Sortilegio
Una Parte
...ritornava quindi Tatina, non sola e non triste, dall'isola
dove lui non c'è (chi almeno una volta nella vita non c'è stato?),
portandosi dietro soltanto una voce serena e gentile che volle
accompagnarla per tutti i giorni della sua vita.
- Chi sei ? - le chiese. E la voce rispose : - Sono la voce
di mille voci e vengo da un luogo solitario e segreto dove tutto
per l'uomo è mistero. Parlerò finché vorrai ascoltarmi e ti racconterò ogni cosa di quel mondo fantastico.-
Tatina si sentì felice e andò a dormire tranquilla.
In sogno la voce le sussurrò in un orecchio: - Non credere mai a quello che dico, perché da quando ho abbandonato le
morte ruote io dico sempre la verità e niente al mondo, sappilo,
è più falso della verità.-
Venne l'alba. Tatina era oggi un po' perplessa dopo
l'apparizione notturna. Ma che volete farci, lei era sempre stata
troppo curiosa. D'altronde non aveva avuto neanche il tempo di
svegliarsi del tutto che la voce aveva già ripreso :
- Il solo modo per cancellare un mito - ricorda - è far sì
che anche le pietre siano stanche di ascoltarlo.
Se non potrai parlare, il tuo desiderio parlerà per te e
qualcosa resterà di un discorso inutilmente negato. Non lasciare
bruciare invano tutto il bosco, il sole splende in estate come in
inverno e le vele strappate si possono sempre ricucire.-
Tatina, poteva giurarci, quelle parole le aveva già sentite
da qualche parte e suonavano quasi come un'eco nelle valli della sua memoria. Si ritrovò a pensare quanto strane e misteriose
erano le vie del Signore, o meglio del Destino, o meglio ancora
del Desiderio.
E la voce riprese : - A cosa serve comprenderle o conoscerle, se poi non si trova il coraggio di percorrerle ? Porta con
gioia anche il peso della negazione, perché il silenzio è un sortilegio che fa da sfondo a tutte le voci e le rende comprensibili.-
Beh, adesso cominciava proprio ad esagerare. Come si
permetteva di parlare a lei di coraggio ? Sapeva di non essersi
mai tirata indietro davanti a niente e a nessuno. E quale strada
lei non aveva l'ardire di percorrere ? Comunque preferì cambiare subito discorso e, visto che aveva finalmente qualcuno con
cui parlare, la buttò sull'argomento che preferiva.
- Non pensi che sia triste - disse - sentire di non avere un
posto in quel gran teatro che è il cuore di una persona che ami?
Anche se non si tratta di un posto in prima fila, poco importa, si
può tentare di avanzare a poco a poco...
Io penso che sia bello che le persone che amo trovino
un comodo spazio nel mio cuore e che questo sia sempre affollato, ma è tanto difficile, perché ognuno pretende di essere trattato con uguale attenzione.-
E la voce rispose : - E' bella la tua metafora sul teatro,
ma vedi il cuore dell'uomo è un teatro un po' speciale. E' un teatro con una sola poltrona e con tanti palcoscenici. E poi, soprattutto, a differenza di un teatro normale, c'è un unico spettatore che detta il copione all'attore che sta sulla scena al momento illuminata. A volte il copione é talmente intricato che sembra che l'attore reciti per i fatti suoi, ma è sempre lo spettatore che ha deciso la sua parte.
Naturalmente, per prima cosa, questo spettatore protagonista, che ovviamente sei tu stessa, deve illuminare adeguatamente la scena in un teatro dove manca del tutto qualsiasi tipo di luce. Deve trovare la luce adatta che solo il cuore sa fornire. Poi, illuminata la scena, passa all'attore il suo copione, e questi fa del suo meglio. Spesso se la prende con lui per la pessima recitazione, ma il più delle volte è proprio il copione che è una schifezza.
Chi alberga nel tuo cuore è parte di te stesso, la parte più
importante, la più significativa. Non c'è attore senza spettatore, non c'è scrittore senza lettore, non c'è amante senza amato. Quando si spegne la luce di un palcoscenico è una parte di te stessa che si spegne.
Se poi, per disgrazia terribilissima, esaurita la luce, tutti i palcoscenici dovessero rimanere al buio, allora resteresti al centro di un inutile teatro a recitare solo per te stessa.
Rispetta quindi le tue piccole scene, fa che ce ne sia
sempre qualcuna illuminata, prepara copioni piacevoli e divertenti per tutto il tempo che in quel teatro ti è dato di abitare.-
Tatina si era già pentita di avere tirato fuori quella storia
del teatro ed era per quel giorno già abbastanza confusa, così
tutto si perse tra le ombre della sera.
Appena spuntò il giorno la voce riprese più accanita che
mai: - In questo mondo dove forza e certezza sembrano valori
incrollabili, tu porterai la tua paura, la tua angoscia, il tuo dolore
e il tuo pianto, e scoprirai che queste sono forse le uniche cose
al mondo che contano veramente. Quello che fa l'uomo, uomo
in mezzo agli uomini, in un universo di malcelata sofferenza. Là,
nel ritrovarsi fratelli, nasce la gioia autentica e si comincia a sorridere di ogni cosa, a partire da se stessi e dai propri problemi, piccoli o grandi che siano.-
Tatina cominciava a pensare che a chiunque appartenesse quella voce e da dovunque venisse doveva trattarsi della
voce di uno vero svitato, però non poteva nascondere a sé
stessa che, anche diceva un sacco di assurde sciocchezze,
cominciava a provare per lei una certa compassionevole simpatia.
Poi, si era già resa conto che l'unico modo per non farla
parlare a vanvera era di porle delle domande precise, così le
chiese : -
- E la verità ? Torniamo un momento alla verità per favore. Te ne esci a dire che la verità è menzogna e poi parli a ruota
libera come un profeta.
A questo punto la voce si fece quasi lirica : - Le uniche
verità, lo sai bene, sono quelle che dormono in fondo al tuo cuore.
Verità del cuore che come bambine violentate, lasciate
mezze nude per strada si aggrappano all'immaginazione per
non perdersi per sempre nei labirinti dell'angoscia.
Verità del cuore, laghi puri e insondabili di inaudita bellezza pronti a scomparire davanti a uno spettatore troppo curioso.
Verità del cuore che continuano il loro racconto inesauribile che non ci stancheremo mai di ascoltare.-
- Bello - disse compiacente Tatina, mentre due lacrime le rigavano le guance; ma aveva già passato da un pezzo l'età felice in cui ci si lascia incantare dalle parole del prossimo, quindi, sebbene un po' turbata, chiese seccamente : - Ma allora tutto il nostro parlare, il nostro ragionare, sarebbe vano?
- Forse ! - rispose la voce con dolcezza - o forse serve
proprio a farci conoscere il limite. Più che indicare dove sta la
verità ci dice dove non serve cercarla. Poi, lo sai bene, questo è
il gioco che l'uomo ama di più, ma è nel silenzio del cuore che
ha sentito quel qualcosa che lo spingeva a costruire il suo castello di parole dalle cui torri contemplare la propria e le altrui vite.
Certo, a volte in quell'universo tutto sembra fatto di vento, ma è un vento che ha spesso la forza di trascinare l'umanità
intera.-
Tatina capì che era venuto il momento di gettare la spugna e sussurrò :- Ho sonno, io vado a dormire . Buonanotte.-
- Buonanotte, Tatina mia - rispose la voce con fare materno.
Ancora una volta il giorno finiva, ancora una volta calava
la sera in una storia senza storia...