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Creative Landscape

spaziotempi geek annotati

Vi spiego perchè amo Google Notebook

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Chiunque di voi abbia un account di posta elettronica Gmail può accedere a un'infinità di servizi utili "By Google". Uno di questi si chiama Google Notebook, ed è una specie di blocco note superintelligente, perfettamente integrabile e comunicante con tutte le altre applicazioni di Google, e specialmente con Google Docs & Spreadsheets, oltre che (ovviamente) con Gmail.

Ho già indirettamente parlato (per esempio qui) del sistema organizzativo personale denominato Getting This Done (GTD), ideato da David Allen. Ebbene: Google Notebook sembra fatto apposta per implementarlo. E vi spiego in due parole perchè.

Innanzitutto il GTD si fonda su un concetto primario: l'informazione deve tradursi in azioni, e per questo deve essere classificata, collocata nei giusti contenitori e spostata continuamente a seconda dei vari gradi di implementazione. La classificazione e lo spostamento devono avvenire al di fuori di noi, per mantenerci creativi :smile: e indurci a focalizzare tutto sull'azione diretta! Dobbiamo spostare per controllare, e classificare per ritrovare le cose spostate. :happy:

Google Notebook funziona esattamente così. Si apre un'interfaccia nel vostro browser (io uso Firefox). Voi scrivete un'annotazione, che compare esattamente come una sorta di index card elettronica. Questa annotazione è editabile come un testo qualunque, e si possono inserire anche dei link testuali. Una volta scritta, la potete stivare in un notebook creato appositamente, e collocare anche all'interno di sottosezioni del notebook stesso (piuttosto che gettare nel cestino). Lo spostamento è facilissimo, basta usare il mouse, secondo una procedura drag & drop.

ESEMPIO 1

Supponiamo che io scriva qualcosa nel mio INBOX. Una volta scritta, la guardo. Cos'è? Supponiamo che esprima la volontà di scrivere un articolo su... Google Notebook! Allora creerò un notebook dal titolo "Articoli da scrivere", e sposterò materialmente l'annotazione dall'INBOX al nuovo notebook. Non contento, creerò all'interno del nuovo notebook la sottosezione "Articoli per Creative Landscape", e la ricollocherò lì. Controllando periodicamente i miei notebook, ritroverò il mio articolo da scrivere.

Ma l'utilità di Google Notebook è molto più sottile...

ESEMPIO 2

Facciamo un'ulteriore supposizione. Voglio scrivere un secondo articolo, ma mi servono informazioni aggiuntive e non so bene per quale ragione io voglia scrivere questo articolo (e queste intuizioni nebulose sono molto numerose quando uno in genere si pone in un atteggiamento produttivo). L'annotazione la sposto dall'INBOX al nuovo notebook "Progetti nebulosi" (sottosezione "Articoli"). Accumulo nel frattempo informazioni, che stivo nel notebook "Informazioni per progetti nebulosi" (sempre sottosezione "Articoli"). A un certo punto, dopo opportune ricerche, mi rendo conto che ho finalmente le informazioni bastanti per scrivere quel fantomatico articolo. Sposto allora la prima annotazione nel notebook "Articoli da scrivere" (ricordate!)... e comincio effettivamente a scrivere. Da subito! Sfruttando le mie annotazioni! Come faccio? Creando un altro notebook con il titolo dell'articolo che voglio scrivere. In questo nuovo notebook faccio confluire tutte le mie vecchie annotazioni inerenti l'articolo, più quelle nuove. Se voglio aggiungo sottosezioni per strutturare le varie cose scritte, che fungono da paragrafi (ricordo che tutto è editabile come in un normale wordprocessor).

