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Cronache di Sarvegia

...because every new challenge hides an opportunity

Dal 27 Giugno al 13 Agosto

In breve, dal 27 Giugno al 10 Agosto siamo stati in Sardegna, dove ho fatto quattro settimane di telelavoro e due di settimane di vacanza. E qualche giorno dopo il ritorno sono diventato padrino smile Ma andiamo con ordine!


Il ritorno in Sardegna e l'aeroporto di Beauvais
Il 27 Giugno siamo partiti alla volta della Sardegna, vettore Ryanair. Questa volta siamo decollati da Rygge, fatto scalo per più di cinque ore a Parigi-Beauvais, e da lì siamo arrivati a Cagliari. La coincidenza a Parigi-Beauvais merita una citazione a parte.

Beauvais è un aeroporto che si trova a un'ottantina di chilometri a nord di Parigi. Al nostro arrivo abbiamo trovato quasi 40°C, che è stata una bella botta arrivando da una temperatura inferiore a 20°C. L'aeroporto, o almeno il terminal sul quale è arrivato il volo da Rygge, è un edificio molto piccolo. Il comfort dei passeggeri sembra essere stato l'ultima preoccupazione di chi lo ha strutturato: pochissimi posti a sedere, così scomodi che quando è finalmente arrivata l'ora di partire avevo il posteriore completamete indolenzito. Un bar e poco altro nell'area di attesa, un altro bar con edicola e una profumeria nella zona partenze oltre i controlli di sicurezza. I bagni erano sporchi e puzzolenti, al punto che lasciando la porta aperta per poco più del tempo necessario per entrare o uscire, e uno schifosissimo odore di urina si spandeva per diversi metri quadri. Ma la cosa migliore era il condizionamento: non c'era (con quaranta gradi, porca miseria!!!). Non so se fosse spento o solo fuori uso, ma non c'era. Il caldo, le condizioni ambientali sopra descritte, e il fatto che anche al bar avessero finito l'acqua minerale hanno chiuso il cerchio, rendendo l'attesa del volo per Cagliari un inferno.

Qualcuno potrebbe dirmi: "beh, stavi viaggiando con una low cost, non puoi pretendere...". Forse è così. E tuttavia Alghero non è un aeroporto grande o di prim'ordine, ha un solo bar nell'area di attesa e solo delle macchine distributrici automatiche nell'area dopo i controlli. Ma Alghero è più pulito e confortevole di Beauvais, e non ci si muore di caldo. Torp, qui in Norvegia, non è una reggia e non ha molti posti a sedere, ma è pulito e non mancano bar e servizi.

E potremmo andare avanti, ma per quanto cerchi non trovo scusanti: ho confrontato Beauvais con tutti gli aeroporti in cui sono stato, e dal confronto è sempre sembrato un cesso... complimenti.

Prima delle vacanze
Nelle prime settimane ho lavorato da remoto, il che non mi ha impedito di cominciare bene con una pizza già dal giorno dopo l'arrivo (ne sarebbero seguite molte altre smile Ovviamente non mi sono fatto mancare anche il chinotto. E altrettanto ovviamente, molte sono state le ore dedicate ai parentour.

Ho cercato di organizzare anche altri incontri, in particolare con gli ex colleghi del CRS4, ma il periodo estivo non sembra essere favorevole. Molti erano in ferie, alcuni fuori Sardegna o all'estero. Alla fine ho dovuto rinunciare... per questa volta smile Ho incontrato Giovanni, Paolo P., Fabio & Martina (con bambine e nonni delle bambine smile. Ed ho sentito almeno per telefono altri amici che non sentivo da un po' e che non avevo la possibilità di incontrare, per esempio Massimo, Paolo S., Fabio C. ...

Dei fratelli ho incontrato solo Piera, molto brevemente, durante il suo rapido passaggio in Sardegna. Di parenti prossimi, David e la sua famiglia che non vedevo dal viaggio in Francia del 2007 (mi pare), e Zio Diego con Marie.

Il lunedì prima della partenza siamo andati a trovare Beppe al cimitero di Bonaria, trovandolo purtroppo chiuso sad Non ho potuto fare a meno di notare, con un sorriso, che è difficile da incontrare nonostante sia defunto wink Sarà per la prossima volta, Beppe.


Il rientro del decennale
In questi giorni di vacanza cadeva anche il nostro decennale del matrimonio, e con Laura abbiamo voluto celebrare anche religiosamente la ricorrenza. Ci siamo quindi messi d'accordo con Padre Pino, che aveva concelebrato il nostro matrimonio, e siamo andati al convento di Fra Nazareno a Pula, dove abbiamo avuto il piacere di incontrare anche altri due Padri di nostra conoscenza: Cristiano e Giancarlo.

