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Ma che Italia è questa?

Pirate Bay, "i discografici schedano chi va sul sito oscurato dall'Italia"

Da www.repubblica.it



Esposto al Garante per la protezione dei dati personali
La Fimi ribadisce: E' fuori dal mondo questa difesa dei ladri

di ALESSANDRO LONGO


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Peter Sunde
uno dei gestori di Pirate Bay
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LA PRIVACY di milioni di italiani, utenti di Pirate Bay o semplici curiosi, potrebbe essere minacciata: è l'allarme che si leva in queste ore da tanti blog e che è già arrivato al Garante per la protezione dei dati personali. Si ingigantisce così il caso del sequestro preventivo adottato in Italia contro Pirate Bay, un motore di ricerca per ritracciare musica, giochi e film, anche illegali. Tutto è nato da una scoperta fatta in contemporanea da Peter Sunde (uno dei gestori di Pirate Bay, il quale è ora indagato dalla Guardia di Finanza di Bergamo) e dal blogger Matteo Flora: i tentativi di connettersi a Pirate Bay sono inoltrati, da alcuni operatori, verso un indirizzo ip particolare, 217.144.82.26/pb, che fa capo a www.pro-music.org. È un sito gestito da Ifpi, associazione dell'industria discografica nel mondo.

È cosa inusuale: al solito, in casi come questo, gli utenti sono re-indirizzati a una pagina della Guardia di Finanza ospitata sui server del loro operatori. È scattato così il sospetto, sul web: di fatto ora i discografici possono sapere chi ha tentato di accedere a Pirate Bay. E quindi, in teoria, possono raccogliere gli indirizzi ip degli utenti, schedarli, e tenerne conto per future possibili azioni legali. Non sarebbe nemmeno la prima volta: una grande incetta di indirizzi ip fu fatta mesi fa, a danno di centinaia di migliaia di italiani, da alcune aziende discografiche, poi bloccate dal nostro Garante della Privacy. Secondo il quale equivaleva a "spiare gli utenti", ne ledeva il diritto alla privacy, ed era vietato. Solo le autorità potevano fare una cosa del genere e solo su ordine della magistratura. Dinanzi a questo ultimo sviluppo, l'Authority per la tutela dei dati personali fa sapere "che la segnalazione è appena arrivata e il Garante assumerà tempestivamente tutte le informazioni necessarie per verificare quanto accaduto".

Il caso Pirate Bay sembra simile a quello della Peppermint - e se così fosse significherebbe che i discografici non hanno perso la voglia di "spiare" gli utenti. Nel provvedimento (ora pubblico) del giudice di Bergamo, che chiede il sequestro di Pirate Bay, non c'è traccia infatti dell'ordine di indirizzare il traffico verso un sito dell'industria discografica. "Non mi stupirebbe se l'iniziativa fosse partita della Guardia di Finanza, che potrebbe aver chiesto ai provider di fare così. Forse ispirata dai discografici. Telecom Italia e 3 Italia hanno ubbidito, altri provider si sono rifiutati", dice Andrea Monti, avvocato tra i massimi esperti di diritto d'autore in Internet e fondatore dell'associazione Alcei, che ha segnalato la cosa al Garante della Privacy.

Nella segnalazione, Monti domanda al Garante se "sia conforme alla normativa sul trattamento dei dati personali: A) sequestrare una risorsa di rete imponendo a soggetti terzi - gli internet provider - di impedirvi l'accesso, considerato che nel codice di procedura penale non sembra rinvenirsi traccia di una norma che consenta di attuare il sequestro preventivo nei modi stabiliti dall'ordinanza del Gip di cui sopra, traducendosi tale modalità in una illegittima estensione del provvedimento a soggetti estranei al procedimento. B) Consentire che il filtraggio degli accessi a un dominio - quale che sia - possa essere eseguito dirottando gli accessi in questione verso una risorsa di rete al di fuori della giurisdizione italiana, gestita da soggetti privati con uno specifico interesse economico nel procedimento penale, consentendo a questo soggetto di "andare a pesca" di dati di traffico che potranno poi essere utilizzati nei modi più disparati".

