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Taccuino di Montagna

STICKY POST

Taccuino di Montagna

In questo Blog, che io preferisco chiamare taccuino, inserisco le impressioni e qualche fotografia di ciascuna delle mie escursioni in montagna a partire dall'anno 2007.

Krn - Monte Nero: vento propizio

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Quando arriviamo al parcheggio il sole splende ed il cielo è limpido, solo dal lato della Batognica vediamo qualche nuvola.
E' la terza volta che percorriamo questi sentieri, sappiamo che la salita non regala grandi emozioni, ma siamo consapevoli del premio finale. Ci accompagna un caldo fuori stagione, ma salendo l'aria si fa più fresca.
Purtroppo la nuvola che copre la Batognica si sta spostando verso il Krn e un po' di sconforto ci assale, fare tanta fatica per arrivare in cima e non vedere nulla non sarebbe una gran ricompensa, ma proseguiamo sperando nel vento.
Per fortuna, proprio poco prima del nostro arrivo in cima, la nuvola che aveva ormai avvolto il Krn decide di ritornare da dove era venuta. A noi non resta che goderci il panorama verso il Triglav che sembra aspettarci per il prossimo tentativo.
Poco dopo aver iniziato a scendere, le nuvole ritornano, siamo stati fortunati. Incrociamo altri escursionisti che salgono, nelle loro teste ci saranno gli stessi pensieri che avevamo noi salendo, ma non saranno altrettanto fortunati, quando arriviamo all'auto, al posto dei monti c'è un muro grigio scuro.

Anello di passo Elbel

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Avete presente il sistema di eiezione del pilota negli aerei militari? Penso che mi ingegnerò ad installarne uno nella mia auto. Il primo che dice: "Guarda che bella giornata!" oppure: "Vedi, si sta aprendo" pulsante rosso ed eiezione. Quindi se trovate qualcuno legato ad un sedile nel mezzo della A23, era in macchina con me. Questo genere di frasi portano una sfiga pazzesca, ben che ti vada non vedi il panorama, oggi qualcuno l'ha pronunciata e quella che sembrava una bella giornata, si è trasformata in una grigia giornata autunnale.
Arriviamo con il sole al parcheggio del Centro Fondo in val Pesarina da dove partiamo alla volta di casera Mimoias, attraversando un bel bosco di faggi che però non hanno ancora i colori accesi dell'autunno.
L'ultimo tratto di mulattiera che porta a passo Elbel è la parte più bella dell'escursione, davanti a noi c'è il campanile di Mimoias, a destra la val Pesarina, alle nostre spalle la Creta di Mimoias. Dal passo Elbel non abbiamo una gran vista sul versante di Sappada, in mancanza di panorama saliamo un tratto delle Crete Brusade seguendo qualche traccia e qualche raro ometto. Al ritorno, riusciamo anche a sbagliare strada, ma per fortuna lasciamo perdere il sentiero dei camosci per riprendere il CAI 315 e completare l'anello seguendo le indicazioni di Sentieri Natura.

Monte Peralba

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Dopo aver pronunciato come un'illuminazione "Peralba", la discussione su dove andare il giorno seguente finisce e ci si concentra sulle carte e sulle guide. Sono passate da poco le nove quando ci incamminiamo verso il rifugio Calvi, la stradina sterrata è in ombra, ogni tanto tira un po' di vento, c'è gente nonostante la stagione stia ormai finendo. Al rifugio, origliando, scopro che ci sarà la banda di Forni, magari al ritorno li ascoltiamo. Ripartiamo verso Passo Sesis, percorriamo il sentiero 132 fino al bivio dove prendiamo a sinistra per la ferrata Sartor. Oggi togliamo le ragnatele ai nostri imbraghi che hanno riposato tutta la stagione nell'umido della cantina. La ferrata non presenta grosse difficoltà tranne che per un lastrone poco dopo l'inizio, l'attrezzatura è in ordine e la roccia buona. A circa metà della salita, le attrezzature finiscono, manca ancora l'ultimo tratto ed è anche il più noioso, non ci si arrampica più e si cammina su sfasciumi.
Finalmente siamo in cima, dove non ci si fa mancar nulla, in sequenza: croce di legno con filo spinato, Madonnina, campana e croce di vetta. Mentre stiamo facendo le foto di rito e la merenda, attacca la banda al rifugio Calvi che in verità qualche accordo lo aveva già fatto sentire. Riprendiamo il cammino lungo la cresta seguendo il sentiero 131, dove posso esibirmi marciando e dando il tempo con i bastoni da trekking alle note che chiaramente arrivano fin quassù.


