My Opera is closing 3rd of March

Cronache di Sarvegia

...because every new challenge hides an opportunity

Dal 12 Gennaio al 6 Febbraio 2011

Eravamo rimasti al rientro a Oslo, il 12 Gennaio, mercoledì. Il resto della settimana sono stato in ferie ed ho soprattutto riposato.

Lunedì è ripresa la vita di sempre, o almeno così credevo. Come al solito ho accompagnato Andrea all'asilo, e la maestra mi ha chiesto: "È stato malato?", riferendosi ad Andrea; "No -dico io-, eravamo in Italia ed è stato bene" "Oh, che fortuna! Qui ci siamo ammalati tutti, piccoli e grandi"; "Forse ci siamo salvati!" le dico io.

Come mi sbagliavo...

Il giovedì mattina Andrea si sveglia strano. È normale che sia caldo quando è dentro il letto, ma è troppo caldo. Gli misuro la febbre: alcuni decimi sopra 37°C; la cosa mi piace poco. Chiamo in ufficio e gli annuncio che lavorerò da casa perché Andrea non può uscire. Durante il giorno la febbre va aumentando, e la tachipirina fa poco. La notte Andrea ha febbre alta e dorme male. Il giorno dopo chiamo il medico, che ci riceve in giornata: la diagnosi è: influenza; la prognosi di 5 giorni; la cura: stare a casa e riposare, prendere tachipirina all'occorrenza.

Il sabato mi sveglio strano io, e infatti ho la febbre. Nel frattempo, Andrea migliora. La febbre sale costantemente e passo la domenica con temperature sempre superiori a 38 e mezzo, con picchi superiori a 39°C, e con copiose sudate e dormite indotte dalla tachipirina. È una bella sberla: sono inappetente, debole, dolorante, e non posso fare altro che sudare e dormire. Coricato sul divano, avvolto in una trapunta fino agli occhi, mi faccio una cultura di sport invernali e pallamano alla televisione di stato norvegese, la NRK.

La cosa va avanti fino a tutto lunedì, quando le temperature finalmente scendono sotto 38°C, ed io decido di approfittare dell'opportunità concessa dalla legislazione norvegese del lavoro: l'assenza per malattia senza certificato medico. In pratica, ogni persona ha diritto durante l'anno a quattro assenze per malattia di massimo tre giorni; ciò che si deve fare è semplicemente avvertire il datore di lavoro che si è malati, e registrare l'assenza quando si rientra. Così rimango a casa in convalescenza anche martedì (quando Andrea ha una breve ripresa della febbre) e mercoledì. Giovedì lavoro da casa, giusto per consolidare la guarigione, e venerdì, finalmente, sono di nuovo in sella.

Decisamente, la peggiore influenza della mia vita.

La settimana successiva è trascorsa senza scosse particolari, nel tentativo di recuperare le forze. In particolare, il "Sarvegia day", ovvero il primo anniversario del mio arrivo in Norvegia, passa completamente in sordina. Nel finesettimana ci siamo concessi un paio d'ore sulla neve con lo slittino, regalo ad andrea da parte di Babbo... Natale wink e Andrea che prende possesso per un quarto d'ora di un igloo che qualche bambino aveva costruito nel parchetto di Løren. Una nota divertente, almeno per noi Italiani. Lo slittino di Andrea è un modello Snowracer di una marca che si chiama... Stiga. Alzi la mano chi non ha pensato ad una colorita espressione romanesca smile

Il resto è storia recente, siamo alla settimana scorsa. Andrea riprende ad andare all'asilo, con qualche difficoltà di ambientamento. Sembra che la sua condizione di "diverso" cominci a pesargli un po'... Per quanto mi riguarda, è stata una settimana di fervida attività, con due episodi degni di nota. Il primo è stato martedì, primo Febbraio, quando ho festeggiato con i colleghi di Sysadmin il mio primo anno ad Opera; vittima designata, una torta Sacher comprata al vicino supermercato ICA, niente affatto male. Il secondo è stato venerdì, con il mio primo seminario a Opera. Come ho scritto in un altro post, non è stato un grande successo di pubblico. Ma era previsto.

Sabato siamo stati ancora sulla neve, ma stavolta era quella del Palazzo Reale. Andrea ha fatto lunghe scivolate, e anche io ho provato a farne qualcuna. Ma soprattutto, per la prima volta da quando sono qui ho assistito al famoso cambio della guardia. Volendoci scherzare sopra, mi ha ricordato Shakespeare: "tanto rumore per nulla": una normale operazione di avvicendamento trasformata in una cerimonia vera e propria, con un lungo protocollo e movimenti studiati e calcolati in ogni dettaglio. Ma chi ha visto il cambio della guardia a Londra dice che, in confronto, quello di Oslo non è per niente cerimonioso. Non ho il coraggio di immaginarmelo...

E domenica? A montare gli sportellini al mobile del soggiorno, il che ne completa la costruzione. Era da Giugno scorso che dovevo farlo, era quasi ora smile

Alla prossima!

bye

In attesa delle cronache...Per caso, state cercando uno sponsor?