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Fahrenheit 451

Nell’ipertrofia dei mezzi di comunicazione: chi non ha un blog?

Posts tagged with "rino-gaetano"

Chi vive in Calabria chi vive d'amore

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Alcuni mesi fa avevo pubblicato un post su Rino Gaetano :love: (Rino Gaetano e la Calabria) riprendendo un articolo di cui non ricordavo il nome dell'autore... :frown:

Anastasia Ursetta, attraverso un commento segnalò l'autore e gli sviluppi che quell'articolo aveva portato:


Salve, mi chiamo Anastasia!
Navigando su internet ho trovato questo sito...
volevo segnalare che l'autore di questo stupendo articolo, pubblicato sul sito on line de "Il Quotidiano della Calabria", si chiama Gino Promenzio, ed è uno stimatissimo medico chirurgo calabrese.
Da questo articolo è scaturito un vivace dibattito che ha occupato per giorni le pagine del giornale, che ha coinvolto tutti coloro che amano Rino Gaetano ma anche la sua terra di origine, la Calabria...
è infatti attualmente in atto un movimento che tende al rinnovamento e possibilmente al miglioramento della nostra regione, e anche l'esaltazione di un grande calabrese come Rino può essere utile allo scopo...
Dall'articolo e dall’interesse enorme e inaspettato che ne è conseguito è anche scaturita l'idea di formare un'associazione culturale, "Chi vive in Calabria, chi vive d'amore" (sito internet www.chiviveincalabriachivivedamore.org) di cui io, Gino e altri 6 componenti siamo soci fondatori.
Ringrazio quindi per la decisione di pubblicare l'articolo su questo sito, spero che altri lo leggano e possano appassionarsi al nostro grande e indimenticato cantautore.



Sul loro sito ci sono molte notizie ed iniziative, tra l'altro scopro che si sta girando un film su Rino :yes: e spero nei buoni risultati...

Ma chi è questa associazione culturale?
L'associazione “Chi vive in Calabria, chi vive d'amore” intende diffondere la conoscenza dell'opera e del pensiero di Salvatore Antonio Gaetano, detto Rino, cantautore calabrese nato a Crotone il 29 ottobre 1950 e morto a Roma il 2 giugno 1981, perché diventi patrimonio e strumento per il rinnovamento e l'emancipazione culturale delle giovani generazioni calabresi, che possano formarsi traducendo le contraddizioni e le potenzialità di questa terra, di cui Rino Gaetano cantava la positività. Si sforzerà di realizzare i presupposti per la formazione di una generazione di uomini e donne liberi e scevri da cattivi condizionamenti.

HO VISSUTO LA MIA GIOVINEZZA IN CALABRIA E ANCORA LI, HO PARENTI E AMICI CHE CI VIVONO...
SPERO CHE L'ASSOCIAZIONE POSSA CRESCERE E SVILUPPARE I PROGETTI PREFISSATI...

Web: Chi vive in Calabria, chi vive d'amore

In bocca a lupo :cheers:


Rino Gaetano - I tuoi occhi sono pieni di sale

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Amo il sale della terra amo il sale della vita
amo il sale dell'amore amo il sale che c'è in te
i tuoi occhi sono pieni di sale
i tuoi occhi sono pieni di sale
di quel sale mattutino che tu prendi in riva al mare
di quel sale che a pensarci ti viene voglia di guardare
Le tue labbra sono piene di sale
le tue labbra sono piene di sale
di quel sale mattutino che tu prendi in riva al mare
di quel sale che a pensarci ti vien voglia di baciare
Il tuo corpo è pieno di sale
il tuo corpo è pieno di sale
di quel sale mattutino che tu prendi in riva al mare
di quel sale che a pensarci ti vien voglia di sognare
La tua mente è piena di sale
la tua mente è piena di sale
di quel sale mattutino che tu prendi in riva al mare
di quel sale che a pensarci ti vien voglia di pensare



I tuoi occhi sono pieni di sale
Rino Gaetano

Rino Gaetano - La zappa . . . il tridente il rastrello la forca l'aratro il falcetto il crivello la vanga