La celebrazione mi ha, in un certo senso, preso in contropiede. Pino a proposto il rituale che normalmente si usa per celebrare il 25° anniversario di matrimonio... ero perplesso perché pensavo a qualcosa di un po' meno "vistoso", ma ho accettato.

E alla fine della celebrazione abbiamo mangiato una pizza tutti insieme, noi tre e i Padri, a chiacchierare della nostra avventura in Norvegia.

È stata una bella celebrazione, e una bella serata.

L'attentato di Oslo
Fedele alla linea, ho evitato di dire pubblicamente che mi trovavo in Sardegna quando c'è stato l'attentato di Oslo e la vigliacca mattanza dell'isola di Utøya. Fino ad oggi non ho notizia di conoscenti che abbiano subito conseguenze, mentre purtroppo ieri ho saputo che ci sono dei conoscenti del mio padrone di casa fra le vittime.

È difficile spiegare i sentimenti che abbiamo provato. Incredulità, sbigottimento, amarezza. Racconterò come ho trascorso quelle ore con un solo scopo: provare a far capire come, vivendo a Oslo, era impossibile aspettarsi qualcosa di questo genere. E questo vale per tutti, purtroppo: i cittadini come la polizia.

Il 22 Luglio era il mio ultimo giorno di lavoro da remoto prima delle ferie. Come al solito ero in collegamento con i colleghi via IRC. Ad un certo punto, poco dopo le 15:30, un collega scrive che c'era stata un'esplosione al centro di Oslo, dalle parti del Parlamento (Stortinget). Non ho dato molto peso alla cosa, immaginando che si trattasse di qualcosa di analogo ad un incidente accaduto quest'inverno in una stazione della metropolitana nella stessa zona: ci fu un'esplosione in un quadro elettrico, le gallerie si riempirono di fumo, e il traffico della metropolitana venne interrotto per diverse ore.

Dopo una decina di minuti la stampa italiana ancora non aveva dato notizie, ma le testate norvegesi cominciavano a riportare notizie su probabili vittime. Rainews24 arriverà sulla notizia circa mezz'ora dopo, più o meno contemporaneamente ai quotidiani sul web. Dalle prime immagini che arrivano riconosco immediatamente la zona, dove sono stato diverse volte, vicina alla fermata Stortinget della metro, ma la devastazione era tale che era impossibile si trattasse di un banale problema alla stazione della metro. A malincuore, devo ammettere a me stesso che dev'essere stato un attentato.

Salto da una parte all'altra, dal salotto dove ho il computer alla camera da letto dove ho il televisore, quando arriva un aggiornamento dato frettolosamente dalla giornalista di Rainews: qualcuno riferisce di aver visto un morto sulla spiaggia di un'isola fuori Oslo. Incredulo per le notizie sull'attentato, sviato dal modo in cui la giornalista dà la notizia, e incapace di concepire qualcosa che sia pallidamente assimilabile a ciò che si saprà poi, penso a un episodio scorrelato, a una coincidenza, e a un ardito collegamento fra i due eventi da parte di un giornalista in cerca di scoop.

Ancora una decina di minuti, e si parla di sparatoria sull'isola, e di almeno venticinque corpi sulla spiaggia. E di una decina di morti a Oslo. A quel punto siamo costretti ad accettare la realtà, e cioè che è in corso un attacco di stampo terroristico a Oslo. La pacifica, multietnica, tranquilla, vivibile Oslo. Un luogo dove, ammesso che ci si potessero aspettare azioni terroristiche, non si sospettava minimamente che sarebbero arrivate da un norvegese. Nessuno si sarebbe mai aspettato niente del genere di quanto e accaduto, in particolare la strage di Utøya. Nessuno. Neanche la polizia.

In vacanza

La ricetta delle nostre vacanze era abbastanza semplice: evitare di andare al mare di Sabato e Domenica (troppo casino e troppo stress), cercare di starci il più possibile durante la settimana, almeno una giornata passarla a Chia. Obbiettivo centrato! Durante la settimana abbiamo alloggiato a casa di Nonna a Calasetta, rientrando durante il finesettimana. La seconda settimana siamo rientrati un giorno prima, giovedì, per passare il venerdì a Chia.

Siamo stati molto bene nonostante alcuni giorni di tempo un po' ingrato. Abbiamo preso tutto il sole che abbiamo potuto prendere, e Andrea sta piano piano imparando a nuotare. E ovviamente abbiamo scattato molte foto.

E che dire di Chia, che non sia stato già detto? È sempre un posto bellissimo, addirittura una benedizione di Dio, che spero l'uomo abbia cura di conservare intatto e meraviglioso.

