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Hotel California.

parte prima

la fantasia spesso travalica la realtà: Incomprensione.

Incomprensione.
Personaggi in ordine d’apparizione:
Clint, ammiratore della Bellucci, che cerca di iscriversi al CIM che ritiene sia un Club Amanti di Monica
Ernesto, addetto ricezione del CIM, un Club esclusivo, Club Impegnati Mentali
Fiammetta, una lady sofisticata e altezzosa socia del CIM.

Clint: "buon giorno, mi chiamo Clint, vorrei sapere se è possibile iscriversi al CIM
Addetto: "Dipende!"
Clint: "dipende? E da cosa?".
Addetto: "Lei beve? Fuma? Ama i piaceri della carne? Ama il gioco? Ama leggere e cosa? Magari scrive anche cose che fanno ridere? O cose che fanno incazzare i veri scrittori? O cose che fanno brontolare il Poeta? E poi lei conosce l’irrazionalità e i filosofi? E della razionalità cosa pensa? Ha conoscenze di greco e di latino? Cosa intende per leggerezza dell’essere? E per il senso della vita? Ama per caso il mare? La musica la ama? Per caso ama il rock? Ah, dimenticavo e della ragion pura cosa mi dice? E…..... Per ora mi pare basti!"
Clint: " Ma cosa intende con queste domande? Può essere più chiaro? Mica questa è una succursale dello Stato pontificio! O una esclusiva Università! Allora si che capirei! Ma intende forse dire che per potermi iscrivere non devo fare tutte o quasi quelle cose da lei enunciate e non devo amarle quasi tutte? E poi che cosa c’entrano l’irrazionalità e la conoscenza dei filosofi (azzolina Platone, Socrate, Mileto e Eraclito e Kant e..… ma sono passati tanti anni!), il greco ed il latino, mica devo laurearmi in filosofia!".
Addetto: "Lei, vedo, non vuole capire! Questo è un club esclusivo, non è per tutti. E poi ci vogliono anche delle referenze! Lei le ha le referenze? Conosce qualche socio? O quanto meno una persona di rango elevato che possa fare da garante per lei?".

Clint (alquanto su di giri): "Aweee bello, ma che azz dici. Vuoi vedere che devo avere anche un onorevole come parente o conoscente? Per una semplice iscrizione ad un Club poi! Mi sembra tutto eccessivo!".
Addetto: "Bene, le voglio venire incontro. Oggi mi sento boy scout. Mi parli di se stesso e, senza barare, mi elenchi i suoi pregi e difetti. Valuterò se sia il caso di aiutarla."
Clint (indefinibile!): "Ascolta! Io amo Monica (Bellucci n.d.r.) e sono un suo inguaribile fan. Passando di qui ho visto la scritta CIM e mi sono detto che forse era il caso di chiedere se fosse possibile iscriversi. Tutto qui." Mi interesserebbe molto l’iscrizione."
Addetto: " Il fatto che lei ami Monica non ha alcuna rilevanza! Mentre la sua volontà di aderire/iscriversi al CIM, Club Impegnati Mentali, le fa onore. Infatti il CIM è un’associazione umanitaria che impegna tutte le proprie risorse, persone e mezzi, per assicurare a molti l’Impegno Mentale. E’ un’associazione no-profit elitaria, direi di Puristi, a cui molti vogliono iscriversi. E tra i suoi iscritti vi sono alcuni dei più rinomati personaggi dell’intellighenzia. Persone di un’estrema dirittura morale e di grandi doti etiche. Ma come vede le regole per potervi aderire sono ferree e non sono ammesse deroghe. Ora, poiché come detto le voglio venire incontro, mi parli di se.

Clint: "Ei! Come azz ti chiami, Ernesto?, io amo tutto quello che qui non è gradito. Così facciamo prima! Posso solo dirti che non intendo cambiare per nulla. Tutto è nato da un mio errore. Il CIM per me era un’altra cosa. Questo CIM non mi attrae per nulla. Anzi!!!! IO amo le donne, il rum ed il gioco. Scrivo per pochi intimi, che sorridano o piangano sono fattacci loro. Il latino ed il greco mi hanno fatto compagnia, ma ora ci vediamo pochissimo! I filosofi poi… te li raccomando. Sono cresciuto per strada e lì la filosofia è spicciola ma reale. Azz quanto è reale ed istruttiva. . Amo la sana e consapevole libidine, che da ragazzo mi ha allontanato dall’azione cattolica! Non mi tocchi il rock poi! Il mare poi, aweeeeeeee! Ma come si fa a non amare il mare? Ed ora la saluto e mi scuso. Solo un’incomprensione, null’altro."

