My Opera is closing 3rd of March

Cronache di Sarvegia

...because every new challenge hides an opportunity

Sul luogo dell'attentato

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Domenica siamo andati a Messa in Cattedrale, e per farlo siamo passati sul luogo dove il 22 Luglio è esplosa la bomba.

È difficile spiegare le sensazioni che ho provato. Sgomento, una grande tristezza, insofferenza verso quelli che scattano delle foto ricordo come se si trovassero su uno dei più bei fiordi norvegesi. Tanta pena, ma anche tanta ammirazione per come i Norvegesi stanno reagendo a una disgrazia del genere, una reazione inimmaginabile per noi Italiani se ci fosse capitata la stessa cosa.

Forse è stato il posto così cambiato dall'ultima volta che l'ho visto: ora è desolato, silenzioso, con un'aria di rovina. Forse è stata la giornata di domenica, grigia e con un vento leggero e gelido. Forse sarà che non è possibile rivedere adesso quel posto e non pensare all'attimo dell'esplosione, al rumore, alla devastazione che in pochi istanti ha preso possesso di quel luogo.

Forse tutto questo insieme, e ti passa la voglia di parlare e di sorridere.

Ma com'è cambiato il luogo dell'attentato? Quali sono i segni dell'attentato ancora visibili a distanza di più di un mese?

Arrivando dalla stazione della metro di Stortinget è possibile vedere come ampi tavoloni di legno abbiano sostituito le vetrine in frantumi già ad un centinaio di metri dalla sede del VG, vicino alla quale è esplosa la bomba. Le strade più vicine all'esplosione sono chiuse da transenne alte due metri; alcune riparano alte strutture in legno che coprono la vista su quello che si trova dietro. Poliziotti o guardie giurate sorvegliano l'accesso: può passare solo chi vive o lavora nelle zone chiuse.

Frammenti di quelli che potrebbero essere calcinacci sono ancora sulla strada e sui marciapiedi all'interno delle transenne. Un'impalcatura coperta da un telone ripara dalla vista i danni procurati al palazzo più alto e moderno che era ben evidente nelle immagini televisive di quel giorno. Ma quello che non si è visto in televisione è un palazzo, più basso e antico, che gli sta di fianco, del quale ben pochi vetri si sono salvati, e le cui finestre sono quindi tappate con i soliti tavoloni di legno. Questo mi fa pensare che la bomba sia esplosa proprio lì, di fronte al palazzo antico e in vista della facciata del palazzo più alto.

Di fronte alla sede le VG c'è sempre la statua dell'uomo che legge il giornale sulla panchina, e dietro di lui c'è sempre la bacheca del VG in cui viene affissa l'edizione del giorno.

Anche quella bacheca fa anch'essa una certa impressione. Il grosso vetro antisfondamento che la protegge appare frantumato, ma lo strato più esterno è incredibilmente rimasto integro, così che a passarci la mano rimane liscio al tatto. Non riesco a immaginare lo spostamento d'aria, le vibrazioni, la devastazione che ha colpito quell'area quel giorno.

La vetrata della caffetteria Deli de Luca, ora sostituita dai tavoloni, è stata divelta dall'angolo di Akersgata e per alcuni metri su Apotekergata, anche questo segno che la bomba dev'essere esplosa non lontano da lì. Gli infissi in acciaio alla base e alla sommità della finestra non ci sono più per un bel pezzo, e quelli che sono rimasti sono leggermente piegati in fuori. Pensare alla forza che ha potuto divellere la vetrata in quel modo fa paura...

Più lontano, avvicinandomi alla cattedrale, riconosco i tavolini e le panchine di un caffè, che ricordo aver visto danneggiato dalle immagini televisive. È un centinaio di metri più avanti, dietro una leggera curva della strada, eppure gli effetti dell'esplosione sono arrivati fino lì.

Ora provate a immaginare l'istante in cui tutto questo si è prodotto...

Coraggio, Norvegia.

Indian and Pakistani food feastToo late to fix it