Socratico Aristotelico

Blog confuso di Antonio Maggio

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SULLA ESONDAZIONE DEL FERREGGIANO

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Caro presidente Burlando,

Penso che dopo i lavori di copertura del ferreggiano, l'acqua arrivi a valle più velocemente di prima, aumentando i metri cubi al secondo che arrivano nel tratto scoperto di via ferreggiano, e su questo sono tutti d'accordo.
Jacopo Fo, sul settimanale "MALE" illustra la questione:

[Illustrazione tratta dal sett. "MALE" n.6 di Vauro e Vincino di Ven.11 nov.2011]

A questo punto, onde evitare future esondazioni, occorre inserire dei riduttori di pressione (gradini o stanze larghe) ogni 50 o 100 metri, oppure aumentare la portata nel tratto a valle, ammorbidendo la curva evitando così la formazione di onde!
Infine, mettersi nell'ottica di coprire il restante tratto rimasto scoperto per 2 ragioni, la prima "terminare la canalizzazione del torrente", la seconda, per "raddoppiare la via d'accesso al quartiere di Quezzi", che vede un'unica strada d'accesso (via ferreggiano appunto) attualmente a due corsie, per circa 50mila abitanti.

Per quanto riguarda il torrente di via valgoi, che raccoglie tutta l'acqua che arriva da quezzi alta, ci vuole una nuova canalizzazione, che sfoci direttamente nel bisagno e non nel fereggiano.

Presidente Burlando, sostituisca coloro che l'hanno consigliata e sostenuta in quest'impresa, e soprattutto coloro che hanno progettato la "messa in sicurezza" del torrente(sigh)

Concludo, in merito alle palazzine abbattute nel ferreggiano; Sottolineo che il vero motivo è stato che quel tratto andava coperto e quindi le palazzine andavano (giustamente) abbattute. Ma sappiamo anche che tutte le case e i palazzi di via ferreggiano e di via pinetti, sono costruite nel greto del torrente, e nel tratto che è esondato c'è una palazzina direttamente colpita dall'onda, e poco più avanti, di fronte, direttamente dentro il torrente, una fabbrichetta di serramenti in alluminio attiva e funzionante.
Quindi, non ci racconti "quella dell'uva" visto che Noi lì, ci abitiamo d'avvero!
Grazie.

