Se qualcuno si fa male sul lungo mare di Igea Marina chi è il responsabile? Il Prequel!
Thursday, February 14, 2008 3:03:02 PM
Direttamente colegato al post precedente , ho ben pensato di mettere on line tutta la storia del Viale Pinzon di Igea Marina...
Cronistoria di un brutto pasticcio
Il progetto dell'arredo urbano di viale Pinzon, costato complessivamente una cifra che sfiora i 2 milioni di euro, è stato redatto dall'architetto Ulisse Tramonti, dell'Università di Firenze, e dall'ingegner Roberto Mussoni (che è anche coordinatore provinciale della Margherita).
La giunta di Igea Marina approva il progetto definitivo nel maggio del 2003 e poche settimane prima delle ultime elezioni amministrative, giugno 2004, il sindaco Gianni Scenna inaugura il viale.
Ma i problemi non tardano ad arrivare e per limitare i danni di un arredo sconnesso e impraticabile le pietre vengono subito “levigate”, senza ottenere però grandi risultati.
Alla protesta dei residenti e dei turisti degli Hotel di igea Marina ben presto si aggiunge quella dei disabili di Aniep e Luce sul mare: per tenerli buoni il sindaco promette che riparerà con la rapidità di un fulmine all'errore commesso.
Nel frattempo fa costruire un camminamento che passa di fianco al campo di calcetto per permettere a chi si muove in carrozzina di raggiungere il centro di Igea attraverso via Tibullo, evitando le pietre del lungomare.
Il 21 dicembre 2004 il consigliere della Lista della Città Gianluca Medri Ottaviani presenta un'interpellanza con la quale chiede al sindaco se esista un'indagine della Procura della Repubblica in merito ai lavori eseguiti.
Il sindaco, come capita spesso, non risponde e delega a farlo il dirigente agli Affari generali Italo Cecchini. Il quale, il 27 gennaio 2005, scrive a Medri negando l'esistenza della denuncia anche se l'autore dell'esposto, il presidente di Aniep Gianni Selleri, l'aveva annunciata sulla Voce di Rimini dell'8 gennaio: “Ho inoltrato l'esposto-denuncia alla Procura perché la pavimentazione risulta inagibile a persone con ridotte capacità motorie.”
Il sindaco continua a tacere e manda avanti i dirigenti. Nel marzo del 2005 sarà il dirigente ai Lavori pubblici Gilberto Facondini a riferire dell'esistenza di una lettera del comandante della Polizia municipale al dirigente dei servizi tecnici nella quale chiede “per ragioni di polizia giudiziaria, di comunicare l'avvenuto collaudo e l'esito dello stesso”.
Il 18 agosto scorso la clamorosa manifestazione di oltre 400 disabili che hanno bloccato il lungomare di Igea Marina e scandito slogan contro il sindaco: “Primo cittadino toglici il gradino”.
La notizia va su tutti i giornali e sul Tg3 dell'Emilia Romagna.
A metterci una pezza, all'indomani della protesta, arriva il presidente della Provincia Nando Fabbri che incontra i contestatori e dice loro: “Sarà mio impegno vigilare ed aiutare l'amministrazione comunale affinché i lavori siano finiti entro la Pasqua del 2006.”
Interpellanze vengono presentate anche da Roberto Turroni, Roberto Maggioli, Primo Fonti e Pierluigi Grossi. Quest'ultimo, il 15 marzo, nella sala consiliare ha rivolto al sindaco una sfilza di domande:
“Chi ha scelto la famigerata pietra del lungomare?
Da quale cava proviene?
Quanto è stata pagata al metro?
Esistono altre cave sul territorio nazionale e quali sono i prezzi di mercato?”
Perché a due anni dalla conclusione dei lavori il collaudo non arriva?
Grossi chiarisce di non essere intenzionato “a colpire qualcuno in particolare ma di voler giungere alla verità. Chi ha responsabilità se le deve assumere di fronte alla cittadinanza.”
Il sindaco continua a non rispondere.
Nel consiglio comunale del 20 febbraio scorso annuncia a Roberto Maggioli: “Mi dicono gli uffici che ormai è prossimo l'arrivo del collaudo e quindi a breve sarò in grado di evadere anche la tua interpellanza.”
