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INDONESIA 2006

Bali, Flores, Gili Island (Lombok)

Photo albums

  • Partenza!!

    Partenza!!

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    E' il 24 luglio e il viaggio che ci aspetta per arrivare a Kuta è ancora lungo. Luca parte un giorno prima degli altri, passando da Kuala Lumpur (Malesia), mentre noi (Albi Flo Marco Jè e Wasp) passiamo da Francoforte e Bangkok (Thailandia).
    Per vedere le foto in qualità migliore consiglio di aprirle al massimo, anche se sono tante, almeno le più belle meritano questo sforzo!
    Perdonate a volte la ripetitività di alcune foto ma abbiamo deciso di inserirle tutte e di lasciare la scelta di aprire le migliori.
    Have a nice trip!

  • Arrivo e serata a Kuta

    Arrivo e serata a Kuta

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    Dopo quasi un giorno tra aerei e attese sbarchiamo all'aereoporto di Denpasar, troviamo Luca, cambiamo i nostri euro con le rupie indonesiane (dopo aver cambiato 500 euro il primo ufficio di cambio aveva finito il contante e abbiamo dovuto cambiare così ufficio spesso) e ci facciamo contendere tra i vari tassisti che ci offrono sempre meno dei colleghi per portarci in un hotel. Scelto colui che ci porterà nell'hotel più decisivo dell'intera vacanza, probabilmente pagato dai propietari, il nostro primo bemo driver (bemo = piccolo pulmino per 7-10 persone, mezzo di trasporto pubblico più usato in Indonesia) si ferma davanti al Sorga Cottages Kuta Hotel. Piscina, massaggiatrici, colazione, aria condizionata, vasca, televisione per 9 euro circa a notte. Ci piace.
    Dopo un pò di relax usciamo per una cenetta indonesiana: nasi goreng, pesce scelto da noi ancora in vasca e la mitica Bintang, la Heineken indonesiana.
    Un giro per la città tra gli odori delle offerte agli dei presenti su ogni marciapiede ogni 2 metri e i numerosissimi negozi di surf, e a letto.

  • Vita a Kuta

    Vita a Kuta

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    Per il primo giorno decidiamo di rimanere a Kuta e ricaricarci di energie prima di partire per un tour impegnativo verso altre isole. Così, dopo una colazione a base di crèpes, sandwich frutta e frullati andiamo in spiaggia a vedere un pò questo surfing movement. Viste le onde e visto che siamo principianti, per il primo giorno il body surf va più che bene. Le spiagge sono assediate da australiani, venditori e massaggiatrici che sembrano non capire la parola "no".
    Nel pomeriggio andremo visitare un tempio e ceneremo sulla spiaggia di Jimbaran. Una cena molto suggestiva e rilassante, davanti alle onde del mare, qualche aereo che sembrava atterrare in spiaggia, con musicisti che suonavano per noi canzoni a richiesta e con un pesce e un riso niente male.
    Commovente.

  • Tempio Pura Luhur Uluwatu e danza

    Tempio Pura Luhur Uluwatu e danza

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    Conosciamo Wayan, un autista di bemo che sarà nostro compagno di avventure e gags per qualche viaggio! Ci porta al nostro primo tempio e ci aspetta finchè non usciamo. Entriamo dopo aver indossato un nastro giallo e comprato un pò di frutta per le scimmiette e scopriamo che le scimmie sono obese e sazie, della nostra ananas non ne vogliono sentire neanche l'odore. Primo tentativo... la scimmia prende il mio pezzo di ananas, lo guarda, lo annusa, lo caccia per terra e se ne va. Ci siamo anche tolti cappellini e mollette per non farceli rubare ma ste scimmie erano talmente sfatte che non alzavano un dito neanche a pagarle. Effetti negativi del turismo.
    Proseguiamo e veniamo invitati a guardare una danza tradizionale balinese, così ci godiamo questa stranissima danza durante il tramonto, poi ci facciamo portare da Wayan al ristorante sulla spiaggia.

