VIA NORMALE

L'Alpinismo è salire per la via più facile alla vetta, tutto il resto è acrobazia (B. Detassis)

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KARL UNTERKIRCHER

A Karl, uomo gentile e grande alpinista.

ANELLO DEL MONTE CORONA

Ci culliamo nel dolce ritmo lento dei tornanti che si snodano e si impennano da Pontebba a Passo Pramollo; come in un tenero abbraccio, la montagna ci accoglie favorendoci in tutto: il tempo è bello, il cielo azzurro e il sentiero inzia a pochi metri dal valico.
Il versante settentrionale del Malvuerich Alto la fà da padrone, l'orizzonte si amplia solo quando raggiungiamo Casera Auering e la superiamo avviandoci lungo il sentiero "Bepi della Schiava".



Continuiamo a salire mirando alla sella di quota 1823 m. e da lì alla vetta del Monte Carnizza,il punto più alto dell'anello (m.1950).Ecco il Gartnerkofel, la Creta di Aip, la Creta di Pricot, il Monte Cavallo e poi le Giulie e alte cime ancora.






La discesa sull'esile sentierino di cresta alla ricerca di segnavia mimetizzati tra i rododendri, caratteristiche scaglie di roccia e cippi di confine, offre allo sguardo la piatta sommità del Monte Corona e le quinte dei monti che gli fanno da fondale.




Si scende fino a Sella Carnizza tra mughi, rododendri, prati umidi e da qui, come indicato su un cartello, l'ultima strappo fino al Monte Corona.





Ci attende ora solo una lunga discesa su praterie punteggiate di rosso e mucche al pascolo fino a Casera For e poi al Passo Pramollo.




......e della Wulfenia Carinthiaca (specie presente solo in due ristrettissimi areali: Passo Pramollo, dal M. Cerchio al Gartnerkofel e nei Balcani, tra Montenegro e Albania)che fiorisce tra Giugno e Luglio .....nemmeno l'ombra. L'unica, l'abbiamo vista a Casera Auering, perimetrata da nastro rosso e bianco, festeggiata tutto il giorno, così ci ha detto il casaro, con birra, formaggi e grligliate ma, quando siamo passati noi.....era già tutto finito!!!





FLASHBACK

1978: Vetta del Sass Rigais (m.3025)- Gruppo delle Odle - Val Gardena

SETTE GIORNI IN WILDER KAISER

Poco più di tre ore di macchina ed eccoci n Austria, Tirolo Settentrionale, in un paesino ai piedi del "Kaiser Gebirge" versante meridionale. Scheffau am Wilden Kaiser è situato a 700 metri di quota; paese ordinato e pulito con il cielo che si rasserena e che lascia ben sperare per domani.



Il domani si presenta con un risveglio caldo e piacevole sotto il piumino e con un rumore di sottofondo inequivocabile: piove! La colazione, buona come solo le colazioni in montagna sanno essere, lenisce un po' la delusione ma....continua a piovere e allora :"visto che siamo distanti solo una settantina di chilometri , si va a Salisburgo" dice Cristina. "Aspetterei ancora un pò, magari si apre..." dico io. Perdente su tutta la linea; non solo Marisa e Beatrice gongolano all'idea ma anche il mio amico Guido è per Salisburgo. Si va.









Lunedi, mi sono svegliato presto, nessun rumore....vado verso la finestra, le nuvole si sfilacciano e si ricompattano e si stracciano ancora, il sole filtra attraverso una bruma sottile,le "mie donne" sonnecchiano,Guido e Cristina ieri da Salisburgo sono tornati in Italia, torneranno sù Martedi, siamo noi tre e .... oggi escursione, una camminata tranquilla sulla montagna che fronteggia il Wilder Kaiser sperando di riuscire a vederlo senza nuvole...








Ci sono nuvole ma l'azzurro tenta di relegarle in un angolo. E' una battaglia silenziosa che oggi, Martedi, ci accompagna sul Wilder Kaiser. La meta è la "Kaiser hoch alm" m.1417 e tenuto conto che partiamo da 700 metri....ci sembra una quota eccelsa come primo approccio al massiccio.
















Sono arrivati Cristina e Guido, si cena a casa, Zipfer a volontà e progetti per domani, quale cima potremmo fare...se il tempo è bello? Si va a letto ognuno con le proprie aspettative, buonanotte! Arriva il nuovo giorno e non è un buon giorno...le solite nuvole gonfie che hanno scaricato durante la notte e pare abbiano voglia di farlo ancora, non ci resta che "ripiegare": Hintersteiner see, il lago più vicino.