Si noti la presa di distanza, che è una costante in questa storia: “Mi dicono gli uffici...” Lui è il sindaco ma ci tiene a far sapere che non c'entra nulla.
Dal “Nuovo” del 23.3.2006
Cronistoria di un brutto pasticcio
Il progetto dell'arredo urbano di viale Pinzon, costato complessivamente una cifra che sfiora i 2 milioni di euro, è stato redatto dall'architetto Ulisse Tramonti, dell'Università di Firenze, e dall'ingegner Roberto Mussoni (che è anche coordinatore provinciale della Margherita).
La giunta di Igea Marina approva il progetto definitivo nel maggio del 2003 e poche settimane prima delle ultime elezioni amministrative, giugno 2004, il sindaco Gianni Scenna inaugura il viale.
Ma i problemi non tardano ad arrivare e per limitare i danni di un arredo sconnesso e impraticabile le pietre vengono subito “levigate”, senza ottenere però grandi risultati.
Alla protesta dei residenti e dei turisti degli Hotel di igea Marina ben presto si aggiunge quella dei disabili di Aniep e Luce sul mare: per tenerli buoni il sindaco promette che riparerà con la rapidità di un fulmine all'errore commesso.
Nel frattempo fa costruire un camminamento che passa di fianco al campo di calcetto per permettere a chi si muove in carrozzina di raggiungere il centro di Igea attraverso via Tibullo, evitando le pietre del lungomare.
Il 21 dicembre 2004 il consigliere della Lista della Città Gianluca Medri Ottaviani presenta un'interpellanza con la quale chiede al sindaco se esista un'indagine della Procura della Repubblica in merito ai lavori eseguiti.
Il sindaco, come capita spesso, non risponde e delega a farlo il dirigente agli Affari generali Italo Cecchini. Il quale, il 27 gennaio 2005, scrive a Medri negando l'esistenza della denuncia anche se l'autore dell'esposto, il presidente di Aniep Gianni Selleri, l'aveva annunciata sulla Voce di Rimini dell'8 gennaio: “Ho inoltrato l'esposto-denuncia alla Procura perché la pavimentazione risulta inagibile a persone con ridotte capacità motorie.”
Il sindaco continua a tacere e manda avanti i dirigenti. Nel marzo del 2005 sarà il dirigente ai Lavori pubblici Gilberto Facondini a riferire dell'esistenza di una lettera del comandante della Polizia municipale al dirigente dei servizi tecnici nella quale chiede “per ragioni di polizia giudiziaria, di comunicare l'avvenuto collaudo e l'esito dello stesso”.
Il 18 agosto scorso la clamorosa manifestazione di oltre 400 disabili che hanno bloccato il lungomare di Igea Marina e scandito slogan contro il sindaco: “Primo cittadino toglici il gradino”.
La notizia va su tutti i giornali e sul Tg3 dell'Emilia Romagna.
A metterci una pezza, all'indomani della protesta, arriva il presidente della Provincia Nando Fabbri che incontra i contestatori e dice loro: “Sarà mio impegno vigilare ed aiutare l'amministrazione comunale affinché i lavori siano finiti entro la Pasqua del 2006.”
Interpellanze vengono presentate anche da Roberto Turroni, Roberto Maggioli, Primo Fonti e Pierluigi Grossi. Quest'ultimo, il 15 marzo, nella sala consiliare ha rivolto al sindaco una sfilza di domande:
“Chi ha scelto la famigerata pietra del lungomare?
Da quale cava proviene?
Quanto è stata pagata al metro?
Esistono altre cave sul territorio nazionale e quali sono i prezzi di mercato?”
Perché a due anni dalla conclusione dei lavori il collaudo non arriva?
Grossi chiarisce di non essere intenzionato “a colpire qualcuno in particolare ma di voler giungere alla verità. Chi ha responsabilità se le deve assumere di fronte alla cittadinanza.”
Il sindaco continua a non rispondere.
Nel consiglio comunale del 20 febbraio scorso annuncia a Roberto Maggioli: “Mi dicono gli uffici che ormai è prossimo l'arrivo del collaudo e quindi a breve sarò in grado di evadere anche la tua interpellanza.”
Si noti la presa di distanza, che è una costante in questa storia: “Mi dicono gli uffici...” Lui è il sindaco ma ci tiene a far sapere che non c'entra nulla.
Dal “Nuovo” del 23.3.2006


