Skyrace di Carnia 2012
Monday, June 18, 2012 3:06:33 PM
Il primo tratto dove si può correre serve anche a sfoltire un po' il gruppo, poi inizia la prima dura salita nel bosco, ma c'è qualche cosa che non va, faccio troppa fatica, poi capisco: la maledetta barretta, mangiata prima della partenza, mi si è bloccata nello stomaco, sono appena passati 3 km e sono K.O. penso al ritiro, in queste condizioni non posso continuare.
Ma mi ostino a proseguire, ora punto al prossimo albero, poi al prossimo tornante, obiettivi brevi e facilmente raggiungibili, accompagnato dal respiro affannoso mio e degli altri concorrenti, è così che riesco a raggiungere il primo ristoro, Casera Collina Grande.
La salita riprende, sempre dura, ma poi, in un tratto pianeggiante, riesco a corricchiare: è fatta, ho superato la crisi, il morale sale, ed il mio passo aumenta.
Al ristoro di Casera Plotta ho recuperato diverse posizioni, ma a metà della salita che porta al Floriz comincio a sentire dei lievi crampi alle cosce. Continuo con il mio passo, il Floriz è la "cima Coppi" poi arriva un lungo tratto in discesa, se arrivo in cima poi posso dare un po' di sollievo alle gambe. La cima però non arriva mai, lungo lo splendido percorso in cresta le continue cimette illudono ogni volta di esserci solo per vederne un'altra. Quando finalmente si inizia a scendere sono sollevato, ho superato la crisi, ed ora arriva la discesa, mi rilasso un po', un po' troppo, metto male un piede e mi ritrovo a testa in giù sul sentiero, schienato! Il problema è il piede, mi sono storto la caviglia destra.
Mi rimetto in piedi e zoppicando arrivo al Marinelli, la caviglia non fa troppo male, ma non posso farci affidamento. Infatti l'agoniata discesa che doveva essere il momento per recuperare le forze, diventa anch'essa una parte impegnativa. Devo controllare ogni appoggio del piede, se lo metto male non regge, infatti ripetutamente finisco a terra con dolori lancinanti, ho perso il conto di quante volte mi è capitato. Ovviamente il mio procedere non è rilassato e questo aiuta i crampi, che per fortuna sono sempre leggeri, cerco di controllarli accucciandomi per stirare i muscoli delle cosce.
Arrivo a Passo Monte Croce, potrei ritirarmi, ma il fatto di avere da fare una lunga salita piuttosto che la dolorosa discesa assurdamente mi conforta. Attraverso la strada poco convinto, ma comincio a salire. Il caldo è opprimente, nonostante le mie precarie condizioni incontro per strada altri concorrenti bloccati da crampi forse dovuti alla disidratazione, io ringrazio di aver portato il mio zainetto con la sacca d'acqua, peccato che finirà prima della cima.
Le scalette del Pal Piccolo le faccio a quattro zampe, mi fermo spesso, poi arrivo in cima dov'è organizzato il ristoro. Bevo come un cammello, mi siedo, mangio, ribevo, ricarico la sacca, mi rimetto in piedi. "Ora è tutta discesa!" mi dicono, già, sai che consolazione con la caviglia ridotta così!
Scendo molto piano, cercando di fare attenzione e mi meraviglio di riuscire ad essere ancora così lucido nonostante tutto. A Casera Pal Piccolo quando arrivo stanno sbaraccando il ristoro, hanno finito tutto, ringrazio per la seconda volta il mio zainetto con l'acqua e proseguo. Il sentiero erboso mi aiuta, i miei nemici sono le pietre e fino a Casera Pal Grande, ultimo ristoro arrivo abbastanza tranquillamente.
Manca poco, ce la posso fare, mi raggiunge anche Silvia, vorrebbe accompagnarmi, ma non voglio, non cambierebbe nulla e farei solo soffrire le sue gambe abituate a buoni ritmi in discesa. Mi lascia controvoglia, ma io sono felice di averla vista, mi da forza e mi solleva il fatto che ormai ce l'abbia fatta, è stata grande, oggi anche più del solito visto quanto soffre il caldo.
Sono quasi all'arrivo, due addetti mi dicono "Devi fare il giro del lago e sei arrivato", io ribatto con un "Il lago è piccolo vero?", trovo ancora la forza di sorridere. Arrivo, tutti gli amici sono arrivati, tutti mi incitano, sono contento, chissenefrega se ci ho messo più di 6 ore, oggi arrivare nonostante tutto è stato il traguardo più bello.
Complimenti a chi ha organizzato la gara: nessun intoppo al via, molti i ristori, sentiero molto presidiato ed attrezzato ad hoc nei punti critici, un pensiero in particolare agli alpini che con quel caldo sono rimasti sotto il sole nelle loro divise e a tutti quegli escursionisti che ci hanno incitato cedendoci il passo.
A chi legge questo post e si chiede "Perchè soffrire tanto?" posso solo dire che riuscire a superare tutte queste difficoltà man mano che si presentavano mi rendevano ogni volta più forte, forse non nel fisico, ma nella mente.








Lucamontagnesottosopra # Monday, June 18, 2012 4:31:02 PM
Lorenzo il magnifico! più lo butti giù e più lui si tira su.
Bravo, bravo, bravo....... adesso riposa la caviglia se no se ne va anche la mente
Mandi e complimentoni a te e a Silvia
Luca e Marisa
Lorenzolor74cas # Monday, June 18, 2012 6:16:33 PM
Pakypaxart # Tuesday, June 19, 2012 7:31:45 AM
L'importante è sapersi rialzare e continuare, ... del resto non abbiamo scelto il biliardo come sport!!!
Unregistered user # Tuesday, June 19, 2012 11:29:56 AM
Unregistered user # Tuesday, June 19, 2012 1:21:33 PM
Flavio (frivoloamilano)frivoloamilano # Tuesday, June 19, 2012 2:27:45 PM
ciao
Lorenzolor74cas # Tuesday, June 19, 2012 2:55:49 PM
@festina ora lo leggo, ma di seguito a "Resisto dunque sono" diventa una lotta con la propria resilienza
@serena per fortuna era piccolo
GRAZIE DEL PASSAGGIO AGLI AMICI DI MYASICS
@Frivoloamilano grazie, lei è stata bravissima perchè quando fa caldo rende meno della metà del solito,
Paolopaulicca # Wednesday, June 20, 2012 6:12:34 PM
Unregistered user # Thursday, June 21, 2012 10:31:44 AM
Lorenzolor74cas # Thursday, June 21, 2012 7:05:12 PM