In quanto alla foto qui sopra, è la prima foto panoramica presa con la mia Olympus che ho assemblato su Linux con un programma che si chiama Hugin. Hugin mi ha piacevolmente sorpreso: non ho fatto elaborazioni particolari, eppure mi ha dato un risultato che non ho paura a giudicare migliore di quello che riuscivo a fare con photostitch e la vecchia defunta Canon. L'originale è ovviamente più grande (3688x939).


Il Sabato prima di partire (6 Agosto) ci siamo concessi un piacevole diversivo. Dopo aver cenato presto siamo partiti di nuovo alla volta di Calasetta dove, alle 22, abbiamo assistito alla conferenza di Piergiorgio Odifreddi dal titolo "la bellezza e il mistero dei numeri". Si trattava ovviamente di una chiacchierata divulgativa su temi di matematica, geometria e filosofia, con le solite frecciate sulla religione. Niente di inatteso o sorprendente, ma piacevole.

Il rientro a Oslo
Come il viaggio di andata, anche quello di rientro non è andato liscio. E non è ancora finita.
Il volo di rientro era il diretto Alghero-Torp; per raggiungere Alghero abbiamo prenotato un'auto a Giugno da una ben nota azienda di autonoleggio. Il noleggio comprendeva un "booster seat" per Andrea (il seggiolino-rialzo per bambini).

Mi presento alle 8 passate da qualche minuto, gli sportelli aprono poco dopo. Un piccolo ritardo, può succedere.

L'impiegata è molto gentile, ma i sistemi informatici fanno le bizze. Dopo aver provato tutte le possibili soluzioni mi compila il contratto a mano. È passato molto tempo e si sta facendo un po' più tardi del previsto. Ma può succedere, e paziento ancora. Finalmente ho le chiavi e vado al parcheggio a ritirare macchina e seggiolino.

E qui casca l'asino: l'impiegato mi dice che gli dispiace, ma non ha booster disponibili. Protesto, gli dico che non posso farne a meno, che è assurdo che dopo aver prenotato la macchina da due mesi non si siano attrezzati. Lui allarga le braccia, non ci può far niente. Al limite, si tratta di aspettare dieci-quindici minuti per vedere se c'è un seggiolino disponibile nelle macchine che verranno riportate dal lavaggio, ma non ci sono garanzie di nessun tipo. Gli faccio notare che aspettare per me è un problema, perché devo andare a prendere un aereo ad Alghero. Mi risponde allo stesso modo: allargando le braccia e dicendo che non ci può fare niente.

Mentre penso a come fare, l'impiegato nota in una delle loro macchine un seggiolino come quello che serve a me. Ma la macchina è chiusa, e lui non ha le chiavi. Dopo alcuni minuti arriva un impiegato con delle chiavi, fra le quali anche quella che dà accesso al maledettissimo seggiolino.

Ho quasi un'ora di ritardo sui tempi previsti: vado difilato a caricare la macchina. Partiamo, e appena metto le ruote in superstrada vado veloce quanto posso, prendendo anche qualche rischio, ma riesco a recuperare buona parte del tempo perduto arrivando ad Alghero con circa 15 minuti di ritardo. Finalmente riconsegno la macchina. Finita? No, perché ad Oslo mi accorgo che mi hanno pure addebitato più del dovuto. Inoltre hanno applicato degli "oneri aeroportuali" non trascurabili dei quali non sapevo un accidente. Ho fatto reclamo e sto aspettando risposta da Venerdì.

All'aeroporto abbiamo avuto il piacere di incontrare Angelo, Roberta e la loro famigliola: ci siamo sentiti diverse volte in questi anni, ma era dal nostro matrimonio che non ci vedevamo! Con loro abbiamo piacevolmente chiacchierato e scherzato per una mezz'oretta, uno di quegli incontri che fanno bene al cuore. Peccato non aver pensato di scattare qualche foto... sad

Del viaggio non c'è niente da dire: tutto nello standard di un volo Ryanair pieno come un uovo, e con uno degli steward particolarmente scorbutico. Poi l'arrivo a Torp, la pioggia e la temperatura sensibilmente più bassa (dai 27°C di Alghero ai 15° di Torp), il Torpekspressen (pieno pure lui...) e l'arrivo a Oslo completamente cotti, tanto da tornare a casa in taxi.

Il battesimo!
Ebbene si! Il 13 Agosto, nella chiesa parrocchiale di Sant Hallvard a Oslo, sono diventato padrino di questo splendido bambino, al quale è stato imposto il nome di Nicholas. Non darò ulteriori dettagli per rispettare la privacy del bambino e della sua famiglia.

Benvenuto Nicholas. Che il Signore ti accompagni sempre, e che il Beato Nicola ti protegga.

Beppe, magari ogni tanto buttaci un occhio anche tu wink

Attentati a OsloLa colonna sonora