Arriviamo ad un canalino attrezzato, in realtà il cavo è inutilizzabile perchè troppo alto, sul fondo c'è un po' di neve marcia, ma non è nulla in confronto all'esperienza del Triglav. Il 20 luglio 1988 questo sentiero, per nulla banale, è stato percorso da Papa Giovanni Paolo II, un'iscrizione ne commemora l'evento.
Al Passo del Castello il sentiero curva verso sud per collegarsi al 132 che porta al Calvi. Questa volta non ci fermiamo al rifugio, visitiamo la chiesetta che sorge nei suoi pressi e scendiamo fino al tornante dove si stacca il sentiero che conduce al rifugio Sorgenti del Piave.

Dopo aver riempito la bottiglia con la fresca acqua di sorgente facciamo una sosta al rifugio, restiamo sui tavolini esterni perchè il sole scalda ancora e la temperartura è piacevole. Prima che ci pigli il più classico degli "abbiocconi dopo escursione" ritorniamo all'auto, questa sera se facciamo in tempo, dopo la tranquillità del Peralba, ci aspetta il caos di Gusti di Frontiera.

Anello del Monte Lodin

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Dopo un periodo di piogge, oggi i metereologi sono più ottimisti e lo siamo anche noi, partiamo alle 6 perchè per il pomeriggio è previsto un peggioramento e vorremmo arrivare asciutti all'auto.
Seguiamo le indicazioni della guida di Sentieri Natura per l'"Anello di Monte Lodin" riportata anche sul sito. Peccato che abbia consultato solo la guida, infatti sul sito qualcuno ha lasciato qualche avvertimento che se avessi letto prima, quasi sicuramente avrei scelto qualcos'altro. Parcheggiamo subito dopo Casera Ramaz presso l'ancona e fin qui tutto bene. Raggiunta Casera Meledis Bassa inizia la caccia all'attacco della mulattiera, ma l'erba alta rende difficile il compito. Ci dividiamo, chi la trova per primo vince, ma alla fine decidiamo per una ricerca sistematica, battendo il limitare del bosco da sinistra a destra, finalmente troviamo i segni giallo rossi su due alberi.

Ma quella che doveva essere una "mulattiera ancora ben conservata" ora è una traccia nel bosco. Per fortuna i radi segni sulle piante ci permettono di non perdere la strada, ma ad un certo punto ci ritroviamo nelle erbe alte, fossero erbe comuni, pazienza, ma queste sono ortiche, di una specie particolarmente pungente visto che riescono persino a farsi sentire oltre i pantaloni.
Arrivati presso il Rio Malinfier le ortiche finiscono, il sentiero svolta a sinistra e dopo una breve salita usciamo dal bosco presso i prati sottostanti la Casera Meledis Alta. In teoria dovremmo "mirare alla casera senza percorso obbligato", difficile mirare a qualche cosa quando sei dentro una nuvola, noi spariamo a caso verso l'alto, per fortuna un colpo va a segno.


Dopo una meritata merenda ripartiamo raggiungendo la linea di cresta che coincide con il segnavia 448. Il sentiero ad un certo punto scende per andare verso Casera Lodin Alta, noi proseguiamo sulla linea di confine fino ad arrivare ad una sella, dalla quale si sale al Monte Lodin.

Arriviamo alla cima dove si trova una bella croce in legno, nella cassetta del libro di vetta ci sono anche le foto che ne documentano il trasporto e il montaggio. Per un attimo un raggio di sole squarcia la nuvola "fantozziana" che ci sta accompagnando. Scendiamo verso il passo Lodinut ed individuiamo il sentiero 457 grazie alla cartina, un po' di buon senso e qualche goccia di sangue apache, visto che si tratta di una traccia, senza segni o cartelli. Passiamo tra i resti di Casera Lodinut Alta, cosa che ci rincuora, vuol dire che siamo sulla strada giusta. Da qui finalmente finiscono le rogne, raggiungiamo Casera Lodin Alta in fase di ristrutturazione e per un bel sentiero nel bosco ricco di funghi giungiamo a Casera Ramaz, prima però mi esibisco in una capriola, non di gioia per la fine dell'escursione ma causata da una radice.


E' stato un giro un po' sfigato, per il meteo, per la segnaletica, per l'inerbimento del sentiero, ma col bel tempo deve essere veramente bello. Se vogliamo vederne il lato positivo, non abbiamo mai sbagliato strada, bastava seguire la nuvola :lol:. Arrivati a Paularo abbiamo la fortuna di assistere alle gare del "Pentatlhon del Boscaiolo", dove questi atleti del bosco si fronteggiano con prove di abilità, forza e precisione.
Le mie ferie stanno per concludersi, quindi tra poco avrete tutti bel tempo!
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