...e nel pomeriggio Innsbruck





Ci riaccompagna a Scheffau una leggera pioggerellina e le previsioni austriache confermano che anche domani ci saranno poche speranze per un'escursione. Lancio un'occhiata all'attrezzatura da montagna, sento il bisogno di sudare su un sentiero, di bere dalla borraccia, di sedermi su una roccia a guardare il panorama....nessuno mi capisce...neanche Guido che addiritura propone per domani di andare in una "Spa", applausi a scena aperta da parte di Cristina e Marisa. Buonanotte! Arriva il nuovo giorno e con lui le solite domande:"cosa facciamo oggi?" Il cielo è grigio, è piovuto anche stanotte, la temperatura si è abbassata e adesso ricomincia a piovere; niente scarponi dunque ma scarpe comode in direzione... Monaco.












Si torna in Austria e quella strana nuvola sulla montagna che fronteggia la nostra casa è foriera di brutto tempo.
Venerdi mattina, come direbbe Fantozzi," la situazione è drammatica":temperatura 8 gradi e pioggia. Ormai sono rassegnato, Marisa e Cristina parlano di serre e fiori, Beatrice dorme ancora e Guido legge.
A dire il vero anch'io ho portato un paio di libri, per superare la noia in caso di cattivo tempo...ma questa settimana sarebbe stata necessaria una libreria! La mattinata scorre lenta tra gli acquisti dei prodotti tipici e la visita ad una serra che Marisa aveva adocchiato nel paese vicino che si conclude con relativo acquisto di fiori gialli e arancioni. Pranziamo in un gasthof: Wiener Schnitzel di rito, birra e Kaiserschmarren. Adesso non piove più, camminiamo per i prati di Scheffau con il Wilder Kaiser come sfondo...irrangiungibile.








Sabato mattina ore 10 si parte, vacanza finita e ovviamente il tempo in netto miglioramento!!!!!
Noi concludiamo così: le Saline di Salisburgo





e...i Giardini Mirabell



Adesso è proprio finita...autostrada fino a casa e già comnciano i ricordi di una strana vacanza in montagna.

MONTE PIPER

Risalire la Val Dogna è sempre impegnativo. Non si sa mai se prestare attenzione al dilavamento della roccia che lascia sul'asfalto il suo segno, se riflettere sul significato del nome di alcuni borghi come Chiout di Puppe, Chiout Zuquin, Mincigos o se farsi incantare dagli scorci del Montasio che offre qui quello che Kugy definisce “il quadro più affascinante e meraviglioso delle Alpi Giulie”. Resta il fatto che ogni curva è una sorpresa.
Superiamo il "Plan dei Spadovai", una decina di tornanti ed ecco, accanto ad un canalone,l'indicazione del sentiero 648. Sotto un cielo gonfio di nuvole cominciamo a riisalire ripidamente un versante che alterna bosco, qualche cengetta friabile, pino mugo...mentre il Montasio ci osserva.

Si sale ancora sotto una cappa di umidità per raggiungere la forcellina a quota 1749 , finalmente aria sottile ci colpisce e ci ristora, lo scenario cambia: i Due Pizzi, la Cengia Ziffer, il Ricovero Bernardinis

Il nostro percorso si innesta sul segnavia 649 ancora tra i mughi e poi a risalire la prateria alpina
fin sotto la base delle rocce sommitali


La salita continua e asfissiante oramai è finita,una comoda traccia orizzontale che passa tra resti di guerra,il panorama è aperto su tutti i versanti, l'ultima crestina esposta e poi la vetta.




Si torna, ripercorriamo la Val Dogna. Il Montasio, così come ci ha accolti, ci saluta: verremo ad omaggiarti "Re delle Giulie".

SCENDE LA PIOGGIA

Continua il pianto del cielo, un lamento che a volte diventa più forte e gocce pesanti si schiantano al suolo.
Ogni goccia una storia:
l'8 Maggio è morto Bruno Detassis. L'ho incontrato, non sapendo chi fosse, molti anni fa al Rif.Brentei, durante un giro nel Gruppo del Brenta.Ho scambiato solo qualche parola ma la sua barba bianca mi è rimasta impressa nella mente. Tornato a casa ho scoperto che quel "gestore " era il forte alpinista che sul Brenta aveva realizzato splendide vie d'arrampicata. Detassis ha detto: "l’alpinismo è salire per la via più facile alla vetta; tutto il resto è acrobazia" e a questa filosofia ha sempre ispirato il suo alpinismo,cercare il facile nel difficle.

