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Cronache di Sarvegia

...because every new challenge hides an opportunity

Viva l'apparenza

Ho sempre avuto l'impressione che le cose disegnate dagli architetti (e non solo opere architettoniche ma anche oggetti) fossero esteticamente meravigliose, ma decisamente mal studiati sotto tutti gli altri punti di vista. Bello ma poco funzionale, potremmo dire.

Ad esempio, quando il CRS4 si trasferì al Parco Scientifico di Pula fu immediatamente chiaro che le belle, ampie finestre che si aprivano verso l'interno erano troppo grandi e troppo basse, e rendevano impossibile la sistemazione di una scrivania nella loro prossimità (sarebbero andate a sbattere sugli oggetti posti sulla scrivania, prima di tutto il monitor del computer). A meno che non ci si rassegnasse ad aprirle solo "a vasistas". Ricordo che anche la disposizione dei condizionatori era abbastanza sfortunata, con le bocchette che soffiavano l'aria fredda giusto all'altezza dei reni.

Insomma, un posto bellissimo ma non studiato per supportare la vita delle persone al suo interno.

Per fare un altro esempio, del Ponte di Calatrava a Venezia i miei hanno detto che le superfici in plexiglas del ponte diventano scivolose come ghiaccio quando si inumidiscono per normali fenomeni atmosferici (e l'umidità a Venezia non dovrebbe essere poi una grande novità...).

Ma a quanto pare c'è di peggio. Leggo sul Corriere della Sera a proposito del Ponte di Calatrava a Venezia, che persone del campo, ben più istruite e preparate di me su questi argomenti, pensano la stessa cosa...

L’ingegnere non rinuncia in finale a una critica alla «moda» dell’architettura moderna di sacrificare le leggi della fisica all’effetto scultoreo: «La volontà del progettista di ignorare l’insegnamento di preesistenti realtà nello stesso ambito costruttivo comporta un’oggettiva responsabilità».


Un altro fantastico monumento alla civiltà dell'apparenza.

Cacti needs funding to support IPv6The most expensive city, but...