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Cronache di Sarvegia

...because every new challenge hides an opportunity

La valigia rossa... di vergogna?

La replica della SEA sulla famigerata "valigia rossa" non si è fatta attendere:

«In merito alla lettera vorremmo precisare due punti.
1.Il bagaglio cui fa riferimento Andrea Magnoni è un bagaglio test che tutti gli handler (le società che gestiscono i bagagli negli aeroporti) utilizzano per sbloccare eventuali valigie o zaini che rimangono incastrati sui nastri di riconsegna. A tal fine sono appesantiti (in questo caso con riviste) e per tale ragione i passeggeri possono averli visti spesso.
2. Il caso documentato dal lettore fa riferimento a un volo gestito da un handler in concorrenza con Sea Handling (100% controllata Sea) e quindi Sea non avrebbe ovviamente nessun interesse a falsificare in positivo il dato di riconsegna del bagaglio. In ogni caso se, effettivamente il dato è stato falsificato, questa è una pratica che Sea non ha mai perseguito e mai perseguirà perché in contrasto con la policy aziendale e soprattutto perché ingannevole nei confronti dei passeggeri.
Per questa ragione Sea sta valutando eventuali azioni legali nei confronti dei responsabili dell’accaduto, così come verso chi ha diffuso notizie che mettono in discussione la nostra reputazione».



Vorrei fare alcuni commenti su questa replica.

Se si tratta di un bagaglio di test, ed un sistema simile è usato da tutte le società di handling, sarebbe opportuno che il sistema che misura i tempi di riconsegna dei bagagli ne tenesse conto: se tutti lo usano, come mai non è stato previsto nel software che fa le misurazioni?

Si dice che il bagaglio di test viene usato "per sbloccare eventuali valigie o zaini che rimangono incastrati sui nastri di riconsegna". OK. Ma siccome non conosco il sistema di riconsegna dei bagagli mi si dovranno concedere alcune domande:

  1. se qualcosa rimane incastrato, deve essere stato probabilmente l'ultimo bagaglio che ha cercato di arrivare sul nastro, altrimenti gli altri bagagli in consegna avrebbero svolto da soli il compito assegnato alla valigia di test
  2. se è stato proprio l'ultimo bagaglio ad incastrarsi, in un buon numero di casi il suo proprietario sarà andato a reclamarlo; se questa eventualità (cioè il bagaglio incastrato nel nastro) è così frequente, probabilmente sarà una delle prime possibilità ad essere controllata. In questo caso, la valigia di test potrebbe essere mandata a sbloccare il nastro per ultima, e non prima dell'arrivo del volo successivo.
  3. se invece i voli sono così frequenti il problema non si pone neanche: nel tempo durante il quale il passeggero va a reclamare il suo bagaglio, arriva un nuovo "treno" di valigie che farà il lavoro ben prima che della valigia di test.
  4. ...ma soprattutto: perché inviare una sola valigia con il compito di sbloccare il nastro, e che potrebbe incastrarsi a sua volta, quando di lì a poco arriverà un intero "treno" di valigie, e magari ben più pesanti della valigia rossa? Questo nuovo "treno" di valigie farebbe già il lavoro per conto suo!

Non riesco quindi a capire la reale necessità di questa valigia, a meno che non venisse inviata dopo l'ultima riconsegna dei bagagli su quel nastro. Ma, ripeto, non conosco il sistema e magari mi sono perso qualcosa.

Riguardo ai commenti della Sea riguardo alla possibile falsificazione dei tempi mi vengono in mente altre considerazioni. Anche in questo caso le mie valutazioni potrebbero essere distorte dal fatto che effettivamente non conosco bene come queste cose funzionano all'interno dell'aeroporto.

Che la SEA non abbia interesse a far apparire migliore un concorrente di una sua "consociata" è ovvio. Ma se queste statistiche vengono poi usate in rapporti dove si misurano le performance dell'intero aeroporto, e non quelle delle singole società di handling, un interesse potrebbe esserci. Come vengono usate queste statistiche a Malpensa, non ho idea, quindi devo lasciare alla Sea il beneficio del dubbio.

La replica della Sea assolve completamente la sua "consociata" Sea Handling (banalmente: non c'entra un accidente con il caso specifico segnalato dal lettore del "Corriere"). Ma non capisco se questo esclude delle responsabilità da parte di chi gestisce l'aeroporto e che, come traspare dalla nota, ha a cuore che i passeggeri non vengano ingannati. Insomma: se questo è un comportamento scorretto che viene perpetrato da lungo tempo, come la lettera di Magnoni fa intendere, è grave che la società che gestisce l'aeroporto abbia dovuto scoprirlo dai giornali.

Fa quindi piacere che la Sea valuti la possibilità di adire azioni legali contro chi ha messo in atto dei comportamenti scorretti (a proposito: si parla di "responsabili dell'accaduto": allora il "bagaglio di test" è stato effettivamente usato in modo fraudolento? Questo si lascia intendere? Se no, che cosa?).

La Sea lascia anche intendere di voler adire azioni legali contro "chi ha diffuso notizie che mettono in discussione la nostra reputazione". Sarebbe Magnoni? Forse si. Ma come ne uscirebbe l'immagine della Sea verso i consumatori se questo lettore venisse citato in giudizio per la sua lettera? Mi sembra più che probabile che il consumatore medio leggerebbe in questa azione un atteggiamento intimidatorio, ancora più controproducente se la mia ipotesi scritta sopra fosse vera (e cioè che chi gestisce l'aeroporto è parzialmente responsabile dei comportamenti scorretti delle società che nell'aeroporto operano).

Non sarebbe molto megli per tutti fare in modo che certe cose non si ripetano più, e lasciar perdere il resto?

Aggiornamento. Adesso veramente sconfiniamo nel ridicolo:

L'Air Berlin fa riferimento ad Avia Partner, altro handler che opera a Malpensa. «Ma la valigia rossa non ci appartiene» replica Emidio Piccione, portavoce della Avia. E la consegna sprint in due minuti immortalata sul monitor? «Il primo bagaglio di quel volo - aggiunge - è stato scaricato 16 minuti dopo l'atterraggio, come attestato da documenti aeroportuali. Può darsi che qualcuno abbia premuto per errore il pulsante del cronometro».


Insisto: lasciamo perdere comunicati stampa, azioni legali e scuse puerili, e facciamo in modo che certe cose non si ripetano. Sarà meglio, per tutti.

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