Vita Arte e Tempo
Monday, 26. October 2009, 08:47:23
Ora, pur essendo evidente l'improponibilità di tale concetto preso alla lettera, visto che la sua applicazione equivarrebbe a fare un gran falò di tutta la carta stampata e i supporti audiovideo con opere da Omero a Shakespeare, da Mozart a Gorni Kramer, fino a Buster Keaton, e con queste tutto ciò che non abbiamo visto nascere, costringendoci a non apprezzare la Sagra della Primavera di Stravinsky, piuttosto che le prime esposizioni degli impressionisti francesi, solo per il fatto di non aver partecipato alla loro tumultuose e criticatissime "prime", TUTTAVIA questa relazione tra arte e tempo vissuto IN QUALCHE MODO mi interessa, e non poco.
Se per esempio una certa arte del passato arrivasse fino a noi censurando indirettamente, con il suo ricordo stereotipato e quasi sostituito al pensiero di un'epoca, altre forme d'arte viventi e operanti in quello stesso periodo in cui è nata, allora direi certamente che l'aver vissuto in quel periodo sarebbe un'ottima condizione per un giudizio più critico e attendibile. Basti pensare al nostro ridurre il diciannovesimo secolo alla musica sinfonica di corrucciati compositori dalla lunga barba, piuttosto che gli anni sessanta all'era della musica hippy e della psichedelia. Insomma: se ci sei stato puoi dire la tua meglio di chi non ci è stato.
Ma il mio interesse per la cosa ha in realtà una configurazione precisa, che può essere capita leggendo da un altro punto di vista la stessa considerazione che critico. Più che sindacare sull'apprezzamento di arti nate e vissute in tempi lontani da noi, in realtà bisognerebbe chiedersi quanto queste arti possano essere vissute oggi. Cioè: è vero che ci sono filosofi e artisti che hanno pronunciato idee così infinitamente esatte da essere valide in quanto riferite alla razza umana di ogni tempo; ma è possibile che esistano anche opere d'arte che potevano avere un senso solo in una società che non è la società attuale, con ritmi che non sono i nostri, con sistemi diffusi di contenuti che non sono quelli oggi fruibili, e via discorrendo? Secondo me sì. In altre parole io ritengo che l'arte non possa essere scardinata dal contesto in cui viene utilizzata per il solo fatto di chiamarsi arte.
A me individuo la musica degli ABBA piace, perché mi ricorda una musicalità che a sua volta mi ricorda modelli estetici, stili di vita, ritmi, concetti, idee e paesaggi che amavo. Questo amore per la musica degli ABBA può essere legato però ad amori che oggi sono privi di oggetto concreto del desiderio. Questo è un dato di fatto, uno tra i tanti con questo sapore di aporia. La domanda è semplice: come utilizzare questo bagaglio di sensazioni? A voi la risposta.















w2wai # 31. October 2009, 07:53
philweblog # 15. November 2009, 12:36
w2wai # 15. November 2009, 13:16
Spero di ricominciare a usare Opera con un po' di discepoli .. appena ci riesco ;-)
philweblog # 5. December 2009, 18:09