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Olrac's World

Il mio spazio...

pare che io sia così....

Un giorno della mia vita più o meno recente ho fato un incontro.... una persona mai vista prima, e tanto meno questa persona aveva mai visto ne sentito parlare di me. Ma sembrava avesse vissuto con me tutta la mia vita, conosceva ogni cosa anche quello che solo io so.
Dopo qualcuno mi ha detto che questa persona aveva facoltà di "leggere le persone e il futuro" qualche potere soprannaturale......

Io sono scettico ma la precisione con cui mi ha parlato era troppa e mi ha messo in crisi, tra le altre cose ha detto che io soffro della così detta "SINDROME DELL'ABBANDONO", probabilmente è vero e si tratta di questo:
In una società sempre più frenetica si pone spesso l’accento, fermandosi a riflettere, sulle questioni di carattere psicologico, situazioni le quali, in misura maggiore o minore, coinvolgono sempre più soggetti.

Quante volte da piccoli si è sofferto per la mancanza di qualcuno, magari della madre che esce per andare a lavorare? Studi di psicologia hanno dimostrato che casi del genere, ad esempio, possono avere ripercussioni anche da adulti.

Chiediamo al dott. Italo Conti, psicologo e psicoterapeuta.

Per sindrome da abbandono si può intendere un insieme di sensazioni di disagio, che vanno dal semplice fastidio all'angoscia forte, alla depressione intesa in senso psichiatrico.

Tutto potrebbe nascere da qualcosa che lui chiamava la "permanenza dell'oggetto": in età molto precoce, il bambino si rende conto di non essere autosufficiente, e che dipende per ogni cosa dall' "oggetto" adulto, il quale c'è e non c'è.

In altri termini, quando il bambino può percepire la presenza della madre, è rassicurato perchè ha imparato che lei si occupa di lui; se però la madre "scompare", cioè si sposta fuori della percezione del bambino, allora nasce la crisi, l'angoscia, ed il bambino piange, fin quando o non viene rassicurato dalla madre, o non realizza che l'"oggetto" permane anche se lui non lo vede/sente; cioè fin quando non supera una delle fasi precoci dell'infanzia, ed entra nella successiva.

Questa grande paura rimane probabilmente nel ricordo, e le emozioni possono risvegliarsi anche da adulti, quando l'"oggetto" verso il quale si è strutturata una dipendenza affettiva, "scompare".

I fattori da cui può dipendere,sono essenzialmente due: 1) l'incompiuta costruzione della fiducia in sé stessi e 2), come corollario, la convinzione più o meno consapevole che solo delegando le responsabilità e i problemi a un altro si riesca ad andare avanti.

Per sintetizzare, chi subisce i danni maggiori da un abbandono dovrebbe essere la persona che non ha imparato a fidarsi delle proprie capacità, e dipende (preferisce dipendere) da altri per superare le avversità della vita.


Si manifesta con emozioni e comportamenti che possono andare dal semplice disagio (mi è mancato un appoggio fondamentale, sto giù, ma aspetto che passi, oppure cerco un nuovo papa...) alla disperazione più nera, al sentirsi privi di una parte di sè, al perdere il piacere di vivere (senza lei/lui la vita non ha colori; come diceva una vecchia canzone francese "les jours, les nuits, pur quoi, puor qui? Et le matin qui revient pour rien"..), in poche parole, alla depressione.

Può indurre a comportamenti o costruttivi, o di attesa, o distruttivi (auto e/o etero); dipende, appunto da come si manifesta.

intervallo....

Comments

toleno 18. March 2008, 11:55

ti ho aggiunto nella mia lista di blog. www.tolenodesign.net/dblog
Sandro

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