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Taccuino di Montagna

Posts tagged with "ferrata"

Monte Peralba

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Dopo aver pronunciato come un'illuminazione "Peralba", la discussione su dove andare il giorno seguente finisce e ci si concentra sulle carte e sulle guide. Sono passate da poco le nove quando ci incamminiamo verso il rifugio Calvi, la stradina sterrata è in ombra, ogni tanto tira un po' di vento, c'è gente nonostante la stagione stia ormai finendo. Al rifugio, origliando, scopro che ci sarà la banda di Forni, magari al ritorno li ascoltiamo. Ripartiamo verso Passo Sesis, percorriamo il sentiero 132 fino al bivio dove prendiamo a sinistra per la ferrata Sartor. Oggi togliamo le ragnatele ai nostri imbraghi che hanno riposato tutta la stagione nell'umido della cantina. La ferrata non presenta grosse difficoltà tranne che per un lastrone poco dopo l'inizio, l'attrezzatura è in ordine e la roccia buona. A circa metà della salita, le attrezzature finiscono, manca ancora l'ultimo tratto ed è anche il più noioso, non ci si arrampica più e si cammina su sfasciumi.
Finalmente siamo in cima, dove non ci si fa mancar nulla, in sequenza: croce di legno con filo spinato, Madonnina, campana e croce di vetta. Mentre stiamo facendo le foto di rito e la merenda, attacca la banda al rifugio Calvi che in verità qualche accordo lo aveva già fatto sentire. Riprendiamo il cammino lungo la cresta seguendo il sentiero 131, dove posso esibirmi marciando e dando il tempo con i bastoni da trekking alle note che chiaramente arrivano fin quassù.


Arriviamo ad un canalino attrezzato, in realtà il cavo è inutilizzabile perchè troppo alto, sul fondo c'è un po' di neve marcia, ma non è nulla in confronto all'esperienza del Triglav. Il 20 luglio 1988 questo sentiero, per nulla banale, è stato percorso da Papa Giovanni Paolo II, un'iscrizione ne commemora l'evento.
Al Passo del Castello il sentiero curva verso sud per collegarsi al 132 che porta al Calvi. Questa volta non ci fermiamo al rifugio, visitiamo la chiesetta che sorge nei suoi pressi e scendiamo fino al tornante dove si stacca il sentiero che conduce al rifugio Sorgenti del Piave.

Dopo aver riempito la bottiglia con la fresca acqua di sorgente facciamo una sosta al rifugio, restiamo sui tavolini esterni perchè il sole scalda ancora e la temperartura è piacevole. Prima che ci pigli il più classico degli "abbiocconi dopo escursione" ritorniamo all'auto, questa sera se facciamo in tempo, dopo la tranquillità del Peralba, ci aspetta il caos di Gusti di Frontiera.

Cima Manera

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L'ultima volta che eravamo stati nella zona di Piancavallo ci siamo "persi" nei boschi, un po' per questo ricordo, un po' per la distanza, abbiamo trascurato questi luoghi. Però oggi puntiamo a Cima Manera conosciuta anche come Cimon del Cavallo, non c'è pericolo di perdersi, i segni sono evidenti anche nel bosco iniziale dove il sentiero e le infide rocce sono coperti dalle foglie. Ci aspettavamo il freddo, invece la giornata è splendida. All'imbocco della Val Sughet, lo spettacolo è notevole, i monti disposti a semicerchio sembrano abbracciarti.

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Creta di Aip - Trogkofel con panorama

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Partiamo da casa con calma alle 8.00 con l'idea di salire al Cavallo di Pontebba, ma all'inizio della strada per Passo Promollo troviamo la sorpresa: la strada è chiusa per lavori. Nemmeno il tempo di fare inversione ed abbiamo già deciso: andiamo sulla Creta di Aip. Conosciamo il percorso in quanto c'eravamo già stati ma non avevamo visto molto, inoltre abbiamo promesso di portarci la nostra amica che oggi è con noi. Raggiungiamo Cason di Lanza con una bella prova speciale di rally tanto apprezzata dal mio equipaggio :yikes:.

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Mala, Velika e Zadnja Mojstrovka

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Finalmente una bella giornata di sole ci accompagna in questa escursione. Dal Passo del Vršič prendiamo il sentiero che in pieno sole ed in mezzo ai mughi arriva fino ad una forcella dove giriamo a sinistra all'ombra delle Mojstrovke. Arriviamo all'attacco della ferrata in pochissimo tempo grazie ad un'andatura sostenuta. La ferrata è ben attrezzata, persino troppo, i fittoni sono così frequenti che il continuo aggancia/sgancia dopo qualche tempo diventa fastidioso.

Ci sono tratti notevolmente esposti, ma me ne sono reso conto solo guardando le foto, salendo non ci si fa caso, piuttosto si guarda il panorama che è stupendo. Al termine del cavo ci sono alcuni tratti su roccette, altri con detriti sui quali fare attenzione a non smuovere sassi. Giunti ad una selletta a sinistra c'è una cimetta, noi proseguiamo un po' incerti a destra a causa dei pochi segni visibili. Ancora qualche roccetta, ma siamo presto in cima, dove facciamo merenda spartendo qualche briciola con i gracchi che mi mangiano dalla mano. Diamo un occhiata di sotto e vediamo un'evidente traccia che sale alla Velika Mojstrovka, non c'è bisogno di convincere nessuno.

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Sentiero Cellon alla Cresta Verde

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Siamo in auto e il cielo non promette bene, speriamo nelle previsioni. Arriviamo a Passo Monte Croce Carnico, appena passato il confine saliamo a sinistra su una traccia con qualche pietra con delle frecce. Il primo tratto è in bosco, si traversa in leggera salita in direzione Austria, poi il sentiero inizia a salire più deciso, seguiamo le indicazioni per il Cellon. Oggi non siamo in forma, siamo reduci da una festa della sera prima, la mia sudorazione ha un odore che ricorda vagamente il luppolo. Giunti all'ingresso della galleria ci mettiamo il set da ferrata, il casco oggi è dotato di lampada frontale, siamo due piccoli minatori: Glück auf!.

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