I discografici, dal canto loro, non arretrano d'un passo: "Ci sembra fuori dal mondo questa difesa dei ladri", dice Enzo Mazza, presidente di Fimi (Federazione dell'industria musicale italiana). "Il sequestro di siti è normale in tutto il mondo. Proprio nei giorni scorsi in Francia c'è stata una decisione identica, di un giudice, contro un sito razzista".

Intanto si organizza la contro offensiva: si diffondono guide per aggirare il blocco di Pirate Bay (e con alcuni provider basta semplicemente digitare nel browser un indirizzo ip alternativo, 83.140.xx.xx). I gestori di Pirate Bay, inoltre, stanno preparando il ricorso contro la decisione del giudice.

the pirate bay.......... senza parole!

Da http://punto-informatico.it







10 agosto 2008, l'Italia blocca Pirate Bay

Roma - La Baia dei Pirati, quel "The Pirate Bay" che da anni tiene sotto scacco l'industria dei contenuti affermandosi come maggior snodo del mondo peer-to-peer, è meno facilmente accessibile dall'Italia ormai da molte ore. Stando a quanto emerso, infatti, la connessione alla Bay è al centro di una indagine condotta dalla Procura della Repubblica di Bergamo.

Come già accaduto in passato per siti pedopornografici, agli ISP italiani è stato chiesto in questa fase di inibire l'accesso alle pagine della Baia: chi digitasse in queste ore la URL http://thepiratebay.org/ non riuscirebbe ad accedere con i mezzi tradizionali di navigazione alle pagine piratesche. Un blocco che sarebbe stato deciso nell'ambito dell'inchiesta tuttora in corso a carico dello snodo italiano colombo-bt.

Gli admin di Pirate Bay, sempre molto attivi nel combattere i tentativi di oscuramento in questo o di quel paese, hanno già iniziato a reagire mettendo in piedi labaia.org, accesso alternativo al momento funzionante. Come noto, l'industria della musica, del cinema e del software da anni denuncia le attività di Pirate Bay sostenendo che quelle pagine facilitino la condivisione globale di materiale protetto da diritto d'autore, scambiato senza alcuna autorizzazione. Una accusa che la Baia non ha mai respinto, anzi ha alimentato in più occasioni.

P.S.
Devo comunque affermare che ho provato ad connettermi alla home page di the pirate bay oggi 15/08/2008 alle 19,30 e la pagina è perfettamente accessibile, liberamente e senza blocchi.

Valentino VS Stoner



L'aveva detto e lo ha fatto, per fermare Stoner: `Posso sparargli!´
Ebbene si il grande Valentino (niente a che fare con il rubacuori, questo bara...... in gara) incapace di tenere testa a uno straordinario Stoner si è dovuto adattare, lui il pluricampione, lui il magnifico..... superstar per eccellenza ha dovuto barare per vincere.
Brutta cosa la prepotenza ma ancora più brutta l' inosservanza del regolamento da parte della direzione gara che si è cagata letteralmente sotto, facendo finta di non vedere e non sentire.
Valentino andava come un kamikaze contro Stoner incurante dei rischi che correva lui (ma tu ti puoi ammazzare se vuoi) ma sopratutto di quelli fatti correre al rivale, sfido chiunque in buona fede a negare l'evidenza.
Valentino aveva deciso che....... o vinceva lui o non avrebbe vinto certo Casey, costi quel che costi.
Anche il momento incriminato, andava rivisto con serenità (ma di chi?)
Valentino frena prima del dovuto e Stoner che segue non può fare altro che sfilare per non travolgerlo essendo nettamente più veloce, sono fermamente convinto che Vale (ma vale e quanto vale???) sapesse che quello era il momento dell'attacco di Stoner e si è giocato il tutto per tutto, come dicevo prima..... o io o non tu.
Certo è squallido ma questo è lo spettacolo, come quando per sbruffoneria voleva sorpassare al cavatappi ben sapendo che non poteva farcela correttamente, allora come prevedibile è andato fuori e costretto Casey a cambiare traiettoria, (la direzione gara era sempre al buffet tanto non pagavano loro) e rientrando è riuscito a passare.
Ma dai Vale, lascia perdere, se non sei più capace di reggere il confronto con il ragazzino lascia perdere o almeno abbi il buon gusto di startene buono buono senza sparare sull'avversario.
Si dice che la Ducati è più potente e veloce della Yamaha, non so fino a che punto questo sia vero, visto e considerato che tra chi le guida solo Stoner è la, gli altri si fa fatica a trovarli nel mucchio, evidentemente se la bestia è tale l'unico a saperla domare è proprio lui.
Valentino da vecchia volpe (ormai un poco spellacchiata) ha preferito restare in Yamaha per paura di un eventuale confronto.
E si, caro Vale....... Rossi si ma dalla vergogna.
Continua pure, accarezza la tua Yamaha e bacia pure l'asfalto delle piste ma ogni tanto guardati allo specchio.


