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Taccuino di Montagna

STICKY POST

Taccuino di Montagna

In questo Blog, che io preferisco chiamare taccuino, inserisco le impressioni e qualche fotografia di ciascuna delle mie escursioni in montagna a partire dall'anno 2007.

Matajur, prima neve

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Nevica da qualche giorno sui nostri monti, le previsioni meteo ci garantiscono panorama nullo, ma noi vogliamo vedere la neve e l'andiamo a cercare sul Matajur.

Al rifugio Pelizzo i colori dominanti sono il marrone ed il grigio. Non dobbiamo però fare molta strada per iniziare a camminare su un bel tappeto bianco; nonostante l'abitudine, la prima neve resta sempre una bella emozione.


Solamente quando arriviamo a pochi metri di distanza riusciamo a distinguere la chiesetta, e non siamo soli, altri hanno avuto la nostra stessa idea nonostante il brutto tempo.

Dopo le foto al cippo di vetta intonacato di neve ed una merenda in compagnia, scendiamo veloci per andare a gustare qualche sciroppo al Pelizzo dove troviamo anche una bella stufa calda.

Anello del Monte Giaideit

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Oggi ci siamo messi d'impegno nel cercare di perderci con una bella sequenza di errori che riporto evidenziati.
Lasciamo la guida di Sentieri Natura a casa, tanto con noi abbiamo la carta Tabacco anche se un po' datata (ormai sembra quella dell'Isola del Tesoro).
Oggi è il primo di novembre, ci sembra giusto quindi partire da un cimitero, peccato che il sentiero giusto partiva dalla chiesa con tanto di segnalazioni a caratteri cubitali. Nonostante il nostro anello ci conduca fino allo stavolo Dimieile allargando abbastanza la circonferenza del nostro anello, il sentiero è piacevole ed attraversiamo un bel bosco ricco di uccellini che sembrano volerci accompagnare.
Fortunatamente incrociamo il sentiero che da Illegio conduce alla Pieve di S.Floriano da dove si gode di un bellissimo panorama sulla valle del But. Dopo una breve sosta ripartiamo verso il Monte Giaideit. In cima oltre ad una comoda panchina e alla croce di vetta, si trova una splendida rosa dei venti sulla quale sono incise le numerose cime del panorama che questo piccolo monte ci regala.
Continuiamo il cammino lungo la cresta, seguiamo una traccia poco marcata che ci porta ad una strada forestale, lungo la quale troviamo, sulla lamiera di un rudere, uno sbiadito segno CAI che seguiamo, per poi immetterci nuovamente su di un'altro tratto di sterrata che di colpo finisce. Ci tocca ritornare indietro fino alla prima strada forestale e dopo un po' di cammino troviamo finalmente qualche segno bianco rosso incoraggiante, subito dopo un tabella con scritto Imponzo 411 ci conferma di essere sulla strada giusta.
Attraversiamo gli stavoli Mignezza, alcune casette suscitano la nostra invidia, non sarebbe male svegliarsi qui una mattina, il problema penso sia svegliarsi qui tutte le mattine. Lungo il cammino incontriamo un'ancona con una Madonnina ed una bella preghiera in friulano; l'ancona è dotata di tutti gli optional: ringhiera e rete antintrusione (che impedisce quasi la lettura della preghiera) e pannello fotovoltaico per alimentare la lucina elettrica interna, peccato che il pannello nel bosco non vedrà mai la luce.
Lungo la mulattiera raccogliamo qualche riccio di castagno per portare un po' d'autunno nella nostra casa.
Abbiamo ancora tempo per allungare il percorso un'ultima volta, non fidandoci più, vista l'esperienza precedente dei pochi bolli sbiaditi che incontriamo, preferiamo seguire la nuova strada forestale fino a che si raccorda con un bel nastro di asfalto che ci riporta all'auto.
Nonostante tutto è stata una bella esperienza, purtroppo la nuova viabilità forestale ha forse cancellato qualche segnavia e questo ha reso difficile orientarsi, noi ci abbiamo messo del nostro.

