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Taccuino di Montagna

October 2009

( Monthly archive )

Anello di Casera Monte dei Buoi

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Non sempre abbiamo voglia di fare molte ore di cammino o tanto dislivello, oggi è uno di quei giorni, ma il sole splende, non c'è una nuvola e l'autunno è ormai esploso in tutti i suoi colori, non possiamo perderci una giornata così.
Scegliamo però un'escursione breve, in sintonia con l'odierna "pigrizia", dalla guida n°1 di Sentieri Natura, "l'Anello di Casera Monte dei Buoi".
Lasciata l'auto a Sigilletto prendiamo il sentiero CAI 169 che inizia tra le ultime case della parte alta del paese. Più che un sentiero si tratta di una vera e propria mulattiera che confluisce poi in una pista forestale.
Il percorso è tranquillo, la pendenza moderata, il paesaggio è splendido, ci fermiamo in continuazione a guardare le magie dell'autunno. Ad un tratto, dove le piante più alte non ci sono più, inizia una sequenza di sgargianti macchie rosse, è il sorbo degli uccellatori, che in questa zona sembra abbia trovato il suo ambiente ideale.
Presso la casera Monte dei Buoi ci fermiamo su una bella panchina a fare merenda in un punto strategico per il panorama, si vedono Cima Ombladet, il Monte Chiadin, ovviamente il Monte Vas, il Peralba.
Decidiamo di salire sul Monte Vas, da dietro la casera un sentiero bollato in giallo solamente nel suo primo tratto porta alla sella di Pizforchia dalla quale possiamo gettare uno sguardo verso il bosco di Bordaglia e Passo Giramondo. Da qui si dipartono numerose tracce, noi seguiamo quella con i mughi tagliati, segno di un tentativo di manutenzione della via, ma ben presto i mughi e gli abeti si fanno sempre più fitti (avevo gli aghi fin nelle mutande) e la traccia più esile, e mantenendo fede alle intenzioni di non intraprendere oggi nulla di impegnativo ritorniamo alla casera.
Rientriamo completando l'anello passando per Casera Vas, poz di Suttul fino ad arrivare a Frassenetto, ora dall'auto ci divide solo qualche chilometro di asfalto.
Questa breve e facile escursione, deviazione verso il monte Vas a parte, è un esempio di come anche con una breve passeggiata, la montagna ci possa regalare delle belle emozioni.

Anello di passo Elbel

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Avete presente il sistema di eiezione del pilota negli aerei militari? Penso che mi ingegnerò ad installarne uno nella mia auto. Il primo che dice: "Guarda che bella giornata!" oppure: "Vedi, si sta aprendo" pulsante rosso ed eiezione. Quindi se trovate qualcuno legato ad un sedile nel mezzo della A23, era in macchina con me. Questo genere di frasi portano una sfiga pazzesca, ben che ti vada non vedi il panorama, oggi qualcuno l'ha pronunciata e quella che sembrava una bella giornata, si è trasformata in una grigia giornata autunnale.
Arriviamo con il sole al parcheggio del Centro Fondo in val Pesarina da dove partiamo alla volta di casera Mimoias, attraversando un bel bosco di faggi che però non hanno ancora i colori accesi dell'autunno.
L'ultimo tratto di mulattiera che porta a passo Elbel è la parte più bella dell'escursione, davanti a noi c'è il campanile di Mimoias, a destra la val Pesarina, alle nostre spalle la Creta di Mimoias. Dal passo Elbel non abbiamo una gran vista sul versante di Sappada, in mancanza di panorama saliamo un tratto delle Crete Brusade seguendo qualche traccia e qualche raro ometto. Al ritorno, riusciamo anche a sbagliare strada, ma per fortuna lasciamo perdere il sentiero dei camosci per riprendere il CAI 315 e completare l'anello seguendo le indicazioni di Sentieri Natura.

Krn - Monte Nero: vento propizio

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Quando arriviamo al parcheggio il sole splende ed il cielo è limpido, solo dal lato della Batognica vediamo qualche nuvola.
E' la terza volta che percorriamo questi sentieri, sappiamo che la salita non regala grandi emozioni, ma siamo consapevoli del premio finale. Ci accompagna un caldo fuori stagione, ma salendo l'aria si fa più fresca.
Purtroppo la nuvola che copre la Batognica si sta spostando verso il Krn e un po' di sconforto ci assale, fare tanta fatica per arrivare in cima e non vedere nulla non sarebbe una gran ricompensa, ma proseguiamo sperando nel vento.
Per fortuna, proprio poco prima del nostro arrivo in cima, la nuvola che aveva ormai avvolto il Krn decide di ritornare da dove era venuta. A noi non resta che goderci il panorama verso il Triglav che sembra aspettarci per il prossimo tentativo.
Poco dopo aver iniziato a scendere, le nuvole ritornano, siamo stati fortunati. Incrociamo altri escursionisti che salgono, nelle loro teste ci saranno gli stessi pensieri che avevamo noi salendo, ma non saranno altrettanto fortunati, quando arriviamo all'auto, al posto dei monti c'è un muro grigio scuro.
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