Siamo sicuri di essere in Italia?

Bando alle presentazioni.
Ho il fegato che scoppia, la milza non si trova più e la bile non vi dico.
Insomma che cosa vogliamo diventare?
Un popolo di rompicoglioni, di culatoni, di parassiti, di voiuer, di ultrà, di chi più ne ha ne metta?
Mi spiego, sono e sarò sempre dipendente dal mio pensiero e non da quello che gli altri vorrebbero far sembrare appartenermi.
Come si fa a vivere in una repubblica fondata sul lavoro, dove la sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione, quando una parte politicizzata cerca continuamente di sovvertirne le basi?
L'attuale governo esiste per manifestazione del popolo sovrano e non perchè debba essere scelto da una magistratura che vorrebbe appropriarsene, non riesco a capire con quale diritto un gruppo di magistrati si esprima in merito alle leggi che dovrebbe soltanto far rispettare senza discuterne la leggittimità, mi sembra di ricordare che un magistrato è un servitore dello stato dal quale viene stipendiato e non è eletto da nessuno.
Quindi invece di boicottare chi le leggi le scrive, dovrebbe preoccuparsi di applicarle e basta, lasciando a chi di dovere fare opposizione o meno.
Personalmente ritengo che in Italia ci siano magistrati e magistrati, quelli che muoiono sulle strade tentando di eseguire il proprio dovere e chi invece cerca di sovvertire l'ordine delle cose standosene comodamente seduto in poltrona.
Resistere, resistere, resistetre....... ma a dirlo non poteva e non doveva essere un procuratore ma quel poveraccio che viene giornalmente sfruttato dalle aziende e poi gettato via come uno straccio il momento che non serve più, dal disgraziato che vive l'angoscia e la paura per se stesso e i suoi cari minacciati dalla delinquenza, dal povero cristo che non riesce ad avere giustizia contro i potenti, da quell'uomo che si cosparge di benzina perchè ingiustamente licenziato, da tutti coloro che stanno dall'altra parte dello spettacolo.
Signori giudici, mettetevi una mano sulla coscienza e l'altra sugli attributi, uscite a difendere la gente e non gli interessi di pochi, sono convinto che ce ne sono a centinaia tra voi che quotidianamente affrontano le cose per il verso giusto e vi prego difendete voi stessi che siete rappresentati da chi forse non vi merita, difendendo il buon nome della nostra povera Italia.

Faccio presente che questa è una mia opinione personale e che non vuole offendere nessuno, ma se la giustizia non è percepita significa che qualcosa si è persa strada facendo, pronto a tornare sui miei pensieri aspetto di vedere finalmente una giustizia giusta con una magistratura conscia che non esiste soltanto Berlusconi.
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