Lady Sofisticata: "Un momento". Una signora elegantissima e coperta da capo a piedi, nessun cm di pelle in vista tranne il viso, appare d’incanto. "Aspetti, ho ascoltato, non volendo, tutto. Le do l’indirizzo del CIM da lei cercato; è a 5 isolati da qui". Detto fatto la lady consegna a Clint un biglietto su cui scrive qualcosa. Poi va via con andatura da snob scocciata. Senza nemmeno salutare. Però ancheggiando, e vistosamente anche!
Clint: "Buon giorno e mi scusi". Ernesto l’addetto alla ricezione: "Buon giorno e….... peccato". Peccato per me, pensa! Clint, uscito, prende il bigliettino per verificare l’indirizzo e : Mi telefoni a questo nr…….. dopo le 22. Abito in via…….. al nr…. Terzo piano. Sono libera e mio marito è in viaggio d’affari. Vorrei che mi parlasse di quella sana e consapevole libidine. Sono stufa di giocare a tennis ed arcistufa dell’azione cattolica. Le discussioni filosofiche poi…. Non ne posso più! Le chiedo inoltre di portare una bottiglia di zacapa25 o, se possibile, di Caroni e del buon cioccolato. Potrebbero servire. Nelle pause! Firmato Lady Fiammetta.

Ma vuoi vedere che mi mostra la sua collezione di quadri? Pensa, sorridendo, Clint. Mentre decide che della Bellucci per oggi può farne a meno. Meglio assicurarsi di avere una bottiglia di rum intatta! Azz dimenticava il cioccolato! Azz al diavolo il CIM!

da:ilchierichetto/gites


p.s. credo che un pò di leggerezza possa stemperare Incomprensioni più complesse, almeno in me.

la tua voce.

inutilmente
guardo
il bianco
dove fermare
un sogno.
Perduto
nella notte
non più amica.
La luna
ha cessato
di ispirarmi.
Non mi ama più
come la Musa
che spesso mi cercava
mi ammialiva
mi sorrideva
e
facevamo
l'amore.
Ora
rivedo
solo un corpo
e non gli occhi.
Risento
delle risate
finzioni
illusioni
delusioni.
No
non amo il bianco
odio l'ovvio
le costrizioni
gli abbandoni
con i sorrisi
che fanno male
e lacerano il petto.
Non cerco
non voglio
non spero
nulla.

Solo
la tua voce
muta
si, silente
ammaliante
lasciva
mia.

gites

La bellezza delle parole, belle come pietre. Jacques Prévert.

Questo amore
così violento
così fragile
così tenero
così disperato
questo amore
bello come il giorno
e cattivo come il tempo
quando il tempo è cattivo
questo amore così vero
questo amore così bello
così felice
così gaio
e così beffardo
tremante di paura come un bambino al buio
e così sicuro di se
come un uomo tranquillo nel cuore della notte
questo amore che impauriva gli altri
che li faceva parlare
che li faceva impallidire
questo amore spiato
perchè noi lo spiavamo
perseguitato ferito calpestato ucciso negato dimenticato
perchè noi l'abbiamo perseguitato ferito calpestato ucciso negato dimenticato
questo amore tutto intero
ancora così vivo
e tutto soleggiato
è tuo
è mio
è stato quel che è stato
questa cosa sempre nuova
e che non è mai cambiata
vera come una pianta
tremante come un uccello
calda e viva come l'estate
noi possiamo tutti e due
andare e ritornare
noi possiamo dimenticare
e quindi riaddormentarci
risvegliarci soffrire e invecchiare
addormentarci ancora
sognare la morte
svegliarci sorridere e ridere
e ringiovanire
il nostro amore e là
testardo come un asino
vivo come il desiderio
crudele come la memoria
sciocco come i rimpianti
tenero come il ricordo
freddo come il marmo
bello come il giorno
fragile come un bambino
ci guarda sorridendo
e ci parla senza dir nulla
e io tremante l'ascolto
e grido
grido per te
grido per me
ti supplico
per te per me per tutti coloro che si amano
e che si sono amati
si io gli grido
per te per me e per tutti gli altri
che non conosco
fermati là
là dove sei
là dove sei stato altre volte
fermati
non muoverti
non andartene
noi che ci siamo amati
noi ti abbiamo dimenticato
tu non dimenticarci
non avevamo che te sulla terra
non lasciarci diventare gelidi
anche se molto lontano sempre
e non importa dove
dacci un segno di vita
molto più tardi ai margini di un bosco
nella foresta della memoria
alzati subito
tendici la mano
e salvaci.


p.s.senza parole!


