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Taccuino di Montagna

Ratitovec

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Primula Maggiore Erica, in lontananza il rifugio Krekova Koca Anemone alpino (Pulsatilla alpina) arabide alpina Fior di stecco (Daphne mezereum)
Questa volta ci aggreghiamo alla gita sociale del CAI Gorizia, lo facciamo per pigrizia poichè non abbiamo ancora deciso dove andare e non abbiamo nemmeno voglia di organizzarci. Purtroppo ci avvertono che la fioritura è in ritardo a causa dell'abbondante neve di quest'anno.
Lasciamo le auto presso Soriska Planina e messo assieme il plotone si parte.
Il percorso iniziale si svolge in mezzo ad un bel bosco, dove incontriamo subito i primi fiori. Oggi abbiamo degli esperti con noi, fanno a gara a chi riconosce più specie, sono dei giovani escursionisti, giovani nello spirito ed io metto una riga nel mio immaginario libretto delle cose da fare "alla loro età vorrei esser così!".
Passiamo per Misji Grund, per poi arrivare presso lo Zbajnek dove inizia la dorsale del Ratitovec e finisce il bosco. Più saliamo, più scopriamo altri fiori: genziane, orecchie d'orso, l'"infotografabile" primula maggiore (perchè la mia macchina non ne vuole sapere di metterla a fuoco), in un crescendo di varietà e abbondanza. Saliamo in cima all'Altemaver (1678 m), peccato per la leggera foschia, ma il posto è comunque splendido. Riprendiamo il sentiero che ora ci porta verso il rifugio Krekova Koca, tutti si fermano a rifocillarsi, noi andiamo in cima al vicino Gladki vrh (1667 m), sarà anche un po' da asociali abbandonare il gruppo, ma essere sulla piccola cima in due o in trenta fa la differenza.

Genziana di Clusius Draba gialla (Draba aizoides) Rododendro nano (Rhodothamnus chamaecistus) Orecchia d'orso (Primula auricula) Orchidea maschio (Orchis mascula) Fior di stecco (Daphne mezereum)
Ritorniamo al rifugio e mangiamo qualche cosa anche noi sulle belle panchine all'aperto. Poi vaghaimo tra i prati, una foto ad un fiore poi ad un altro (a casa ne porteremo più di 250, foto non fiori :D). Mentre il gruppo sale sul Gladki vrh noi troviamo un punto in cui crescono ciuffi blu di genziane, in mezzo a macchie gialle di orecchie d'orso, tra erica e rododendro nano, è stupendo.
Ora ci riconiungiamo con agli altri per scendere assieme verso sud. Il primo tratto è piacevole, c'è pure la curiosità di una roccia a forma di testa d'elefante, ma la strada bianca che raggiungiamo dopo essere usciti dal bosco è una lunga tortura sotto il sole. Il tratto da Torka a Zg. Danje sembra non finire mai, dove sono quelle nuvole che puntuali arrivano quando sei in cima? Mai che ce ne fosse una quando serve!.
Finalmente raggiungiamo le auto, alcune gentili signore hanno fatto pure il dolce, altre hanno portato le ciliegie, concludiamo la giornata in bellezza.
P.S. La fioritura non era in ritardo :smile:.

Mrzli Vrh

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La nostra meta è il Mrzli Vrh, saliamo da Krn invece che da Tolmino come programmato perché il tempo è incerto ed è meglio fare meno dislivello. Il percorso è molto semplice, in un bel bosco, in alcuni punti sembra di stare in un viale alberato.
Sbuchiamo dal bosco presso Pl.Pretovc dove finalmente si apre un bel panorama verso il monte Nero, peccato che non si veda benissimo a causa delle nuvole che si stanno addensando.

Saliamo l'ultimo tratto concedendoci una pausa presso delle panchine poste davanti ad una galleria della prima Guerra Mondiale, poi andiamo fino in cima dove si trova la croce di vetta. Sotto di noi si vede un lungo tratto del percorso dell'Isonzo, è un vero peccato non poter vedere meglio il panorama, anzi dobbiamo sloggiare in fretta e furia, le nuvole si fanno più minacciose. Rientriamo per la stessa strada dell'andata, quando siamo all'auto arriva il sole, che rabbia!

Sulla dorsale del Kolovrat

La giornata non è splendida, ma la voglia di prendere un po' d'aria non manca. Decidiamo di fare un giretto sulla dorsale del Kolovrat. Dal rifugio Solarie iniziamo a salire prima sulla strada asfaltata poi al secondo tornante lungo il sentiero che ripido porta alla prima della serie di cime che costituiscono la dorsale. Siamo sul Klabuk e subito sotto vediamo trincee e fortificazioni che costituiscono una sorta di museo all'aperto della Guerra Mondiale. Non amo visitare questi luoghi, quando vado a fare un'escursione, cerco il contatto con la natura, i panorami, la fatica, quel distacco dalla vita quotidiana che per qualche ora il cervello in stand-by, questi posti invece ti fanno pensare. Riprendiamo a salire e manteniamo la cresta raggiungendo in successione tutte le cimette fino al Nagnoj (1192 metri), ci manca il Kuk ed abbiamo completato la dorsale, mica possiamo tirarci indietro?
Anzi proprio da quest'ultimo monte vogliamo vedere il Matajur ed il percorso fatto poco tempo fa con le ciaspe. E' ora di tornare, lo facciamo lungo la strada asfaltata senza perdere l'occasione di visitare il Bivacco Zanuso.
In auto al ritorno passiamo per la Slovenia percorrendo una delle consuete strade bianche, ma questa volta costeggiata di tante macchie blu di nontiscordardime, una piccola macchiolina ora spunta nel nostro giardino.
Su Gmaps trovi i riferimenti dell'escursione.

Sul Sabotino con le nipotine

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Sulla cima del Sabotino con un'esplosione di Iris in fiore, oggi c'è una scena un po' inusuale: una bimba di 5 mesi prende il biberon, una di due anni dorme distrutta nel portabimbo, una di quattro scrive i nomi di tutti sul libro di vetta, una nonna felice si gode il panorama e la soddisfazione della cima, i genitori delle bimbe tirano il fiato, gli zii (noi) sono felici che tutto sia andato bene.

San Gabriele

Il San Gabriele si trova in un punto strategico per godere di un bel panorama sulla curva che l'Isonzo compie attorno al Sabotino. Sulla cima è stata collocata una torre panoramica per poter alzare lo sguardo al di sopra degli alberi che altrimenti precluderebbero la visuale premiando il visitatore per la sua passeggiata di 300 metri di dislivello.
Purtroppo a casa mi sono accorto di aver portato con me un ospite indesiderato: una zecca grande come la capocchia di uno spillo. Fortunatamente non aveva ancora trovato un punto di suo gradimento e l'ho tolta facilmente. Stando all'esperienza anche di altri malcapitati si tratta di un assidua frequentatrice di questi sentieri.
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