  • Viaggio verso Flores e arrivo a Moni

    Viaggio verso Flores e arrivo a Moni

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    Parte il tour, senza Marco, che non aveva fatto l'antimalarica e quindi rimane a Bali. Cominciamo da Flores, un isola abbastanza grande e cattolica a est di Bali. Da lì poi avevamo progettato di vedere i draghi di Komodo. Un paio di ore di aereo e arriviamo nell'isola di King Kong... una vegetazione paurosa, piante e verde così non ce li eravamo mai sognati, rimaniamo senza parole per tutto il viaggio sul bemo che ci porta dall'aereoporto a Moni, la città ai piedi del Kalimutu, un ex vulcano.
    Arriviamo a Moni, ma tutti i posti indicati dalla guida sono completi, così, dopo un pò di tempo, aiutati da un anziano olandese che vive lì da molti anni (probabilmente un trafficante latitante secondo noi) troviamo un vecchio hotel mezzo crollato disposto a darci riparo. Stanze e letti impregnati di umidità, costruzione senza logica edile, sopra laghetti artificiali, tetti in lamiera e bagni in stile Silent Hill.
    Con poco coraggio mandiamo giù qualche boccone al ""ristorante"" dell'hotel e conosciamo Nicoletta, una ragazza milanese che viaggia da sola per il mondo con la passione x le immersioni.

  • I tre laghi del Kalimutu

    I tre laghi del Kalimutu

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    Per vedere lo spettacolo in cima al Kalimutu bisogna alzarsi alle tre del mattino. Di solito questo è un disagio. Per noi è stata una fortuna, visto che io non sono riuscita a dormire 1 minuto da quanto ero turbata e i ragazzi nell'altra stanza sono stati svegliati dalle scimmie che litigavano sul tetto di lamiera. Alle tre eravamo tutti pronti, tirati lucidi e in fila come soldatini.
    Partiamo col bemo che fa fatica a salire e ha bisogno di spinte, e arriviamo su, sotto un cielo nerissimo e stellatissimo.
    Ultima camminata a piedi, senza guide, solo con la luce dei nostri cellulari e arriviamo sui crateri. Tre laghi colorati che ogni trent'anni cambiano colore e noi.
    Aspettiamo l'alba, e ogni secondo che passa è una sfumatura diversa nel cielo e nei laghi.
    Poi, quando il sole è alto, ci godiamo la limpidezza e la purezza del cielo, del sole e dell'aria e torniamo al nostro bemo. Sono le 7-8 e ci aspetta un viaggio lunghissimo.

  • On the road a Flores

    On the road a Flores

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    Il viaggio più lungo e infernale della nostra vita! Fino al pomeriggio tutto ok, siamo passati attraverso varie città e abbiamo visto un sacco di cose. Al nostro passaggio la gente ci guardava e le scolaresche ci salutavano urlando e ci facevano sorrisi immensi. Dopo la scomoda esperienza a Moni ci aspettavamo di trovare nelle prossime mete graziosi bungalows e almeno un Mac Donalds. Verso il primo pomeriggio... a Wasp vengono i primi sintomi di quella che sarà una via crucis. Prima sosta nella città di Bajawa: no mac donalds, no gabinetti, no cibo. Una città del terzo mondo in tutto e per tutto. Se prima Wasp aveva la nausea, ora, tutti avevano la nausea. Ci fermiamo a mangiare in un posto perforza di cose, ad alcuni i jeans andavano già larghi: spaghetti bolognaise. No comment nè per gli spaghetti nè per chi li ha presi in una città povera e sperduta dall'altra parte del mondo!
    Si riparte ma l'autista comincia a dire che sta finendo la benzina e che non trova qualcuno che la venda. Intanto Wasp comincia a rimettere facendo fermare il bemo ogni 4-5 minuti.
    Ci fermiamo in piena notte in un villaggio e veniamo circondati da gente che continua a uscire dalle case per sentire cosa vogliamo. Nessuno ha benzina. Chiediamo a qualche camionista. Nulla. Continuo a pensare che in poche parti del terzo mondo se 6 turisti sono fermi di notte e circondati la gente gliela faccia passare liscia. Ma Flores per nostra fortuna è di impronta cristiana e la gente si fa in quattro per gli altri.
    Arriviamo alle 3 di notte alla meta: Labuhan Bajo. 19 ore di viaggio su strada sterrata, tra vulcani fumanti e tra miliardi di soste per miliardi di motivi.