ALLUVIONE A GENOVA DEL 4 NOVEMBRE 2011

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ALLUVIONE A GENOVA DEL 4 NOVEMBRE 2011
CRONACA DI UNA FAMIGLIA



Era il giorno del mio compleanno, il 4 nov appunto, e mi trovavo al lavoro, come tutti i giorni, in via Carso a Genova. Mia moglie era in negozio, come tutti i giorni, in c.so Buenos Aires, nella zona di Brignole. Mia figlia, Sofia, era a scuola, come tutti i giorni, alla Lomellini, in p.zza Galileo Ferraris a Marassi, (Genova ovviamente).
Era da circa una settimana che i cartelli info traffico avvisavano di un peggioramento del tempo sulla nostra regione, con un picco peggiore previsto per venerdì 4, ALLERTA 2, dicevano i cartelli, massima prudenza.
La giornata incominciò bene, non pioveva, anche se il cielo era molto nuvoloso. Per precauzione, vado a lavorare in auto, anche perchè, vista "l'Allerta2", avevo intenzione di andare a prendere mia figlia a scuola in macchina, per evitare che si bagnasse troppo in caso di temporale.
Quella mattina ero stato in centro verso le 11, per acquistare delle mantelle e del materiale edile, e la situazione era tranquilla, pioveva molto, ma niente che non si era già visto in passato. Lavoro come manutentore nella fabbrica dolciaria Panarello, e dovevo dare una controllata ai pluviali della copertura, che, devo dire, reggevano molto bene.
Ma dal tetto della fabbrica, noto che sul quartiere di marassi, le precipitazioni erano molto intense e le voci che arrivavano dal centro non erano confortanti. La scuola di mia figlia è abbastanza distante da Sant'Agata, zona in cui esondò il torrente Bisagno nel 1970, ma per precauzione chiedo di uscire alle 13 per farmi trovare davanti alla scuola con la macchina, quando esce mia figlia, cioè alle 14.
Alle 13 quindi esco dal lavoro, e mi avvio verso piazza Manin; la situazione è tranquilla, piove molto, ma le strade sono pulite. Accendo la radio, per capire come era la situazione del Bisagno. Le radio genovesi, trasmettevano musica, faccio un rapido zapping tra "radio Babboleo", "radio 19", "radio nostalgia" e "isoradio"; la situazione appare tranquilla; sone le 13 e 15 circa.
A Manin i semafori sono spenti, ma il traffico è regolare fino a metà di corso monte Grappa, dove trovo un po' di coda. Dopo circa 10 minuti che ero in coda a passo d'uomo una machina che marcia in senso opposto si affianca alle auto in coda, compreso la mia, e ci avvisa che è meglio che torniamo indietro, perchè il bisagno non promette niente di buono. Erano circa le 13 e 20. Nel mentre mi chiama mia moglie e mi dice che era stata a sua volta chiamata da nostra figlia, Sofia, molto spaventata, e che nella sua classe piangevano tutti, gli insegnanti pregavano, perchè fuori dalla scuola c'erano macchine, moto e bidoni che galleggiavano e si accatastavano. Lei era uscita all'una e si era incamminata verso corso Torino, ma non era riuscita a passare perchè le gallerie erano state chiuse, e si trovava obbligata ad andare verso Brignole per passare sul ponte di Sant'Agata. Mi stavo incominciando a preoccupare!
Cosichè, faccio inversione e risalgo c.so monte Grappa, per ridiscendere poi da via Montaldo. Anche lì la situazione era tranquilla, alla radio continuano a trasmettere musica, provo a cambiare tra "Babboleo", "Nostalgia" e "radio 19", ma niente di niente, solo musica. A metà di corso monte Grappa, mi chiama mia suocera, dicendo che su primo canale hanno dato la notizia di esondazione del torrente bisagno, in due zone, marassi e p.azzale Adriatico. Mi richiama mia moglie, Gisella, era in c.so Sardegna, con l'acqua al ginocchio che continuava a salire.
Gli dico che probabilmente è esondato il Bisagno, quindi di andare verso marassi e possibilmente di spostarsi nelle vie in salita, tipo via Airoli.
Da c.so monte Grappa, si vede il bisagno e la zona dello stadio e piazzale marassi, e la situazione era tranquilla, sì il torrente era molto pieno, ma sotto l'argine di un paio di metri, e le strade erano pulite.
Mi richiama mia moglie, dicendo di fermarmi, di non andare a marassi, perchè l'acqua era altissima e la corrente era in aumento, mi dice anche che aveva tirato su una signora caduta nell'acqua che non riusciva ad alzarsi.
Continuo la mia discesa in auto, prestando molta attenzione, al torrente, pronto a mollare l'auto e a scappare in caso di pericolo.
Per radio ancora niente.
Giungo al ponte campanelle, situazione sotto controllo, torrente bisagno sotto l'argine, e strade pulite, mi chiama mio cognato, e mi dice che davanti alla scuola di mi figlia hanno detto per televisione che c'è l'acqua alta, di fare attenzione, ci sono delle immagini inquietanti.
Imbocco corso De Stefanis, nella testa solo una cosa: "andare da mia figlia!" Mi stavo avvicinando alla soglia dell'agitazione, pur non avendo un riscontro visivo della cosa.
Avanzo prudentemente per corso De Stefanis, la pioggia continuava incessante, ma la strada era pulita. Arrivo all'altezza di via Tortosa, e non si vedono segni di allagamento, giro in via Tortosa e comincio a vedere delle auto messe per traverso, alcuni rami sulla strada, moto rovesciate.
Vado a passo d'uomo verso piazza Ferraris, davanti a me un paio d'auto fanno la stessa cosa. Arrivo in piazza G. Ferraris, davanti alla scuola; auto accatastate una sull'altra, bidoni riversi, moto e quant'altro rovesciati sull'asfalto. Gente che vagava in mezzo alla strada, chi con mantelle, chi infangato, chi in mutande, con braccia lungo i fianchi, impotenti, e sguardo perso, una scena da "il risvegio dei morti viventi". il negozio di casalinghi di fronte alla scuola è occupato da un'auto bianca, ad alcune auto accatastate, parte la sirena dell'antifurto.

Fermo l'auto, chiedo se via ferreggiano è praticabile in auto, ma le risposte sono univoche: "tutto bloccato", "è esondato il Fereggiano! La situazione è drammatica.

