Grazie Alonso (ma che s**o**o...)
Sunday, November 14, 2010 10:06:15 PM

(Aggiornato il 17 Novembre 2010: aggiunto video da YouTube)
Campionato concluso, e Sebastian Vettel che conquista il titolo di Campione del mondo. A ventitrè anni, il tedesco è il più giovane campione del mondo che la Formula 1 abbia conosciuto. Mi è piaciuto questo podio, con gli ultimi due campioni del mondo che passavano le consegne al nuovo. Un po' mi è dispiaciuto per Webber, che dopo tanti anni di duro lavoro in diverse scuderie avrebbe meritato di cogliere finalmente i frutti. Spero per lui che abbia ancora un'occasione, e che questa volta riesca a sfruttarla.
A Fernando Alonso va un grazie per aver provato fino all'ultimo un'impresa che è diventata presto complicata, ma diciamolo obbiettivamente: è un grandissimo s**o**o, lo è sempre stato, e anche se diventasse campione con la Ferrari non sarebbe mai il mio campione. Perché? Andiamo con ordine e riviviamo la gara dall'inizio.Alla partenza Button sopravanza Alonso. Dopo poche curve Schumacher si gira nel tentativo di resistere all'attacco di Rosberg, e avviene l'inevitabile: viene centrato da Liuzzi ed entrambi corrono un grosso rischio. Fortunatamente, ne escono indenni e comportandosi da veri sportivi: nessun litigio, niente urla, niente rabbia: in corsa sono cose che succedono. Entra la safety car e, nell'indifferenza generale, Petrov entra a cambiare le gomme. Nessuno si rende conto di come questa mossa sia decisiva per la sorte di Alonso. Purtroppo non se ne rendono conto neanche in Ferrari. D'altra parte, chi fa caso a quella mezza cartuccia?
Uscita la safety car, Vettel comincia una fuga indiavolata, mentre più indietro Kubica fa un sorpasso da manuale all'esterno su Sutil... meraviglioso
Dietro Vettel, Webber non regge il passo di Alonso e viene insidiato da Massa.Al 12° giro Webber rientra ai box ed esce 15°, dietro Algersuari, facendo non poca fatica per passarlo. Massa, incollato a Webber dopo il suo cambio gomme, non ci riuscirà proprio. Che la Ferrari stia marcando l'australiano lo si capisce quando al 16° giro rientra anche Alonso ed esce 11° subito davanti a Webber. Per il resto della gara, la coda della Ferrari sarà il solo panorama che Webber riuscirà a vedere. Dai box incitano Vettel, e gli chiedono di star fuori il più possibile con le gomme che ha: un lavoro che il tedesco farà benissimo.
Al 22° giro Alonso è ormai su Petrov, dietro di loro Webber sembra avere una macchina diversa, e non la stessa Red Bull che davanti ha fatto il vuoto. Dopo aver visto cosa ha fatto in Brasile, è facile pensare che Alonso possa avere ragione di Petrov in pochi giri. La realtà è che l'alettone del russo si stamperà negli occhi di Alonso, che continuerà a sognarselo ancora per parecchio una volta finita la gara. Dopo le opache prestazioni delle ultime gare, che hanno fatto perdere alla Renault la quarta posizione fra i costruttori, le macchine francesi sembrano rinate: Petrov guida con pulizia e correttezza e non viene mai seriamente insidiato da Alonso; Kubica davanti dà spettacolo con Kobayashi, e si invola marcato stretto da Hamilton.Fra Hamilton e Kubica è lotta vera, ma sembra la replica di quanto sta succedendo più indietro, con l'inglese che non riesce a passare. A dirla tutta, una differenza sostanziale c'è: Hamilton, pur non riuscendo a passare, attacca seriamente Kubica; Alonso non è mai veramente un problema per Petrov, che nei rettilinei "se ne va" e mette fra sé e lo spagnolo una distanza sufficiente a stargli davanti tutto il giro. Un'altra differenza, purtroppo per Alonso, è che Kubica dovrà fermarsi per cambiare gli pneumatici, visto che non lo ha fatto durante il regime di Safety Car. Alonso non ha la stessa speranza per Petrov. Se gli incitamenti dai box potessero spingere la macchina, Alonso vedrebbe da vicino l'alettone di Vettel, non quello della Renault, ma la realtà è ben diversa.
Quando al 40° giro Button, in testa, rientra ai box, Vettel (che aveva già cambiato le gomme ed ha segnato più volte il giro più veloce dall'inizio della gara) andrà in testa e rimarrà primo fino al traguardo. Nessuno gli ha dato fastidio finora, e nessuno gliene darà più. La gara diventa noiosa, e l'unica "suspance" la dà il trenino Petrov-Alonso-Webber. Ma le Renault sono prima e quarta nelle velocità di punta, Alonso solo decimo... Petrov non avrà bisogno di fare carte false per tener dietro Alonso. Al 45° giro Kubica cambia finalmente le gomme, e Hamilton tenta la rimonta su Vettel, ma è un'impresa disperata: ha più di 11" di svantaggio da Vettel, e mancano 10 giri. Christian Horner al muretto è ormai una statua di gesso: ogni singolo muscolo del suo corpo e teso allo spasimo, c'è da pensare che da un momento all'altro possa venirgli uno spasmo tetanico... L'ultimo attimo di suspance ce lo dà Trulli, che perde l'ala posteriore e sparge rottami in pista, prontamente evitati da Vettel. Ma niente lo può fermare oggi, vince fra le lacrime, e lascia esplodere la gioia solo quando dai box gli confermano il 7° posto di Alonso dietro Petrov.
Sarebbe finita qui, vero? Invece no, perché quel ******* di Alonso si sente in diritto di affiancarsi a Petrov a gara finita (ha dovuto aspettare che il russo rallentasse, altrimenti sarebbe ancora lì a cercare di raggiungerlo...) e di fargli dei gesti abbastanza eloquenti: il russo è colpevole di lesa maestà, avrebbe dovuto inchinarsi a sua altezza di Spagna e lasciarlo passare. Forse dai box della Ferrari non hanno avvertito che, per questa volta, il russo era nello stesso giro di Alonso. Alonso non sembra essere capace di dare una spiegazione convincente del suo comportamento da bambino viziato, mentre non fanno una grinza le dichiarazioni di Petrov: “Ho avuto una lunga battaglia con Fernando, ma la macchina aveva un'ottima velocità di punta oggi, che mi ha permesso di controllare la situazione: ho solo fatto il mio lavoro. Se avesse tentato un sorpasso, non avrei certo rischiato un incidente con lui, ma non è arrivato a provarci. Sono venuto qui per combattere e gareggiare contro ogni altro pilota, e oggi penso di aver mostrato che so lottare.”Anche un pilota mediocre sa darti lezioni di sport, Sua Maestà Fernando; prendi e porta a casa, avrai più fortuna la prossima volta. Se, nel frattempo che torni campione del mondo, ci fai la cortesia di imparare a comportarti da persona matura, potrai diventarci anche più simpatico. Per ora, grazie di aver provato a vincere il campionato del mondo, ma sei riuscito solo a vincere il campionato di stronzo (si, questa volta l'ho scritto).
L'immagine del podio è tratta dal Corriere della Sera, le altre da www.gpudate.net.