Alla fine ho un notebook che ha funzionato come una sorta di outliner web based. Ho organizzato sequenzialmente le mie informazioni, in modo del tutto naturale; ma la cosa bella è che adesso non occorre che io le vada a riscrivere, piuttosto che copiare e incollare paragrafo per paragrafo! :cheers: Una specifica funzione di Google mi permette di trasformare automaticamente un "google notebook" in un testo di Google Docs già formattato, esportabile e pubblicabile in mille modi!! :hat:

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Comments

ursus arctos 1. July 2007, 18:08

Eeeeh, piacerebbe anche a me potermi fidare di un notebook elettronico in internet, è molto comodo... ma purtroppo ho un blocco psicologico riguardo a questo e mi fido solo del mio moleskine...
Ti spiego perchè, il problema è molto Freudiano, proprio da psicanalisi: il mio primo indirizzo e-mail l'ho avuto su Altavista. Lo adoravo, avevo 16 anni, scrivevo un sacco di e-mail, a 18 anni ho conosciuto colei che sarebbe diventata la mia ragazza, e oltre al numero di telefono mi ero fatto dare l'indirizzo e-mail... ci scrivevamo un sacco di cose, sognavo che un giorno le avrei stampate tutte e ne avrei fatto un libro privato... poi un giorno, di punto in bianco Altavista decise di non fare più servizio e-mail, avvisando con un ultimatum di sbrigarsi a farsi un nuovo indirizzo da qualche altra parte... io avevo ancora un modem 28k, in internet ci stavo pochissimo... e alla fine ho perso tutto!!! Anni di corrispondenza persa per sempre... avrei voluto piangere! :cry: Ma gli uomini non piangono... ho trasformato questa delusione informatica in uno stato psicologico, e adesso ho repulsione a salvare le mie cose solo in internet, non mi fido più...
Ecco, fine della seduta psicanalitica. :D

ursus arctos 2. July 2007, 10:12

Comunque l'account gmail ce l'ho... quasi quasi lo provo appena ho un pò di tempo... :up:

Filippo Albertin 2. July 2007, 10:20

Racconto piuttosto agghiacciante, quello che mi hai appena snocciolato! Da questo punto di vista, tuttavia, ritengo sia una questione di pro e contro. Tutto il web 2.0 orbita attorno al concetto di stivaggio dati in server che sostituiscono client. L'utilità di Gmail -- e di tutto quello che si comporta analogamente -- sta nell'avere uno spazio "ridondante + onniconsultabile" dove mettere la roba, punto e basta. Se non ti fidi, non lo usi. Ma a ben vedere, se non ti fidi, non dovresti neppure bloggare, avere un sito, e via discorrendo. Personalmente ritengo che le soluzioni web based siano le migliori, a patto che si possa contare su (1) connessioni veloci e (2) connessioni disponibili nel territorio. Qui in Italia non siamo certo ai primi posti, ma penso che l'uso del web si svilupperà anche da noi.

ursus arctos 2. July 2007, 11:01

Certo hai ragione, ma almeno se mi sparisse tutto il blog non è che ci starei male, invece quelle e-mail erano dei bei ricordi... :cry:

Ho provato il notebook di gmail ma su Opera non funziona, con mozilla si, perchèèèèè????? :cry::cry::cry:
Basta piangere che dopo dici che sono un piagnone! :D

Filippo Albertin 2. July 2007, 12:29

Opera ha ancora qualche difetto. Io uso tre browser. Opera per questo blog e per MyOperaCommunity, oltre che per la navigazione intensiva. Firefox per gli altri miei blog e per gli applicativi web based. IE7 per lo stesso uso di Firefox, ma in un altro pc. Gli stessi produttori di Opera ne consigliano un uso specifico...

ursus arctos 2. July 2007, 17:39

Io invece sono un "fanatico" di Opera, e per usare un altro browser devo proprio sforzarmi! :D

Filippo Albertin 2. July 2007, 21:12

Io invece sono un fanatico del divide et impera. Ergo... :smile:

ursus arctos 3. July 2007, 06:41

...sum! :lol: Comunque ci deve essere il modo per mettere un tasto su Opera che permette di aprire le pagine web in modalità internet explorer su Opera, perchè il problema non è di Opera ma dei siti web che sono tecnicamente "razzisti" per tipo di browser. L'ho visto sul forum Italiano da uno degli esperti, quando avrò un pò di tempo dopo l'esame vedrò come impostarmela! :sherlock:

Filippo Albertin 3. July 2007, 07:21

In effetti il razzismo di certi siti è una dinamica frequente...

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