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milicenzio

angolo dello sfogo

Perchè gli eroi piacciono agli italiani solo dopo morti?



Ogni anno assistiamo a commemorazioni un pò ovunque, per rendere omaggio a due uomini, che insieme ad altri ormai dimenticati, hanno sacrificato la loro vita per dare dignità e legalità al popolo italiano. Fiaccolate, partecipazioni di cittadini comuni, targhette ovunque, rappresentanti delle istituzioni, tutti pronti a salire sul pulpito a ricordare gli eroi che non ci sono più, e quanto è brutta e cattiva sia la mafia. E giù di retorica con frasi preconfezionate, belle e del tutto scontate.
I nostri giudici, Falcone e Borsellino, prima che morissero, non erano mica cosi tanto amati e stimati.

Considerata la cattiva memoria degli italiani, è giusto che qualcuno, per decenza e per rispetto delle vittime, ricordi quali opinioni avessero molti italiani prima che saltassero in aria gli eroi di adesso. E non mi riferisco solo ai politici di turno o di alcuni colleghi giudici, ma di una buona fetta di italiani, molti in buona fede. Analizziamo questo fenomeno anche dal punto di vista psicologico, giacchè è impossibile attribuire soltanto ai giornalisti ed alla televisione la totale responsiblità (che comunque è innegabile) di atteggiamenti negativi nei confronti di chi ha cercato di combattere un sistema.

Alcune persone che nella vita si distinguono per capacità e coraggio, oltre a suscitare invidia, ci danno anche fastidio perchè testimoniano l'esistenza di persone migliori di noi e questo nuoce e scuote la nostra coscienza oltre a offendere il nosro nostro orgoglio. Accettare "l'inevitabile" o la realtà (come ci insegnano da bambini), ci consente di ritenere che tutto va in un unica direzione, che tutto fa parte di un sistema impossibile da scardinare. Dunque rassegnarsi e adeguarsi al sistema è l'unico modo per sopravvivere e se possibile approfittarne per ottenere dei vantaggi personali (tanto se non lo faccio io lo fa qualcun altro). Più semplice adeguarsi che ribellarsi al sistema, perchè questo richiede avere grande coraggio. Pensare che tutti sono uguali di fronte a questa scelta, come del resto abbiamo fatto anche noi nel concreto della vita quitidiana, ci mette in pace con noi stessi.

Poi arrivano gli eroi: e sono cavoli amari. Molti italiani, oggi indignati e sinceramente partecipi delle riccorrenze, si aggrappavano a tutte le notizie e le informazioni che sistematicamnete mettevano in dubbio l'onestà o il coraggio dei nostri eroi. "In fondo facevano tutto per un loro tornaconto" per un fine diverso da quello dichiarato.
Ancora ricordo quando girava la voce, con una certezza disarmante, che in fondo in fondo, la bomba che avevano trovato davanti la casa al mare di Falcone, l’aveva messa lui, per farsi un po’ di pubblicità, per attirare l’attenzione su di sè.
E' difficile accettare la superiorità morale di persone in vita, almeno fino a quando non muoiono e non diventano quasi delle entità astratte, lontani dall'uomo comune.

Lo stesso atteggiamento di allora si proietta ai giorni nostri nei confronti di altri protagonisti, giudici e non. A 20 anni di distanza, la strategia della tensione volta a trovare un accordo con i veri "capi dei capi" è stata trovata. Anzi la trattativa, il contratto, è stata rinnovato. Anche il marketing è cambiato. E' meglio evitare l'estrema ratio dell'eliminazione fisica, molto meglio affinare nuove stratefia. Meno rumore, meno problemi, e più affari. I soggetti scomodi, vengono regolarmente delegittimati, attraverso organi di stampa e le tv che sono "mezzi di distruzione di massa celebrale", che sfruttano le nostre debolezze. E quando le inchieste vanno avanti, (cè sempre qualche "comunista" caparbio), ci pensano i capi dei capi a fare delle belle leggine. Se poi, nonostante tutte queste precauzioni, "il comunista di turno" è ancora in grado di fare danni, si può sempre trasferire, e se anche questo non basta allora è boom: ecco gli eroi finalmente.

“Occorre compiere fino in fondo il proprio dovere, qualunque sia il sacrificio da sopportare, costi quel che costi, perché è in ciò che sta l'essenza della dignità umana". FALCONE.





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