  • Il paradiso all'inferno

    Il paradiso all'inferno

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    Neanche a Labuhan Bajo troviamo quello che speravamo. Le camere sono quelle che sono, il bagno non ha lo scarico e per la questione "cibo", Albi e Flo si avventurano nelle cucine del residence per chiedere di prepararsi da soli il pranzo. Noodles e pomodoro. Gli altri, digiuno e coca cola. La città è grande, vicina a un arcipelago e da qui i turisti partono per vedere i draghi sull'isola di Komodo e Rincha.
    Wasp rimane tutto il giorno in albergo a smaltire la terribile notte, e noi quattro affittiamo pinne, maschera e barca e ce ne andiamo su un isola veramente paradisiaca. Il nostro accompagnatore ci avvisa: "when you'll be on that island... you'll never come back".
    E infatti non avremmo mai voluto.. soli soletti, la sabbia morbidissima, ci tuffiamo e facciamo uno snorkelling "fai da te" tra pesci arcobaleno e a righe e distese di corallo e piante marine.
    Un pomeriggio meraviglioso, dimentichiamo l'incubo e lo sconforto e capiamo che la vacanza sarà di alti e bassi. Infatti.. verso sera Flo incomincia ad accusare nausea proprio come Wasp. Alla notte toccherà a me e ad Albi... e perdiamo tutti un giorno a letto a vomitare. Causa: a Moni avevamo mangiato a colazione delle crepes MOLTO sospette.
    Salta la visita a Komodo, anche se avevamo fatto quelle terribili 19 ore solamente per quello! Decidiamo di tornare tempestivamente a Kuta.

  • Ritorno all'adorata Bali

    Ritorno all'adorata Bali

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    Con l'umore sotto la suola delle scarpe prendiamo un aereo per Denpasar e appena arrivati ci fiondiamo da Pizza Hut. Ordiniamo pizze gigantesche e piene di roba, ma ne mandiamo giù due morsi, ci si era ristretto lo stomaco! E non facevamo mai pipì da quanto eravamo disidratati!
    Ma a Kuta ci riprendiamo, tra surf, tramonti, piscina ed happy meals in un paio di giorni tutti i dolori e le nausee spariscono. E siamo ricarichi per altre storie.

  • Sanur

    Sanur

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    Sanur è una spiaggia a nord di Kuta, affiancata da file di hotel lussuosi e visto che Flo perde l'American Express in un negozio di surf deve recarsi a Sanur in un ufficio per farsi dare una copia stampata a Bangkok.
    Ci facciamo accompagnare là da Wayan, autista fidato, così facciamo una bella passeggiata, un giro sulle moto d'acqua e un pranzetto veramente carino, sulla spiaggia, all'ombra delle palme, con musica hawaiiana, barche colorate all'orizzonte e cocktail di gamberi, sandwich e insalate, che mai in vita nostra avremmo gustato così profondamente, dopo i problemi con il cibo e il riposo dei giorni precedenti abbiamo davvero imparato ad apprezzare i piccoli piaceri della giornata.
    Bellissima giornata.

  • Il tramonto a Kuta...

    Il tramonto a Kuta...

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    Dopo il pranzetto abbiamo fatto un pò di shopping allo Stussy Store e in qualche altro negozio di surf. (Dove ho comprato 7 cinture di diversi colori con 21 euro!). Ci gustiamo il momento di shopping-relax ma con un pò di fretta e di smania, per arrivare in tempo a gustarci il famoso tramonto di Kuta sulla spiaggia, che finisce all'incirca alle 17 e 45. La sensazione continua di avere sempre qualcosa di bello da fare o vedere è magnifica! Questo album è un pò ripetitivo ma non me la sentivo veramente di escludere nessuna foto, anche solo per una piccola differenza di sfumatura di colore. E il colmo è che sono già foto scremate.
    Epica la foto di Flo-scimmia sul letto sulla quale abbiamo riso per il resto della vacanza, e per finire cenetta nel ristorantino australiano. Ci sembrava di essere in uno dei nostri pub conciato e arredato sullo stile tropicale... solo che non era una brutta copia, era vero =).
    Da questa giornata in poi ricominciamo a digerire da uomini e non da mucche.