Vivienne.

Vivienne.


La collega,occhi verdi, gambe lunghissime, era bella, ma la sua bellezza diveniva particolare per la facilità e la capacità di portare i capelli acconciati in una lunga treccia bionda che le scendeva giù sulla schiena, ondeggiando coi suoi fianchi e modellandosi sul suo corpo.

Non seguiva niente della lezione di marketing avanzato, la sua mente scioglieva quella treccia in tanti modi.
Ne era tormentato da due giorni. Gli era stato facile fare amicizia. Era una profuga. Le avevano tolto tutto nel suo ex paese, prima territorio italiano. Ne parlava con tristezza, col dolore negli occhi e col respiro che diveniva sospiro. Con rancore e rimpianto.

Avevano pranzato ed erano liberi per 2 ore, prima di ricominciare. Erano sempre insieme; lui del sud e lei di una città del nord che faceva da argine ad altri mondi e culture.
Lui era sposato, lei quasi; ma non avevano alcun problema. Era come se si conoscessero da sempre, e si parlavano con quella intimità e confidenza che tutto consente.

La spiaggia era deserta, erano soli.
Il sole di maggio brillava negli occhi di Viv. Che li serrava, arricciando il naso, mentre lo guardava. La chiamava così, Viv, abbreviandone il nome bellissimo. Lei sorrideva al suo vezzeggiativo, anche la mamma la chiamava così, da piccola.
Erano seduti sulla spiaggia fianco a fianco. La sua mano, posata sulla sabbia, sfiorava quella della ragazza. Avevano dita lunghe entrambi, ma solo lei suonava il pianoforte; e non aveva la fede.

La sera prima erano rientrati molto tardi, era stato tutto molto bello.
Per le vie di Gaeta, per i negozi. Avevano fatto spese in una profumeria. Viv aveva sorriso ed approvato quando aveva acquistato uno Chanel per la moglie. Avevano passeggiato a lungo, sulla spiaggia illuminata dalla luna, nella notte, prima di rientrare in albergo. Entrambi volevano la stessa cosa, entrambi erano tentati e si struggevano, entrambi lottavano con se stessi e con le parole. Strana e magica atmosfera. Troppa gioia, in entrambi, per pensare di alterarla; o magari consapevolezza di quello che poteva accadere.
Sarebbe bastato così poco, almeno quando si erano salutati sulla porta della stanza di Viv. Baciandosi.

Il sole faceva tremare un po’ tutto, anche le sue mani. Poi, come se i suoi pensieri fossero visibili assieme ai suoi desideri, Viv si sciolse la treccia e scrollò il capo. Una miriade di raggi dorati coprirono il mare e l’orizzonte. Una coltre dorata gli si adagiò sulla spalla, l’orizzonte si avvicinò e si fuse con la riva. Era bello sentire la seta dorata accarezzargli i capelli.

Restarono così fermi, a lungo, a guardare il mare, i loro pensieri si dilatavano sino all'orizzonte, e poi tornavano indietro con il ritmo delle onde.
Le loro vite erano, comunque, unite. Per sempre.


da:il chierichetto/gites

Giulia.

Giulia

vederti, e mi rituffo nel passato
nel mare antico, mai dimenticato

la sabbia d'oro, i canneti e poi pini
e noi incerti, cresciuti e non bambini

lo stesso volto, identico il sorriso
le membra snelle, volavo in paradiso

mio Dio, quanti anni, quante speranze
liberi e fieri, lontani dagli inganni

le nostre sere, ballando giù al Gabbiano
i cuori pazzi, il suo seno, calore di una mano

mi passi accanto e parli con mio figlio
tutto si cheta, non odo più bisbiglio

chissà che dite, di cosa vi parlate
amo quel figlio, le sue ansie, le risate

siete due fiori, e tu sei il più raro
Giulia sorridi che il mondo è solo tuo

il mare è pigro, pigri anche i gabbiani
mentre vi baciate, si toccano le mani

vi allontanate stretti, nel sole che s'incendia
vi guardo e spero, perchè siete due figli.

