Analogico VS Digitale: idee per integrarli
Friday, 11. May 2007, 06:09:33
Come avete visto qui e qui, sembra che io sia un fanatico della carta. Ma non è così. Se fosse così, almeno, non penso passerei così tanto tempo davanti ai vari miei notebook e dispositivi elettronici. In realtà io sono un fanatico dell'uso efficace e creativo delle cose, siano esse pescate nel grande mare della tecnologia, siano esse tratte dalla tradizione antropologica e manifatturiera. Ciò che mi interessa è l'integrazione e contestualizzazione di questi opposti versanti. Dirò di più: integrazione e contestualizzazione costituiscono l'obiettivo primario del designer, e l'esistenza su questo pianeta è essenzialmente un fatto di design.
A mio avviso, parlando di integrazione tra sistemi analogici (in qualche misura "tradizionali", anche se mi rendo conto di quanto per molti scrivere in treno con un notebook sulle ginocchia rappresenti la cosa più naturale del mondo, pur essendo per me inconcepibile) e sistemi digitali, la questione non può che partire da una più precisa classificazione degli stessi.
Riassumendoli in modo estremamente conciso, direi che i sistemi analogici sono già abbastanza noti (agende, notes, fogli di carta di vari formati, ma anche schedari fisici, cartelline, buste, ecc...), mentre quelli digitali possono suddividersi in due grandi categorie diametralmente opposte: portatili e non portatili. Tra queste due categorie ovviamente ci sono delle sfumature intermedie. Il palmare è un pc estremamente portatile (addirittura tascabile), ma con funzioni che non possono uguagliare un pc desktop. Quest'ultimo, al contrario, è molto versatile e potente, ma totalmente privo di portatilità. In mezzo c'è il pc notebook, che dal punto di vista delle funzioni è quasi identico al pc desktop, ma può essere facilmente trasportato, anche se non in una tasca. Si tratta però sempre di un trade off, dove non si può avere contemporaneamente capra e cavoli: un notebook ha sempre bisogno di una stampante, le connessioni diverse dal classico cavo (sia esso di normale linea telefonica, piuttosto che adsl e fibra ottica) non sono ancora state sviluppate in modo perfetto, e in ogni caso il problema dell'autonomia delle batterie, ma ancor di più della loro ricarica, non mi sembra sia stato risolto (il notebook, più che un pc portatile, sembra essere un pc facilmente trasportabile da un luogo all'altro, e alcuni problemi di autonomia batteria sono presenti anche nei più piccoli palmari).
Ma in ambito digitale esiste oggi anche un'altra distinzione, legata alla modalità d'uso di tali strumenti. La diffusione delle connessioni veloci e dei piani tariffari flat ha infatti definito un diverso approccio con l'editing, l'uso e lo stivaggio dei documenti elettronici. Moltissime sono oggi le applicazioni web based, che in sostanza trasformano settori del web in succursali dei nostri dischi fissi. Una rivoluzione non da poco, sulla quale sarebbe il caso di soffermarsi per un attimo.
Io uso moltissimo questo genere di servizi. Le prime due cose che faccio ogni giorno sono controllare la posta su Gmail (applicazione che vede la sua primaria utilità nell'essere, appunto, via web) e i feed rss tramite Google Reader (del tutto analogo). Ma cosa farei se non potessi avere una connessione adsl flat? Evidentemente dovrei fare riferimento costante al mio disco fisso, e usare applicativi diversi. E qui arriva la questione principale! Se il cardine dell'organizzazione personale ruota attorno al concetto di stabilità del sistema, cioè di univocità dei settori dove stivare e implementare le cose, mentre invece la tecnologia sembra proporre un'infinità di modi e luoghi alternativi, diversi per forma, ubicazione e modalità d'uso, dove riporre e gestire informazione, come si possono conciliare le due cose in modo che sia contemporaneamente efficace, non ridondante e aperto al miglioramento?
Per me la rispostà, ancora una volta, una questione di design. Dobbiamo scegliere gli oggetti che ci circondano in relazione all'uso effettivo che ne faremo, e alla configurazione attuale e potenziale delle nostre attività.
Vi dico come ragiono e agisco io, tanto per farvi un esempio...
Premessa: io amo molto la carta, ma detesto le soluzioni che monopolizzano il mio spazio. La carta purtroppo è un oggetto che, nelle sue molteplici forme, ha questo brutto vizio di accumularsi, di monopolizzare il mio spazio, e dunque devo soppesare le cose e tradurle in regole. Nello specifico, le mie regole sono tre: la prima, minimizzare l'uso della carta dove possibile; la seconda, minimizzare il formato della carta dove possibile; la terza, individuare soluzioni organizzative perfette per il materiale cartaceo. Visto che ho una connessione veloce, tutto quello che posso stivare sul web e manipolare via browser lo uso esattamente così. In seconda battuta, mi rivolgo al mio hard disk. Infine, quando non posso fare a meno del cartaceo, cerco di minimizzarlo.
Uno strumento che uso abitualmente è l'organizzatore di task Todoist, a mio avviso il migliore, anche rispetto a prodotti peraltro ottimi quali quelli della grande suite 37Signals. Mi permette di organizzare tutto quello che faccio in settori identificabili, con colori diversi e numerose funzioni utili. In buona sostanza, è questo il mio spazio di smistamento attività, dove cioè faccio confluire e classifico le cose che intuitivamente annoto nel mio moleskine agenda (con il metodo che conoscete già). Quando mi serve, posso stampare una specifica lista di cose da fare e portarla con me. Vi assicuro che il sistema stampa in modo estremamente ordinato.A parte questo, le idee per utilizzare l'analogico in sinergia con il digitale possono essere molte. Eccone alcune:
E adesso: continuate voi!














How to use Quote function: