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Creative Landscape

spaziotempi geek annotati

Posts tagged with "digital"

Google and Jaiku

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Jaiku è entrato nel grande sistema solare di Google. Esattamente oggi ho dotato il mio Outlook di un plugin che permette di ricevere in automatico i feed delle mie conoscenze in Twitter. E ho pensato: "Vedrai che adesso Google, jaikuizzato, vorrà fare lo stesso con Gmail." Insomma, si parla di posta elettronica che vira verso il microblogging. Interessante. Molto interessante. Non so perchè, ma mi affascina.

LINK
:star: Twitter e Jaiku -- servizi di microblogging
:star: OutTwit -- il plugin di cui sopra
:star: di microblogging ho già parlato

Dice Luigi

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Oggi ho usato l'analogia con mia moglie, cha i piedi ben piantati nella vita reale;
ho detto che guidiamo l'auto da una vita senza sapere un accidente di meccanica ...
ho detto che volante, pedali, cruscotto .. (l'interfaccia) .. ci basta
ho detto che se non siamo capaci di guidarla per andare dove vogliamo non ci rivolgiamo mai al venditore per lamentare che l'auto non fa quello che vogliamo noi ..

Gabriella (mia moglie) ha detto che mi sono spiegato benissimo .. e ha capito perché poi le ho detto che, nel caso del Web, per usare un Blog come se fosse la nostra auto, senza dover diventare anche dei meccanici che cambiano pezzi di motore ad ogni "ultimo grido/gadget" .. servono "un ambiente" e "un processo".

Mi sono andato a rivedere il Google doc di Filippo e l'ho linkato nel post su "un Sabato d'Ottobre a Voltago Agordino" ..  insieme al post di Gigi su "per darsi una ruolo e una collocazione" .. L'analogia dell'automobile potrebbe andar bene, credo. Per cominciare ..

Ciao a tutti -- Luigi


Ok Luigi. Ci si vede dove sappiamo. :yes:

Ode To WriteRoom

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Ho usato tutti i sistemi operativi di questa terra, dagli odiatissimi sistemi Windows XP e Vista, alle più remote distro Linux, fino a Ubuntu, quella che ritengo migliore e di cui attenderò l'ennesima versione. Ma per il Mac sto ancora aspettando; vorrei la versione Leopard di OSX, e dunque... Ma una cosa è certa: col cavolo che questo giro uso applicazioni Microsoft. Tutta roba almeno semilibera e a basso costo. Nello specifico vorrei scrivere tutto con WriteRoom, un wordprocessor plain text che annulla ogni distrazione. In pieno stile Zen.

Take a Look: Ode to WriteRoom (on Flickr)

Buon Compleanno Smiley

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http://www.cs.cmu.edu/smiley -- 19 settembre 1982, 19 settembre 2007: una trovata senza tempo. Se penso a quanto queste faccine siano ancora in voga, esportate ovunque ci sia un alfabeto, e alla quantità e qualità di varianti proposte dalle miriadi di ragazzine che navigano in questi nostri oceani telematici del web 2.0, direi che ogni commento è superfluo. (Questo però non vuol dire che non siate tenuti a un "Tanti auguri a te" in salsa hacker! :hat:)

Ripreso a usare HighRise

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Con mia estrema soddisfazione riprendo a usare HighRise, applicazione by 37signals dedicata alla gestione dei contatti. Non voglio usare solo questa. Faccio sempre una copia nella bella rubrica di Windows Vista, certo. Ma uno stivaggio web sincronizzato è quello che ci vuole, specie con tutte le funzioni aggiuntive della piattaforma (potete aggiungere tag, tenere traccia di annotazioni legate a un singolo contatto, raggruppare i contatti il contesti, e via discorrendo...)

(Buono specie adesso che il lavoro in teatrOrtaet sta aumentando. :idea:)

Blog Action Day -- unitevi!

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Lo slogan "Blogger di Tutto il Mondo Unitevi!" probabilmente non sarà il massimo dell'originalità, ma penso renda abbastanza bene l'atmosfera di questa manifestazione. Un confronto che vede la convergenza, in un solo giorno, di molteplici voci su medesimi argomenti di grande interesse culturale e sociale. Una modalità semplice per riunire opinioni e soprattutto creatività operativa. Una nuova via per fare, oltre che per pensare.

Da perfetto designer di spaziotempi quale io sono, non potevo non segnalarvi a gran voce questo Blog Action Day, previsto per il 15 ottobre 2007 nel territorio della grande rete. I temi sono quelli più grandi di sempre, primo fra tutti l'ecologismo a trecentosessanta gradi. Insomma: il mezzo lo conoscete. Adesso armatevi di schermo e tastiera e dite la vostra. (Questo, Paolone & Andreone, è senz'altro per voi. Partecipativo come non mai!)

I love you MindManager

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Io uso molto le mappe mentali, ma dovrei usarle di più. Sono un ottimo supporto, specialmente per quei procedimenti che inglobano complessità (le classiche cose nelle quali, arrivati alla fine, non vi ricordate più l'inizio :left:). In questo momento sto lavorando a una mappa mentale piuttosto corposa e articolata -- fatta sempre con MindManager -- che sia contemporaneamente "di rilievo" e "di progetto" per le mie attività in Internet.

:idea: Un'idea che ho avuto è quella di stampare le varie versioni delle mie mappe mentali e appenderle davanti a me, per poterle avere davanti costantemente. L'ispirazione si nutre di stimoli visivi, e soprattutto combinatori (lo sguardo si posa sulle singole parole in modo non lineare, specie per le mappe).