  • Tempio nel cuore di Bali

    Tempio nel cuore di Bali

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    Era la nostra ultima sera a Kuta. Decidiamo di spostarci e di andare verso il nord dell'isola, a vedere altri templi e città meno turistiche.
    Chiediamo al nostro amico Wayan di accompagnarci a Lovina, città sulla costa nord. Durante il viaggio ci fa un pò da guida e ci porta a vedere vulcani, templi e cascate che si trovano lungo la strada verso il nord.
    Questo tempio è molto grande e distribuito all'interno di un bellissimo giardino pieno di piante, fiori e laghetti.
    Facciamo il nostro giro e ci rimettiamo in viaggio sul nostro bemo.

  • Cascate Git Git

    Cascate Git Git

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    Prossima tappa le cascate GitGit. Il tour comincia insieme ad una guida che abita con la famiglia in questa foresta piena di piantagioni di mille spezie, frutti, ortaggi e semi.
    Attraversiamo la foresta in fila indiana in mezzo ad alberi di cacao e distese di caffè e tra sali e scendi, ponti e sentieri arriviamo alle cascate. Se avevamo il costume addosso potevamo farci il bagno sotto e lanciarci anche dentro con la fune di Tarzan... ma ci limitiamo solo a qualche scatto, rimontiamo in bemo e capitiamo nel bel mezzo di una cerimonia strana, dove le donne portano quantità di frutta e fiori coloratissimi in offerta a qualche tempio vicino.

  • Lovina

    Lovina

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    La sosta a Lovina è stato un vero sogno. Credo che ognuno di noi lo ricordi come un momento veramente magico perchè non c'è stata una cosa che sia andata storta, e dopo quello che avevamo passato, sommato ad altre piccole sfighe, non poteva esserci veramente niente di meglio. Lussuoso, rilassante, suggestivo, salutare... pochi aggettivi che descrivono tutto.
    Lovina è una città sulla spiaggia. Spiaggia vulcanica, quindi nera. Wayan ci porta in diversi hotel situati proprio sulla spiaggia. Erano tutti meravigliosi, le camere splendide, avevano tutti piscina, giardino, e SPA... e sopratutto andavano dai 9 ai 15 euro a notte. Non ci restava che il lusso della scelta.
    Scegliamo l'hotel Adirama. Letti singoli che erano matrimoniali, vetrate, palme, ristorante con terrazza sul mare e con cucina messicana ottima, piscina, massaggi, danze e spettacoli durante la cena, musica orientale dal vivo, bacon e frullati per colazione. Era un quadro perfetto, avevamo lo sguardo assente e ogni occhiata tra di noi era un intendersi di gradimento.
    Tra un bagno, una sigaretta sotto le palme, il tramonto rosso tra le palme all'orizzonte, le luci in mezzo al mare di notte, uno dei momenti più belli è stata una camminata in mezzo al mare. L'acqua rimaneva bassa per centinaia di metri cosi ci siamo trovati lontanissimi da riva ma con l'acqua ancora alle caviglie, a giocare con la sabbia e l'acqua sulle cunette nere, fino a che il sole enorme e rosso davanti a noi non è sparito.
    Abbiamo anche fatto amicizia con lo staff dell'hotel, ragazzi giovanissimi e veramente carini. Io e la ragazza ci siamo trovate a dirci che volevamo gli occhi e i capelli dell'altra. Le donne non cambiano neanche tra emisfero nord e sud.

  • Fonti termali di Lovina

    Fonti termali di Lovina

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    Il giorno dopo, dopo un bel bagno in piscina decidiamo di farci portare alle famose fonti termali vulcaniche.
    Queste fonti sono in mezzo ad una collina ricchissima di vegetazione, e il paesaggio intorno alle vasche d'acqua calda 30 gradi è veramente piacevole.
    Memorabile il recupero degli occhiali di Albi nel fosso.
    Giornata rilassante e tranquilla.

  • Gili Trawangan... welcome to paradise.

    Gili Trawangan... welcome to paradise.