Anello di Casera Monte dei Buoi

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Non sempre abbiamo voglia di fare molte ore di cammino o tanto dislivello, oggi è uno di quei giorni, ma il sole splende, non c'è una nuvola e l'autunno è ormai esploso in tutti i suoi colori, non possiamo perderci una giornata così.
Scegliamo però un'escursione breve, in sintonia con l'odierna "pigrizia", dalla guida n°1 di Sentieri Natura, "l'Anello di Casera Monte dei Buoi".
Lasciata l'auto a Sigilletto prendiamo il sentiero CAI 169 che inizia tra le ultime case della parte alta del paese. Più che un sentiero si tratta di una vera e propria mulattiera che confluisce poi in una pista forestale.
Il percorso è tranquillo, la pendenza moderata, il paesaggio è splendido, ci fermiamo in continuazione a guardare le magie dell'autunno. Ad un tratto, dove le piante più alte non ci sono più, inizia una sequenza di sgargianti macchie rosse, è il sorbo degli uccellatori, che in questa zona sembra abbia trovato il suo ambiente ideale.
Presso la casera Monte dei Buoi ci fermiamo su una bella panchina a fare merenda in un punto strategico per il panorama, si vedono Cima Ombladet, il Monte Chiadin, ovviamente il Monte Vas, il Peralba.
Decidiamo di salire sul Monte Vas, da dietro la casera un sentiero bollato in giallo solamente nel suo primo tratto porta alla sella di Pizforchia dalla quale possiamo gettare uno sguardo verso il bosco di Bordaglia e Passo Giramondo. Da qui si dipartono numerose tracce, noi seguiamo quella con i mughi tagliati, segno di un tentativo di manutenzione della via, ma ben presto i mughi e gli abeti si fanno sempre più fitti (avevo gli aghi fin nelle mutande) e la traccia più esile, e mantenendo fede alle intenzioni di non intraprendere oggi nulla di impegnativo ritorniamo alla casera.
Rientriamo completando l'anello passando per Casera Vas, poz di Suttul fino ad arrivare a Frassenetto, ora dall'auto ci divide solo qualche chilometro di asfalto.
Questa breve e facile escursione, deviazione verso il monte Vas a parte, è un esempio di come anche con una breve passeggiata, la montagna ci possa regalare delle belle emozioni.

Anello di passo Elbel

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Avete presente il sistema di eiezione del pilota negli aerei militari? Penso che mi ingegnerò ad installarne uno nella mia auto. Il primo che dice: "Guarda che bella giornata!" oppure: "Vedi, si sta aprendo" pulsante rosso ed eiezione. Quindi se trovate qualcuno legato ad un sedile nel mezzo della A23, era in macchina con me. Questo genere di frasi portano una sfiga pazzesca, ben che ti vada non vedi il panorama, oggi qualcuno l'ha pronunciata e quella che sembrava una bella giornata, si è trasformata in una grigia giornata autunnale.
Arriviamo con il sole al parcheggio del Centro Fondo in val Pesarina da dove partiamo alla volta di casera Mimoias, attraversando un bel bosco di faggi che però non hanno ancora i colori accesi dell'autunno.
L'ultimo tratto di mulattiera che porta a passo Elbel è la parte più bella dell'escursione, davanti a noi c'è il campanile di Mimoias, a destra la val Pesarina, alle nostre spalle la Creta di Mimoias. Dal passo Elbel non abbiamo una gran vista sul versante di Sappada, in mancanza di panorama saliamo un tratto delle Crete Brusade seguendo qualche traccia e qualche raro ometto. Al ritorno, riusciamo anche a sbagliare strada, ma per fortuna lasciamo perdere il sentiero dei camosci per riprendere il CAI 315 e completare l'anello seguendo le indicazioni di Sentieri Natura.
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