Ogni goccia una storia:
l'11 Maggio è stato il giorno delle "Sad Smoky Mountains"; "L’uomo ha perso il controllo su se stesso e su ciò che lui chiama natura. I governanti del mondo alimentano la fiaccola olimpica dell’ipocrisia. Uno stuolo incontrollabile di uomini e montagne accendono menti e cuori per tracciare in cielo una rete di segnali visibili in lontananza, una rete ingovernabile di indignazione, tristezza e ribellione contro la quotidiana violazione dei diritti fondamentali. Ciò che resta dell’uomo che non ha rispetto per l’altro da sé, sia esso un suo simile o una natura piegata senza rimedio, è fumo. Evanescenza colore del sangue versato, vergogna per chi ha sempre taciuto. Alimento per chi vuole resistere."

Ogni goccia una storia che si incrocia talvolta con la nostra; quando questo accade facciamone parte.
Sarà bella, poi, la pioggia dei ricordi.








SENTIERO ALPINISTICO CERIA-MERLONE

Il fascino del Montasio, delle sue cenge aeree e solitarie, addentrarsi lungamente nel suo cuore, intimorirsi tra i suoi colonnati rocciosi, pensare che per ore saremo soli ed essere consapevoli dell'impegno e del rispetto che la montagna richiede...saremo all'altezza... con questi pensieri nella testa eccoci qui, dunque, Guido ed io, risalire il pendio verso la Cima di Terrarossa; il bivio per il "sentiero" è già arrivato. Dapprima in leggera discesa e poi con breve risalita raggiungiamo Forca de lis Sieris.
Riprendiamo la salita, il percorso si fà più articolato, godiamo appieno del mondo circostante, delle strane "architetture" e dei punti di vista inaspettati che il Montasio ci regala.

Siamo emozionati sulle cenge aeree che avevamo immaginato e che ora percorriamo, gli scorci più segreti ci vengono svelati, scambiamo poche parole,sentiamo rispetto per questi luoghi e per la loro storia, storia di guerra e di alpinismo.

Continuiamo ancora tra anfiteatri assolati che cedono il posto a cenge in ombra, balzi di roccia attrezzati e forcelle, sculture naturali; sono molte ore che camminiamo ma non abbiamo percezione della stanchezza...questo sentiero è meraviglioso....


L'ultimo tratto attrezzato con una scaletta e poi un morbido ghiaione fino alla forcella Lavinal dell' Orso; siamo alla fine. Mentre l'ultima acqua delle borracce rinfresca la gola riarsa le parole ora scorrono come fiumi, come se solo ora fuori dal "santuario" si possa dare corpo alle sensazioni, alle percezioni, alle considerazioni, ai commenti. Così presi dalle nostre riflessioni veniamo accolti da due giovani stambecchi al Passo dgli Scalini.

Da qui in poi solo la benefica e piacevole sensazione di una comoda discesa fino all'altopiano.Il Montasio ci offre l'ultimo spettacolo rosato mentre una cintura di nubi si erge a morbida difesa degli incantati castelli di roccia che uno dopo l'altro si sono a noi disvelati e che restano là in attesa che altri passi consapevoli tornino a calcarli!

MONTE CUARNAN

Passare dal bosco ad un ventoso pendio, imbattersi in "un'opera d'arte", giungere ad un accogliente bivacco affondato nella neve, arrivare alla vetta...e tornare accompagnati dal sibilo di un aliante. Le parole a volte non riescono a descrivere e a rendere l'idea. Lo lascio fare alle immagini.










FLASHBACK

...Settembre 1981: tentativo al Triglav per la via ferrata Tominskova



APRILE DOLCE DORMIRE

…..me ne stò dentro la tendina d’alta quota; pioggia mista a neve sparata dal vento batte sul telo. Ogni tanto una raffica più forte; la tenda si gonfia e sembra sollevarsi. E’ già da qualche giorno che va avanti così . Brevi schiarite si insinuano, fanno sperare ma hanno vita breve, il grigio riavvolge ogni cosa e il vento ritorna prepotente padrone delle creste e dei pendii. Questo guscio è tutto il mio mondo, la mia corazza e il mio rifugio. Infilato dentro al sacco, alla luce della frontale, guardo la paleria che si flette e le pareti che si scuotono e mi chiedo quanto potranno resistere, quanto potrò resistere. All’improvviso una rumore mi scuote…….. Apro gli occhi.. . … incrocio lo sguardo di Marisa…???.. .. ma dove sono???
Sono a casa, steso sul divano, mi sono appisolato. Guardo fuori ….. PIOVE ANCORA!