Dal 23 Gennaio al 27 Aprile 2011
Sunday, June 3, 2012 8:53:00 PM
Questo post è rimasto "in frigo" per più di un mese. Sono tutte cose di vita quotidiana, purtroppo però alcune sono terribilmente serie. C'è voluto molto per capire cosa scrivere, quanto scrivere, e se fosse opportuno mischiare cose normali e cose ben più gravi come se fosse una cosa normale.
Alla fine ho deciso: se queste sono "cronache", anche questa lo sarà...
Alla fine ho deciso: se queste sono "cronache", anche questa lo sarà...
NonnaPoco dopo il nostro rientro a Oslo è mancato uno zio materno di Laura.
Dopo non molti giorni, il 2 Febbraio, è mancata Nonna. Aveva subito un improvviso peggioramento subito dopo il nostro rientro a Oslo, e malgrado un pò si fosse ripresa c'erano segni che indicavano la possibilità di quello che poi è successo. Mi dispiace solo di non essere stato capace di cogliere quei segnali quando era tempo. Nonna è morta durante la prima mattina del 2, ma (per colpa di una disattenzione) ho avuto la notizia solo quando la giornata del 2 era abbastanza avanzata; ormai era impossibile essere presente al funerale, ma volevo comunque visitarla in cimitero. Così, domenica 16 Febbraio sono partito per la Sardegna facendo scalo a Roma, rientrando poi a Oslo il 20 facendo il percorso inverso. Anche il viaggio ha avuto qualcosa di avventuroso...
Da circa due settimane prima della partenza avevo dei dolorini sparsi un pò in tutto il corpo: un giorno un ginocchio, un altro la lombare, un altro la dorsale, o una mano... sembrava che qualcuno si stesse divertendo a farmi un rito vodoo. Alla fine il dolore alla dorsale si è fatto tanto insistente da convincermi ad andare dalla fisioterapista, che ha constatato un problema muscolare e mi ha dato degli esercizi da fare. Da bravo bambino li ho fatti, e il venerdì prima della partenza il dolore era sparito.
Poi è arrivato sabato. Mi sono svegliato in forma, ho fatto la mia colazione e sono andato a lavarmi. Avevo appena iniziato a lavarmi i denti che è comparso un dolorino fra le scapole. Da lì a mezz'ora il dolore è cresciuto al punto che ho avuto difficoltà a farmi la doccia, e poi a muovermi con disinvoltura. All'ora di pranzo bastava un movimento sbagliato per farmi gemere di dolore. Troppo.
Ho messo da parte tutte le medicine ed ho chiamato al telefono Zio Fernando, che è stato il mio medico per una trentina di anni buoni. Zio mi ha detto cosa prendere per poter affrontare il viaggio, e di farmi vedere da lui quando fossi arrivato. Lì ho cominciato ad imbottirmi di farmaci, che mi hanno permesso di arrivare quasi indenne fino a San Gavino, ma mi hanno anche provocato degli effetti collaterali poco... comodi quando si è in viaggio.
E, per non farci mancare niente, la mattina del giovedì, quando mi sono alzato per partire, mi sono ritrovato sulle labbra un incipiente, fastidiosissimo herpes. Un simpatico compagno di viaggio per evitare di annoiarsi troppo durante la coincidenza a Fiumicino

Della breve permanenza a San Gavino c'è poco da dire. Viste le circostanze e il fatto che stavo lavorando da remoto, ho passato praticamente tutto il tempo in casa con i miei genitori, o una sera a cena dai miei suoceri. Non c'era spazio per altro.
Sulla strada del ritorno ho anche approfittato per comprare qualche libro. A Cagliari ho comprato uno dei libri della serie di Varg Veum, dello scrittore norvegese Gunnar Staalesen; ed ho successivamente acquistato qui lo stesso libro nella versione originale Norvegese -- tanto per cercare di imparare questa benedetta lingua!!! E a Roma ho comprato alcuni libri di Massimo Carlotto che non avevo ancora letto e che ora mi aspettano da parte, in camera da letto.