Cavolo, il Fereggiano! Il Fereggiano...... hanno finito i lavori quest'estate, un anno di lavori, di messa in sicurezza, e questo è il risultato? Sarà meglio che mi tolgo da quì velocemente.
Risalgo in macchina e imbocco via Braccelli, in cerca di un posteggio, lo trovo dopo circa 500 metri. Dopodichè torno giù a piedi alla ricerca di mia figlia. Cerco di chiamare Sofia, Gisella, La scuola, ma il celluare non ha campo. La zona è isolata telefonicamente. Entro nella scuola.
Le bidelle sono visibilmente sconvolte, ripetono tipo mantra: "i bambini sono al secondo piano!"
Al secondo piano, senza illuminazione, trovo la classe di Sofia, con lei c'è anche mia moglie, fradicia come uno straccio. É contenta di vedermi, ed io di vedere loro, incredule che fossi arrivato lì senza problemi.
Mi dice che ha preso accordi con un'altra mamma e che dobbiamo prendere anche un'altra bimba. Ok, serriamo la squadra e partiamo.
Ci incamminiamo a piedi per via Ferregiano, notiamo subito una forte puzza di gas, pensiamo che qualche negozio o qualche bar ha delle perdite, quando ad un certo punto, vediamo giungere verso di noi ad una certa velocità, 2 macchine del servizio gas. Si mettono per traverso, dalla prima scende un tizio che comincia a gridare: "Via tutti, tutti indietro, si e spaccata la conduttura principale dela gas.
Via, dietro front! Si torna in piazza Ferraris. Nel frattempo la pioggia, che non ha smesso un attimo, ha un'accenno di incremento. Mi rivolgo al mio gruppo: "Ragazzi, è meglio portar via le palle alla svelta da quì, prima che saltimo per aria o riesonda il torrente.
Saliamo dunque per via Braccelli, e proviamo a passare per la collina, cercando di arrivare a largo Merlo per via del Capriolo. Giunti in fondo a via del Capriolo, attraversiamo le "rapide" di via Valgoi, e finalmente siamo a largo Merlo. Quì la situazione sembra tranquilla, "bene", dico, "saliamo su per la mulattiera e andiamo a casa!"
Imbocchiamo la mulattiera di salita Chiapparolo, e incominciamo la salita. Ad un certo punto c'è un bivio, la crosa si biforca in due direzioni, a sinistra, via Casini, che poi sbuca in via Motta Chiusura, percorso più morbido ma lungo, a destra salita Chiapparolo, percorso molto ripido ma breve. Optiamo per il percorso breve; scelta che si rivelerà molto azzeccata perchè via Motta Chiusura è completamente franata.
Giungiamo finalmente in piazza santa Maria, sudati zuppi ma contenti. Sono circa le ore 15!
Quello che succede dopo ha minor importanza: rimaniamo senza corrente, l'acqua dei rubinetti esce marrone, telefono e cellulari non funzionano.

Vorrei però fare una considerazione.

Stando alla ricostruzione degli avvenimenti, il torrente è esondato alle 12 e 50, ed è uscita acqua dall'alveo per circa mezz'ora, quindi fino alle 13 e 20 circa. L'informazione sull'evento, parlo a livello cittadino ovviamente, era assente o sbagliata, perchè per radio non si diceva niente e per televisione parlavano di Bisagno e non di fereggiano.
Posso dire che mi è andata bene, e come a me a centinaia di persone. É andata bene che l'esondazione è avvenuta prima che i bambini uscissero da scuola. Piazza Ferraris è sede di scuole statali e private tra le più grosse di Genova, ed è per puro caso che non si è sfiorata la strage, in'oltre, per due giorni alla settimana, il mercoledì e il sabato, in p.zza Ferraris si svolge il mercato rionale, uno dei più estesi di Genova.
Quindi, per usare un eufemismo, "è andata di culo!"
Ci sono stati 6 morti, di cui due bambini. Potevano essere decine o centinaia! É andata bene.
Quindi, quando il presidente della regione o la sindaco parlano........... perchè parlano? Sentir la sindaco dire che dobbiamo ringraziare che i bambini erano a scuola cosichè si sono salvati....... oppure sentir dire dal predidente della regione che la messa in sicurezza el Fereggiano ha evitato danni peggiori......... Ma ringraziare chi? Sicurezza dove?
Un consiglio, al di là delle responsabilità che verranno accertate. Meno parole, più umiltà e fatti!