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Vecchi solai e ciminiere lavatoi al decimo piano
Fumo che sale il paradiso e gli angeli cadono giù
La zappa il tridente il rastrello la forca
l'aratro Il falcetto il crivello la vanga
e la terra che spesso t'infanga
una mansarda in via Condotti moquette plafond cassettoni
giovani artisti e vecchie tardone
si realizzano nel nobile bridge
La zappa il tridente il rastrello la forca
l'aratro Il falcetto il crivello la vanga
e la terra che spesso t'infanga
giovane e bello divo e poeta
con un principio d'intossicazione aziendale
fatturato lordo la classifica che sale
il resto gli sembra naïf
La zappa il tridente il rastrello la forca
l'aratro Il falcetto il crivello la vanga
e la terra che spesso t'infanga
castoro visone il conte dell'acqua
salmone caviale champagne
la grande soubrette Brigitte La Cagne
coperta di cincillà
La zappa il tridente il rastrello la forca
l'aratro Il falcetto il crivello la vanga
e la terra che spesso t'infanga
La zappa il tridente il rastrello la forca
l'aratro Il falcetto il crivello la vanga
e la terra che spesso t'infanga
La zappa il tridente il rastrello la forca
l'aratro Il falcetto il crivello la vanga
e la terra che spesso t'infanga



La zappa . . . il tridente il rastrello la forca l'aratro il falcetto il crivello la vanga
Rino Gaetano

Rino Gaetano - Rosita

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Le paludi le rose i caffè l'amore le cose
le vetrine i vestiti di raso e un nuovo motore
e Daniela stasera mi aspetta nell'ascensore
i quattrini la speranza d'averne, far crepare d'invidia
il lavoro è a casa da lei la carriera sicura
poi la sera ritornare se stessi pensare pensare
ieri ho incontrato Rosita perciò questa vita valore non ha
come era bella Rosita di bianco vestita più bella che mai
le paludi le rose i caffè Gesù tra i bambini
un bicchiere il fumo distorto e un nuovo motore
con un altra farei chissà che con Daniela l'amore
ieri ho incontrato Rosita perciò questa vita valore non ha
come era bella Rosita di bianco vestita più bella che mai
ieri ho incontrato Rosita perciò questa vita valore non ha
come era bella Rosita di bianco vestita più bella che mai
ieri ho incontrato Rosita perciò questa vita valore non ha
come era bella Rosita di bianco vestita più bella che mai



Rosita
Rino Gaetano

Rino Gaetano - AD ESEMPIO A ME PIACE... IL SUD

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Ad esempio a me piace la strada
col verde bruciato, magari sul tardi
macchie più scure senza rugiada
coi fichi d'India e le spine dei cardi
Ad esempio a me piace vedere
la donna nel nero nel lutto di sempre
sulla sua soglia tutte le sere
che aspetta il marito che torna dai campi
Ma come fare non so
Si devo dirlo ma a chi
Se mai qualcuno capirà
sarà senz'altro un altro come me
Ad esempio a me piace rubare
le pere mature sui rami se ho fame
e quando bevo sono pronto a pagare
l'acqua, che in quella terra è più del pane
Camminare con quel contadino
Che forse fa la stessa mia strada
parlare dell'uva, parlare del vino
che ancora è un lusso per lui che lo fa
Ad esempio a me piace per gioco
tirar dei calci a una zolla di terra
passarla a dei bimbi che intorno al fuoco
cantano giocano e fanno la guerra
Poi mi piace scoprire lontano
il mare se il cielo è all'imbrunire
seguire la luce di alcune lampare
e raggiunta la spiaggia mi piace dormire



Ad esempio a me piace il sud
Rino Gaetano
(1974)

Rino Gaetano e la Calabria

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Riprendo un articolo...
Era su un quotidiano online, ma ora, non lo trovo più...
Lo avevo salvato per leggerlo...
Non trovo l'autore, spero mi perdoni...



Sono trascorsi venticinque anni dall'alba di quel drammatico 2 giugno 1981, giorno in cui qualcuno lassù decise di volersi riprendere Rino Gaetano. Venticinque anni, un quarto di secolo. Tanto.
Erano, si direbbe, altri tempi. Certo bui per l'Italia...

In quell'alba maledetta, sulla via Nomentana a Roma, si spegneva la vita si Rino, coinvolto , ironia della sorte non guidava - in un incidente stradale. Con lui volava via la sua voce e il suo sorriso. Ma non i suoi pensieri.

Da allora, sottotraccia, per cinque lustri, le sue canzoni sono state sussurrate, canticchiate e poi cantate. Le parole di Gianna che scandalizzarono l'italietta perbenista di allora sono divenute colonna sonora sfrontata e fiera di cento, mille diecimila esistenze. In molti hanno trovato pezzi di umanità incredibile anche "percorrendo Bari-Enna".

Gli emigrati, specie i "germanesi", continuano imperterriti a tornare - tra paure della Salerno-Reggio Calabria e timide speranze di futuri voli low cost - e a "cantare le canzone ca sentiva sempre a ru mare".

Però, per capire il Rinopensiero, bisogna far mente locale ai luoghi: all'inizio e alla fine, all'alfa e all'omega del suo passaggio.