Papà
Appena arrivato in Sardegna il 16 Febbraio avevo avuto l'impressione che le condizioni fisiche di papà fossero peggiorate. Purtroppo non mi sbagliavo. Alcuni giorni dopo il mio rientro a Oslo, papà si è indebolito al punto che non aveva più la forza di salire le scale. È andato peggiorando giorno dopo giorno: aveva sempre meno forza, e anche fare le cose più semplici gli costava una fatica immensa; il respiro si faceva sempre più difficoltoso, e necessitava del sostegno di una bombola di ossigeno.
Fino al 23 Marzo, quando per una strana coincidenza ho assistito al telefono ai suoi ultimi istanti di vita.
Papà se n'è andato, lasciandoci l'esempio di tre anni in cui ha coimbattuto con tutte le sue forze il male che lo stava divorando poco a poco. Ha sempre saputo fin dal primo giorno di non avere scampo, ma ha combattuto per regalare a noi un pò più di tempo con lui, e a se stesso un pò più di tempo con noi. Ha finalmente aperto il suo cuore e dato sfogo ai suoi sentimenti, regalando e ricevendo affetto da tutte le persone che gli stavano intorno, e da noi figli in particolare. Questo mi permette, pur nella tristezza, di vivere più serenamente questo distacco, perché non ho risparmiato di manifestargli quanto gli volevo bene; soprattutto, ho voluto che sapesse che non provavo rancore o risentimento per i suoi errori del passato, che pure mi avevano causato grande sofferenza.Tornato a Oslo, non è stato facile riprendere la vita normale di prima, e i primissimi giorni in ufficio sono stati abbastanza sofferti. Poi, piano piano, anche questa nuova assenza diventa un modo diverso di essere vicini. Prima era soprattutto vedersi su Skype e parlarsi un pò di quello che succedeva ogni giorno. Ora rimangono le immagini delle foto, i ricordi, e il suo insegnamento degli anni della malattia. In un certo senso non se n'è mai andato, e qualcosa di lui vive ancora dentro di me. Belle parole? Retorica? Leggetela come volete. Ma ogni volta che, ad esempio, io faccio delle scelte basandole su ciò che mi ha insegnato, lui continua a vivere ed è con me a prendere quella decisione e a subirne le conseguenze.
Ma c'è qualcosa di più, almeno per chi crede. Ma è troppo difficile esprimerlo senza sembrare ancora più retorico, per cui mi fermo qui.
Zia Flavia
Zia Flavia, la sorella di papà, è stata operata a fine Febbraio, e da allora si trova ricoverata in ospedale in condizioni serie. Le notizie che arrivano dalla Francia riportano di alti e bassi dalle quali è difficile capire cosa sperare; la tendenza sembra al miglioramento, poi... siamo nelle mani di Dio.
Al lavoro
Compatibilmente con il morale via via più basso per le notizie che arrivavano dalla Sardegna, è stato un periodo interessante.
Un primo evento è conseguenza di un episodio avvenuto in Dicembre. Come ho già raccontato in un precedente post di cronache, nel periodo di Natale c'è stato un problema sui sistemi di un cliente che mi ha costretto a far straordinari per tre giorni. Da allora mi sono ritrovato ad essere il punto di riferimento per quel cliente, e a coordinare buona parte delle attività su quel progetto (qualcosa di simile ad un "technical account manager" per dirla in pomposi termini anglosassoni molto "cool").
Ho continuato i miei esperimenti per garantire ai sistemi più critici una transizione tranquilla del leap second del 30 Giugno prossimo, un'attività a priorità non altissima, ma decisamente interessante.
Ho letto e iniziato ad applicare le parti per me più interessanti di "Learning CFEngine 3", con grandissima soddisfazione. Chi segue il tag "Sysadmin" di questo blog ha già visto gli sviluppi. Se non ci si mettono imprevisti e rotture di scatole, dovrei riuscire a rimpiazzare con cfengine tutto ciò che ho già prodotto su puppet entro l'estate.
E infine, dopo mesi e mesi di rinvii, ho finalmente fatto la mia sperimentazione su NFSv4, usando la mia workstation Linux come server e un PC Solaris 11 come client. È stato un esperimento dal quale ho imparato diverse cose, non ultima che in una configurazione così semplice NFSv3 su UDP è più performante di NFSv4. Peccato... Anche di questo esperimento trovate i dettagli sui post tag-ati "Sysadmin".






