VETTA BELLA
Tuesday, 29. September 2009, 18:00:00
L'umidità è davvero tanta, pensavamo che all'ombra del bosco saremmo stati freschi invece siamo grondanti. Viene voglia di fermarsi e scendere nelle pozze placide del Rio Bianco a crogiolarsi sotto qualche cascatella. Che scelta strana questo martedì. Sappiamo che sulla carta Tabacco 019, del sentiero non c'è traccia. Porto con me la stampa di una relazione sintetica e decisiva reperita sul web: salita facile ma non banale, così la definisce Fabrizio, The Dharma Bum. Qualche altra informazione letta su carta stampata porta ancora a concludere che il sentiero non è sempre evidente e che bisogna prestare attenzione ai segnavia rappresentati solo da bolli rossi.
Nei primi anni '80, all'inizio della mia breve stagione arrampicatoria, la solare parete Sud e una vietta lungo la rampa orientale mi hanno fatto raggiungere la cima. Adesso a quasi 30 anni di distanza eccomi qui, diretto a quella vetta, sulla via normale per il versante Est.
Il rumore di un gruppo elettrogeno allontana i ricordi; al Rifugio Brunner fervono i lavori di ristrutturazione.


Proprio dietro al rifugio la prima segnalazione per il sentiero che verso destra si abbassa al torrente, lo attraversa, passa accanto ad una roccia con la scritta V.Bella e si intrufola tra i mughi e gli arbusti. Non è molto ripido questo tratto che ci avvicina alla parte rocciosa, poi il sentiero diventa più faticoso e friabile. Bollini rossi ed ometti ci guidano sino ad un canalino che bisogna risalire. Questo è il pezzo che richede più attenzione, sono pochi metri però e la roccia è ben articolata. Guido va veloce, io me la prendo comoda o meglio, con la scusa delle fotografie, prendo fiato. Così tra mughi e placche inclinate ricoperte di ghiaino, puntiamo in direzione di due caratteristiche torri: gli Ometti della Vetta Bella.





Bisogna arrivarci fin sotto, agli Ometti, e poi risalire a sinistra, su un sentiero incerto, il versante erboso. Il cielo è sempre più terso, le montagne si stagliano imponenti in un assaggio di bellezza.

Il tratto finale tra erba e rocce bianche, poi la cima stretta e ventosa. Ci guardiamo attorno, lo sguardo corre libero fino ai luccichii di ghiaccio all'orizzonte, distratto ogni tanto da cime più vicine.




Le foto di vetta sono il preludio alla discesa. Si va via sempre a malincuore da posti così. La luce crea ombre inaspettate sulle pareti.

"L'orso" della Cima delle Cenge
Il canalino "ostico"

Vista verso la Cima Alta di Riobianco.
Vetta Bella, quale altro nome possibile per questa montagna! Mille metri che vale la pena di salire perchè la ricompensa, sulla sottile cima, è la possibilità di perdersi in un abbraccio intimo e profondo con uno scenario che difficilmente si potrà dimenticare.
Nei primi anni '80, all'inizio della mia breve stagione arrampicatoria, la solare parete Sud e una vietta lungo la rampa orientale mi hanno fatto raggiungere la cima. Adesso a quasi 30 anni di distanza eccomi qui, diretto a quella vetta, sulla via normale per il versante Est.
Il rumore di un gruppo elettrogeno allontana i ricordi; al Rifugio Brunner fervono i lavori di ristrutturazione.
Proprio dietro al rifugio la prima segnalazione per il sentiero che verso destra si abbassa al torrente, lo attraversa, passa accanto ad una roccia con la scritta V.Bella e si intrufola tra i mughi e gli arbusti. Non è molto ripido questo tratto che ci avvicina alla parte rocciosa, poi il sentiero diventa più faticoso e friabile. Bollini rossi ed ometti ci guidano sino ad un canalino che bisogna risalire. Questo è il pezzo che richede più attenzione, sono pochi metri però e la roccia è ben articolata. Guido va veloce, io me la prendo comoda o meglio, con la scusa delle fotografie, prendo fiato. Così tra mughi e placche inclinate ricoperte di ghiaino, puntiamo in direzione di due caratteristiche torri: gli Ometti della Vetta Bella.
Bisogna arrivarci fin sotto, agli Ometti, e poi risalire a sinistra, su un sentiero incerto, il versante erboso. Il cielo è sempre più terso, le montagne si stagliano imponenti in un assaggio di bellezza.
Il tratto finale tra erba e rocce bianche, poi la cima stretta e ventosa. Ci guardiamo attorno, lo sguardo corre libero fino ai luccichii di ghiaccio all'orizzonte, distratto ogni tanto da cime più vicine.
Le foto di vetta sono il preludio alla discesa. Si va via sempre a malincuore da posti così. La luce crea ombre inaspettate sulle pareti.
"L'orso" della Cima delle Cenge
Il canalino "ostico"
Vista verso la Cima Alta di Riobianco.
Vetta Bella, quale altro nome possibile per questa montagna! Mille metri che vale la pena di salire perchè la ricompensa, sulla sottile cima, è la possibilità di perdersi in un abbraccio intimo e profondo con uno scenario che difficilmente si potrà dimenticare.








Luca # 2. October 2009, 16:22
- che finalmente stanno ristrutturando il rifugio Brunner
- che la bellezza della salita di questa magnifica cima sta anche nel sentiero da individuare
- che è una cima stupenda
- e per ultima ma non ultima, che tanti anni fa ho fatto un giro da quelle parti ma non ho capito per dove si saliva
complimenti a voi e
Ciao
Luca e Marisa
frivoloamilano # 2. October 2009, 17:47
Spero che tu abbia qualche elemento in più, adesso, per trovare il sentiero
ciao
Anonymous # 3. October 2009, 23:48
Bellissima escursione come la vetta omonima. E' vero si lascia spesso la cima di una montagna a malincuore, ma occorre sempre ricordare che è "una visita breve".
ciao e a presto sui ns Blog
Silenzi d'Alpe
http://silenzidalpe.blogspot.com
Lorenzo # 4. October 2009, 09:14
Complimenti
Anonymous # 5. October 2009, 06:39
finalmente ristrutturano il bruner (speriamo solo quello e non sentieri e varie... stile cregnedul :-( ).
e' cosi bella la vetta bella che mi hai fatto venir voglia di tornare. mi ha messo subito di buon umore in questo lunedi' mattina cupo!
ciao
Anonymous # 5. October 2009, 13:32
spero solo che si abbia avuto riguardo per i ghiri del brunner!
Anonymous # 5. October 2009, 13:33
e senz'ombra di dubbio avete fatto una bella passeggiata1
nasim # 13. October 2009, 17:52
Anonymous # 19. October 2009, 07:40
Quando scende la sera e si deve tornare alla vita di tutti i giorni dopo una bella gita in montagna rimane sempre un pò di amarezza ma le emozioni vivono in noi tutta la settimana e ci aiutano a continuare a "sognare"......ciao