Nato a Crotone, traferitosi a Roma, da piccolo con la famiglia. Nato lì, davanti al mare dei Greci, Rino si è portato appresso e, ovvio, nelle canzoni, i brividi del grano che si piega al vento di tarda primavera, tra odori di eucalipti e pini della antica Valle del Neto. Portava nelle vene il sapore rabbioso del sangue di Melissa, le speranze di un'industria nata arrugginita. Il gusto seducente al sapore di liquirizia del vino di Krimisa e il profumo del pane di Cutro. Le ansie di chi aspetta che arrivino all'orizzonte gli Achei, sul lungomare della bella Crotone e invece oggi vede trivelle e carrette del mare. E poi Roma, accogliente e addormentata. Difficile, ma "posto dove accadono le cose".

Dove cresce l'impegno sociale negli anni in cui, più che mai, le canzoni diventano simboli e viceversa. E Rino trascorre il tempo a capirla, quella città, aspettando passaggi dagli amici, a giocare a carte e "bevendo birra in lattina" in un bar vicino casa, perche i bicchieri erano sporchi, proprio come sarebbe potuto accadere in un bar qualsiasi di un paese qualsiasi della Calabria. Rino prendeva "il 109 per la rivoluzione".

Oggi, in quello stesso bus, una voce metallica registrata annuncia la prossima fermata e le fiancate fanno pubblicità a mete di vacanze o a improbabili canditati alle elezioni. Quella stessa Roma, tra qualche giorno, gli renderà omaggio, con una manifestazione organizzata dal comune all'Auditorium.

Le canzoni di Rino, dicevamo, come fiume carsico sono emerse, fino a diventare oggi, vero e proprio cult. A farlo conoscere, oltre alla sensibilità dei singoli, al passacassetta e poi cd, anche la capacità di giovani come i bravissimi Operai della Fiat 1100, del mitico Carletto Caligiuri, che ne interpretano lo spirito calandolo nella realtà.

Io Rino lo incontrai, e fu amore definitivo, grazie a Sabrina Gigliotti che tredici anni fa aveva deciso che dovesse essere il sottofondo - e forse il portafortuna - di una nottata piena di urla, fumo e birra, all'Unical, in cui una decina di giovinotti della Sinistra Giovanile si davano da fare per stilare la lista per le elezioni universitarie.

Rino, sangue che bolle. Pezzi si storia collettiva e familiare, mia e di altri centomila. Parole come macigni, riflessi di vita personale: ascolto Aida e penso a mia nonna, nata socialista e ribelle già dal nome, Aquilina, figlia del paese delle aquile. Penso alla presila, che custodiva amorosa e preoccupata Pietro Ingrao.

Strana terra, la Calabria: se pianti un limone in riva allo jonio, lo fai esattamente a metà strada tra Milano e Tunisi. Strana terra: un anguria puoi chiamarla cucummero, paddotta, sagriniscu, pizzangulo, milunu, saraciniscu. Dove la sofferenza resta uguale e parte ancora sulle stesse rotaie.

La ritrovi, splendidamente in "Ma il cielo è sempre più blu". Dove c'è chi muore al lavoro, chi gioca col fuoco, chi beve un bicchiere e non sembra più lui. Dove, se l'ascolti e chiudi gli occhi, puoi vedere il tuo compagno delle elementari che oggi prende la metà della busta paga che firma. Dove c'è chi "chi ruba pensioni" come ancora succede qui da noi e "chi ha scarsa memoria" e non ricorda più Giuditta Levato, Rocco Gatto, Argada, Valarioti e Losardo.

Calabria di ieri e di oggi "di chi legge la mano, chi regna sovrano, chi mangia una volta".

Calabria, grandissima e generosa, di chi non c'è più ma che non abbiamo perso: Italo Falcomatà, Walter Schepis, Franco Fortugno, Nicola Calipari.

Calabria di "chi suda, chi lotta", come fanno i Ragazzi di Locri e monsignor Bregantini.
E allora, se bastasse una bella canzone, ad unirci ancor di più? Se bastasse una bella canzone ad aiutarci a vivere le contraddizioni di una terra così?
Perché non pensare di insegnarla a scuola , ai bambini di Calabria, chè la sentano loro e se la portino dentro? Chè ne sentano la dirompente totale speranza che ne emana,e che essa li aiuti a difendersi?

...

Cara Calabria, oggi Rino ti direbbe: "Io nuoto a farfalla e tu fai la rana e quella befana, che resti laggiù. Bisogna nuotare, lo sai anche tu, chi nuota da solo affoga di più..."



Ma il cielo è sempre più blu...
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