Insomma: I love you MM! :heart::heart:

BackPack VS StikiPad

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Se devi scegliere tra due strade, scegli la terza: questa citazione potrebbe essere il più valido sottotitolo al post che sto scrivendo. I protagonisti sono BackPack, il noto sistema organizzativo web based di 37Signals, e StikiPad, piattaforma del tutto analoga per prospettiva d'uso, con l'unica differenza di essere (più sfacciatamente) un sistema wiki (vedi alla voce CamelCase e altre scorciatoie/atteggiamenti di digitazione testo).

Dal punto di vista estetico, sono molto belli entrambi. Mi piace un po' di più BackPack, ma le differenze sono veramente irrisorie. Tutti e due hanno una versione free e una a pagamento. La differenza è che in BackPack, senza pagare niente, avete a disposizione fino a cinque pagine, e non potete nè postare file nè inserire immagini uploadate. In StikiPad i servizi sono invece molto più generosi: si possono inserire sia file che immagini, e le pagine sono infinite. Il "pro" serve solo ad avere più spazi nello stesso account (cosa piuttosto inutile).

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Vi spiego perchè amo Google Notebook

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Chiunque di voi abbia un account di posta elettronica Gmail può accedere a un'infinità di servizi utili "By Google". Uno di questi si chiama Google Notebook, ed è una specie di blocco note superintelligente, perfettamente integrabile e comunicante con tutte le altre applicazioni di Google, e specialmente con Google Docs & Spreadsheets, oltre che (ovviamente) con Gmail.

Ho già indirettamente parlato (per esempio qui) del sistema organizzativo personale denominato Getting This Done (GTD), ideato da David Allen. Ebbene: Google Notebook sembra fatto apposta per implementarlo. E vi spiego in due parole perchè.

Innanzitutto il GTD si fonda su un concetto primario: l'informazione deve tradursi in azioni, e per questo deve essere classificata, collocata nei giusti contenitori e spostata continuamente a seconda dei vari gradi di implementazione. La classificazione e lo spostamento devono avvenire al di fuori di noi, per mantenerci creativi :smile: e indurci a focalizzare tutto sull'azione diretta! Dobbiamo spostare per controllare, e classificare per ritrovare le cose spostate. :happy:

Google Notebook funziona esattamente così. Si apre un'interfaccia nel vostro browser (io uso Firefox). Voi scrivete un'annotazione, che compare esattamente come una sorta di index card elettronica. Questa annotazione è editabile come un testo qualunque, e si possono inserire anche dei link testuali. Una volta scritta, la potete stivare in un notebook creato appositamente, e collocare anche all'interno di sottosezioni del notebook stesso (piuttosto che gettare nel cestino). Lo spostamento è facilissimo, basta usare il mouse, secondo una procedura drag & drop.

ESEMPIO 1

Supponiamo che io scriva qualcosa nel mio INBOX. Una volta scritta, la guardo. Cos'è? Supponiamo che esprima la volontà di scrivere un articolo su... Google Notebook! Allora creerò un notebook dal titolo "Articoli da scrivere", e sposterò materialmente l'annotazione dall'INBOX al nuovo notebook. Non contento, creerò all'interno del nuovo notebook la sottosezione "Articoli per Creative Landscape", e la ricollocherò lì. Controllando periodicamente i miei notebook, ritroverò il mio articolo da scrivere.

Ma l'utilità di Google Notebook è molto più sottile...

ESEMPIO 2

Facciamo un'ulteriore supposizione. Voglio scrivere un secondo articolo, ma mi servono informazioni aggiuntive e non so bene per quale ragione io voglia scrivere questo articolo (e queste intuizioni nebulose sono molto numerose quando uno in genere si pone in un atteggiamento produttivo). L'annotazione la sposto dall'INBOX al nuovo notebook "Progetti nebulosi" (sottosezione "Articoli"). Accumulo nel frattempo informazioni, che stivo nel notebook "Informazioni per progetti nebulosi" (sempre sottosezione "Articoli"). A un certo punto, dopo opportune ricerche, mi rendo conto che ho finalmente le informazioni bastanti per scrivere quel fantomatico articolo. Sposto allora la prima annotazione nel notebook "Articoli da scrivere" (ricordate!)... e comincio effettivamente a scrivere. Da subito! Sfruttando le mie annotazioni! Come faccio? Creando un altro notebook con il titolo dell'articolo che voglio scrivere. In questo nuovo notebook faccio confluire tutte le mie vecchie annotazioni inerenti l'articolo, più quelle nuove. Se voglio aggiungo sottosezioni per strutturare le varie cose scritte, che fungono da paragrafi (ricordo che tutto è editabile come in un normale wordprocessor).

Alla fine ho un notebook che ha funzionato come una sorta di outliner web based. Ho organizzato sequenzialmente le mie informazioni, in modo del tutto naturale; ma la cosa bella è che adesso non occorre che io le vada a riscrivere, piuttosto che copiare e incollare paragrafo per paragrafo! :cheers: Una specifica funzione di Google mi permette di trasformare automaticamente un "google notebook" in un testo di Google Docs già formattato, esportabile e pubblicabile in mille modi!! :hat:

Analogico VS Digitale: idee per integrarli

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Come avete visto qui e qui, sembra che io sia un fanatico della carta. Ma non è così. Se fosse così, almeno, non penso passerei così tanto tempo davanti ai vari miei notebook e dispositivi elettronici. In realtà io sono un fanatico dell'uso efficace e creativo delle cose, siano esse pescate nel grande mare della tecnologia, siano esse tratte dalla tradizione antropologica e manifatturiera. Ciò che mi interessa è l'integrazione e contestualizzazione di questi opposti versanti. Dirò di più: integrazione e contestualizzazione costituiscono l'obiettivo primario del designer, e l'esistenza su questo pianeta è essenzialmente un fatto di design.

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