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Cronache di Sarvegia

...because every new challenge hides an opportunity

Cronache di Sarvegia: dal 14 Giugno all'8 Luglio

Questo periodo è iniziato con Laura e il bambino in Sardegna. Io, per motivi di lavoro, sono rimasto a Oslo e li ho raggiunti la settimana dopo.

Durante la permanenza in Sardegna non ho incontrato quasi nessuno.

  • non ho incontrato i miei genitori, perché erano fuori Sardegna a prestare assistenza a un membro della famiglia;
  • a parte una pizza con Lidia, che non avevo potuto salutare prima di trasferirmi a Oslo, non ho incontrato amici o conoscenti
  • siamo stati in parte a San Gavino e in parte a Decimomannu; le serate passate a Decimomannu sono trascorse a preparare pacchi di roba da spedire a Oslo.


I giorni trascorsi a Decimomannu si sono dimostrati una strana esperienza, probabilmente ho provato in modo nuovo cosa significa "distacco":

  • essere a casa propria, e avere la sensazione che non ti appartenga più...
  • lasciare una storia di Tex a metà, e non sapere se la finirai, e quando...
  • non potere incontrare tante persone care, tanti amici, e non sapere se e quando avrai un'altra occasione(*)...
  • trovarti in luoghi noti, familiari, e sentirti malinconicamente provvisorio...
  • sentire che ogni secondo che passa accorcia il tempo che manca da una nuova separazione...


...e tante altre sensazioni che è difficile focalizzare ora... forse ciascuna di queste significa "distacco". Pensavo che dopo la prima volta fosse più facile, ma mi sbagliavo: è solo diverso...

(*) lo so, penserete che sono funereo e pessimista; per qualcuno di voi, maschietto, la mano sarà andata da sola a fare l'inventario dei gioielli di famiglia. No, non si tratta di pessimismo. Semplicemente, ho in mente alcune persone, per le quali avevo sempre pensato "alla prossima occasione" per incontrarsi, per parlarsi... e invece quell'occasione non l'avrò mai più. Ognuno di noi sa quale nome dare a queste persone. Io penso a Beppe, a Tore... e a come la loro scomparsa mi abbia colto di sorpresa. Diciamo spesso "le occasioni non mancheranno" ma la realtà potrebbe essere diversa.

Chiusa questa parentesi un po' triste, è il momento di arrabbiarsi. Purtroppo abbiamo finito di confezionare i pacchi (completi di dichiarazione doganale) nel tardo pomeriggio di sabato, quando ormai gli uffici postali erano chiusi. Vista la situazione, abbiamo portato i pacchi a San Gavino e chiesto a Giancarlo se poteva spedirli lui. In fondo, sono cinque normalissimi pacchi, di dimensioni e peso regolari, bene imballati e legati con lo spago, e con tutta la documentazione pronta. Non ci dovrebbero essere problemi, no?

Purtroppo, quando entra in gioco l'incompetenza, anche le cose semplici finiscono per complicarsi nel modo peggiore. Affermando che era necessario produrre il mio tesserino di codice fiscale in originale (affermazione successivamente smentita dal call center di Poste Italiane), l'impiegato ha avuto la bella pensata di far modificare il mittente dei pacchi e l'intestatario della dichiarazione doganale --prima s******ta, perché in questo modo non si trattava più di pacchi di roba usata mia, indirizzati a me stesso, ma di pacchi di roba di un'altra persona, quindi potenzialmente soggetti a dogana. La seconda s******ta è che questa "soluzione" è stata applicata con sconsiderato pressapochismo dall'impiegato, che ha dimenticato riferimenti miei in giro per i documenti e i pacchi. Come risultato, i pacchi sono stati respinti dalla dogana a causa delle diverse inesattezze nella documentazione, e secondo l'impiegato avremmo dovuto rifare, e soprattutto ripagare la spedizione (più di 350 euro!!!).

Ovviamente, stiamo facendo ricorso. Anzi, cinque ricorsi, perché bisogna farne uno per ogni pacco sad

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