BIVACCO IGOR CRASSO: l'autunno colora la Val Resia mentre il Canin ci mostra il suo sorriso
Monday, 2. November 2009, 12:31:57
Abbiamo avuto modo, nell'ultimo periodo, di avvicinarci molto al gruppo del Monte Canin e anche oggi, seppur da lontano, durante questa splendida escursione ne abbiamo sentito la sua influente presenza. Ci torneremo ancora. Ho letto tempo fa una descrizione di Kugy e siamo andati a vedere se aveva ragione salendo da Stolvizza in Val Resia al bivacco Igor Crasso lungo una parte dell'Alta Via Resiana, la splendida traversata. Non si può dire che avesse torto.
"V'era ben poco d'importante da fare sulle cime del Canin. Cos'è dunque che indora il ricordo di questi monti, in fondo così deserti e uniformi, fasciati di tristezza e di silenzio? E' la vista, la vista affascinante verso mezzogiorno. Sole, luce, fulgore! Il Canin ha un vantaggio di fronte a tutte le altre vette delle Giulie, cioè la vista libera del mare: verso le bianche coste rocciose dell'lstria e il delta dell'lsonzo, verso le lagune di Grado balenanti al sole e quando c'è l'aiuto di una giornata cristallina e fors’anche un po' di fantasia verso un punto favoloso laggiù nel brillio dell'orizzonte, dove si crede di riconoscere la regina del mare. E il mare, il nostro mare azzurro, manda quassù i suoi colori e li stende sui versanti gravi, duri, aridi, quasi a risarcirli, con l'infinita ricchezza della sua vita e della sua bellezza eterna, per quello che la natura, maestra della terra, ha loro negato. E nel suo riverbero, le vette del Canin vestono, al mattino, a mezzogiorno, la sera gli abiti più strani e lussuosi, e chi le vede quando svaniscono nell'azzurro etereo, o quando guardano dai comignoli biancastri oltre valloni turchini, quando poi divampano in fiammate fantastiche di viola e di rosso selvaggio, come baluardi allineati intorno a foschi crateri ardenti, s’accorge che per loro pensa e provvede il mare, il più grande dei pittori, il più potente fra i re del colore”. (dalla Vita di un alpinista).