Adesso manchi, la spiaggia più non amo
la gente parla, ma io sono lontano

sono con lei, lì dove l'ho lasciata
ma intanto prego, come padre ferito

Giulia, ritorna, mi manca il tuo sorriso.

La bellezza delle parole, belle come pietre. Nazim Hikmet.

L'addio.

L'uomo dice alla donna
t'amo
e come:
come se stringessi tra le palme
il mio cuore, simile a scheggia di vetro
che m'insanguina i diti
quando lo spezzo
follemente.

L'uomo dice alla donna
t'amo
e come:
con la profondità dei chilometri

con l'immensità dei chilometri
cento per cento
mille per cento
cento volte l'infinitamente cento.

La donna dice all'uomo
ho guardato
con le mie labbra
con la mia testa col mio cuore
con amore con terrore, curvandomi
sulle tue labbra
sul tuo cuore
sulla tua testa.
E quello che dico adesso
l'ho imparato da te
come un mormorio nelle tenebre
e oggi so
che la terra
come una madre
dal viso di sole
allatta la sua creatura più bella.
Ma che fare?
I miei capelli sono impigliati ai diti di ciò che muore
non posso strapparne la testa
devi partire
guardando gli occhi del nuovo nato
devi abbandonarmi.

La donna ha taciuto
si sono baciati
un libro è caduto sul pavimento
una finestra si è chiusa.

E' così che si sono lasciati.

Per me, per te, per tutti. Hermann Hesse.

"La nostra meta non è di trasformarci l'un l'altro, ma di conoscerci l'un l'altro e d'imparare a vedere e a rispettare nell'altro ciò che egli è: il nostro opposto e il nostro completamento".

La bellezza delle parole, belle come le pietre. Alda Merini.

Ai giovani
di Alda Merini

Bella ridente e giovane
con il tuo ventre scoperto,
e una medaglia d'oro
sull'ombelico,
mi dici che fai l'amore ogni giorno
e sei felice e io penso che il tuo ventre
è vergine mentre il mio
è un groviglio di vipere
che voi chiamate poesia
ed è soltanto tutto l'amore
che non ho avuto
vedendoti io ho maledetto
la sorte di essere un poeta.

Pioggia sporca.

Pioggia sporca

tu, sola percorri le vie della città
che ti scorre ai fianchi, ma non la vedi
la calda pioggia che ti macchia il viso
rimmel e dolore offuscano ogni cosa

io, sono seduto dove da poco mi hai lasciato
stringo il bicchiere vuoto come le mie mani
e con la mente ti accompagno nella notte
fumo con tanta rabbia ma non cancello un viso

tu, cerchi di non pensare al gelo che ti prende
al pianto che ti attende nella tua spenta stanza
al desiderio di avermi, me solo, al tuo fianco
fiume selvaggio che devasta l'ospitale valle

io, cerco di cancellarmi, mento anche al bicchiere
sono confuso e stanco e le ore non passano mai
ti vedo ancora quì seduta, che con la bocca mi tormenti
ti tengo avvinta a me, ma sei fuggita nella notte.

Noi, siamo lontani, ormai, persi da una frase
oh, un attimo, un attimo d'orgoglio ci ha divisi
una ferita s'è aperta, spargendo il dolore dentro noi
quanti attimi, quanto tempo avvinti io e te, si perdono.

Mi alzo ed esco solo, sul mio volto pioggia sporca
un attimo, solo uno, ma fa tanto male, e piove ancora.


da: petali di rosa/gites

Per te.

Per te.

per te,
che ami il diverso, smarrito, ma mai perso
il vento, il sorriso, il pianto, l'amore, uniti dal dolore

per te,
che ami le sfide forti da altri fantasticate
i fiori e l'armonia, la sensualità della parola fatta poesia

per te,
che mi hai donato, sconosciuta, petali di rosa
che serbo con gelosia, nascoste a chi non ama l'ironia

per te
vorrei parlare del mio mondo, donandoti tre rose
dai colori che amo, giallo, rosso e blu

una per la tua bellezza, che ho svelato dal tuo profondo
una per i tuoi occhi, mai visti e spesso sognati
una per le tue parole, calde e sincere che porterò nel cuore.

gites


http://www.youtube.com/watch?v=H5HUlSzBVRY