualche anno risalire la sua magnifica vetta, e vederla spoglia. Non sarebbe la stessa cosa.
Credo in dio ma non nella chiesa, quindi non prendete questo mio comportamento, per quello di un fedele fanatico.
Questo è solo il modo che ho per dirvi, che non bisogna prendere una croce in una vetta come un oggetto di "publicità cristiana", ma come un simbolo di rispetto per la montagna stessa.

Ho letto di alcune guide, che per protestare contro le croci, hanno messo un buddha sul Pizzo Badile, commentando il loro gesto così;

«Se voi non tirate giù le vostre croci noi non tireremo giù il nostro Buddha»

Questo è un gesto da parte mia molto stupido e immaturo.
Non mi darebbe fastidio salire sul Pizzo Badile e farmi una fotografia col Buddha, anzi.
Quello che non mi va giù è il perchè lo hanno fatto.
Non lo hanno fatto perchè credono nel Buddismo, ma solo per protestare contro il Cristianesimo, sminuendo così quello che rapresenta il Buddha per molta gente.

Molte delle croci che troviamo sulle montagne, sono li da prima che noi nascessimo.
Se ti fermi ad ascoltare i vecchi del posto, ti racconteranno storie su quelle croci, i loro ricordi.

Quando sarò vecchio voglio poter sfogliare le mie vecchie foto, guardare quelle magnifiche vette che accompagnano la mia vita, e non voglio pensare che la croce dietro di me sia solo un mio ricordo, voglio sapere che è ancora lì, com' era una volta, e come spero sarà per sempre.










Il mio pitone

, , ,

ho sempre amato i serpenti.
fin da quando ero piccolo mi affascinavano, e volevo conoscere tutto su questi magnifici animali.
mi ha aiutato il fatto che vivo in un posto dove è molto facile imbattersi su bisce d'acqua, magne e vipere.
l'anno scorso ho cosi preso un pitone reale (gino)
e devo dire che è il miglior animale che avrei mai potuto prendere.