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    A Lovina dovevamo decidere del nostro futuro. Nei piani c'era di rimanere a Bali a vedere altre città tipo Ahmed o l'ovest dell'isola, esplorare Lombok o rilassarci alle Gili Island. Complice il mood da relax degli ultimi due giorni, complici i suggerimenti di evitare certe città un pò anonime, complice il fatto che volevamo evitare a Lombok altre brutte avventure tipo Flores... scattano le Gili. Ci rechiamo al porto, nave per la musulmana (e si è MOLTO sentito) Lombok, bemo x altro porto, litigio con i marinai che tentavano di truffarci, ma alla fine puntano gli occhi al cielo dicendo "aargh, italiani" e ci portano con una barchetta verso la più grande delle tre magnifiche isole. Era notte fonda, in mezzo al mare, noi 6 e 5 indonesiani, davanti a tre isolette piene di lucine.
    Arriviamo. Si vedeva il mare azzurro anche di notte. Mettiamo i piedi per terra... e questa cos'è? Era la spiaggia. Una distesa di pezzi di corallo bianchi e avorio. Ci dirigiamo verso il vialone (l'unico) che circonda l'isola. Ai lati solo pub, divani, ristoranti, lucine, un cuoco che ci vede arrivare dalla barca e ci dice "welcome to paradise".
    Thank you.
    Cerchiamo un tetto, andiamo a mangiare il pesce sulla spiaggia, troviamo l'erba e andiamo a letto. Certi giorni li sprechi solo per lo spostamento, ma l'arrivo promette bene.

  • Ultima giornata in paradiso...

    Ultima giornata in paradiso...

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    Le giornate alle Gili sono fantastiche. Dopo colazione andiamo in spiaggia sotto gli alberi, pranziamo con ananas, cocchi e salak, ci immergiamo nella lettura (non io), impariamo a suonare strani strumenti musicali, facciamo tour di snorkelling bellissimi in mezzo a barriere coralline, pesci e tartarughe marine grandissime, mangiamo carne, pesce, sushi per pochissimi euro, guardiamo film proiettati in mezzo alla strada, passiamo anche nelle altre due Gili, pranziamo a Gili Meno, ma l'ultima sera è stata forse la più memorabile della vacanza. Il Full Moon Party. Che lì si festeggia ogni mese con falò e rave.
    Gili Trawangan perfortuna non ha subito il turismo d'elite ed è più fricchettona che mai. La droga non manca, ed essendoci come massima autorità il capovillaggio, nessuno ti viene a rompere le scatole per nessun motivo. Nei pub ti servono redbull e funghi alluccinogeni tritati, oppure birra e bustine di ganja. I camerieri sono sempre molto allegri e un pò strani. Conosciamo anche un ragazzo che ci dice di vedere gamberi e tartarughe ballare sulla cresta del mare.
    Flo e Albi decidono di volerli vedere anche loro e si calano il beverone. Noi decidiamo di avere allucinazioni meno potenti e ci godiamo il loro spettacolo. Parole e frasi sensa senso tutta la notte, risate e lacrime, musica, fuoco, pioggia che ha fatto saltare la luce sull'isola. Un bellissimo senso di libertà.

  • Addio Gili Islands!

    Addio Gili Islands!

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    E' stata una notte intensa. Albi e Flo non dormono e passano il tempo davanti alle casse del rave. All'alba abbiamo la barca che ci riporta a Lombok e poi a Bali. A loro l'effetto dei funghi passerà solo a tarda mattinata, nel frattempo il viaggio di ritorno è snervante e stancante, Flo sta male, Albi si brucia al sole, io dormo tutto il tempo svegliata costantemente dalle oscillazioni terribili della nave.
    E poi rieccoci a Kuta.

  • Il mercato di Ubud e la foresta delle scimmie

    Il mercato di Ubud e la foresta delle scimmie

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    A Kuta incontriamo Michele e Fabri, due miei amici di Monza, con cui abbiamo passato gli ultimi giorni di vacanza, tra cene, discoteche,templi e tramonti.
    Qui siamo al mercato di Ubud, molto grande e famoso. Compriamo regali, souvenirs, stoffe, cappelli, maschere, argenti, batik, sempre contrattando. E poi una veloce visita alla foresta delle scimmie.

  • Relax in Kuta

    Relax in Kuta

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    Questa giornata l'abbiamo dedicata al nostro spudorato bisogno di occidentalismo. Giro al centro commerciale, sale giochi, negozi firmati. In questa giornata ho mangiato sushi a colazione, pranzo e a cena. E poi alla sera, anche se i più ci dicevano di evitare certi posti per rischio di attentati, ci siamo concessi una serata tra discoteche, amicizie australiane, giapponesi, italiane, giavanesi, e musica stupida!