Socratico Aristotelico

Blog confuso di Antonio Maggio

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Lucia Annunziata, il ministro Amato e le lucciole

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Sotto la voce "Lettere e Commenti", del quotidiano "La Stampa", Lucia Annunziata, cura una rubrica giornaliera titolata: "Posta, Risposta".

A pagina 30 del suddetto quotidiano, il giorno 28 settembre 2007, la dott.sa Annunziata risponde ad un lettore che pone il problema dell'ipocrisia della proposta di inviare le multe a casa di coloro che frequentano le prostitute, evidenziando il fatto che ciò viola la privacy senza avere la certezza che il malcapitato abbia effettivamente "consumato" il rapporto.

La risposta della Annunziata è sconcertante!

Dice che è vero che la multa distrugge la privacy, ma aggiunge: "perchè dovrebbero essere solo le prostitute a pagare una violazione?"

In pratica la dottoressa Annunziata dice che siccome prostituirsi è reato, allora che paghino anche i clienti. Quindi, una posizione ultra moralista, che pretende di estendere un pregiudizio di pochi ai molti, così come si fa con chi acquista dai venditori ambulanti (vu cumprà). Facile no? Invece di trovare una soluzione ad una legge stupida, che vuol punire delle persone (le prostitute) che svolgono un mestiere, criticabile fin che si vuole, ma legittimo; si colpisce chi, per problemi o convinzioni sue, preferisce pagare un'ora di sesso, piuttosto che conquistarselo con i canonici mezzi di seduzione.

La repressione verso i venditori ambulanti, viene giustificata comec concorrenza sleale verso i commercianti che vengono penalizzati; ma le "lucciole"? A chi fanno concorrenza? Alle mogli? E il rovinare delle famiglie, come avverrebbe se si inviassero le multe a casa, a chi giova? Al ministro Amato?

Se un marito, che ama sua moglie, si trova in un momento di crisi coniugale, e, preferisce dar sfogo ai suoi istinti sessuali con una prostituta sconosciuta, piuttosto che farsi un'amante, deve essere punito? Deve essere punito perchè preferisce andare a puttane piuttosto che deprimersi o divorziare?

E poi, perchè chi va in giro di notte a cercare un po' di compagnia, pagando tra l'altro, deve sentirsi in colpa o essere perseguitato? Senza contare che si mettono sullo stesso piano lo schiavismo sessuale con la libera scelta di prostituirsi.

A chi importa della libertà individuale? Qualcuno crede all'autodeterminazione? Io penso di no! Credo che i nostri governanti pensano di poter decidere tutto in vece nostra, pensano di sapere cosa è giusto e cosa è sbagliato per noi, salvo poi rimanere disorientati di fronte a 500mila persone in piazza a Bologna ad ascoltare Beppe Grillo, oppure di fronte ad un voto di sfiducia dei lavoratori verso un "accordo" tra le "parti sociali" (accordo sul "welfare").

La posizione della dott.sa Annunziata nei confronti della proposta del ministro Amato, odora molto di disciplina di partito, che prende una posizione di comodo rispetto ad una questione che non si ritiene importante, o che non si vuole affrontare seriamente per non mettersi contro un papa, che tutto sommato, non conviene inimicarsi. Poco importa, poi, se le lucciole e i loro clienti, continueranno a frequentarsi, l'importante e che lo facciano nel modo più scomodo possibile, come dei fuorilegge, e possibilmente lontano da ospedali e luoghi pubblici (occhio non vede, "voglia" non duole....)

Antonio Maggio

Genova 02.10.2007